CONN IGGULDEN.

LA BATTAGLIA DI RAVENSPUR.

LA GUERRA DELLE ROSE 4.

Parte 2.

Titolo originale: Wars of the Roses. Book Four. Ravenspur: Rise of the Tudors. 2016.
Traduzione di: Paola Merla.
2016 Edizioni Piemme, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
     Fondazione Ezio Galiano onlus
       http:\\www.galiano.it
   ad esclusivo uso dei privi della vista.
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18.
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Presa la decisione cruciale, Warwick si era sentito libero di forzare la 
marcia lungo la Grande strada del Nord per Londra. Se mai aveva dovuto un 
briciolo di lealt a Edward di York o a Richard di Gloucester o perfino 
a quel povero idiota di suo genero, George di Clarence, li aveva ripagati 
fino allultimo centesimo, lasciandoli passare davanti a Coventry. Si 
sentiva la testa sgombra, il passato non esisteva pi e tutto ci che 
restava lo aveva davanti a s. Una bella sensazione, come di una nave che 
avesse tagliato la gomena dellancora e si allontanasse libera sul mare. 
Tutto il passato era solo cenere, finalmente lo capiva.
Soltanto uno sciocco avrebbe fatto dei piani prima di affrontare Edward 
di York sul campo di battaglia, perci non ne fece. Aveva una forza 
preponderante e aveva con s lartiglieria, prodotto delle fonderie di 
Coventry, che in quel momento veniva trainata a un buon passo da coppie 
di pony. I suoi comandanti, Exeter, Oxford e Montagu, erano tutti uomini 
esperti nella guerra e Warwick sapeva che non avrebbero risparmiato il 
nemico, se lui lo avesse voluto.
Ma da quellunico ordine intendeva astenersi. A Towton Edward aveva 
proibito di fare prigionieri, condannando a essere massacrati in quella 
colossale macelleria migliaia di uomini che avrebbero potuto continuare a 
vivere e il ricordo di quel terreno sconvolto, coperto di sangue e di 
neve a perdita docchio tormentava ancora Warwick, che qualche volta, 
dopo averlo sognato, si svegliava di soprassalto protendendo le mani come 
per difendersi. Se avesse dato quel comando, sapeva che gli uomini non 
avrebbero esitato, per loro era facile uccidere selvaggiamente, molto pi 
facile che ragionare e cercare di controllare la propria furia. Avrebbe 
potuto ordinare di lanciare i cavalli a briglia sciolta, senza imporre 
alcun freno: quellordine sarebbe stato gradito.
Daltronde, quando si era comportato con bont e misericordia era stato 
ripagato con il male anzich con il bene. Quando era stato al fianco di 
Edward e gli aveva fermato la mano, impedendogli di uccidere re Enrico, 
Margherita aveva fatto di quelluomo un simbolo, sollevando lintera 
Inghilterra contro di loro. Quando Warwick aveva imprigionato Edward e 
non aveva voluto farlo decapitare, la sua ricompensa era stata la 
restaurazione di Edward e Warwick in esilio. Si raccontava che il vecchio 
duca di York avesse fatto una sortita dal suo castello di Sandal per 
salvare il padre di Warwick e che quellatto di coraggio e di amicizia 
gli fosse costata la vita. e le teste di entrambi sulle picche. Per 
quasi ventanni essere clemente e tener fede alla parola data gli aveva 
provocato solo disastri, mentre chi non accettava riscatti, assassinava 
prigionieri incatenati e godeva nel macellare gli altri passava da una 
vittoria allaltra.
Warwick non poteva cancellare il momento di follia che gli aveva fermato 
la mano a Coventry. Lo considerava il risarcimento di vecchi debiti e 
doveri di amicizia. ma ora tutto era stato pagato: se lombra di suo 
padre ancora lo guardava, e Warwick sperava che non fosse cos, sarebbe 
stato soddisfatto. Ora la Grande strada del Nord si allungava, nuova, 
davanti a Warwick che respirava laria buona a pieni polmoni mettendo il 
cavallo al trotto. Si sentiva rinato. Aveva guerreggiato per met della 
sua vita e la guerra lo aveva consumato, sminuito. Non ne poteva pi 
della guerra.
In un primo momento era stato sorpreso di non aver gi raggiunto i figli 
di York in marcia verso Londra su quella stessa strada, ma alla fine 
aveva capito che Edward non aveva desiderato altro che raggiungere la 
capitale e aveva fatto marciare i suoi uomini fino allesaurimento, solo 
per arrivare a destinazione il prima possibile. Exeter aveva ormai un 
atteggiamento di fredda antipatia nei suoi confronti, sempre pi convinto 
che per colpa di Warwick avessero perso la loro grande occasione. Senza 
affrontare direttamente Warwick, il giovane duca aveva reso di dominio 
pubblico quellantipatia e quel disprezzo, tanto che met degli uomini 
gi mormorava sullerrore del loro comandante, che avrebbe dovuto 
fermare York a Coventry. Mai avrebbe dovuto lasciarselo sfuggire.
Warwick augur buona fortuna a tutti loro, cosbravi nel guardarsi 
indietro e a capire esattamente quali passi avrebbero dovuto fare e quali 
no. Pur perfettamente consapevole dei propri errori, sapeva per che 
comandare era muovere un primo passo in una stanza buia e reagire a tutto 
ci che vi accadeva. Essere responsabile della vita di migliaia di uomini 
era sperimentare una combinazione di timore reverenziale, di orgoglio e 
di cupo rimpianto, il tutto mescolato insieme. Le vittorie erano sue, ma 
erano sue anche le sconfitte. Eppure non avrebbe rinunciato a un solo 
momento di quella parte della sua vita, nemmeno a uno.
Il sole stava tramontando lentamente, annunciando una dolce primavera 
gentile, le dure prove del gelo invernale completamente dimenticate, come 
se non fossero mai esistite; tuttavia per i soldati e per coloro che li 
comandavano la primavera era sempre accompagnata da un senso di pericolo, 
perch era la stagione della guerra, quando gli eserciti si destavano dal 
sonno e smaltivano il grasso accumulato durante linverno scambiandosi 
duri colpi e marciando per miglia e miglia. Il buio li avrebbe sorpresi 
sotto le mura di Londra, perci Warwick dovette far suonare il corno per 
dare il segnale alla colonna di fermarsi. Si accamparono appena a nord 
della cittadina di Barnet, cosche gli uomini potessero trovare da 
mangiare a saziet e qualcuno degli ufficiali potesse perfino dormire in 
un vero letto anzich sul duro terreno. Exeter, per, invi esploratori 
in perlustrazione e stabilturni di guardia per la notte: Londra era a 
sole otto miglia di distanza, abbastanza vicina per una marcia forzata e 
un attacco di sorpresa. Ma non si sarebbero fatti trovare impreparati.
Quando fu scesa la notte, le stelle cominciarono a brillare in un cielo 
di una purezza quasi dolorosa, di un nero assoluto, non essendo ancora 
sorta la luna. Le prime compagnie avevano ritirato la loro razione di 
viveri dai carri delle cucine e gli uomini delle altre, con lo stomaco 
che brontolava, si stavano mettendo in fila con i loro recipienti di 
stagno. Si voltarono nelludire delle grida provenienti dal limitare 
dellaccampamento verso sud, lanciando occhiate piene di desiderio ai 
calderoni di stufato e ai mucchi di pane alti come un uomo. Le grida 
crebbero di intensit e chi stava aspettando il cibo vi rinunci 
imprecando e si precipit a prendere le armi dove le aveva lasciate. 
Capitani e sergenti stavano gi correndo lungo le linee gridando i 
comandi: Formazione in quadrato! Formazione in quadrato!.
Mentre montava sul destriero nel buio, mormorando un ringraziamento al 
suo scudiero che teneva il cavallo e guidava il piede del suo signore 
nella staffa, Warwick rabbrivid, forse perch non gli piaceva lidea di 
doversi fidare degli altri. Avendo tanti uomini era in grado di tenere 
una riserva dietro i tre quadrati principali, perch, essendo stato a 
Towton, aveva potuto vedere il duca di Norfolk attaccare sul fianco al 
momento giusto e sapeva che una riserva da lanciare contro il nemico 
l dove serviva era una cosa di vitale importanza, se si avevano uomini 
a sufficienza. Warwick ne aveva. Si mise dunque alla testa dei suoi 
seimila uomini mentre Montagu, Exeter e Oxford si schieravano in 
formazione attraverso la Grande strada del Nord in tre enormi compagnie, 
ognuna grande come la sua. Warwick rabbrividdi nuovo ai ricordi che 
continuavano a presentarglisi come lampi alla mente. Nel corso degli anni 
aveva dimenticato quelle immagini, o cosaveva creduto, ma erano ancora 
tutte l per riaffiorare e terrorizzarlo. Grandi armate che si 
scontravano nelle tenebre, terrore assoluto nella notte che si riempiva 
di frecce, di fumo, di lampi metallici; e in quel buio la bravura 
nelluso delle armi non contava pi. Con la gola asciutta, prese lelmo 
dalle mani dello scudiero e se lo allacci stretto sotto il mento, in 
modo che restasse ben fermo. Era pronto. Sebbene fosse gi buio e avesse 
portato il cavallo dietro le prime linee, Warwick fece alzare i suoi 
vessilli. Li udiva sventolare alle sue spalle con un fruscio di ali.
Edward non si era aspettato di scorgere lavanguardia di Warwick 
allaltezza di Barnet, cosvicino a Londra, quando lui si era allontanato 
dalle mura della citt di appena cinque miglia. Aveva avuto 
limpressione che le ultime file non fossero ancora uscite dalla porta 
quando gli uomini mandati in perlustrazione erano tornati di corsa per 
riferire di aver avvistato un enorme esercito. Erano partiti al tramonto 
e Edward aveva avuto lintenzione di marciare per dieci o quindici 
miglia, poi di accamparsi e di fare un buon pasto. Stava riflettendo in 
silenzio, lasciando trottare il cavallo e non alz quasi lo sguardo 
quando fu raggiunto dagli araldi di Richard, che comandava lavanguardia 
e da quelli di lord Hastings alla retroguardia. I due cavalieri rimasero 
pazientemente in attesa degli ordini del loro re.
Era una follia attaccare al buio, specialmente un uomo con una storia di 
trincee difensive come quelle di St Albans. Quanto tempo aveva avuto 
Warwick per preparare il terreno? Perfino poche ore gli sarebbero state 
sufficienti a far scavare una trincea o due per contrastare la cavalleria 
oltre alle rampe e ai monticelli per mettere gli arcieri al riparo dai 
tiri nemici. Edward infil le dita sotto lelmo per grattarsi il mento: 
sentiva prurito quando era sotto pressione, disse a se stesso, 
domandandosi se fosse sempre stato cos. In ogni caso non si sarebbe 
ritirato. Era uscito da Londra per dare battaglia e aveva trovato il 
nemico ad aspettarlo pazientemente.
Chiam gli araldi. Ecco i miei comandi, signori. Ogni uomo nelle 
prime file tese lorecchio e molti uscirono dai ranghi per sentire 
meglio.
Non dar battaglia col buio, ma dite agli uomini di tenersi pronti ad 
alzarsi prima dellalba e ad attaccare. Former dei quadrati pi 
ravvicinati possibile per piombare su di loro non appena ci sar luce 
sufficiente. Nel frattempo niente torce. Niente rumori. Non voglio che 
puntino i loro cannoni su di noi mentre riposiamo. Quando daremo 
battaglia sar senza quartiere, nessun riscatto sar accettato. Non 
voglio dover affrontare mai pi quei bastardi!
Intorno a lui alcuni dei soldati pi induriti ridacchiarono o 
bisbigliarono tra loro soddisfatti nel sentire quelle parole, gli altri 
le ripeterono a quanti non ne avevano ben compreso il significato, 
cosche i comandi si propagarono fra i ranghi senza che la marcia fosse 
interrotta. Gli esploratori erano stati mandati in perlustrazione a tre 
miglia dalla citt per tornare al galoppo sfrenato non appena avevano 
avvistato lesercito nemico; Edward aveva preso la sua decisione e 
impartito gli ordini quando le due armate erano separate soltanto da una 
distanza percorribile in mezzora. Le forze di York, rassegnate ma di 
buon umore, marciarono attraverso le tranquille stradine di Barnet e 
quando si diffuse la notizia che un grande esercito li stava aspettando e 
che certamente avrebbero combattuto di prima mattina, le risate si 
spensero e il chiacchiericcio si mut in borbottio sommesso e in 
preghiere bisbigliate.
Lesercito di Warwick era stato avvistato fuori dalla cittadina, 
delineato attraverso la Grande strada del Nord dalla luce delle torce, 
forse a dimostrazione che i loro comandanti non avevano nessun timore del 
nemico uscito da Londra; oppure, essendo uomini esperti, non volevano che 
le forze di York piombassero su di loro nelloscurit . La notte era 
buia, il terreno intorno completamente spoglio, a parte alcuni alberi e 
qualche cespuglio. Edward avanz sul tratto di strada in lievi salite e 
discese, studiando la posizione e decidendo che un miglio di distanza era 
sufficiente. Dette il comando e sussult nel sentirlo ripetere a gran 
voce lungo tutta la colonna. Gli uomini si misero rumorosamente in 
formazione, ogni sergente e ogni capitano occupato a richiamare con urla 
furibonde i soldati che si cercavano a vicenda con gran chiasso. Era un 
caos completo e Edward non riusciva a vedere quasi niente, ma udiva il 
trambusto intorno a s. Fu sollevato al pensiero che Warwick non aveva 
osato sferrare un attacco a quellora, anche se la luna si stava 
mostrando per cominciare la sua arrampicata nel cielo e quella minuscola 
falce rendeva gi pi sopportabili le tenebre della notte.
Quando il primo cannone fece fuoco, uno schianto e un lampo di luce 
lontano un miglio, Edward fu contento di aver proibito ai suoi capitani 
di accendere le torce. Non vide la palla e non la udcolpire il terreno, 
ma allimprovviso il pensiero di trascorrere la notte sotto una pioggia 
di ferro e di fuoco divenne insopportabile.
Fate venire i miei capitani. in silenzio disse ai suoi araldi. 
Cercateli tra i loro uomini e conduceteli tutti da me.
Ogni uomo lo disse a una dozzina di altri che si mossero a turno, cosche 
non pass molto tempo prima che un centinaio di capitani dai capelli 
brizzolati si radunassero intorno al destriero di Edward in attesa di 
ordini. A nord altri tre cannoni sputarono fiamme e vicino a Edward tutti 
sussultarono o si fecero il segno della croce. A un centinaio di iarde di 
distanza si levarono simultaneamente schianti e grida di paura o di 
dolore subito soffocate. Edward abbass la testa infuriato, quasi volesse 
partire alla carica in quello stesso istante.
Non possiamo restare qui disse, senza poter vedere se vi fossero 
cenni di assenso o no; ma in quella notte nera come la pece sarebbe stata 
una follia accendere una torcia e offrire cosun bersaglio al nemico, 
perci Edward parl allaria intorno a s. Potremmo ritirarci, ma 
preferirei avanzare verso le loro linee. Se riusciremo a farlo in 
silenzio, non sapranno dove siamo finch non far giorno. Noi dormiremo 
come bambini nella culla e i loro tiri ci passeranno tutti sopra la 
testa. Attese e qualcuno dei capitani rispose con un coro di assenso, 
rendendosi conto che Edward non poteva vederli annuire.
Deve essere fatto in silenzio, ragazzi. Se scopriranno dove siamo 
aggiusteranno il tiro. Se tutto vi  chiaro andate a riferirlo ai vostri 
uomini, ma ricordate loro che far spellare vivo chiunque faccia rumore. 
Ancora mezzo miglio, signori, poi potranno sdraiarsi a dormire. Mantenete 
la formazione in quadrato in modo da essere pronti ad attaccare allalba. 
Il comando ora  in silenzio e lentamente?. In silenzio e 
lentamente.
Nessuno di quegli uomini esperti comment lordine e qualcuno ridacchi 
divertito allidea di starsene a dormire al sicuro sotto lala del nemico 
che sparava al di sopra delle loro teste. Ma era una posizione difficile 
da tenere e probabilmente nessuno di loro avrebbe dormito molto.
Attaccheremo alle prime luci dellalba promise Ed-ward.
Far muovere diecimila uomini al buio era di per s una sfida, anche se 
perlomeno non vi fu resistenza allidea, dato che a nessuno andava a 
genio stare ad aspettare che una palla di pietra o di ferro si abbattesse 
sui loro ranghi facendo una strage. Cosavanzarono, una linea alla volta, 
facendo affidamento su quanti li precedevano per contare ottocentottanta 
iarde; alla fine Richard di Gloucester trov una cresta nel terreno a 
circa cinquecento passi dalla linea di torce di Warwick, appena fuori 
dalla portata delle sue frecce: era poco pi di un lievissimo rilievo che 
non avrebbe rallentato la loro marcia, ma che permise agli uomini di 
sdraiarsi sullerbetta primaverile che cresceva a ciuffi e trovarsi un 
posto per dormire, con gli insetti che strisciavano su di loro nel buio.
Il cannoneggiamento dur tutta la notte, i tiri alti sopra di loro, e 
lesercito di York giacque a terra in tre grandi quadrati aspettando il 
mattino.
Margherita non si curava del mare grosso e anzi aveva provato piacere nel 
sentire ancora una volta che non cera niente che le facesse paura nel 
mare; ed era cosanche per suo figlio che non soffriva affatto per il 
vento furioso o per i movimenti disordinati dei marosi. La sera prima 
Margherita aveva visto la torcia accesa per guidarla e il cuore le era 
balzato nel petto per lemozione. Eppure il capitano, trattandosi della 
sua nave, si era rifiutato di accettare lautorit della regina e 
Margherita, frustrata, era stata costretta a starlo a guardare mentre 
cercava un ancoraggio sicuro. Il litorale era l ! Lo si sarebbe potuto 
raggiungere anche a nuoto. Margherita aveva sopportato anni di esilio, 
aveva mandato gi mille piccoli fastidi e vere e proprie umiliazioni, 
aveva conosciuto la povert e i debiti e la vergogna di dover dipendere 
completamente dalla generosit di un uomo che poteva smettere da un 
momento allaltro di curarsi se fosse viva o morta. Eppure quellultima 
notte era stata la peggiore di tutte, con la costa inglese laggi nel 
buio, quella viva fiamma tenuta alta per lei. e un capitano francese 
che non dava ascolto alle sue suppliche, deciso ad aspettare il giorno.
Era stata una notte di sonno agitato e di brutti sogni. Suo figlio, 
Edward, laveva trascorsa quasi tutta in piedi, duellando perfino un po 
con uno dei cavalieri che re Luigi aveva mandato ad accompagnarli. Il 
rumore di ferraglia delle loro calzature sul ponte svegli del tutto 
Margherita, che si alz a sedere, ancora con il vestito dalla sera prima, 
nella minuscola e fetida cabina. Si intravedeva una vaga luce biancastra, 
un pallido annuncio dellalba, che le fece accelerare i battiti del cuore 
mentre chiamava una servetta per farsi aiutare a infilare gli stivali. 
Quando uscin coperta era accaldata, ma rabbrivid, subito investita 
dalla brezza. Durante la notte il mare si era calmato, il capitano 
sorrideva e unimbarcazione veniva portata sottobordo.
A quellora mattutina il litorale era nascosto da una nebbia che a tratti 
si diradava lasciando apparire di quando in quando qualche sbavatura di 
verde e di bianco, come una donna che muovesse la gonna per far 
intravedere le gambe. Margherita sorrise. Come era giovane quando aveva 
visto per la prima volta quel litorale, il primo di una terra che non 
fosse la Francia!
Prendete la mia mano, madre suggerEdward al suo fianco 
porgendogliela. C ancora un po di vita nelle onde, dice il capitano 
Cerce. Lei lasci che il suo forte e giovane figlio la guidasse sul 
ponte fino al punto in cui limpavesata si interrompeva e gi in basso 
beccheggiava la barca, una vista non proprio rassicurante, anche se 
Margherita si costrinse a sorridere e a salutare con un cenno cortese del 
capo il capitano, che pur considerava un omuncolo pieno di s.
Edward scese per primo e dalla scialuppa aiut Margherita a fare 
altrettanto con grande premura, assicurandosi che fosse ben sistemata 
prima di occuparsi delle cassette di re Luigi, unofferta per la loro 
causa. Una o due erano piene di sacchetti di monete, Margherita lo 
sapeva, sebbene sperasse di non doverle usare; ma era stata abbastanza 
povera nella sua vita da trarre conforto dal loro peso.
Finalmente suo figlio sedette sul banco. Quel giorno landirivieni con la 
nave sarebbe stato frequente, era necessario trasportare a terra il resto 
del loro bagaglio e gli scudieri che ora lo sorvegliavano sul ponte, 
guardando sperduti il principe di Galles come se fossero stati 
abbandonati da lui. Ma per ora bastava che sbarcasse sua madre. 
Margherita scrutava i moli che andavano ingrandendosi sempre di pi 
dietro il velo di foschia. Si vedevano degli uomini armati e il cuore 
cominci a batterle forte per lapprensione, anche se Somerset aveva 
fatto alzare i suoi stendardi proprio sul fronte mare per rassicurarla. 
Beaufort era un uomo perbene, ricord Margherita, come il padre e il 
fratello prima di lui. S, la guerra si era portata via troppe vite, 
aveva distrutto troppe famiglie. La sua unica speranza era di essere 
tornata in patria per vederne la fine.
Margherita guard il figlio salire agilmente i gradini di pietra della 
banchina e poi girarsi per aiutare lei mentre i marinai francesi alzavano 
i remi e riprendevano fiato dopo la fatica. Margherita si port a prua 
dellimbarcazione e alzando lo sguardo vide il duca di Somerset che 
laspettava, bello nella sua armatura.
Benvenuta a casa, mia signora la salut Edmund Beaufort piegando il 
ginocchio a terra e chinando il capo nel momento in cui Margherita 
raggiungeva il molo e calpestava il suolo inglese, che aveva lasciato 
quasi esattamente dieci anni prima.
...
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19.
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Durante la notte, sui prati scese una fitta nebbia che si depositava a 
tratti come neve. Gli uomini inviati in perlustrazione si perdevano di 
vista a dieci passi di distanza luno dallaltro e riferirono 
doverosamente su quel pericolo ai loro sergenti. Le stelle svanirono e il 
buio divenne assoluto, come se fossero tutti caduti in un pozzo. Soltanto 
il lampo dei cannoni di Warwick che continuavano a ruggire squarciava le 
tenebre, lasciandosi dietro vaghe macchie di luce danzante verde e oro. 
Le squadre ai cannoni sprecarono polvere e proiettili per tutte quelle 
ore prima dellalba senza mai sapere che il nemico era vicino come la 
loro ombra.
Edward aveva cercato di dormire, o perlomeno aveva passato un po di 
tempo facendo finta di dormire, in modo che gli uomini intorno a lui lo 
vedessero calmo e senza nessuna preoccupazione, ma quando finalmente 
balz in piedi fu un sollievo, dopo essere rimasto a lungo immobile. Il 
sole, il suo simbolo personale, era assolutamente nascosto, nemmeno un 
baluginio giallastro in quella nebbia mattutina, solo un eterno biancore 
umido e freddo.
Vederlo in piedi ridette la vita alla sua armata. Gli uomini si alzarono 
da dove si erano coricati, qualcuno dovette essere scosso dai compagni, 
ma per la maggior parte tutti furono pronti quanto era possibile esserlo 
in quelle condizioni. Sapevano che cosa li aspettava ed erano consapevoli 
del vantaggio che si erano procurati strisciando cosvicino 
allaccampamento nemico.
Quando uomini e cavalli si preparavano alla battaglia era impossibile non 
fare rumore. Gli animali sbuffavano, le teste tenute basse da mani forti 
perch non si chiamassero a vicenda nitrendo; gli uomini scivolavano e si 
lasciavano sfuggire imprecazioni ad alta voce, mentre armature e cotte di 
maglia facevano baccano come campane che suonassero. Alla fine, comunque, 
emozionati ma risoluti, tutti attesero il suono dei corni fermi in piedi, 
unespressione dura sul viso. Poi si fecero il segno della croce e 
alzarono gli occhi a un cielo che non potevano vedere.
I corni avevano suonato e da entrambe le ali dellarmata di York volarono 
le frecce, sei al minuto con una buona mira, dieci senza. Gli arcieri 
erano solo qualche centinaio ma rovesciarono ugualmente migliaia di 
frecce nella nebbia, alle quali risposero urla di dolore e clangore di 
armature.
A quel punto gli armati di Warwick sapevano dove fosse il nemico. era 
molto vicino. Una grandine di aste sbuc dalla nebbia in direzione dello 
schieramento di York facendo cadere gli uomini che avevano cominciato a 
muoversi in quellistante. Punte di ferro risuonarono contro le corazze o 
si conficcarono con un tonfo sordo negli scudi tenuti alti per offrire un 
bersaglio minimo. Qualcuno trov dei varchi e cavalieri si afflosciarono 
sulla sella o zampe anteriori di cavalli cedettero, facendo cadere 
lentamente in avanti gli animali. Ma per lo pi le raffiche erano mal 
dirette e quasi tutte troppo alte. La risposta venne dai cento 
bombardieri fiamminghi schierati davanti a Edward, una massiccia scarica 
che spedpalle di piombo nel biancore, al quale si aggiunse una nube pi 
spessa, punteggiata di grigio, una scarica che suscit urla di agonia 
prolungate.
Gli arcieri di York tennero soltanto poche frecce di riserva e si 
ritirarono alla retroguardia lanciando grida di giubilo e di scherno per 
i bombardieri stranieri che avevano concluso cospoco. Mentre gli arcieri 
indietreggiavano, tre grandi quadrati si precipitarono in avanti, ogni 
uomo attento a non cadere e farsi calpestare.
Allinizio infatti la pi grande paura degli uomini in marcia nella 
nebbia era di inciampare, cadere ed essere travolti da tutti quelli che 
li seguivano, perci stavano attenti a dove mettevano i piedi, stringendo 
con forza roncole e asce, accette e spade. Soltanto le prime file 
guardavano avanti e, quando videro altri uomini avanzare contro di loro, 
lanciarono un ringhio cupo e impressionante, un suono di violenza e di 
minaccia e di sfida animalesca che fece balzare il cuore nel petto dei 
compagni. Tutto venne dimenticato, ogni regola della vita normale fu 
abbandonata; quegli uomini avevano unarma in mano e avrebbero ucciso 
chiunque si sarebbe mosso contro di loro. Molti sarebbero stati ridotti 
in condizioni da non poter pi fare ritorno a casa, altri avrebbero 
trovato un motivo di orgoglio personale di cui avrebbero sempre 
conservato il ricordo, altri ancora sarebbero stati lasciati cadaveri sul 
campo di battaglia.
Il ruggito possente che si era levato dalle loro schiere ebbe una 
risposta. Esasperati e sanguinanti a causa della pioggia di frecce, le 
schiere di Warwick erano l tra le volute di nebbia, le armi in pugno, 
pronte a riceverli.
Richard di Gloucester era in sella al suo cavallo da guerra nella terza 
fila dellala destra di suo fratello. La sua compagnia era la prima a 
raggiungere il nemico, precedendo tutte le altre, con i cavalieri pi 
forti e quasi tutti i capitani pi esperti. Soltanto gli arcieri li 
avevano sopravanzati e ormai, scoccate le loro frecce contro nemici 
invisibili, stavano tornando di corsa.
Ora toccava a lui. Lala al comando di Richard di Gloucester era il 
martello di York che ora si doveva abbattere sul nemico. Diciottenne, 
nella sua armatura splendente, vedendo solo ci che lelmo gli permetteva 
di vedere, Richard esultava, conscio del compito che lo aspettava. La 
nebbia era tutto intorno a loro in volute simili a liquido bianco, quando 
a un tratto il nemico apparve e i suoi ranghi si precipitarono contro le 
schiere di Warwick. Ma Richard non poteva alzare la visiera, sarebbe 
bastata una sola freccia, un solo colpo di lancia per farlo cadere nella 
sua prima battaglia. Al contrario spron il cavallo e avanz, avvertendo 
limpatto della corazza contro le armature degli uomini che faceva cadere 
di sella, urtandoli o trapassandoli con la punta della spada. Gli 
bruciava orribilmente la spalla e il collo gli si contraeva in lampi di 
agonia come se fosse in fiamme, ma Richard continuava a uccidere e a 
colpire sentendosi forte, forte come non aveva creduto di poter essere.
Era intoccabile. Non era possibile disarcionarlo. Tranciava le gambe 
degli uomini appiedati e urlanti e quando si trov davanti, in sella a un 
destriero possente come il suo, un cavaliere chiuso nellarmatura che 
teneva alta una mazza di ferro destinata a fracassare elmi e teste, lo 
colpsotto uno spallaccio spezzandogli larticolazione, cosche il 
braccio delluomo ricadde privo di forze; poi la punta della sua spada 
trov il collo del cavaliere, che agit le braccia per un attimo e cadde 
da cavallo, ferito a morte, per sparire sotto i piedi dei soldati in 
marcia.
Gloucester dette di sprone, costringendo il destriero a superare quello 
senza cavaliere. Non riusciva a capacitarsi del grande movimento 
lintorno. Aveva visto per un istante i vessilli di Exeter venire verso 
di lui e sapeva che Henry Holland non gli avrebbe mai ceduto il passo e 
tuttavia lala al suo comando continuava ad avanzare passo dopo passo 
come se non ci fosse niente a fermarla. Richard continuava a non capire 
ma a un tratto la nebbia si dissolse davanti a lui, permettendogli di 
vedere che la sua formidabile compagnia aveva superato le linee di 
Exeter; per pura fortuna il loro schieramento si era trovato al di 
l del limite estremo dellala di Warwick.
Con la prima avanzata avevano aggirato senza volerlo le forze di Exeter, 
trasformando lassalto frontale in un attacco al fianco, con il terrore 
degli uomini che si vedevano assaliti da due direzioni, come se fossero 
caduti in unimboscata. Il merito era della nebbia e Richard, giubilante, 
affond gli speroni nei fianchi del cavallo. Lanci un ruggito di sfida e 
abbatt un altro soldato che stava alzando lascia per colpirlo alla 
coscia.
Avanti! Avanti! sbrait ai suoi capitani. Voltarsi! Attaccarli al 
fianco!
Niente faceva pi spavento ai combattenti che sentire lintero quadrato 
spinto allindietro e il dover mantenere la formazione arretrando. Ogni 
passo nel fallimento e nella ritirata abbatteva sempre di pi il morale 
degli uomini, al punto che da un momento allaltro potevano voltare le 
spalle al nemico. per essere massacrati mentre fuggivano. Solo questo 
li faceva resistere, sapere che scappando, cedendo al terrore che li 
assaliva nel sentire che il loro esercito cominciava a cedere, avrebbe 
significato morire. E tuttavia la paura li attanagliava, si vedeva il 
bianco degli occhi dei fanti costretti ad arretrare passo dopo passo.
Avanti! gridarono a loro volta i capitani di Gloucester scoprendo i 
denti in un sorriso estasiato. Sapevano di aver sfondato e, una volta 
diradata la nebbia, avrebbero capito come stava andando il resto del loro 
esercito; ma fino a quel momento erano i soli protagonisti nella 
battaglia e combattevano perdutamente con rabbia, paura e trionfo.
La bruma aveva ricordato Towton a Edward fin dai primi momenti, la 
terrificante vicinanza di quellumidit bianca che sembrava premersi 
sulla faccia e sulla gola. Non riuscendo a respirare bene con la visiera 
abbassata, lalz, inspirando grandi boccate daria che sapeva di ferro. 
Dallaltezza del suo destriero avrebbe dovuto potersi fare unidea di 
come stesse andando la battaglia, ma la spessa foschia lo rendeva cieco e 
il panico cominciava a montare dentro di lui. Ruggiva i comandi lungo la 
linea, gridando Avanti! ai capitani e ai sergenti che a loro volta 
incitavano gli uomini. Edward aveva avvertito la carica degli uomini di 
Richard nella pressione che questa aveva esercitato contro il quadrato al 
suo comando e nei rari momenti in cui la visibilit era migliore li 
aveva visti sfondare la formazione nemica, penetrandovi come un colpo di 
lancia, trascinando in avanti anche il centro dello schieramento.
Alla sua sinistra, per, lord Hastings era stato costretto a ritirarsi 
quasi con la stessa rapidit ; Edward aveva perfino intravisto al posto 
della sua ala sinistra gli stendardi di Oxford avanzare trionfanti, alti 
sopra i ranghi. Si sentaggirato, divenuto il centro del campo di 
battaglia, trascinato a sud da un lato e a nord dallaltro. Lintero 
quadrato centrale doveva ruotare su se stesso se non voleva perdere ogni 
contatto con entrambe le ali e rimanere isolato.
Ruotare a sinistra! grid alla fine. Formazione centrale! Capitani 
di York! Ruotare a sinistra sul posto! Lentamente! Sarebbe stata una 
manovra difficile anche sul terreno di parata; cercare di far girare 
tremila uomini nello stesso momento mentre combattevano contro i nemici 
era unoperazione che lo costrinse a mordersi il labbro per la tensione 
fino a farlo sanguinare. Fin dallinizio Edward era stato in condizioni 
di inferiorit numerica e ora la sua ala sinistra aveva ceduto, stava 
ancora cedendo, con le truppe di Oxford che avanzavano esultanti e 
Hastings che si ritirava.
I messaggeri tornarono di corsa verso la terza fila del quadrato centrale 
dove Edward era in sella al suo destriero, ansanti e cercando di 
disegnare in aria con le mani ci che avevano visto. Edward tir le 
redini e si gir a destra e a sinistra mentre si faceva strada in lui la 
comprensione di quanto era successo sul campo di battaglia fino a quel 
momento. Nel buio della notte i suoi uomini si erano fermati per dormire 
dove la sua ala destra non aveva nessuno davanti a s. In una giornata di 
tempo bello le forze avrebbero modificato lo schieramento attaccando, ma 
le nebbie avevano reso la cosa impossibile. Entrambe le ali destre 
avevano descritto un mezzo cerchio nel loro assalto e il risultato era 
una ruota gigantesca, con i due eserciti che giravano in tondo, 
stritolandosi a vicenda mentre avanzavano.
Era troppo tardi per usare la situazione a proprio vantaggio. Edward vide 
la sua ala sinistra sfondata e gli uomini di Oxford, gli stessi che aveva 
visto fuggire davanti a s pochi giorni prima, precipitarsi in avanti 
ululando come lupi che inseguissero un cervo, perduti nella loro furia, 
bramosi solo di uccidere senza fermarsi mai. Non esisteva 
libert sfrenata pi terribile di quella, n pi sfibrante. Edward, che 
ne ricordava tutto lorrore e la delizia, si sentfremere e rabbrividire 
al tempo stesso.
Vide uninondazione, un torrente di uomini in rotta, ogni coraggio 
perduto. Muggnuovi comandi ai capitani pi vicini a lui, che tuttavia 
non riuscirono a contenere quella marea e due o tremila fanti si dettero 
alla fuga tutti insieme, correndo come lepri e inseguiti dalla cavalleria 
di Oxford, una quarantina di cavalieri con le lunghe spade sguainate per 
colpire e falciare, passando. Stava cominciando il massacro e Edward di 
nuovo ricord Towton. Non riusca sopportarlo e la sua reazione fu di 
puntellare con le lance ci che restava dellala sinistra, per poi 
muovere in aiuto di suo fratello Richard. Lala sinistra di Edward era in 
rotta e sarebbe stata fatta a pezzi, non cera pi niente che si potesse 
fare se non allontanarsi nella nebbia.
Avanti! grid, la voce tuono di cannone. Avanti! Li teniamo in 
pugno! Era una follia e una menzogna ma quanti vedevano in lui il loro 
condottiero raddoppiarono lo sforzo, colpendo a destra e a sinistra fino 
allo sfinimento. Si incunearono nel varco che si erano aperti e videro 
lala destra di Richard di Gloucester procedere rapidamente in formazione 
ordinata. Era difficile non perderli di vista.
Gli uomini di Exeter non si erano dati alla fuga, ma erano stati decimati 
una fila dopo laltra, sopraffatti dallattacco sul fianco e di fronte: 
era un brutto lavoro, crudele, estenuante, ma Richard aveva visto cadere 
lo stesso Exeter, i suoi vessilli sul punto di sparire, una vista che 
rincuor gli uomini di Gloucester, tanto che la ruota umana gir con 
maggiore impeto. Le folate di nebbia rendevano tutto caotico e non era 
possibile fare altro che colpire con le picche e con le spade le facce di 
quanti si paravano davanti, guardarli cadere e calpestarli in modo che 
non si rialzassero pi.
John de Vere, conte di Oxford, si considerava un cavaliere combattente 
che uccideva sempre i suoi nemici. Sentardere in s il freddo fuoco 
dellorgoglio quando vide i suoi uomini respingere e distruggere lintera 
ala sinistra di York. Tutto ci che riusca distinguere nella bruma fu 
motivo di allegrezza per lui: il nemico costretto a fuggire, le sue 
truppe trionfanti che lo inseguivano e lo facevano a pezzi. Mise al passo 
il cavallo sul terreno insanguinato e perfino la nebbia gli sembrava 
tinta di rosso. Quando lala di York si dette alla fuga lanci un ululato 
da lupo, facendosi portavoce con le mani e imitando il richiamo del 
branco mentre affondava gli speroni nel fianco del destriero. Era un 
antico richiamo di caccia e quanti provenivano dai suoi domini personali, 
lo ripeterono con gioia selvaggia inseguendo il nemico vinto.
Le truppe di York al comando di lord Hastings passarono in un istante dal 
contendere strenuamente ogni passo al nemico alla rotta pi completa, 
ridotte a prede alle quali dare la caccia, inseguite da soldati di Oxford 
che lanciavano urla terrorizzanti e maneggiavano le armi come mietitori 
in un campo di grano.
Oxford cavalcava in mezzo alla sua armata lanciata allinseguimento, tra 
risate e ululati di scherno, affondando la spada nel collo dei soldati in 
fuga come usava fare con i cinghiali, che cacciava con abilit e 
divertimento. I fuggitivi si gettavano di lato alzando le mani, dandogli 
una preziosa occasione di mettere alla prova la sua abilit : gridava di 
giubilo quando li faceva rotolare per terra uccisi con un solo colpo 
preciso, ma aggrottava la fronte quando la lama scivolava e affettava la 
carne come in una macelleria. Allora lasciava che fossero altri a finire 
lopera, giudicandola poco sportiva.
Era cospreso da quella sfida che non si era accorto di quanto si fosse 
allontanato dalla battaglia. Alz gli occhi nella grigia foschia soltanto 
quando gli zoccoli del cavallo incontrarono i ciottoli di una strada. 
Sibil unimprecazione contro se stesso: aveva inseguito il nemico in 
fuga fino a Barnet, una cittadina tutta vicoli e viuzze che avrebbero 
richiesto uneternit per essere perlustrate: era come tirar fuori il 
mollusco dalle chiocciole di mare.
Il conte udiva calpestio di stivali tutto intorno a lui, perfino qualche 
grido strozzato di uomini che lottavano. Era impossibile distinguere 
lamico dal nemico e Oxford si immagin circondato e colpito a morte, una 
visione che lo fece rabbrividire. Anche se non gli piaceva lasciarsi alle 
spalle una forza nemica, sapeva di averla realmente messa in fuga e che 
almeno met di quegli uomini erano morti o feriti, il conte ne era 
certo. Strinse le labbra irritato mentre cercava senza successo di pulire 
la spada incrostata di sangue rappreso, poi si gir e cominci a gridare 
comandi nella fitta foschia che lo circondava.
Per Oxford! In formazione intorno a me in buon ordine! Capitani e 
sergenti, a me! Radunate i vostri uomini! Per Oxford!
Vi furono risposte tutto intorno a lui e gli uomini si fermarono, ansanti 
per lo sforzo, molti con gli occhi sgranati, sporchi di sangue, allibiti 
per ci che avevano fatto; altri sorridevano o ridacchiavano contenti di 
essere vivi e di aver ucciso. Lentamente i ranghi si riformarono, con 
qualche faccia scura alla prospettiva di dover tornare nel pericolo. Una 
o due voci si levarono per dire a Oxford che cosa poteva fare di se 
stesso, il che ebbe come risultato capitani e sergenti inferociti che 
andavano su e gi lungo le file incerte, pronti a rompere la testa a 
chiunque osasse insultare il loro signore, condottiero di quasi tutti gli 
ufficiali presenti, uomini dai capelli brizzolati che lo avrebbero difeso 
a qualsiasi costo e che disprezzavano cordialmente chi insultava 
nascondendosi tra i compagni.
Si era levata un lieve brezza che fece sperare, una volta dispersa la 
nebbia, di poter vedere il campo di battaglia verso il quale si stavano 
dirigendo, perch la sensazione di soffocamento era aumentata e rendeva 
difficile respirare normalmente, tanto che gli uomini ansimavano a mo di 
mantici, come se stessero correndo anzich marciando.
Oxford cavalcava fieramente nella seconda fila fra una dozzina di altri, 
congratulandosi con quelli che conosceva; e in verit aveva motivo di 
sentirsi fiero. Quella mattina non desiderava altro che imbattersi in uno 
dei figli di York o, in mancanza di questo, nei carriaggi o nelle 
eventuali riserve del re usurpatore. Ma la cosa migliore sarebbe stata 
uno scontro con la retroguardia del centro al comando di Edward. Quella 
sarebbe stata la risposta alle sue preghiere e le possibilit che fosse 
proprio coserano buone. Oxford sapeva che i suoi uomini erano a un 
miglio dal campo di battaglia e dovette tenere saldamente le redini del 
suo destriero, che sentiva leccitazione generale.
Cercate il sole fiammeggiante! grid ai suoi uomini. Passaparola 
quando il nemico  in vista! Il suo stemma di famiglia era una 
estoile?, una stella doro con sei raggi ondulati, lo stemma che in 
peltro adornava gli scudi dei suoi uomini ed era ricamato sugli 
orgogliosi stendardi ondeggianti sui pali al di sopra delle loro teste. 
Uno stemma molto simile a quello di Edward, riflett Oxford: sia le 
fiamme sia i raggi di luce potevano bruciare.
A un tratto uda una certa distanza davanti a s delle grida acute di 
paura e un trambusto, ma non riusca capirne subito la ragione. Il suo 
dovere era di tornare sul campo di battaglia e non si sarebbe tirato 
indietro dopo ununica azione vittoriosa; incit dunque i suoi uomini ad 
avanzare anche quando laria lintorno si riempdi frecce e alcuni 
accanto a lui caddero a terra con gran fragore di metallo.
Tradimento! si udgridare, un grido riecheggiato da voci spaventate. 
Oxford dette di sprone, facendo sanguinare di nuovo il fianco del 
cavallo, che si lanci in avanti investendo uomini di Oxford nella sua 
furia.
Che cos questo grido? Quale tradimento? grid il conte ai suoi 
capitani, i quali non poterono che alzare le spalle nella foschia mentre 
il grido continuava, alto e ripetuto. Tradimento! Traditori!
Ma chi  quelluomo? Chi sta gridando? Oxford, a me! Per Oxford! I 
capitani gridarono il suo nome pi e pi volte, ma il tumulto cresceva 
mentre i fanti di Oxford non potevano fare altro che spingersi in avanti.
La pioggia di frecce stava cessando e Oxford vide i suoi massacrare una 
fila di arcieri.
Dio, fa che siano le riserve di York! disse tra i denti. Quel giorno 
aveva fatto meraviglie e avrebbe potute farne ancora. Ma non comprendeva 
che cosa volessero dire quelle grida di Tradimento! che si facevano 
pi forti di minuto in minuto. Si sforz in tutti i modi di vedere 
qualcosa nella nebbia, poi si lasci ricadere inorridito sulla sella.
Mentre i suoi ranghi si stavano riformando alla periferia di Barnet, le 
forze schierate sul campo di battaglia avevano ruotato lentamente e 
faticosamente, perci invece della retroguardia di York, gli uomini di 
Oxford stavano attaccando il centro delle armate di Warwick, uomini della 
loro stessa parte. Oxford vide lo stendardo di Montagu cadere, ma i suoi 
continuavano ad avanzare combattendo nella nebbia, incapaci di fermarsi 
sebbene molti gridassero e agitassero le braccia per costringerli a 
farlo.
Leffetto del cedimento di Montagu fu che lintero centro dellesercito 
di Warwick perse la sua compattezza. e Edward di York pot penetrare 
con decisione fino al cuore della sua armata: gli era stata data ununica 
occasione e non se la lasci sfuggire. I suoi uomini si disposero in una 
formazione a punta di lancia e avanzarono facendo a pezzi le truppe di 
Oxford e di Montagu, gi in preda al panico non sapendo come o dove 
liberarsi dallabbraccio assassino dei loro propri compagni.
Warwick udun prolungato ruggito rauco in un punto imprecisato davanti a 
s, simile alla risacca su una spiaggia ghiaiosa. La maledetta nebbia 
impediva di capire dove avrebbe dovuto colpire con le proprie riserve, ma 
certamente era giunto il momento. Aveva seimila uomini, forze fresche e 
intatte, pronte a intervenire al suo comando.
Avanti al centro grid. Questo era il suo comando e il suo esercito. 
Non poteva dedicare nemmeno un pensiero a suo fratello John, che si 
trovava nel punto in cui la mischia sembrava pi fitta. Ogni volta che la 
nebbia si sollevava Warwick si voltava cercando di guardare il pi 
lontano possibile prima che quel biancore spesso non scendesse di nuovo, 
lasciandolo a ricordare ci che aveva intravisto. La sua ala destra era 
stata fatta a pezzi e si riuscivano a vedere ranghi di Gloucester che si 
muovevano in fretta per riunirsi e concentrare lattacco sul fianco di 
Warwick, che stava intanto cercando di rafforzare il centro. Era una 
decisione brutale, ma i suoi uomini avrebbero dovuto affrontare un doppio 
attacco.
Lance sul fianco! Respingere. lattacco sul fianco! Picche e lance 
l ! Dette il comando ai suoi sergenti. Era tutto ci che poteva fare, 
presentare uno sbarramento di picche a coloro che potevano cercare di 
sfondare da quel lato.
Sguain la spada e sentun fremito percorrere i ranghi davanti a s: 
nonostante fossero forze fresche, sapere che il nemico li attaccava sul 
fianco e che tra non molto sarebbero stati aggirati alle spalle non era 
una prospettiva che potesse giungere gradita, ma continuarono lo stesso 
ad avanzare, non potevano fuggire quando il quadrato di Montagu veniva 
fatto a pezzi davanti a loro.
Una linea dopo laltra la riserva di Warwick si aprla strada fino al 
centro, superando morenti e feriti, cosgravi da avere il colore bianco 
della morte sulla faccia, sostenuti dai compagni. Lala di Gloucester 
aveva finito di distruggere quella di Exeter e si gettava trionfante 
sulla riserva. In quel momento Warwick vide Edward, alto sul suo 
destriero, larmatura ammaccata, la visiera alzata e il vessillo con il 
sole fiammeggiante che sventolava alle sue spalle. Non gli parve che il 
giovane re avesse riconosciuto il suo vecchio amico.
Warwick colpselvaggiamente qualsiasi cosa si muovesse e lentamente 
avanz, seguito da una fila di cavalieri, facendosi strada solo con la 
potenza e la ferocia del suo attacco. Alcuni di coloro che venivano 
abbattuti alzavano gli occhi e vedendo il ventre di un cavallo che 
passava su di loro cercavano di affondarvi la lama pur essendo in punto 
di morte: non cera limite allodio e alla furia che si erano scatenati 
su quel campo di battaglia.
Il cavallo di Warwick fece un balzo e cominci a cedere sotto di lui. 
Warwick smont di sella rapidamente, prima che lanimale cadesse a terra 
intrappolandolo. Barcollando and a sbattere contro uno sconosciuto 
armato di una lama di roncola fissata al manico di unascia e gli sferr 
un pugno chiuso nel guanto di ferro, ma laltro lo schiv e lo colpcon 
forza selvaggia al fianco con la roncola, rigirandola con tale ferocia 
che Warwick si lasci sfuggire un gemito. Incapace di trovare la spada, 
Warwick continu a colpire con il guanto di metallo la faccia delluomo 
fino a ridurla in poltiglia, poi pieg il ginocchio a terra, ansante, 
faticando a ritrovare il respiro.
Tutto intorno a lui la battaglia continuava in un clamore di urla e di 
metallo. Scosse la testa e vide il sangue colargli dalla bocca. 
Capallora che la morte era vicina e con uno sforzo immenso cerc di 
rimettersi in piedi.
Si premette la mano sul fianco insanguinato. Il dolore stava aumentando e 
gli penetrava dentro come un acido o una fiamma. Toss, spruzzando 
sangue sul guanto e, sentendosi soffocare, di colpo fu preso dalla paura 
mentre si guardava intorno. Lo sguardo gli cadde sulla spada l dove era 
rotolata e riusca fare un passo per raccoglierla. Le forze gli 
diminuivano rapidamente ma con uno sforzo enorme la piant nel terreno 
davanti a s e si appoggi sullelsa, poi si inginocchi, cercando di 
respirare, senza riuscirci. Vide Edward cavalcare trionfante mettendo in 
fuga il resto delle sue armate. Era magnifico. La mano scivol dallelsa 
e Warwick cadde.
Quando i combattimenti cessarono del tutto e ci che restava 
dellesercito di Warwick si fu dato alla fuga, Edward di York percorse il 
campo di battaglia con i due fratelli per vedere di persona la storia che 
avevano scritto sulla Grande strada del Nord e quale ne era stato il 
costo. Finalmente le ultime nebbie si erano dissolte sotto i raggi del 
sole nascente e alcuni dei suoi uomini alzarono gli occhi al cielo per 
rendersi conto se veramente il sole danzasse come dicevano le loro madri. 
Era la domenica di Pasqua e da Barnet giungeva il suono delle campane, 
prolungato e sonoro.
Edward aveva gli occhi asciutti e rossi quando si imbatt nel corpo di 
Warwick. Si inginocchi accanto a lui, imitato da Richard e da George, 
per dirgli addio e recitare una preghiera per un uomo che era stato come 
un padre per loro in molti modi; ma Richard Neville aveva scelto di stare 
dallaltra parte del campo di battaglia e ci che aveva ottenuto era una 
morte dolorosa. Dopo qualche momento Edward si rialz, lo sguardo rivolto 
in basso, sul cadavere.
Non me ne pento disse a Richard. Io sar per tutti una spada 
fiammeggiante, come ho giurato. Mi  sfuggito Oxford, questo  il mio 
unico rammarico.
E ora? domand George, guardando il cadavere del padre di sua moglie.
Far esporre Warwick e Montagu a Londra sorvegliati dalle mie guardie, 
non voglio che circoli la voce che sono ancora vivi e che restaureranno 
Lancaster. Sapete com fatta la gente.
Allora li farai trascinare e squartare come traditori? volle sapere 
Richard guardandolo in faccia. Suo fratello scosse il capo.
No. Potrei farlo con Montagu, ma non con Warwick. Era. un uomo buono. 
Rimander il corpo ai Neville perch gli diano sepoltura. Per qualche 
momento rimase in silenzio e nessuno degli altri due os interromperlo.
Ho detto che avrei messo la parola fine a questa storia mormor 
Edward, rialzando la fronte, gli occhi brillanti. E lo far. Mi avevano 
cacciato e io non mi tratterr pi, chiunque mi mandino contro.
...
.
...
20.
.
Massaggiandosi la fronte Margherita sentsotto le dita lessenza di rose. 
Si guard i polpastrelli e vide una lieve macchia bianca. Al tempo della 
sua giovent era stata capace di una disciplina fisica che ora, 
quarantenne, non riusciva nemmeno a ricordare; mai si sarebbe toccata il 
viso per liberarsi da un prurito o da un fastidio correndo il rischio di 
sciuparsi il trucco. Non che allora avesse avuto bisogno di olii o di 
polveri per nascondere i difetti della pelle, pens mestamente; aveva 
creduto che sarebbe sempre stato cos, ma let si era portata via 
anche quello e il corpo cominciava a tradirla.
Era crudele chiederle di affrontare un uomo come Edward di York, non 
ancora trentenne, ancora nellultimo fiore della giovinezza. Margherita 
aveva avuto la forza di sconfiggere il padre, ma i figli avevano 
cancellato quella straordinaria vittoria, riducendola a brandelli con le 
spade e con i denti. Sentmale al palmo della mano e si accorse che vi 
stava conficcando le unghie lasciandovi un segno rosso che si andava 
sbiadendo.
Siamo certi che non sia unastuzia di guerra? domand Somerset. 
Una. una storia inventata per spaventare quanti ancora ci sostengono? 
Perdio, Warwick aveva ventimila uomini!
Il duca non pareva convinto, si rese conto Margherita: tutti i suoi piani 
erano andati in frantumi prima ancora di essere cominciati. Suo figlio 
fissava il vuoto davanti a s e lo sconosciuto che si era presentato 
davanti a lei stava immobile in piedi aspettando ordini.
Margherita si sentiva a disagio in presenza di quellindividuo 
dallaspetto cadaverico che non aveva mai visto, anche se si era 
presentato con una parola dordine segreta che Derry Brewer le aveva dato 
anni prima. Leo di Aldwych le stava davanti con unaria molto pi solenne 
del suo predecessore e certamente le aveva portato notizie terribili: la 
morte di Warwick e di Montagu proprio quando Margherita e suo figlio 
avevano pi bisogno di una loro vittoria.
Margherita non osava ancora pensare a tutte le implicazioni della 
presenza di quelluomo. Gi una volta aveva creduto morto Derry Brewer e 
non poteva sopportare lidea che fosse vero, ma se Derry aveva fatto la 
fine di Warwick e di Montagu, forse lei avrebbe fatto bene a rimandare a 
Parigi uno dei suoi preziosi piccioni per chiedere unaltra nave che la 
riportasse via.
Se Margherita fosse tornata in Inghilterra da sola, sinceramente pensava 
che lo avrebbe fatto. Ovunque fosse suo marito, poteva restare l dove 
si trovava dopo dieci anni che vivevano lontani luno dallaltra; con 
tutti i cambiamenti che aveva dovuto sopportare ormai le era estraneo 
quanto luomo di Derry Brewer. Ma suo figlio meritava una possibilit . 
e una vita che non fosse solo frustrazione e fallimento. Dopotutto lei 
gli aveva promesso il mondo.
Margherita si sentiva a disagio anche con Somerset, un uomo che aveva 
perso il padre e il fratello maggiore per difendere re Enrico e la casa 
dei Lancaster e che ora camminava avanti e indietro, le mani allacciate 
dietro la schiena. A dir la verit sembrava che Somerset covasse dentro 
di s un desiderio di vendetta personale tale da eclissare quello di 
Margherita. Somerset voleva veder bruciare vivo Edward di York e, secondo 
lei, chi si sarebbe seduto sul trono in seguito non lo interessava molto.
Se la notizia  vera, milord, azzard Margherita possiamo andare 
avanti?
Somerset smise il suo andirivieni e le venne vicino, gli occhi freddi 
come le mani che stinsero le sue.
Mia signora, Londra  molto lontana da qui. Le notizie di Warwick sono 
gi di tre giorni fa e sono state portate da un uomo che ha ucciso i 
cavalli sotto di s per arrivare pi in fretta. Non raggiungeranno la 
Cornovaglia e il Devon o il Dorset e lHampshire, il Sussex perfino, 
anche se  pi vicino a Londra, ancora per vari giorni. Nel nome di 
vostro figlio io posso radunare un esercito. Larmata di York deve aver 
subito gravi perdite quando ha affrontato Warwick a Barnet. Non pu avere 
ai suoi comandi una grande forza, per un po, almeno. Somerset parlava 
pi rapidamente ora, sempre pi eccitato. Devono avere dei feriti che 
non possono combattere e altri meno gravi ma non in buone condizioni, ci 
che resta di un esercito. Se ci muoviamo subito, vostra altezza, se non 
abbiamo scrupoli, credo che potremmo onorare la memoria di Warwick 
portando a termine la sua opera.
Con sorpresa di Margherita la spia si fece avanti e si inchin: Quando 
si tratta di grandi numeri, mia signora, difficilmente il conto  
preciso, non  come se un esercito sfilasse davanti a uno dei miei 
ragazzi che segna i dati su una tavola o mette sassolini in un vaso. Per 
io credo alluomo che mi ha riferito che Edward di York ha perso duemila 
uomini o forse di pi a Barnet. York deve essere pi debole ora: 
nonostante la sua vittoria, non pu avere sotto i suoi stendardi pi di 
ottomila armati al massimo. Se poteste radunarne altrettanti in breve 
tempo, credo che quanto ha detto milord Somerset sia corretto. Potreste 
ancora sconfiggerlo.
Al momento dispongo allincirca di milleduecento uomini afferm 
Somerset. Ne aspetto altri duecento con il barone Wenlock, forse 
addirittura domani. Il barone non ci deluder .
Credete che io possa trovare gli altri uomini di cui ho bisogno qui nel 
Sud? domand Margherita con un sorrisetto. Dovrei mandare i sergenti 
reclutatori con un ragazzo che suona il tamburo in ogni citt e 
villaggio della costa mentre Edward marcia contro di me con il sangue 
ancora rosso sulle mani? Prese una decisione nel momento in cui il 
figlio si gir a guardarla; a tempo debito sarebbe toccato a lui dare 
simili ordini, ma non ancora, non quel giorno.
Mi sento il mare alle spalle, milord Somerset: prendete gli uomini che 
avete a disposizione e preparatevi a marciare verso nord. Quanto dista da 
qui il Galles? Ho gi trovato l un esercito una volta, anche se Dio sa 
che non sono pi ci che erano un tempo.
Il Galles, mia signora? Somerset si stropicci il mento e prese anche 
lui una decisione rapida, annuendo con fermezza: Per vostro figlio, 
naturalmente.
Per mio figlio che  il principe di Galles, s, milord conferm 
Margherita con fredda calma. Principe fra coloro che hanno sempre 
appoggiato i Lancaster contro gli York. E' nel Galles che troveremo il 
nostro esercito. Lasciamo che vedano mio figlio, alto e forte, e si 
raduneranno di nuovo sotto i nostri vessilli.
Anche Bristol aveva respinto York, mia signora intervenne Leo di 
Aldwych. E' a sole sessanta miglia dalla costa o gi di l, non 
sarebbe male far rullare il tamburo l . e nemmeno a Yeovil e a Bath, 
se  per questo. Potreste poi imbarcarvi su una nave a Bristol e recarvi 
in Galles via mare.
Per quel giorno io avr un esercito per marciare al vostro fianco, mia 
signora, lo giuro afferm Somerset, guardando con cipiglio luomo di 
cui non aveva intenzione di fidarsi. Avrete bisogno di centinaia di 
navi, non solo dei pescherecci che trovereste laggi. No, dovrete 
spingervi fino a uno dei grandi punti di attraversamento del fiume 
Severn, fino al ponte a pedaggio di Gloucester forse o a Tewkesbury.
Se riuscir a raggiungere il Galles, disse Margherita trascorrer 
una lunga estate tra quelle montagne per radunare un grande esercito che 
mio figlio comander . Questa  la mia strada. e la tua, Edward. Se 
sarai vincitore, potrai rimettere i Lancaster sul trono sopra le ossa 
degli York. Come per il Principe nero prima di te, tutto il Galles ti 
riconoscer come legittimo erede al trono. Non pi ribellioni, 
tradimenti e usurpatori. Non pi le marce improvvise e le battaglie che 
ci hanno afflitto per tanto tempo. Soltanto pace, signori, con i 
contadini e le loro donzelle, con le citt piene di traffico e i preti, 
i mercanti, i marinai, i nobili, tutti in pace, senza pi teste abbassate 
e cicatrici!
E'.  un grande sogno, madre! comment il figlio dubbioso. Aveva 
diciassette anni e da tutta la vita si preparava a quella guerra e 
sentire sua madre sperare che tutto finisse presto e sognare birra e mele 
ancor prima che lui avesse messo piede sul campo di battaglia era 
piuttosto disturbante.
Il Galles, allora disse con un sorriso. Mi farebbe piacere visitare 
la terra che mi chiama suo principe.
Molto bene afferm Somerset, rasserenato. Yeovil, Bath e Bristol 
sono sulla nostra strada e nel frattempo mander a chiamare tutti gli 
uomini fedeli a re Enrico. Lancaster  in campo e chiama 
lInghilterra?, questa  la parola dordine, il grido da lanciare. Mia 
signora, io non credo che quei giovani contadini si lasceranno battere 
dai gallesi in quanto a fedelt . Vedrete, lo giuro.
Oh, milord, di giuramenti ne ho sentiti tanti. Conoscevo vostro padre e 
vostro fratello, erano uomini donore e la loro parola era sacra. Ma non 
 bastato, alla fine. Credo di averne avuto abbastanza di giuramenti, 
milord: mi piacerebbe vedere dei fatti.
Seduto nel sole di primavera, Edward stava rimuginando. Il castello di 
Windsor era al suo meglio in quel tepore sonnolento e i ricordi di cacce 
reali e di grandi banchetti erano memorie felici. Forse per questa 
ragione Edward si leccava le labbra asciutte mentre rifletteva sui 
giuramenti e le promesse che aveva fatto. Warwick era caduto. Non 
riusciva ancora a credere che un uomo di tale intelligenza non respirasse 
pi. Come era possibile? Il pensiero lo assillava, aveva la sensazione di 
aver dimenticato qualcosa e che, se avesse ritrovato la parola giusta, 
avrebbe potuto riportare tutti indietro. Sentiva ancora la mancanza di 
suo padre come sentiva quella del fratello Edmund, pi piccolo di lui, 
assurto a figura angelica grazie al ferro da stiro della memoria. Non 
poteva farli ritornare in vita, nonostante il rimpianto che sentiva, 
doloroso e lancinante.
Fino a quel giorno Edward non si era concesso una sola coppa di birra, 
nonostante spasimasse dalla voglia di bere; era di cattivo umore per, 
trattava male chi gli stava intorno, tanto che suo fratello Richard se ne 
era andato a Middleham per dare la notizia della morte del marito alla 
moglie di Warwick, mentre Clarence era tornato a casa, dove lo aspettava 
chiss quale accoglienza da parte della figlia di Warwick. Edward augur 
buona fortuna a entrambi. In quanto alla sua, di moglie, Elizabeth era 
stata piuttosto fredda con lui, molto probabilmente perch non le aveva 
dato la pace e la calma che lui stesso aveva creduto di poter avere. 
Forse si era aspettato troppo da ununica vittoria, anche se, per tutti i 
santi del paradiso, era sempre meglio di una sconfitta, no? Si sentiva 
ancora inquieto e, pur essendo madido di sudore per lesercizio fisico 
sul campo di addestramento, questo non gli aveva dato il senso di 
benessere e di allegria che immaginava gli avrebbe assicurato un bel 
boccale di birra. Si lecc di nuovo le labbra screpolate e dolenti.
Per dormiva senza incubi, ricord a se stesso, e lo stomaco non lo 
costringeva pi a cercare in tutta fretta il vaso da notte sotto il 
letto. Fisicamente non era mai stato cosbene in tutta la sua vita, 
eppure. le sue sensazioni erano troppo acute, gli sembrava che la sua 
mente fosse come un pezzo di stoffa dove un gatto avesse piantato gli 
unghioli. Non era detto che una vita sana fosse necessariamente una vita 
felice, ecco la verit pura e semplice, perlomeno non per un uomo con il 
suo sangue e la sua ambizione. Edward sapeva di non essere fatto per 
seguire e nemmeno per condurre una vita tranquilla, era un uomo 
ingombrante e forte, con un aspetto che faceva desiderare agli altri 
cavalieri di abbassare gli occhi e studiare attentamente il terreno 
intorno ai loro piedi. Alcune donne si arrabbiavano non appena lo 
vedevano, altre. be, lessere fatto cosaveva i suoi vantaggi.
Ma non poteva venir meno al giuramento. Naturalmente dopo la battaglia i 
suoi uomini avevano bevuto fino a instupidirsi; Edward non aveva potuto 
impedirlo, altrimenti avrebbe fatto la figura dellidiota o del 
brontolone. Lord Rivers aveva appeso in alto un grosso otre di birra e se 
ne era rovesciata addosso pi di quanta se ne fosse versata in gola. Poco 
dopo aveva vomitato ed era rimasto disteso a terra completamente ubriaco.
Edward si accorse di essersi morso il labbro fino a farlo sanguinare e 
continu a stuzzicarsi la piccola ferita, contento di avere qualcosa che 
lo distraesse dai soliti pensieri. Non era un debole, questo lo sapeva, 
lidea che qualcosa o qualcuno potesse dominarlo lo faceva innervosire, 
ma il pericolo stava in lui stesso, quando alzava le mani e decideva di 
non essere forte, di non voler resistere pi.
Si concentr sulla notizia dello sbarco di Margherita con suo figlio, ma 
questa preoccupazione accrebbe la sua sete. Di tutte le bevande offerte 
dallOnnipotente, dal vino che aiutava a dormire alla birra che gli 
faceva venir voglia di ridere, quella che gli mancava di pi era la 
grappa. I romani la chiamavano aqua vitae, gli scozzesi uisge beatha, 
lacqua di vita; ma qualsiasi nome si usasse, a Edward dava capacit di 
concentrazione e chiarezza di idee, gli permetteva di parlare per ore di 
seguito e quando era ora di dormire lo faceva dormire. S, il giorno 
dopo non era piacevole, ma lui era abituato a soffrire, come diceva suo 
fratello Richard: una vita senza sofferenza era come un arrosto di manzo 
senza sale, non aveva sapore.
Si domand come fosse diventato il figlio di Margherita dopo dieci anni. 
Lultima volta in cui quel ragazzo aveva messo piede in Inghilterra re 
Edoardo di York era il semplice conte di March.
Edward sapeva di averne fatte di cotte e di crude dopo la morte del padre 
e non gli piaceva parlare di quellanno, nemmeno con i suoi fratelli. 
Allora Warwick era suo amico, un periodo in cui Edward aveva bevuto tanto 
vino e tanto whisky da uccidere qualsiasi altro uomo. Non pochi eventi di 
quel tempo erano scomparsi dalla sua memoria come se fosse stato qualcun 
altro a viverli.
Si sorprese a indugiare troppo col pensiero sullintontimento violento di 
quei mesi e si rivedeva in piedi, con larmatura sporca di sangue che non 
si prendeva nemmeno la briga di lavare. Alla fine le croste di sangue si 
erano staccate da sole, come una pittura.
Il sole di primavera entrava a fiotti dalle grandi vetrate e Edward 
passeggiava avanti e indietro. Alz la testa solo quando udil pianto di 
un bambino non lontano da l. Suo figlio. Il suo erede. Sorrise, 
facendosi il segno della croce in una preghiera silenziosa per la salute 
del piccolo, sperando che potesse regnare in pace quando il suo momento 
fosse venuto. Una dinastia cominciata con la guerra poteva finire per 
diventare una casa regnante, era gi successo in passato e il suo non 
era un casato minore, non pi, comunque.
Mentre camminava su e gi nella stanza, gli parve di vedere davanti a s 
limmagine dellenorme fiasca di vino rosso che si trovava sulla credenza 
della cucina al piano di sotto, la vedeva distintamente e, cosa 
stranissima, pur sapendo che si trattava di un vinaccio, aceto quasi, 
usato per cucinare, il solo pensiero di quel vino gli faceva venire 
lacquolina in bocca e lo avrebbe preferito a qualsiasi altro vino 
pregiato.
Si arrest, guardando la porta che conduceva alla scala delle cucine. Non 
avrebbe avuto una grande importanza se avesse passato una giornata ad 
affogare i pensieri in quel vino da poco, nessuno gliene avrebbe fatto 
una colpa. Avrebbe potuto cominciare con qualche sorso, tanto per vedere 
se lo stomaco si ribellava; se non fosse stato cosperlomeno gli sarebbe 
stato pi facile aspettare. Margherita avrebbe marciato su Londra? Non 
aveva modo di saperlo. Le sue spie erano state sguinzagliate, con i 
piccioni nelle loro gabbie di vimini. Quei piccioni sarebbero tornati a 
casa e allora lui sarebbe ripartito di nuovo allattacco, ma per lultima 
volta, contro un nemico vecchio quanto quelle guerre stesse, contro la 
donna che aveva ucciso suo padre e suo fratello, la donna che aveva 
lacerato lInghilterra per un sovrano debole e malato. La donna il cui 
figlio reclamava un titolo che spettava a Edward concedere. Se doveva 
esserci un principe di Galles, questi sarebbe stato il figlio di Edward.
Non avrebbe permesso a madre e figlio di sopravvivere. Dio lo sapeva, 
Edward aveva gi pagato un prezzo molto alto. Avrebbe messo la parola 
fine a tutto.
Aveva dimenticato il vino rosso della cucina, si rese conto, 
congratulandosi con se stesso proprio nel momento in cui ricominciava a 
pensarci.
Le contee della Cornovaglia e del Somerset erano lontane da Londra in un 
modo che non aveva niente a che vedere con le strade o le mappe, anche se 
queste erano in verit troppo poche. La costa era ben conosciuta, ma in 
certe aree dellovest gli uomini dello sceriffo non si sarebbero 
avventurati senza una scorta di ragazzotti robusti armati di clave e 
qualche volta nemmeno cos. Le tasse, sommamente sgradite alla brava 
gente, uomini e donne, venivano condannate nelle chiese insieme a tutti 
gli altri peccati. Nei villaggi si ubbidiva a una legge pi vecchia di 
quelle promulgate da Londra e probabilmente gli abitanti dei villaggi 
erano gi antichi e austeri quando i romani erano approdati sulle coste 
inglesi con le loro navi e si erano costruiti ville sontuose. Londra era 
un luogo diverso, con mode, costumi e usanze che non raggiungevano mai le 
regioni occidentali.
Margherita scoprche la sua causa era viva nel cuore della gente di 
Yeovil, di Evercreech e di Westholme; in ogni paesino o villaggio uomini 
robusti deponevano gli arnesi di lavoro e baciavano moglie e figli per 
dire addio. Quando vedevano gli stendardi dei Lancaster, si toglievano il 
cappello davanti a lei e a Margherita salirono le lacrime agli occhi alla 
vista di una fila di uomini dai capelli ricci che aspettavano di prestare 
giuramento a un sergente di Somerset. Pronunciavano il loro nome con 
lentezza e arrossivano intimiditi dalla presenza di una regina. Mettevano 
da parte ogni giudizio su di lei come donna e gran dama, e dama francese, 
per giunta. Margherita era una figura straordinariamente esotica per 
uomini che si aspettavano di morire non pi lontano di tre miglia dal 
luogo dove erano nati come avevano fatto cento generazioni prima di loro. 
Conoscevano a fondo la loro terra, ogni campo, ogni albero, ogni usanza e 
confine; andavano a messa e facevano battezzare i loro figli e non 
avevano mai dedicato molti pensieri a ci che accadeva a Londra e al re 
che stava l fino a quando lei non era venuta a chiedere loro di farlo.
Non guastava che suo figlio avesse un cosbellaspetto in sella a un 
destriero: il principe Edward avrebbe potuto apparire rimpicciolito in 
groppa a una bestia grossa come quella, ma aveva le gambe lunghe ed era a 
un tempo snello e robusto come un qualsiasi ragazzo di campagna. Aveva 
lottato con i ragazzi di un villaggio finendo a mollo in uno stagno: 
tutti si erano immobilizzati, sicuri che sarebbero stati puniti, ma il 
principe Edward era saltato allegramente su dallacqua e aveva tenuto 
sotto laltro finch il ragazzo non aveva smesso di dibattersi. Anche 
quel ragazzo si era unito alle schiere di Lancaster, dopo che si era 
ridestato a furia di schiaffi: era stato affidato agli scudieri del 
principe Edward per imparare tutto ci che era necessario per tenere un 
cavaliere sul campo di battaglia.
Ogni giorno di quella primavera trascorse marciando in una campagna piena 
di fiori e di raccolti, laria sempre pi dolce e profumata, con la 
promessa dellestate ancora da venire e con ogni cosa che invitava a 
vivere e ad andare avanti.
A Bath ammirarono stupefatti le rovine romane e il principe Edward nuot 
nelle acque solforose arricciando il naso e chiamando la madre perch lo 
imitasse. Margherita prefernon farlo, ma il piccolo consiglio cittadino 
era stato felice della presenza pacifica del duca di Somerset loro 
signore, forse pi di quella di Margherita e del principe. Folle di gente 
erano accorse per vederli e con la gente i mercanti e chi prestava denaro 
aveva subito sistemato i suoi banchi. Somerset si era assicurato nuovi 
prestiti e viveri, oltre a seicento uomini che si arruolarono tutti 
insieme; la met di quegli uomini lavoravano nella stessa miniera e il 
loro padrone era fuori di s, ma fu costretto a fare buon viso a cattivo 
gioco per amore della causa. Ogni nuovo acquisto era importante, anche se 
Margherita temeva che lesercito di cui aveva bisogno stesse crescendo 
troppo lentamente. Lasci i dettagli a Somerset e al conte di Devon, al 
suo arrivo. John Courtenay, che doveva il titolo al ritorno di suo marito 
e non vi avrebbe rinunciato senza resistenza, aveva portato con s dalle 
sue citt e dai suoi possedimenti ottocento uomini ben addestrati che 
fecero una bella figura marciando con indosso tuniche uguali e con gli 
stendardi di Devon in giallo e rosso, accompagnati da tamburi e 
trombettieri. Altri duecento arrivarono con il barone Wenlock, un 
cavaliere di sessantanni dichiarati, di gran lunga il pi vecchio di 
tutti, che scrutava gli altri con un occhio semichiuso e laltro oscurato 
da enormi sopracciglia. Era canuto, dai lunghi baffi ai peli arricciati 
che spuntavano dalla camicia. I suoi uomini, per, erano giovanottoni 
robusti, armati di mazzapicchi e con le cotte di maglia nuove.
Ma nonostante tutti i recenti acquisti, erano solo poco pi di tremila 
quando arrivarono alla periferia di Bristol. Erano stati inviati dei 
messaggeri e, vicini comerano al Galles, Margherita non avrebbe dovuto 
essere sorpresa dalla reazione: tuttavia si commosse fino alle lacrime 
nel vedere le ragazze lanciare fiori sui soldati che marciavano impettiti 
entrando dalle porte della citt e sfilando lungo le vie.
In testa cavalcava il principe Edward con Wenlock e Devon ai lati, mentre 
Margherita avanzava qualche rango pi indietro affiancata a Somerset, 
senza preoccuparsi di mostrare apertamente la sua emozione e il suo 
orgoglio. I Lancaster avevano conosciuto tanti anni di pena e di perdite 
e forse era arrivato il momento di riequilibrare la bilancia.
Mentre le folle applaudivano si scopra immaginare anni futuri senza 
lombra cupa di York. Aveva pagato abbastanza nella sua vita, qualsiasi 
fossero stati i suoi peccati. Prima di salire a bordo della nave francese 
che laveva portata in Inghilterra si era confessata con un giovane 
prete: le navi potevano affondare e lei non voleva morire affogata con 
lanima macchiata dal peccato. Non si confessava da dieci anni e si era 
sentita subito pi leggera e ancora si sentiva cos: aveva la sensazione 
che la lieve brezza che le sfiorava i capelli potesse sollevarla e 
portarla in alto, sempre pi su, al di sopra delle vie di Bristol. Aveva 
amato Parigi, ma lInghilterra in primavera era. Chiuse gli occhi. Era 
la perfezione.
Quando Margherita fu pronta a partire da Bristol, il suo esercito aveva 
millecinquecento uomini in pi. Forse alcuni si sarebbero pentiti una 
volta smaltita la sbornia, ma intere strade della citt si erano unite 
alla causa, appuntandosi al petto i distintivi di peltro con il cigno di 
Margherita o con le piume di Edward principe di Galles, ritenuti preziosi 
entrambi. I suoi uomini avevano mangiato bene e avevano raccolto altre 
armi, forgiate da ogni fabbro della citt o staccate dal muro dove erano 
state appese una generazione prima. I suoi lord e capitani erano stati 
trattati con rispetto dalle autorit cittadine e dal popolo, anche se 
Margherita non pot fare a meno di provare una certa apprensione mentre 
la gente di Bristol le diceva addio, salutandola con la mano e 
acclamandola. Se fosse stata sola con suo figlio, avrebbe potuto 
raggiungere il Galles su una barca di pescatori partendo in quello stesso 
momento, ma con pi di quattromila uomini a sollevare la polvere sulla 
strada, avrebbero potuto attraversare il turbinoso Severn per entrare nel 
Galles soltanto sul ponte a pedaggio di Gloucester. La costa del Galles 
era visibile a poche miglia di distanza via mare, ma erano trenta miglia 
di marcia per arrivarvi via terra.
Margherita si domand di nuovo se avrebbe perso qualcuno degli uomini che 
si erano uniti a loro con i fiori ancora allocchiello e le brocche di 
sidro e di birra sotto il braccio. O forse ne avrebbe guadagnati altri, 
chiss ; il pensiero le dette un poco di speranza e le fece rialzare la 
fronte. LInghilterra era stata per lei un luogo ostile, ma non poteva 
certo ignorare laccoglienza calorosa che le aveva fatto quellanno.
Dopo un giorno di marcia lungo strade e sentieri, quella sera si 
accamparono sulle sponde di un piccolo corso dacqua e, nel corso normale 
degli eventi, tutti gli uomini sarebbero scesi in campo per dare 
battaglia; ma ora nobili cavalieri e uomini comuni sedettero insieme 
sullerba asciutta allombra di alberi da frutto in fiore e i cuochi e i 
carrettieri servirono un ottimo pasto grazie ai viveri acquistati a 
Bristol, con pesce e focacce, porri e cipolle conservati al buio in 
sacchi scuri e asciutti. Il risultato fu uno stufato pi che decente e 
tutti avevano la pancia piena e laria soddisfatta quando il sole 
tramont in un corteo di rosso e di oro, il cielo coslimpido che si 
riusciva a vedere per miglia tutto intorno.
Margherita not che suo figlio aveva unespressione preoccupata mentre si 
avvicinava al punto dove si era sistemata per dormire, allaperto: non 
aveva voluto farsi montare un padiglione o una tenda, visto che la 
pioggia era uneventualit remota. Il viso di suo figlio le comunic un 
senso di gelo.
Gli uomini dicono di aver visto dei corrieri galoppare per le strade 
tutto intorno, troppo lontani per essere inseguiti e io credo che sia 
vero. Dicono che uno di loro forse indossava i colori degli araldi. di 
York.
Hai mandato degli arcieri a tendere unimboscata per catturarne uno? 
domand Margherita con aria tranquilla. Suo figlio voleva comandare, ma 
aveva ancora abbastanza umilt per domandare il suo parere; e lei 
ringraziava Dio per questo.
Ne ho mandati una dozzina, pi o meno, ma non sono ancora tornati. Non 
ero sicuro di dovermi preoccupare.
Quanto tempo fa li hai mandati? si inform Margherita con meno 
placidit ora. Il figlio si pieg su di lei: Da un po, prima che 
fosse servito il pasto. non lo so. Non ho detto agli arcieri che 
dovevano tornare di corsa.
E forse non  niente, Edward. O forse ci sono in giro corrieri e 
soldati che tagliano la gola a chiunque scoprano nei campi per tenerci 
alloscuro delle mosse di Edward di York. Io preferirei essere troppo 
cauta piuttosto che colta di sorpresa e uccisa, mi capisci?
Certo. Allora non possiamo restare qui. Gli uomini protesteranno, lo 
sai, quando ordiner di muoversi, specialmente se sar stato solo troppo 
cauto, come dici tu.
Non ho detto questo. Ancora non so cosa dire di questi strani araldi e 
uomini che non ritornano. Ma non scusarti di fare quel che devi fare. Non 
 ancora buio e il ponte di Gloucester  a poche miglia soltanto. Sarebbe 
meglio per noi riposare nel Galles, con il fiume alle nostre spalle. I 
tuoi uomini comprenderanno la saggezza del tuo ordine quando dormiranno 
senza la paura di essere svegliati da grida di allarme.
Il cielo era un trionfo di violetto quando i capitani di Somerset, Devon 
e Wenlock fecero levare le tende e rimisero in marcia pi di quattromila 
uomini, ma non ci furono troppi brontolii, visto che cerano tanti 
combattenti esperti nei ranghi accanto alle nuove reclute; e quelli che 
si lamentavano per essersi dovuti alzare troppo presto venivano rimessi 
in riga rapidamente dai compagni che indicavano il barone Wenlock, un 
uomo utile da avere intorno in quei casi, dicendo: Se ce la fa quel 
vecchio diavolaccio, ce la puoi fare anche tu, amico. Daltronde non si 
faceva muovere un esercito di notte senza una buona ragione e la maggior 
parte degli uomini seguivano ancora volentieri gli stendardi dei 
Lancaster che sventolavano nel tramonto.
Trascorse forse unaltra ora sulla strada dal buon selciato prima che si 
avvistassero le mura di Gloucester, con le torce gi accese sulla grande 
porta. Margherita allent le briglie sul collo della sua puledra e super 
i ranghi degli uomini appesantiti dal sonno e dal bisogno di riposo; quel 
giorno avevano marciato per ventisei miglia e lei era fierissima della 
lealt che constatava in loro.
Le porte di Gloucester rimasero chiuse. Un vecchio in ricche vesti si 
affacci in alto per scacciarla con un gesto della mano prima di 
scomparire, come se lei volesse far entrare un esercito di mendicanti in 
citt , e Margherita venne lasciata a guardare la fila di torce 
scoppiettanti. Il ponte sul fiume non poteva essere attraversato 
dallesterno, occorreva avere lautorizzazione a entrare in citt e per 
un po Margherita non seppe che cosa fare.
Il Galles significava la sicurezza con Edward di York sul trono, ma nel 
Galles si ricordavano ancora dei Lancaster, ancor pi che tra la brava 
gente di Bristol. Suo figlio si sarebbe trovato a casa sua e gli uomini 
sarebbero accorsi per unirsi a lui.
Le tremavano le mani sulle redini, aveva visto troppi uomini buoni 
uccisi, troppi disastri e non credeva di poterne sopportare un altro. 
Avrebbe voluto urlare la sua rabbia contro quelle mura e fu soltanto il 
braccio gentile del figlio intorno alle spalle a tenere a freno la sua 
collera selvaggia.
Questa  opera di York o di suo fratello, lo sai, vero? gli sibil. 
Quei cavalieri che sono stati avvistati, hanno mandato ad avvertire 
questi codardi, traditori. Serr le labbra su altre ingiurie 
terribili e si arrovell per ricordare che cosa aveva detto il duca di 
Somerset quando avevano stabilito la via da percorrere. Aveva parlato del 
ponte di Gloucester e poi. di un guado attraverso il fiume. Mand un 
messaggero da Somerset, che arriv dignitoso e rigido, inchinandosi sulla 
sella.
Avete parlato di un guado, milord.
S, vicino alle rovine di Tewkesbury, vostra altezza. Il guado stesso 
si chiama Lower Lode. Conosco bene il posto, ho attraversato l il fiume 
solo lanno scorso. Tacque, battendosi il dito sulle labbra, 
pensieroso. Comprendeva lansiet di Margherita e ammirava la sua 
capacit di dominarsi: la sua autorit non si spingeva fino al punto di 
dare ordini a lui. Avrebbe potuto farlo il principe, nel nome di suo 
padre, ma Somerset aveva il doppio dei suoi anni e non avrebbe certo 
commesso errori solo perch Edward di Lancaster gli diceva di farlo.
Nella penombra della sera inoltrata Somerset si sentaddosso gli occhi di 
Margherita e capche anche lei aveva ragionato nello stesso modo, 
decidendo di restare in silenzio, ragion per cui fu disposto a concederle 
una piccola vittoria.
Mi chiedo, mia signora, se siate daccordo con me sul fatto che sarebbe 
meglio far marciare le truppe fino a Tewkesbury questa notte stessa.
Era questo appunto il mio pensiero, milord, ammesso che sia 
possibile.
Oh, certamente. Il guado . diciamo a otto o dieci miglia da qui. 
Domani gli uomini saranno davvero stanchi, ma lacqua  bassa l e 
sullaltra sponda c un bel prato pianeggiante dove potranno sdraiarsi a 
russare come bufali.
Margherita pos la mano sul braccio del duca, contenta di avere 
lappoggio di un uomo del genere e si sentsollevata quando vennero dati 
i comandi, sia pure fra brontolii e voci irritate. Quando il suo esercito 
fu di nuovo in piedi Margherita constat che era ormai buio. Sarebbero 
entrati nel Galles sotto le stelle nel punto dove lacqua scorreva rapida 
e bassa; e nessuno, n Edward di York, n i suoi avrebbero potuto 
impedirlo.
...
.
...
21.
.
Quando scendeva in campo Edward poteva lasciarsi alle spalle tutti i suoi 
diavoli, lo aveva capito nel momento stesso in cui i messaggeri erano 
tornati e lui aveva lasciato Windsor per dirigersi a occidente. 
Margherita stava andando nel Galles e forse un altro uomo avrebbe provato 
un guizzo di paura a quella notizia, ma Edward aveva sperimentato 
qualcosa di simile alla gioia. Avrebbe potuto dimenticare gli sguardi di 
rimprovero della moglie, anche se con lei aveva fatto il suo dovere in 
camera da letto, per quanto fredda e poco accogliente fosse stata e per 
quanto esercitare i suoi diritti di marito senza un goccetto per rendere 
tutto pi facile lo avesse innervosito, ma ora parte della nube nera che 
era gravata su di lui si era sollevata, perlomeno per un po di tempo. 
Aveva perfino trovato un momento per dire addio alle figlie, anche se il 
loro baccano gli aveva fatto scoppiare i timpani. Una spada puntata 
contro la testa non avrebbe fatto battere ciglio a Edward, ma gli strilli 
delle tre bambine lo avevano fatto battere in ritirata rapidamente per 
richiudersi la porta alle spalle.
Allaperto, invece, con i fratelli Richard e George di Clarence, il sole 
un globo di fiamme dorate, non avvertiva affatto la pressione silenziosa 
che a Windsor e a Londra gli faceva scoppiare la testa. Riusciva a 
respirare a pieni polmoni laria tiepida della campagna e le sensazioni 
erano pi acute, come se tutti i suoi sensi avessero ripreso vita. 
Osservando il roteare di uno stormo in alto nel cielo capiva 
immediatamente in quale punto il falco sarebbe piombato in picchiata, ma 
in citt e nei palazzi pareva che le sue facolt si ottenebrassero, 
tanto da farlo sentire ottuso o cieco.
Quasi tutti i lord e i capitani che erano stati con lui a Barnet erano 
tornati, soltanto Clarence aveva cercato di ritirarsi. Edward non 
riusciva ancora a credere allegoismo del fratello, ma daltronde George 
di Clarence non avrebbe mai potuto essere il figlio di York degno di 
essere re dInghilterra. La morte di Warwick, senza eredi maschi, aveva 
voluto dire un gran numero di possedimenti e propriet contesi, alcuni 
dei quali non sarebbero mai tornati alla corona, perch Edward ne avrebbe 
fatto dono a qualcuno o li avrebbe venduti per distribuire somme di 
denaro ai suoi, come aveva promesso. Altre propriet erano troppo 
impantanate in ricorsi legali dei numerosi proprietari per poterle 
riprendere, ma la stragrande maggioranza sarebbe toccata a George di 
Clarence ed era questa la ragione per cui questultimo gli aveva chiesto 
di restare a Londra, richiesta respinta da un Edward furibondo.
Trasse un profondo respiro e mise da parte la rabbia che il fratello 
minore riusciva a far affiorare in lui e che non serviva a niente se non 
a farlo stare male, per lasciarsi confortare invece dalla presenza di 
Richard, che era riuscito a superare il disagio della sua schiena ed era 
diventato un eccellente cavaliere e un duca di stirpe reale. Edward era 
fiero di lui mentre guardava con un sorriso sulla faccia gli stendardi di 
Gloucester alla sua destra; Clarence era un bastardo debole e inutile, 
questa era la verit . Richard di Gloucester, al contrario, avrebbe reso 
orgoglioso suo padre.
Date le perdite che avevano subito in battaglia e in seguito alle ferite 
riportate dagli uomini, soltanto cinquemila soldati erano schierati 
davanti al castello di Windsor e Edward sentiva molto la mancanza degli 
altri che avevano combattuto con loro.
Sapeva molto bene di poter essere avventato, come nel caso del suo 
matrimonio con una donna maggiore di lui per et e che aveva gi dei 
figli. Si era proclamato re dInghilterra quando Enrico Sesto era ancora in 
vita e lo stava affrontando in battaglia. Per la sua tendenza ad agire 
precipitosamente gli era stata molto utile contro Warwick e, se agire 
precipitosamente comportava dei pericoli, era anche vero che ogni giorno 
che passava Margherita poteva reclutare altri armati sotto i suoi 
stendardi.
Non bisognava permetterle di raggiungere il Galles, era questo il punto. 
Erano in troppi l a ricordare i Tudor, a sentirsi ancora leali nei 
confronti di una stirpe che lui aveva schiacciato a Mortimers Cross. 
Ricordare quella battaglia, combattuta ancor prima di Towton, era come 
ricordare eventi che riguardavano un altro uomo. Rammentava soltanto 
follia, una follia alla quale Owen Tudor non era sopravvissuto.
Il lato positivo era che cinquemila uomini potevano muoversi pi 
rapidamente sul terreno, pens Edward. Quegli uomini erano i vincitori di 
Barnet, e lui li aveva ricompensati bene per quel servizio; quellanno in 
Inghilterra non esisteva un lavoro meglio pagato e per tre giorni Windsor 
era stata inondata di denaro quanto non ne aveva visto in un secolo, 
dopodich erano giunte le notizie, i corni avevano suonato chiamando a 
raccolta e gli uomini si erano preparati di nuovo per la guerra. Era 
stata una partenza senza facce allegre ma, sia a piedi sia a cavallo, i 
soldati si erano messi in moto.
Allinizio Edward aveva sperato di intercettare Margherita e suo figlio 
mentre si allontanavano dalla costa, ma nello spazio di tempo in cui i 
suoi uomini avevano percorso novanta miglia, Margherita si era spostata. 
Secondo le spie tornate a riferire, la citt di Bristol aveva accolto il 
principe come un figliol prodigo, uccidendo il vitello grasso anzich 
cacciare lui e sua madre come traditori. Su quelle mura avrebbe dovuto 
essere esposto qualche esempio, decise cupo Edward; forse la testa del 
sindaco o quella dello sceriffo. Si ramment che le porte di Hull gli 
erano state chiuse in faccia quando era al massimo della debolezza e 
sper che i suoi abitanti avessero sentito parlare delle sue vittorie 
dopo quel giorno, godendo allidea che i mercanti di quella 
citt tremassero di paura pensando a ci che lui avrebbe fatto per 
vendicarsi.
Edward spinse i fratelli e gli uomini a dare il massimo, ma il confine 
del Galles era molto pi a ovest e loro stavano cercando di intercettare 
un esercito senza sapere fin dove si era spinto. Avrebbe pagato 
volentieri il suo peso in oro per poter prendere una strada pi a nord ma 
verso occidente esisteva soltanto una strada percorribile da un esercito. 
Era semplicemente impossibile che i suoi uomini marciassero per tutte 
quelle miglia su un terreno ineguale, sarebbe bastato un solo tratto 
paludoso o di zolle derba e avrebbero perso una giornata, stancandosi a 
morte. La strada occidentale era lunica. e tuttavia Edward continuava 
a contemplare le vallate ai due lati desiderando di poter ordinare agli 
uomini di addentrarvisi.
I suoi messaggeri pi veloci erano stati sguinzagliati per raccogliere 
informazioni e per avvertire paesi e citt sulla strada presa da 
Margherita. Edward fu ricompensato dalla notizia che la citt di 
Gloucester le aveva chiuso le porte in faccia, il che fece 
particolarmente piacere a Richard, le cui schiere non erano lontane dalla 
citt , cosa che forse aveva influenzato il consiglio cittadino.
La fedelt era qualcosa di instabile quando sia i Lancaster sia gli York 
reclamavano per s la corona, ma non guastava che la citt che aveva il 
suo nome fosse ancora dalla sua parte. Edward non pot fare a meno di 
ridere e scuotere la testa quando Richard gli domand se York avesse 
sempre fatto lo stesso. Niente di questo aveva pi importanza, ormai. I 
messaggeri avevano riferito che il loro esercito aveva ridotto le 
distanze da quella mattina, grazie alla marcia forzata di trentasei 
miglia. Margherita e il suo esercito, con il figlio e i suoi lord, 
dovevano essersi accampati da qualche parte per la notte. Gli uomini 
capirono che il morale di Edward si stava rialzando e questo risollev 
anche il loro. Edward guardava davanti a s nelloscurit come un falco: 
aveva distrutto i Neville a Barnet, avrebbe spezzato anche il cuore dei 
Lancaster e avrebbe riportato la pace in Inghilterra dopo quasi ventanni 
di guerra. Non erano cose da poco.
Quando sorse la luna la citt di Gloucester si trovava alla loro 
sinistra e la superarono a testa alta e con la schiena dritta, pronti a 
colpire ovunque fossero diretti. Davanti a loro lerba era spianata per 
un vasto tratto e tutti nellesercito di Edward sapevano di essere vicini 
allobiettivo: al sorgere del sole avrebbero sferrato un colpo cosduro 
da distruggere una casa reale dalle fondamenta.
Margherita cerc di non far vedere al figlio la sua apprensione, senza 
riuscirci, naturalmente. Nei precedenti dieci anni Edward aveva trascorso 
parte di ogni giorno con lei sia nel castello del nonno materno a Saumur 
sia nel palazzo reale e nei giardini di re Luigi, tanto che conosceva sua 
madre forse anche troppo bene. Bast uno sguardo al suo viso perch gli 
occhi di Edward perdessero il loro splendore, come se una luce si fosse 
spenta dietro di essi.
Le notizie sono cosbrutte, madre?
Margherita sorrise a labbra strette, congedando con un cenno 
lesploratore appena tornato e senza fiato. Come lei, il ragazzo aveva 
laria sconvolta. Le aveva portato via parte delle sue speranze per 
sostituirle con lantica paura.
Non avevo previsto che ci seguisse cosrapidamente. Margherita non 
aveva bisogno di specificare chi fosse colui che li aveva inseguiti, 
balzando fuori dalle mura di Londra con lagilit di un gatto che avesse 
visto un movimento appena accennato tra lerba. Edward di York era 
partito alla carica e Margherita sapeva di non essere pronta ad 
affrontarlo, ammesso che potesse mai esserlo. Ricordava benissimo la 
moltitudine di cadaveri, lInghilterra scesa in campo a Towton sotto gli 
stendardi dei Lancaster solo per lealt verso suo marito, tutti 
massacrati dal giovane re che allora aveva cercato di catturarla e che 
aveva combattuto e ucciso come se non dovesse stancarsi mai.
Rabbrivide si fece il segno della croce: qualcuno aveva camminato sulla 
sua tomba, pens. Udiva la voce del fiume davanti a s, il suono di 
milioni di tonnellate dacqua che scorrevano sulle rocce, e quasi in 
risposta le giunse un altro suono, simile a un ruggito, dai campi a due o 
tre miglia di distanza alle sue spalle. Allora prov un vero spavento: 
Edward era arrivato e lei si trovava ancora in Inghilterra.
Per un tempo che sembr eterno lesercito di Margherita rimase fermo 
sullorlo del guado, con il Galles cosvicino da poterlo quasi toccare. 
Il fiume Severn si era fatto sempre pi stretto a ogni miglio di strada 
nellentroterra e certamente in quel punto lacqua era bassa, anche se 
nera come il cielo notturno sopra di loro. Non era nemmeno facile sapere 
se quello fosse il posto giusto e Margherita fece scandagliare il fondo a 
pi riprese per accertare che non fosse troppo profondo, tendendo per 
tutto il tempo lorecchio nel timore di udire il suono dei corni e il 
rimbombo dei passi di un esercito in marcia. Di tutti i suoi nemici 
Edward era il meno prevedibile: avrebbe potuto attendere lalba o 
precipitarsi contro i ranghi di Margherita per portare morte e follia 
ovunque passasse.
La volta stellata aveva ruotato intorno al Nord per buona parte della 
notte quando finalmente Somerset fu daccordo con il barone Wenlock e il 
conte di Devon nellaffermare che le forze di York si erano certamente 
accampate. Gli esploratori tornarono per riferire di non avere notizia di 
movimenti da parte del nemico e gli uomini di Margherita, stanchissimi, 
poterono finalmente sdraiarsi e dormire. Le notizie del loro arrivo erano 
giunte nella citt vicina e cominciarono a vedersi delle luci nel buio 
mentre si diffondeva il suono grave delle campane di unabbazia: 
Margherita non sapeva se avvertisse la popolazione addormentata della 
presenza del suo esercito o di quello di York, ma era un suono lugubre, 
come di una campana che suonasse a morto riecheggiante nella notte.
Somerset si avvicin e smont da cavallo, insieme con Courtenay, conte di 
Devon, e con il barone sir John Wenlock. Tutti e tre si inchinarono alla 
regina e a suo figlio. Il principe Edward, irrigidito, li osservava con 
unespressione seria alla luce delle torce, cercando di imitare il 
comportamento dei nobili di maggiore esperienza.
Potremmo ancora attraversare il fiume, mia signora, se lo desiderate 
propose Somerset. Faremo una catena umana nellacqua bassa e guideremo 
il resto dellesercito senza accendere le torce per non dare lallerta al 
nemico.
Ma non  ci che volete fare voi suggerMargherita. Wenlock 
grugnquasi il suo assenso sotto i baffi mentre Somerset e Devon 
annuivano lentamente.
Credo di s, mia signora, disse Somerset dopo un momento a Dio 
piacendo. Nessun uomo pu dire di pi e io preferirei parlare con i fatti 
anzich con i giuramenti o le promesse.
Margherita sorrise nel sentirsi rilanciare le sue stesse parole.
Dove star io? domand suo figlio, la voce resa acuta dalla tensione 
ma cercando di apparire severo e temibile come gli altri tre. Somerset lo 
guard, grattandosi la guancia rumorosamente a causa della barba non 
rasata.
Edward di York preferisce il centro, altezza. Suo fratello Richard 
probabilmente sar al comando di unala, non so se la destra o la 
sinistra. Non conosco tutti i cavalieri che ci troveremo di fronte, ma 
non vorrei mettervi alla portata di nessuno di quei due. Forse potreste 
comandare le nostre riserve, altezza. E' un compito di vitale importanza 
e avrete la sponda del fiume accanto a voi. Se riuscirete a mantenere la 
posizione l , io riuscir a far uscire tutti i nostri arcieri sulla 
sinistra. Credete di poter resistere sotto i tiri del nemico senza agire 
imprudentemente? Sar una giornata brutale, principe Edward, vostra 
madre rimarr dietro le linee, nella citt di Tewkesbury. In 
effetti. Somerset fece una pausa come se lidea gli fosse venuta in 
mente in quel momento .non sarebbe una vergogna per un giovane della 
vostra et aspettare con lei.
Leccitazione iniziale del principe Edward era scomparsa mentre capiva 
dove Somerset avrebbe voluto metterlo.
Come? No, milord Somerset, disse con fermezza se Edward di York 
comanda il centro, credo di dovermi misurare contro di lui per 
conquistare i miei speroni. O forse pensate che io possa farmi un nome 
mentre mi nascondo dietro le gonne della mamma? No? Non temete per la mia 
giovane et , milord. Ho aspettato tutta la vita questo momento.
Ah, ecco,  proprio questo che temo, altezza! Anchio ho i miei motivi 
per desiderare di vendicarmi, ma ci non significa che mi precipiter sul 
nemico lanciando urla selvagge, capite? Le battaglie possono durare 
unintera giornata e devono essere affrontate come un liquore forte, un 
goccio, un piccolo sorso alla volta piuttosto che tracannate in un modo 
che potrebbe mettervi subito fuori combattimento o spezzare il cuore di 
vostra madre.
Due chiazze rosse comparvero sulle guance di Edward mentre rispondeva in 
tono asciutto, facendo sorridere Margherita per la sua autorevolezza 
imperiosa: Bene, signori, vi ho ascoltato. Il centro  dove star. 
Dovr semplicemente cercare di non deludervi domani.
Somerset arrosse scosse la testa, a disagio.
Mi dispiace se vi ho messo in imbarazzo, altezza. Se potessi, domani 
offrirei la mia vita pur di sapervi salvo. Io non ho figli e voi siete. 
voi siete stato la speranza di mio padre prima di morire e quella di mio 
fratello quando ha messo la testa sul ceppo di York. Per onorare la loro 
memoria io darei la vita per salvare la vostra, tutto pur di vedere i 
figli di York annientati!
Somerset aveva parlato con una terribile passione e sia il principe 
Edward sia Margherita per delicatezza distolsero lo sguardo da lui mentre 
rivelava tutto il suo dolore pi intimo.
Io sar al comando del centro mormor Edward di nuovo. Non aveva 
capito tutto ci che era stato detto e voleva essere certo che i suoi 
lord non si fossero accaparrati ci che volevano con le loro chiacchiere.
Allora, se posso, ci star anchio, figliolo si offril barone 
Wenlock e quando il principe fece segno di sgli batt una gran pacca 
sulle spalle.
A quelle parole Somerset si riprese e annu, poi si inchin formalmente 
alla regina e al principe.
E' deciso allora. Milord Courtenay, conte di Devon, prender il 
comando dellala sinistra, io comander la destra. e il principe Edward 
con Wenlock il centro. Molto bene. Dir agli uomini di riposare meglio 
che possono. Domani, quando sar tutto finito, sar ai vostri ordini. 
Allora sar possibile decidere a ragion veduta se proseguire per il 
Galles o tornare a Londra per mostrare alla popolazione il cadavere di 
York.
Pregher per il buon esito della battaglia assicur Margherita. Ora 
riposate anche voi, Edmund. Se Edward cadr , tutto sar diverso e con 
uomini come voi, signori, potremo ricominciare da capo.
...
.
...
22.
.
Nel vedere la luce diffusa e dorata del sole a Oriente, Edward trasse un 
respiro di sollievo: non sarebbe stato come a Barnet. Sapeva bene quanta 
parte avesse avuto la fortuna in quella sua vittoria. Non vi indugi col 
pensiero e daltronde non lo faceva mai, per lo aveva fatto riflettere. 
Forse era stata la fortuna a mettere in suo potere Warwick e Montagu alla 
fine, ma gli altri li avrebbe sconfitti con la forza e la resistenza. e 
sarebbe stato spietato pi di coloro che lo avrebbero affrontato.
Il suo esercito gi stanco si era messo in moto alle prime luci 
dellalba, trascinando anche una dozzina di cannoni. I giovani che 
avevano spinto e tirato i pezzi erano esausti, piegati in due dalla 
stanchezza e barcollanti, quasi incapaci di reggersi in piedi. Qualcuno 
era rimasto per strada, un piede schiacciato dalla ruota e un braccio 
rotto, preso tra i raggi. Ma gli altri avrebbero fatto la loro parte.
Le nebbie del mattino si andavano diradando sempre di pi e Edward non fu 
contento di vedere le forze di Lancaster in uno schieramento ampio sei, 
otto iarde pi in alto dei suoi uomini, come se stessero fluttuando in 
aria. Non si trattava che di un lieve rialzo del terreno, ma significava 
comunque che i suoi soldati avrebbero attaccato in salita, gi stanchi 
per le marce forzate che avevano dovuto affrontare per raggiungere 
lesercito di Margherita.
Edward grugnirritato, ma non cera molto che potesse fare, perlomeno 
prima che il sole avesse finito di dissipare la nebbia, permettendogli di 
vedere pi chiaramente ogni particolare del paesaggio intorno a loro. Suo 
fratello George era a poca distanza da lui nello schieramento e in sella 
alla sua cavalcatura stava guardando i ranghi di Lancaster con 
unespressione quasi di timore reverenziale, come se avesse una visione 
mistica.
Per reazione alla bocca aperta di Clarence, Edward strinse le labbra. In 
effetti lo schieramento nemico costituiva un bello spettacolo, dava 
unimpressione di coraggio, i grandi vessilli al vento, i colori blu e 
giallo di Somerset e il rosso e giallo di Devon, con le piume bianche e 
nere di un principe di Galles. Edward non sapeva di chi fosse lo stemma 
con le tre teste nere e dovette chiedere a un araldo. Conoscendo Wenlock 
solo di reputazione, era sinceramente sorpreso di scoprire che era ancora 
vivo e si domand se Margherita non avesse perso costanti dei suoi da 
dover contare sui ragazzi e sui vecchi.
Suo fratello Richard si avvicin lungo lo schieramento al piccolo trotto, 
sollevando zolle fangose.
Hai visto Somerset alla nostra sinistra? gli grid Richard. Dicono 
che ce labbia con noi per via del padre e del fratello.
E allora? E' lo stesso anche per me. E ho perduto uomini migliori del 
vecchio Somerset e di suo figlio.
S, fratello. Credo di saperlo. Per sembra che abbia il fuoco nelle 
vene. Lasciami comandare lala sinistra, coscomincer a punzecchiarlo 
con i cannoni e le frecce in modo da farlo infuriare e attirarlo gi da 
quella cresta.
Edward annu. Si fidava di suo fratello. e di lord Hastings, per 
questo. Sapeva quanto dipendesse dalla fiducia reciproca in una 
battaglia, non poteva esservi un unico uomo a comandare, non con tanti 
armati; ma loro erano fratelli e Edward si rese conto di sentirsi pi 
sicuro in un campo di battaglia che in una stanza tranquilla a Londra o a 
Windsor; lui era fatto per le grida di guerra, per il cozzo delle armi, 
il silenzio e la pace lo trituravano come la ruota di un mulino.
Mentre Edward rimuginava questi pensieri tra s, Richard di Gloucester 
galoppava alla testa di una dozzina di capitani per modificare lo 
schieramento di intere compagnie su entrambi i fianchi, un compito reso 
meno facile dal terreno su cui dovevano muoversi. Le forze di Lancaster 
attendevano serenamente in cima alla scarpata, mentre ogni compagnia di 
York era costretta ad avanzare fra un intrico di siepi o a cercare un 
passaggio allestremit di un campo delimitato da cespugli di 
biancospino invalicabili. Era voluto, naturalmente, il che non rendeva la 
cosa pi facile da sopportare, ma Edward non poteva certo biasimare i 
suoi nemici per aver scelto la posizione migliore per loro e che creava a 
lui dei problemi, come adesso che stava trottando in un groviglio di 
sentieri fiancheggiati da siepi, separato dai suoi uomini come se fosse 
nel mezzo di un labirinto. Avrebbe finito per non vedere pi le forze di 
Lancaster nella nebbia o per la conformazione del terreno e quei cespugli 
spinosi troppo alti. Dentro larmatura sudava come un fabbro ferraio, 
senza la calma per poter comandare nel modo giusto. Sentla furia montare 
in lui. E ne fu contento.
Edmund Beaufort, duca di Somerset, abbass lo sguardo sul paesaggio 
colorato di bianco e di verde scuro, interrotto da macchie di soldati in 
marcia incitati da cavalieri; e ci che vide lo soddisfece. Schierando i 
suoi uomini aveva tenuto conto dellestensione dellarea a sud della sua 
posizione, dove erano stati scavati i fossi per lirrigazione dei campi, 
e ora provava un certo gusto nel vedere i vessilli di York vagare lungo 
antichi sentieri cercando di ritrovare la direzione di marcia. Se non 
avesse significato mandare ranghi ordinati in quel terreno accidentato 
perdendo cosil suo vantaggio, sarebbe stato tentato di sferrare un 
attacco, sorprendendo il nemico prima che potesse schierarsi per la 
battaglia. Non dette il comando e lo osserv avvicinarsi sempre di pi. 
Sarebbero arrivati sudati e stanchi, pens.
A un certo punto il centro dellarmata di York si trov in cima a un 
rilievo del terreno, tanto da essere quasi allo stesso livello dei 
vessilli di Somerset, per ridiscendere subito dopo a causa di un fossato 
che divideva i due schieramenti. Somerset sorrise nellintravedere gli 
uomini in armi superare faticosamente un passaggio obbligato in una 
recinzione a circa mezzo miglio di distanza. Non aveva intenzione di 
offrire loro il minimo vantaggio, non quando si batteva per il legittimo 
re dInghilterra e per suo figlio.
Margherita si era allontanata allalba con sole quattro guardie di 
scorta, per cercare un posto in citt dove aspettare le notizie. 
Somerset non la invidiava; nonostante tutti i pericoli da affrontare, non 
credeva che lui sarebbe stato capace di resistere alle ore di silenziosa 
angoscia in attesa di sapere qualcosa dal campo di battaglia.
I suoi uomini erano pronti, con armature di buon ferro che avrebbero 
resistito ai colpi, in cotte di maglia nuove o con le migliori corazze. 
Molti di loro avevano pitturato il metallo e ora sembravano insetti 
scintillanti verdi o rossi, mentre i cavalieri e gli armati pi poveri 
mostravano i segni della ruggine sulle armature che erano appartenute ai 
loro padri.
Somerset li sentiva fiduciosi. Avevano il vantaggio del terreno e le 
forze sufficienti a tenerlo e sembravano anche consapevoli di quel 
vantaggio. Somerset avvertiva la determinazione nei suoi uomini e ne era 
molto compiaciuto. Vide qualcuno di loro fare dei gesti alle figure che 
intravedevano nella bruma del mattino ormai dispersa: volevano 
cominciare. In una battaglia la superiorit numerica non era il solo 
fattore di vittoria, Somerset lo sapeva molto bene. In ogni conflitto 
armato arrivava un momento in cui si provava il desiderio di fuggire e se 
si fuggiva, se il contagio della sua paura si diffondeva, la causa per 
cui si combatteva era perduta, le donne stuprate, le terre godute da 
altri; ma se non si fuggiva, se si trovava il coraggio di restare con i 
propri amici e compagni in armi, allora si era Sparta, si era Roma, si 
era lInghilterra.
Credo che li finiremo qui! grid a un tratto voltandosi verso i suoi 
uomini, costretto a far eseguire uno stretto cerchio al passo al suo 
destriero che sbuffava. Verranno contro di noi e noi diremo: 
Basta!? a tutti loro. Basta con il loro meschino disprezzo, con la 
loro ambizione! Gridiamo basta? a tutto questo. Noi abbiamo un re. 
Suo figlio, il principe di Galles,  qui con noi sul campo di 
battaglia! Tutti acclamarono e Somerset riprese fiato, la sua 
espressione normalmente cupa leggermente rasserenata.
Gridate Per Lancaster? o gridate Galles? se volete, ma 
gridate basta!? a questi accattoni usurpatori che non sono degni di 
portare la corona del nostro regno!
Le acclamazioni aumentarono di volume e gli uomini risero e batterono i 
piedi per mostrare la loro approvazione e allontanare lapprensione 
nellattesa dellattacco. Mentre acclamava insieme ai suoi, Somerset vide 
i vessilli di Gloucester comparire nella foschia, cosvicini che quasi 
sembrava di poterli toccare. Cerc lo stesso Gloucester e a un tratto lo 
vide, in unarmatura verde scuro o forse nera, sciolti i capelli di un 
castano dorato, nessuna traccia di elmo. Aveva tutto laspetto di un 
cavaliere feroce e Somerset avvertil peso degli anni guardando quel 
diciottenne che cavalcava eretto, le mani leggere sulle redini che 
guidavano il cavallo sulle zolle di terra e di erba.
Ormai la nebbiolina si era diradata al tepore del sole e pur essendo da 
poco passata lalba Somerset vide chiaramente Richard di Gloucester 
portare una massa di arcieri vestiti di bruno contro la sua ala e vide 
anche i neri cannoni fissati tra due ruote di carro, puntati e pronti a 
fare fuoco, i bracieri accesi. Volute di fumo grigio si allungavano nella 
brezza del mattino che si portava via la nebbia.
Somerset senti suoi capitani dare il comando di approntare gli scudi. I 
suoi uomini avrebbero dovuto resistere per un po, era lo scotto da 
pagare per aver scelto una posizione e aver deciso di mantenerla. I suoi 
arcieri avrebbero risposto ai tiri del nemico. Somerset non aveva 
cannoni, ma doveva ancora vederne uno degno di questo nome su un campo di 
battaglia; avevano una loro utilit nel martellare le mura di una 
fortezza, questo era dimostrato, indubbio, ma dove gli uomini si 
muovevano, dove potevano sopraffare il nemico, egli non vedeva un futuro 
in quegli arnesi sudici, tutto rumore e fumo: impossibile che potessero 
mettere in fuga da soli dei soldati coraggiosi.
Osserv una linea sottile formarsi davanti agli arcieri, uomini con una 
specie di corta lancia sulla spalla, e annucon irritazione: i 
bombardieri. A quanto pareva avrebbero dovuto sopportare le punture di 
uno sciame di api quel giorno, ma non intendeva mostrare la minima paura, 
non voleva che i suoi uomini lo vedessero trasalire, non dovevano pensare 
che fosse in qualche modo emozionato. Richard di Gloucester alla fine 
avrebbe dovuto attaccare. Allidea Somerset strinse il pugno nel guanto 
di ferro: allora i suoi uomini avrebbero avuto loccasione di riprendersi 
ogni goccia del sangue che avevano perduto. Desiderava soltanto avere la 
possibilit di affrontare egli stesso il giovane York. Sottovoce 
cominci a pregare: Dio onnipotente, io ti prego di ricordarti con 
bont di mio padre e di mio fratello, accoglili nel tuo abbraccio e 
nella tua pace. Oggi io ti prego soltanto di far sche la mia spada trovi 
Richard di Gloucester. Non ti chiedo altro, Signore, soltanto questa 
piccola gentilezza. Se dovr vivere, chiedo la forza di portare a termine 
questa impresa. Se dovr morire, chiedo solo di rivedere i miei.
Richard di Gloucester guard a destra e a sinistra, soddisfatto 
dellallineamento dei suoi ranghi silenziosi. Si trovavano ancora ai 
piedi del rialzo del terreno, ma la nebbia si era dissipata e il sole 
aveva gi intiepidito laria. Non era per caso che le battaglie si 
combattevano in primavera, una cosa che tutti capivano in quel momento, 
con il sangue che scorreva caldo nelle vene. Somerset aveva scelto un 
terreno elevato e aspettava immobile che Gloucester si avvicinasse. I 
suoi arcieri avrebbero avuto un vantaggio in quanto a gittata, ma per il 
resto non cera niente da fare. Richard fece fermare i suoi uomini a 
quattrocento iarde dai Lancaster, una linea scura che correva attraverso 
la scarpata. Si riconosceva una sfida in quei ranghi ancora immobili, una 
sfida che Gloucester voleva raccogliere, come facevano i cervi quando si 
premevano luno contro laltro, le corna intrecciate.
Richard si riempi polmoni, dritto sulla sella, una mano sullelsa della 
spada non ancora sguainata.
Arcieri, pronti! Cannoni, pronti! Portatevi lentamente a tiro.
Era il momento che tutti gli uomini odiavano, quando dovevano avanzare 
allineati, lo sguardo fisso sullaltro lato del campo di battaglia, 
aspettandosi che da un momento allaltro il cielo si oscurasse a causa 
delle migliaia di aste e il fumo bianco si levasse dalle bocche dei 
cannoni.
Somerset non dette nessun comando e Richard si sentla gola asciutta. 
Sapeva di costituire un ottimo bersaglio nella sua armatura nera, ma per 
quanto gli fosse difficile spronare il destriero per farlo avanzare 
insieme con le sue schiere, era certo che non sarebbe morto. Altri s, 
senza dubbio, ma Richard era salvaguardato da chiss quale benedizione, 
lo sentiva. La morte non sarebbe venuta a prenderlo, anche se lui 
lavesse chiamata.
Marciando, gli arcieri tesero larco, gi sapendo quale sarebbe stato il 
comando successivo. Il comando giunse nel momento in cui Somerset ruggiva 
e il cielo si oscurava per le frecce sibilanti.
Alt! Arcieri, scoccare! I comandi di Richard furono ripetuti dai 
capitani, ognuno al comando di uomini che conosceva bene. I bombardieri 
piegarono il ginocchio a terra per fare fuoco e per la prima volta, 
quando il fumo si dissolse, Richard vide dei vuoti nello schieramento 
nemico; ma non gli piaceva affatto essere accecato da quelle frecce e, 
pur sapendo che sarebbe stato necessario un tiro assolutamente perfetto 
per penetrare sotto il suo carapace, era difficile restare immobile sotto 
quella pioggia di frecce. Soltanto il suo destriero sembrava impassibile, 
forse non fiutava il pericolo e restava calmo mentre le aste si 
infilavano nel terreno o si spezzavano tutto intorno a loro.
Poi vide che cosa aveva fatto. Con la benedizione di suo fratello, 
Richard aveva concentrato tutta la sua potenza di tiro contro una 
posizione nemica, quella dello stesso Somerset: frecce, palle e colpi dei 
bombardieri si erano rovesciati sul punto dove sventolavano i suoi 
vessilli, uccidendo dozzine di uomini che si erano ritrovati sotto una 
grandinata di punte di acciaio e di palle di piombo, mentre quelle di 
cannone ne ammazzavano due o tre alla volta, abbattendosi sulla prima 
linea dello schieramento. Uno stendardo di Somerset ondeggi e cadde, 
suscitando naturalmente gli applausi tra le truppe di York, felici di 
quel primo successo.
Gli arcieri di Somerset, al contrario, avevano preso di mira tutto lo 
schieramento di York, che stava avanzando protetto dagli scudi e dalle 
magnifiche armature; cerano stati dei caduti, alcuni uomini in cotta di 
maglia e corazza giacevano perfettamente immobili tra i loro compagni, 
quasi come se dormissero. Ma non erano molti.
Richard alz la mano e la lasci ricadere. Nel frattempo i cannoni erano 
stati ricaricati. Vi fu un visibile movimento nelle linee intorno a 
Somerset, sapevano di essere il principale bersaglio e nessuno voleva 
stare accanto al duca.
Edmund Beaufort era rimasto immobile in sella alla sua cavalcatura, in 
apparenza indenne. Il suo destriero, il muso protetto dalla piastra 
metallica fornita di punta acuminata per i combattimenti ravvicinati con 
soldati appiedati, scalpit quando gli uomini si mossero per allontanarsi 
dal fuoco. Il duca, sentendo il loro movimento gir il capo per abbaiare 
un comando.
Pi in basso Richard di Gloucester not quei movimenti e sorrise.
Arcieri! Tirate di nuovo. Contro Somerset! Gli arcieri erano pi 
accurati nella mira e incutevano uno spavento molto maggiore. Alcuni di 
loro erano allineati come i soldati, altri si spostavano in avanti 
rapidamente per acquistare qualche iarda, ritirandosi altrettanto 
rapidamente una volta scoccata la freccia. Si chiamavano lun laltro, 
dando giudizi sui tiri reciproci, ululando quando una corda schioccava o 
un arciere scivolava mandando la freccia a piantarsi nel terreno davanti 
a lui. Erano spietati nel prendersi in giro a proposito della loro 
abilit nel tiro, lunica cosa che possedevano e che tenevano in gran 
conto.
Richard rimpianse di non averne portati di pi: se suo fratello avesse 
aspettato di averne un altro migliaio, sarebbero riusciti a fare a pezzi 
lala al comando di Somerset. Si sorprese a pensare a piccoli particolari 
mentre i suoi arcieri martellavano i nemici. Somerset era ancora vivo. Il 
suo vessillo era stato rialzato ma non passarono che pochi momenti prima 
che anche il portabandiera cadesse, trapassato dalle frecce. Somerset 
ruggun grido di sfida, ma la pioggia di proiettili continu, piombo, 
frecce, palle di cannone in un fumo che li rendeva ciechi o quasi. Gli 
arcieri continuavano a lanciare occhiatacce alle squadre ai cannoni che 
guastavano la loro mira perfetta, ma la combinazione aveva aperto dei 
varchi spaventosi nelle fila di Lancaster, mentre il resto dello 
schieramento non era stato toccato. Nessuno capiva come mai Gloucester 
rovesciasse tutta la sua scorta di proiettili contro un solo uomo, 
nessuno tranne lo stesso Richard e Edward al centro. Per unora fece di 
quella parte dello schieramento nemico un inferno e Somerset sapeva che 
era solo per lui. Aveva larmatura ammaccata e perforata in pi punti, 
tanto che sentiva sapore di sangue sulle labbra. Aveva accettato uno 
scudo e si era armato di una mazza ferrata e il solido manico dellarma 
nel pugno era rassicurante. Sentiva la rabbia farsi sempre pi feroce 
dentro di lui, poi qualcosa lo colpsullelmo, che mand un suono 
metallico. Chiam un messaggero e il poveretto si avvicin curvo per la 
paura, tanto che Somerset lo rimprover per la sua codardia.
Ora basta! Informate lord Wenlock che io attaccher. 
Dovr appoggiarmi. Non posso stare pi a lungo seduto sotto il fuoco. 
Questo  il mio comando. Appoggiare lala. Attaccare quando mi muover.
Il messaggero partdi corsa, enormemente sollevato, non resistendo in 
quel luogo dove laria era tutta un sibilo terrorizzante. Somerset 
riprese a osservare i ranghi di quegli insetti che vedeva gi in basso e 
che erano avanzati, naturalmente, poco disciplinati comerano. Li valut, 
non del tutto sopraffatto dalla nebbia rossa della furia che pure sentiva 
crescere. Richard di Gloucester in tutta la sua giovinezza e arroganza, 
Richard di Gloucester che non capiva niente. Quella famiglia che gli 
aveva portato via lamato fratello e il padre! Quella famiglia aveva 
fatto perire tanta brava gente e fatto a pezzi il paese. e adesso 
eccoli l, i due fratelli pieni di boria e di prepotenza, eccoli che 
rovesciavano una pioggia di fuoco sulla sua posizione come unondata che 
si abbattesse su una spiaggia. Era troppo.
Edward rialz la testa dallo studio attento dellarcione anteriore che 
sporgeva bloccando le cosce del cavaliere, in modo che si potessero usare 
entrambe le mani per combattere. Qualche cavaliere portava lo scudo, ma 
Edward era abbastanza robusto da sostenere il peso delle piastre 
dellarmatura e preferiva maneggiare con una mano la spada e il martello 
darmi con laltra. La testa di questarma poteva sembrare piccola per 
lui, poco pi grande della sua mano, ma Edward sapeva usarla con una 
forza devastante, mentre il lungo manico bloccava quasi tutti i colpi di 
spada.
Mentre suo fratello investiva lala di Somerset con tutta la sua furia, 
ignorando il resto, Edward aveva riflettuto a lungo sulle armi da usare, 
diviso fra desideri contrastanti. Voleva avanzare per la salita e 
gettarsi sui ranghi ordinati che lo incitavano con i gesti ad attaccare; 
facile essere coraggiosi a duecento iarde di distanza, lo erano quasi 
tutti, ma gli sarebbe piaciuto vedere come si sarebbero comportati se lui 
fosse stato in mezzo a loro. Ma aveva promesso a suo fratello di 
aspettare e si costrinse a farlo, quasi stordito per il sangue che gli 
pulsava con forza nelle vene, immobile, respirando rumorosamente, simile 
a un lupo che si preparasse a balzare sulla preda.
Quando alz lo sguardo fu in risposta al ruggito che si lev nel momento 
in cui ci che restava dellala di Somerset si lanci gi dalla discesa 
contro gli uomini al comando di Gloucester. Edward spalanc gli occhi. 
Era perfetto. Dentro di s ringrazi il fratello per la sua vista acuta.
Avanti al centro! mugg, la voce possente sul campo di battaglia. 
Compagnie al centro, avanti! I suoi uomini, che avevano osservato 
Somerset perdere la calma con attenzione rapita, si erano gi mossi 
prima che avesse finito di parlare.
Davanti a loro lo schieramento pi forte delle armate di Margherita si 
lanci gi dal rialzo del terreno che era stato il loro unico vantaggio e 
mentre le compagnie di Gloucester li ricevevano contrattaccando a testa 
bassa, Edward piomb contro il loro lato. I suoi soldati armati di picche 
e di lance li assalirono al fianco, dove essi non potevano difendersi, e 
le punte di ferro affondarono nella carne, ritraendosi rosse di sangue e 
strappando urla di dolore agli uomini che cadevano e venivano calpestati.
Somerset si volt indietro e la sua furia si accrebbe nel vedere che il 
barone Wenlock non si era mosso. Quel vecchio stava forse dormendo? 
Wenlock e il principe erano ancora immobili tra i loro ranghi ordinati 
mentre i suoi uomini venivano fatti a pezzi. Somerset non poteva 
permettere che i figli di York concentrassero tutte le loro forze su ogni 
quadrato dello schieramento, avrebbe voluto dire disastro e morte certa. 
Era appena arrivato in fondo alla discesa e gi si era reso conto di 
quanto ferocemente fossero massacrate le sue forze. Fece un cenno a 
Wenlock ma il vecchio bastardo arrogante non accenn a muoversi per 
venirgli in aiuto.
Ritirarsi in buon ordine! ruggSomerset ai suoi capitani. Un 
grandioso gemito si lev dagli uomini che prima avevano sopportato il 
martellamento di Gloucester e poi avevano seguito fiduciosi il loro 
condottiero; a questi uomini ora si chiedeva di ritirarsi per la salita 
con un nemico entusiasta che avanzava contro di loro urlando. Ma 
lalternativa era lasciare che York e Gloucester insieme li stritolassero 
e li riducessero in polvere, perci si fermarono e fecero del loro meglio 
per tenere a bada i ranghi di Gloucester con le lance abbassate. 
Allinizio la manovra parve riuscire, ma Gloucester, stupefatto e 
incredulo, caple loro intenzioni e comand a tutta lala di caricare.
Somerset fece voltare il cavallo, ben sapendo che molto difficilmente 
avrebbe potuto farlo arretrare in salita, e nel girarsi vide un drappello 
di lancieri uscire di corsa da un bosco alla sua sinistra con le lunghe 
aste abbassate e pronte a colpire. Non riusca pensare a un comando da 
dare in quel momento se non un avvertimento; si usavano le lance per 
difendersi o come arma della cavalleria e vedere quegli uomini appiedati 
in procinto di usarle per attaccare lo lasciava esterrefatto.
Attenzione a sinistra! Attenti alle lance a sinistra! grid, ma i 
suoi erano assaliti di fronte e sul fianco, dove altri lancieri si 
premevano contro di loro. Non avevano che un fianco libero e non poterono 
fare altro che arretrare mentre duecento nemici piombavano su di loro, 
trapassando i soldati della prima linea in modo tale che le punte 
insanguinate delle lance, fuoriuscendo dai corpi dei feriti, si 
affondavano anche in quelli subito dietro di loro. A quel punto gli 
uomini di Somerset persero ogni volont di combattere, come se fossero 
caduti in una trappola per cinghiali, con le picche acuminate tutto 
intorno a loro. Cercarono di fuggire sparpagliandosi e fu un massacro 
senza quartiere.
Spronando il suo destriero, Somerset lo sentvacillare, colpito da 
qualcosa, una ferita che non poteva vedere ma che faceva perdere le forze 
allanimale. Il destriero ferito arranc per la salita, soffiando e 
sbuffando tra spruzzi di sangue, ma Somerset, impassibile, lo costrinse 
ad avanzare spronandolo pi e pi volte. Non si curava di Gloucester e di 
York, che pure lo stavano inseguendo, ma spinse il cavallo agonizzante al 
trotto verso i ranghi impauriti del quadrato centrale, che erano rimasti 
a guardare mentre i loro compagni venivano fatti a pezzi.
Il barone Wenlock in sella al suo destriero si trovava nella terza fila, 
circondato da araldi e messaggeri. Edward, il principe di Galles, che 
aspettava a cavallo accanto a Wenlock, impallidvisibilmente nel vedere 
Somerset, larmatura ammaccata, lelmo insanguinato, il cavallo dal muso 
rosso di sangue.
Perch non siete venuto in mio aiuto, milord? ringhi Somerset a 
Wenlock. Vi ho fatto avere un comando. Dove eravate?
Wenlock si adir, rosso in faccia, con i capelli che sembravano ancora 
pi bianchi.
Come osate mettere in dubbio il mio onore? Cucciolo presuntuoso! Io 
non.
Somerset lo colpcon la mazza ferrata che stringeva nella destra, un solo 
colpo terribile che fece tacere il vecchio barone. Il sangue bagn la 
fronte di Wenlock, che mosse le labbra stupefatto, poi Somerset lo 
colpdi nuovo e rimase a guardarlo scivolare di sella e cadere a terra.
Ges Cristo! esclam Edward di Galles, sgranando gli occhi. Ma non 
guardava Wenlock, guardava pi in l , dove le forze di York stavano 
caricando. Somerset si volt e furono inghiottiti entrambi.
.
Edward abbass lo sguardo sulle nocche argentate dei guanti di ferro, 
rossi di sangue, sebbene lui non ricordasse di aver preso a pugni 
qualcuno nella follia della battaglia. Era salito dimpeto sul rilievo 
del terreno quando lala di Somerset era stata annientata, scegliendo il 
momento giusto per attaccare le forze l schierate. Aveva visto Somerset 
discutere e accanto a lui un giovane nella livrea reale dei Lancaster, 
che sembrava a malapena capace di difendersi. Edward si guard di nuovo 
il guanto. Cera stato tanto sangue nella sua vita, ma non lo aveva 
desiderato. Conosceva almeno una donna che quel giorno avrebbe pianto, 
tutte le speranze di Margherita dAngi ridotte in cenere, suo figlio 
bianco e immobile come tutti gli altri.
Si sorprese a piangere e si asciug rabbiosamente gli occhi. Alcuni 
vicino a lui guardarono altrove, ma avevano visto cose molto pi strane. 
Alcuni vomitavano sullerba dopo una battaglia, altri dormivano 
profondamente come se fossero ubriachi, altri ancora ridevano o 
piangevano senza che nessuno li notasse mentre vagavano sul campo 
rendendosi conto di essere sopravvissuti. Tutto ci che avevano 
dimenticato nella foga del combattimento ora riaffiorava nella mente e 
quegli uomini si fermavano, stropicciandosi gli occhi e respirando 
profondamente prima di riprendere a vagare.
Forse era let , pens Edward mestamente, poi si mise a ridacchiare 
allidea di un re che piagnucolava, unimmagine ridicola. Suo fratello 
Richard si stava congratulando con i suoi uomini, esattamente come 
avrebbe dovuto fare lui. Si sentiva la gola secca e afferr lotre che un 
ragazzo portava sulle spalle. Si aspettava acqua ma era birra schiumosa, 
spessa, amara. Bevve e bevve, come un neonato attaccato al capezzolo 
della nutrice, smettendo solo quando rimase senza fiato.
Perdio se avevo sete mormor. Vide Richard avvicinarsi e rise davanti 
alla sua espressione turbata.
Be, il giuramento lho mantenuto, fratello sbott irritato. E ho 
sete.
Lo so, Edward, non  per questo. Ho saputo che alcuni cavalieri di 
Lancaster hanno chiesto asilo allabbazia vicino alla citt .
Qualche nome? La birra aveva arrossato le guance di Edward che 
sembrava meno depresso, pi vivace e allegro.
Non lo so. I monaci non ci permettono di entrare.
Ah, no? Edward gett lotre vuoto al ragazzo e fischi per farsi 
portare il cavallo. Fu lord Rivers a condurglielo, seguito dalla guardia 
personale di Edward, tutti uomini a capo scoperto, dallaria feroce.
Vieni con me disse Edward al fratello. Richard rimont in sella e lo 
segu.
Labbazia di Tewkesbury non era lontana dalle ultime file di morti che 
erano stati trasportati lontano dal campo di battaglia. Lespressione di 
Edward si fece scura alla vista dei monaci in veste nera in piedi davanti 
alla porta. Mise il cavallo al piccolo trotto, seguito da Rivers e dalla 
sua guardia, tutti consapevoli che al mondo poche cose incutevano pi 
paura di cavalieri nelle loro armature in sella ai destrieri che 
avanzavano per portare la guerra.
Edward tir le redini quando furono davanti alla porta e il cavallo 
scalpit, girando su se stesso. I monaci sussultarono ma non si mossero.
Ho dato ordine di stanare i miei nemici, ovunque si siano nascosti! 
grid Edward sopra le loro teste. Sapeva che la sua voce arrivava fin 
dentro le mura dellabbazia e lalz ancora di pi.
Labate si fece avanti, uscendo dallombra del grande portone.
Milord York. cominci.
Vi state rivolgendo al re.
Maest , con il vostro beneplacito, questo  terreno consacrato,  un 
asilo sacro, non posso lasciar entrare i vostri uomini.
Edward si gir verso i cavalieri che lo accompagnavano: Io sono stato 
cacciato dalla mia terra, mia moglie e i miei figli costretti a 
nascondersi. Quando sono tornato ho detto che avrei messo fine a tutto 
questo. Non ho dato quartiere. Non ho accettato riscatti. Considero 
questo luogo campo di battaglia e vi sar grato se vorrete entrare e 
mettere fine a chiunque sia rimasto in vita.
Due cavalieri diressero le loro cavalcature verso la porta dellabbazia 
suscitando le proteste dei monaci, oltraggiati e inorriditi, che 
protesero le mani verso di loro come se potessero fermarli, ma i 
cavalieri li abbatterono con le spade, rapidi fendenti da macellai che 
insanguinarono tutto il selciato. Labate cerc di rientrare per chiudere 
il portone, ma i cavalieri entrarono di forza, spingendo le cavalcature 
allinterno dellabbazia. Un alto grido di terrore si lev fra quanti vi 
si erano rifugiati come loro ultima speranza, feriti e impauriti. I 
cavalieri avanzarono nella penombra e per un certo tempo non si udirono 
che grida oltraggiate e urla di dolore.
Edward lanci unocchiata ai fratelli. Clarence sembrava stesse male, sul 
punto di vomitare; Richard lo osservava attento, quasi incuriosito. 
Edward si strinse nelle spalle. Aveva gi visto a sufficienza spettacoli 
di morte e di sangue, non gli sembrava di aver preso una decisione poi 
cosimportante.
Trovarono Margherita il giorno seguente. Quando erano arrivate le 
terribili notizie le guardie lavevano abbandonata, lasciandola sola a 
cercarsi un rifugio in un convento a circa un miglio di distanza. 
Certamente le suore avevano saputo del destino che spettava a chi si 
metteva contro York e, pur protestando ad alta voce, non opposero 
resistenza ai rozzi soldati che percorsero i loro corridoi per trascinare 
fuori Margherita.
Lei li segu, perduta nel suo dolore. Il capitano che la mise in sella e 
le tenne le redini si impietose le lasci vedere il cadavere del figlio 
nellabbazia di Tewkesbury. Era bello nella sua giovent e Margherita gli 
accarezz la guancia e gli tenne la mano per un po, svuotata e intontita 
a causa di tutto ci che aveva sofferto.
Nonostante le sue suppliche, Edward di Lancaster fu lasciato l con 
centinaia di altri caduti quando larmata di York fece i bagagli e si 
avvi sulla strada di Londra. La navata dellabbazia era rossa di sangue 
e sembrava che quel sangue fosse incancellabile.
Allinizio Margherita aveva creduto che sarebbe stata condotta alla 
presenza di re Edoardo e costretta a essere testimone del suo velenoso 
trionfo, ma Edward non era suo padre e non la fece chiamare, mentre i 
suoi uomini la trattarono quasi con cortesia durante il viaggio ma senza 
un particolare interesse, come se alla casa di York non importasse pi 
niente di lei e della sua sorte.
Nella vendetta Edward non aveva trascurato niente, non risparmiando 
nessuno dei nobili di Lancaster e uccidendo chiunque fosse stato legato 
al casato del re Enrico per vincoli di sangue, per giuramento di 
fedelt o per servizio. La casa regnante di Lancaster era finita a 
Tewkesbury o sul ceppo del boia e nemmeno i feriti erano stati 
risparmiati.
Margherita, immersa nel suo lutto, si lasciava trasportare non sapeva 
dove dalla sua cavalcatura e pur non volendo che i soldati la sentissero 
piangere si sorprendeva a lamentarsi piano come una bambina infelice. Suo 
figlio, il suo Edward, era stato ucciso prima che potesse diventare 
veramente uomo, per lui ogni speranza, ogni gioia erano state spente per 
sempre, non lo avrebbe pi sentito ridere e questa era una cosa 
mostruosa, cossbagliata che lei non riusciva a crederci. Si sentiva 
scavata dentro, un guscio vuoto. Aveva dato la sua giovinezza, la sua 
fedelt, il suo unico figlio allInghilterra e non le era rimasto pi 
niente.
...
.
...
23.
.
Edward era ubriaco, anche se faceva qualche sforzo per non farlo vedere a 
suo fratello Richard, in piedi davanti a lui. Ricordava soltanto 
vagamente la fredda chiarezza degli ultimi giorni a Barnet e a 
Tewkesbury. I suoi appetiti si erano risvegliati come lo sportello di una 
fornace che fosse stato aperto, come se li avesse tenuti in serbo fino a 
quel momento. Ogni giorno mangiava e beveva fino allo stordimento eppure 
la fiamma dentro di lui non si estingueva, era sempre l , un prurito che 
non si riusciva a calmare, un carbone incandescente che non si riusciva a 
spegnere col vino; ma non diceva niente a Richard degli incubi che lo 
affliggevano, non poteva sopportare lidea che il fratello lo compatisse 
per la sua debolezza. No. Edward sentil sudore freddo bagnargli le 
ascelle ma sorrise come se tutto andasse a meraviglia.
Quali nuove, fratello? Edward scrut attentamente Richard fin dal 
fondo del salone delle udienze, cercando di interpretare ogni sia pur 
minimo cambiamento di espressione sul suo viso.
Una cosa terribile, maest , una tragedia annunci Richard. Edward 
chiuse gli occhi un istante. Aveva trascorso tutta la serata in compagnia 
di sessanta nobili e le loro dame fra prestigiatori, illusionisti, 
racconti di grandi fatti darme. Suo fratello non era stato con lui.
Parla, Richard, siamo soli bisbigli.
Ho detto al re Enrico di suo figlio. Ha avuto uno spasmo, poi  svenuto 
e non sono pi riuscito a svegliarlo. Mi dispiace fratello, re Enrico  
morto.
Dovr esporre il suo cadavere, come ho fatto con Warwick e Montagu. Se 
non lo faccio, ci sar sempre qualche idiota che metter in giro la 
voce del ritorno di Lancaster. Posso. il corpo si pu vedere?
Richard guard freddamente il fratello, sapendo molto bene che cosa 
voleva dire.
S, con un cappuccio in testa, forse di maglia di ferro. E se gli far 
mettere una veste lunga e con uomini di guardia, in modo che nessuno si 
possa avvicinare troppo.
Grazie. Edward cerc sul volto del diciottenne duca una traccia di 
rimorso ma trov solo una sicurezza di s calma e certa. Ora fai 
entrare tuo fratello.
Non essendoci nessun servitore nella sala, Richard la percorse fino alla 
porta e batt un colpo col guanto di ferro sul battente di quercia. 
George di Clarence entr senza far rumore non appena la porta fu 
socchiusa, guardando ora un fratello ora laltro con unespressione 
guardinga sul viso.
Grazie di essere venuto a Londra, George lo salut Edward con un 
cenno del capo. George attravers la sala quasi al passo con Richard e 
quando fu vicino osserv a sua volta Edward, notando le guance arrossate 
e il volto sudato, sicuro indizio che il re aveva bevuto troppo; George 
non credeva che Edward si rendesse conto di quante volte si interrompeva 
per riprendere fiato, gli occhi vitrei; eppure quel suo fratello portava 
la corona e sedeva sul trono nella sala delle udienze del palazzo di 
Westminster, quel suo fratello aveva distrutto i Neville e i Lancaster in 
battaglia e nessuno poteva negarlo. Ogni volta che quelle famiglie 
avevano radunato grandi eserciti, Edward aveva marciato contro di loro e 
li aveva sgominati; e non in una sola battaglia, ma in due, in tre anzi, 
se si contava Towton. Nessun re, fatta eccezione per Enrico Quinto, era stato 
un guerriero pari a lui; ma la tragedia era che Edward aveva trascorso la 
sua giovinezza e speso le sue forze per difendere la corona in 
Inghilterra mentre la Francia prosperava in pace. E in quel momento, con 
Edward seduto sul trono, lInghilterra era quieta ma impaurita.
George, ti ho fatto venire per chiederti un consiglio gli disse 
Edward. Gli occhi rossi osservarono George, poi Edward si gir cercando 
con lo sguardo i servitori, le labbra strette per lirritazione, prima di 
rinunciare e tornare a fissare i due fratelli.
Richard sta considerando ununione con la figlia di Warwick, Anne 
annunci. Vide gli occhi di George scrutarlo sospettoso e gli venne 
voglia di sorridere mentre allungava la mano per prendere una coppa di 
vino, che le dita non trovarono; poi ricord, ah, s, lo aveva ordinato 
lui, era importante restare molto sveglio, perch quella sera avrebbe 
avuto luogo una celebrazione, un grande banchetto. Lord Rivers 
festeggiava un anniversario, Edward non rammentava quale, e gli aveva 
promesso di ospitare la festa a Windsor. Avrebbe potuto bere finch 
voleva al banchetto, fino a dimenticare tutto nel vino e nel liquore che 
gli avrebbero garantito un sonno senza incubi.
Ma era sposata con Edward di Lancaster obiett George allimprovviso. 
Sei sicuro che sia illibata, Richard? Edward di Lancaster era giovane e 
vigoroso.
Aspetter finch non sar sicuro che il suo grembo  vuoto, 
naturalmente, disse Richard scrollando le spalle e guardando Edward 
non  una cosa che ti riguardi. George di Clarence lott contro un 
presagio di sciagura. Era chiaro che Richard stava influenzando il loro 
fratello e George capiva benissimo quanto quellinfluenza fosse potente. 
Prima che potesse parlare, Edward lo zittalzando un dito e mandando in 
frantumi le sue speranze.
Richard ha avuto una parte vitale nelle mie vittorie a Barnet e a 
Tewkesbury. Inoltre ha reso un grande servigio alla corona. E' mio 
desiderio offrirgli una degna ricompensa. Quando ho sentito il nome della 
donna che sposer , be, sapevo che tu ti saresti unito a me nel 
trovare. La voce si spense e Edward fece schioccare le dita in cerca 
della parola giusta.
La ricompensa, maest  suggerRichard con un gran sorriso rivolto a 
George.
S, ricompensa. I possedimenti dei Warwick, una dozzina di castelli, 
centinaia di dimore e di citt , villaggi e fortezze. Tra le migliori 
terre dellInghilterra e del Galles.
Che io ho acquisito jure uxoris, per matrimonio obiett George scuro 
in faccia. Edward aggrott la fronte, sporgendosi in avanti e appoggiando 
le grandi mani coperte di cicatrici sulle ginocchia: Non contrastarmi 
in questo, George borbott. Il fratello continuava a ostinarsi nel suo 
atteggiamento di protesta e Edward parve crescere di statura, sempre pi 
rosso in faccia: in lui la collera produceva un cambiamento fisico e 
tutti e due i fratelli avvertirono latmosfera di minaccia nella sala.
Warwick era stato spogliato di tutti i suoi titoli, George, te lo sei 
dimenticato? Potrei passarli tutti a tuo fratello come propriet della 
corona e allora tu che cosa faresti? Correresti a chiedere aiuto al mio 
parlamento? Ai miei lord? Diresti che tuo fratello ha agito entro i 
limiti della legge inglese e che a te non  piaciuto?
I tribunali sono pieni zeppi di cause di questo genere, Edward! Io 
stesso ho presentato una quarantina di ricorsi. Tutto ci che chiedo  
che tu non mi porti via i beni che saranno miei quando i tribunali 
avranno emesso il loro giudizio.
No, George. Decider ora su questo. Se tu ricorrerai ai tribunali 
contro la mia decisione, ti opporrai a me come tuo sovrano. Non correre 
questo rischio, George. I legami di sangue ti proteggono. ma fino a un 
certo punto. E tu quel punto lo hai raggiunto adesso.
Edward si era alzato e torreggiava su entrambi i fratelli. George rimase 
immobile per un momento, tremante di rabbia, poi imprec fra i denti, 
gir sui tacchi e uscquasi di corsa dalla sala, facendo sventolare il 
mantello, e sbatt la porta alle sue spalle, furibondo.
Nel silenzio stupefatto che seguRichard si gir lentamente verso il 
fratello, guardandolo con aria interrogativa. Edward si rimise a sedere, 
facendo un gesto con la mano per scacciare la domanda inespressa.
S, prenditi i possedimenti che vuoi, Richard. Clarence  uno sciocco. 
Forse tutto finir qui e non mi sfider di nuovo, ma se lo facesse. 
Non ebbe bisogno di finire.
Lo spero si augur Richard. E' un debole ma  pur sempre nostro 
fratello.
E zio unaltra volta o lo sar , se avr il buon senso di stare alla 
larga da me per un po.
Elizabeth  incinta? Di nuovo? esclam Richard con una risatina. 
Suppongo che siate stati lontani a lungo.
Irritato, Edward scosse il capo.
Quella donna non mi piace, Richard, per ha un modo di stuzzicarmi. 
Vomita gi la mattina, credo di avere un seme potentissimo, mi basta 
guardare nella sua direzione per ingravidarla.
Spero in un fratello per tuo figlio, a me non sarebbe piaciuto avere 
solo sorelle. Vide Edward alzare la mano in un gesto che forse 
preludeva a una protesta o a un commento scherzoso e insistette: Lo 
penso davvero, io spero davvero che sia un maschio, perch cospotrebbero 
avere. questo. Edward, io ho degli amici, ma per me quello che abbiamo 
tu e io  pi prezioso dellamicizia, la fiducia che c tra noi  
importante per me, specialmente da quando nostro padre non c pi. Tu 
sai che ti ammiro pi di tutti gli altri, anche se Dio sa che sei un uomo 
difficile da soddisfare.
Grazie. S, anchio sento la mancanza di nostro padre. Mi aggiro nelle 
sue vecchie stanze e non sento pi la sua presenza, la sua potenza non 
c pi. Quasi non riesco ancora a credere che sia morto. Sorrise e 
Richard vide che aveva gli occhi umidi. Edward si schiarla voce e tir 
su col naso, riportato al presente da quei rumori forti: Ma se George 
mi contraster a proposito dei tuoi beni, io non lo avvertir unaltra 
volta. Famiglia o non famiglia, sono io il re dInghilterra, Richard. Ho 
visto versare pi sangue di quanto sia bene per un uomo vedere, questa 
pace me la sono guadagnata.
Jasper Tudor si lasci cadere sul cuscino della sedia come se le gambe 
non lo sostenessero pi. In mano stringeva una pergamena pi volte 
grattata con la sabbia e riscritta con i caratteri neri che si erano 
appena portati via tutte le sue speranze. Avrebbe voluto gettarla sul 
fuoco, le dita gli prudevano dalla voglia di farlo, ma si trattenne: 
Henry avrebbe voluto leggerla, la cosa lo riguardava da vicino, Dio lo 
sapeva.
Come se lo avesse fatto apposta, il ragazzo entr in quel momento, 
reggendo in mano uno spago sul quale erano infilzati degli uccellini; 
Jasper gli aveva insegnato a catturare i passeri e anche a cucinarli. 
Sebbene la lettera gli tremasse ancora nella mano, non pot fare a meno 
di sorridere nel vedere lespressione soddisfatta di Henry.
Siedi, Henry disse piano indicandogli laltra sedia. La casetta era 
piccola, bastava a malapena per loro due, nonostante fosse gi stata 
ampliata nel poco tempo trascorso da quando erano arrivati, ma per la 
prima volta Jasper si sentmancare laria tra le sue mura. Prese Henry 
per un braccio, indicando con un cenno del capo il cortile esterno.
Il fumo mi d fastidio agli occhi, facciamo due passi. Ci sono notizie 
da casa.
Osserv il nipote posare sul tavolo lo spago con gli uccellini, che 
lasciarono gocce di un rosso vivo sulla superficie lucida. Jasper non 
riusciva a staccarne lo sguardo, ma dopo qualche istante si riscosse e 
uscnel tepore della sera.
Per un po nessuno dei due parl. Jasper si allontan dalla casetta 
seguendo il sentiero verso la piccionaia e il campo che si stendeva nella 
vallata. Una quercia spoglia allargava i suoi rami in cima a una 
collinetta, la corteccia strappata dalla morte, il legno sottostante 
ingiallito dal sole e dal tempo. Jasper si diresse l e batt la mano 
sul tronco liscio, poi mostr la pergamena a Henry, che la fiss 
guardingo.
Vorrei che non fosse cos, Henry, ma non possiamo tornare a casa. 
Edward di York ha vinto e re Enrico non c pi, che Dio abbia 
piet della sua anima. Dicono che sia morto di crepacuore, ma io credo 
che sia arrivato alla fine del tratto di corda che gli York gli avevano 
concesso.
Era stato gentile con me disse Henry. Mi piaceva. Mia madre  al 
sicuro? Jasper annu.
Dice di s. Ti far leggere la lettera, te lo prometto. I segugi del 
re non si curano delle donne della stirpe, soltanto degli uomini. 
Ringrazia Dio per questo stasera quando pregherai.
Henry annu, lo sguardo cupo.
Lo far. Allora dovr venire qui? Io vorrei. mi piacerebbe.
Jasper indic la lettera: Non accenna a questo, ma se fosse in 
pericolo, hai la mia parola che la porterei via di l , Harry. Come ho 
fatto con te.
Il nipote parve sollevato e Jasper si rese conto di quanta fiducia 
riponesse in lui il ragazzo, una consapevolezza nuova che lo rattrist 
profondamente. I prati erano verdi intorno alla vecchia quercia, la 
bellezza dellestate impressa nella terra, eppure Jasper aveva freddo e 
si sentiva profondamente abbattuto e addolorato in quella nuova vita 
senza nessuna prospettiva di un ritorno glorioso a Pembroke; n suo 
nipote avrebbe visto Richmond e la corte. Davanti a loro si apriva 
soltanto una via, quella di un esilio solitario, con pochi spiccioli del 
re di Francia per pagarsi qualcosa da mangiare e vino rosso da bere.
Possiamo vivere bene qui, disse sforzandosi di sembrare ottimista 
da Parigi riceviamo un po di soldi e dai colombi ricaviamo ancora di 
pi. Io trover un lavoro per tutti e due, ne sono certo. Tu sei stato 
addestrato come cavaliere, Harry, un addestramento che ha il suo valore e 
non ti far soffrire la fame. Possiamo fare in modo che tu non 
dimentichi ci che hai imparato e forse, quando sarai un po pi grande, 
io ti trover una sposa tra i baroni locali. Chiss , potresti trovarne 
una con un bel patrimonio.
Henry non batt ciglio mentre lo fissava intensamente, tanto che Jasper 
cominci a sentirsi a disagio.
Non torner pi a casa, zio? Mai pi?
Ascoltami, Harry. Tua madre  lultima discendente della stirpe di John 
di Gaunt, del casato dei Lancaster. Tu sei il suo unico figlio e lei ha 
quasi trentanni. Lultimo discendente maschio dei Lancaster  qui 
davanti a me in questo momento. Tu, Harry. Tutti gli altri sono stati 
uccisi. Mi capisci? Se tu tornassi in patria, se ti stabilissi a Londra 
con lidea di viverci tranquillamente, io non scommetterei un soldo 
bucato sulla tua vita. Forse Edward di York  stato costretto a 
vendicarsi, ma  certo che non si  tirato indietro in quanto a vendetta. 
Ha tanti di quei morti sulla coscienza, ormai, che uno in pi non sarebbe 
nulla per lui, non se servisse a finire lopera. Mi dispiace, mi dispiace 
davvero, figliolo, ma tu devi pensare a vivere qui, devi trovare il modo 
di lasciarti tutto questo alle spalle.
Henry aveva osservato Jasper allungare la mano per accarezzare il tronco 
della quercia privata della corteccia e quando il silenzio cadde tra loro 
pos a sua volta la mano sul legno liscio e vi fece scorrere le dita 
senza lasciare nessuna impronta. Interessato, pieg la testa di lato, 
come un uccello.
Aspetter, zio disse allimprovviso. Ho aspettato per tanto tempo a 
Pembroke. e sei arrivato tu. Se aspetter di nuovo forse trover il 
modo di ritornare. Non devi perdere le speranze.
Jasper sentgli occhi inumidirsi e rise della sua stessa emotivit .
Non lo far, Harry. Sogner lInghilterra, il Galles, Pembroke. 
Dimpulso si gir nellerba alta finch non si fu rivolto a nord-ovest. 
E' . laggi, Harry, proprio laggi. Sotto la pioggia, probabilmente, 
ma  sempre casa nostra.
Margherita osserv le luci di Parigi farsi sempre pi brillanti lungo il 
fiume. Era stata quattro giorni in mare ed era calma e senza pi il cuore 
nel petto, era come se al suo posto vi fosse un pezzo di selce aguzzo. 
Perdere il figlio era stato uno strazio cosdevastante che non riusciva 
nemmeno a comprenderlo, nemmeno a descriverlo. Forse per Edward era stato 
un gesto caritatevole lasciarla tornare in Francia; qualcuno le aveva 
detto che gli era stata fatta unofferta, ma per la maggior parte del 
tempo lei era rimasta chiusa nel suo dolore al punto che non aveva capito 
quasi niente di quel che le veniva detto, la sua vita priva di ogni 
significato. Per settimane non si era pi lavata, tanto che la pelle 
aveva assunto un colore grigiastro e i capelli si erano ridotti a una 
massa sudicia. Quando la nave aveva lasciato il mare aperto per le acque 
pi tranquille del fiume, aveva fatto qualche tentativo di ripulirsi con 
un panno e un secchio. La vela schioccava nella brezza e i marinai 
bisbigliavano tra loro, ma in lei tutto era solo cenere fredda. Quando la 
murata tocc la banchina del porto e Margherita alz lo sguardo dalle 
borse e dagli scialli, era gi buio e sul molo erano allineati degli 
armigeri con le torce accese, la fiamma vacillante. Vide che re Luigi era 
venuto a prenderla e scoprdi avere ancora delle lacrime da versare, 
anche se aveva creduto di averle esaurite per sempre. Margherita rimase 
ferma con una borsa pesante in ogni mano mentre veniva sistemato lo 
scalandrone, poi scese a terra e pos sulla banchina le due borse, 
lasciando che Luigi le prendesse le mani, unespressione di pena negli 
occhi.
Ah, madame, era un giovane bravo e coraggioso. Ho chiesto che venisse 
sepolto qui, ma non hanno voluto. Sono cosaddolorato! Anche vostro 
marito. Una tragedia. Meritavate di meglio, Margherita, davvero. Ma ora 
siete a casa, al sicuro, e non dovrete andarvene mai pi.
La baci su entrambe le guance e Margherita si premette la mano sulle 
labbra, incapace di pronunciare una parola mente il re la conduceva via 
con s. I servitori le presero il bagaglio, ma le sue spalle erano 
incurvate, ogni bellezza svanita. Nessuno che lavesse vista in quel 
momento avrebbe riconosciuto in lei la fanciulla emozionata e felice che 
aveva attraversato la Manica con William de la Pole al fianco, davanti a 
s la sua prima visione dellInghilterra.
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PARTE SECONDA.
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Natale 1482. Undici anni dopo Tewkesbury.
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Uniremo la rosa bianca e quella rossa.
WILLIAM SHAKESPEARE, Riccardo Terzo.
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24.
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Edward beveva di pi quando era di umore piagnucoloso e lo sapeva. Una 
volta aveva sentito un arciere parlare di corde delluomo, le corde 
che facevano di lui luomo che era; una di quelle corde Edward la 
condivideva certamente con un certo tipo di individui del Nord, inclini 
alla malinconia. Lumore nero lo spingeva a bere e bere peggiorava il suo 
umore, perch i dispiaceri non annegavano, i dispiaceri sapevano nuotare.
La musica lo lasciava indifferente. Le danzatrici volteggiavano davanti a 
lui, ma Edward fissava il vuoto davanti a s senza vederle. Su una 
piattaforma rialzata era seduto su una poltrona di quercia dallo 
schienale alto, rivestita di velluto, il mento appoggiato sulla mano. 
Accanto a lui era stata posata una brocca di acquavite e un servitore 
alle sue spalle stava attento a non lasciarla mai vuota: entrambi avevano 
perso il conto di quante volte la coppa era stata vuotata.
Il Natale al palazzo di Westminster era una festa di luci e di musica, di 
doni per i poveri e di tavole apparecchiate per centinaia di persone. 
Alla luce delle candele, le folle venivano intrattenute da giocolieri, 
musicisti, lanciatori di coltelli e acrobati che indossavano pellicce 
maculate e avevano la pelle nera come la notte. La serata era cominciata 
bene e le voci si erano fatte sempre pi rauche con lo scorrere del vino 
e della birra. I pi vecchi si erano gi ritirati da tempo, ma gli altri 
facevano le ore piccole e solo il sorgere del sole avrebbe messo fine 
alla baldoria, rivelandone le cicatrici e gli strascichi. La luce delle 
candele, al contrario, donava a tutti mentre i tamburi scandivano il 
tempo e le cornamuse attaccavano unaltra danza.
Edward osservava tre delle sue figlie ballare insieme, tutte sveglissime, 
mentre avrebbero dovuto essere a letto gi da ore, ma niente riusciva a 
liberare il loro padre dalla sua cupa malinconia quanto la vista della 
felicit della maggiore, Elizabeth, dal collo di cigno, i capelli rossi 
e un portamento perfetto, che ora radunava le altre e chiedeva un nuovo 
ritmo ai musicanti sotto lo sguardo del genitore ubriaco e raggiante.
La loro sorella Mary, volitiva quindicenne, era morta quellanno e i suoi 
fratelli lavevano pianta per settimane; Edward si era solo infastidito 
per i loro strilli. Suo fratello era stato ucciso a diciassette anni, la 
morte faceva parte della vita, aveva detto. Sua moglie lo aveva accusato 
di essere senza cuore.
Spettacoli di morte ne aveva visti a sufficienza, pens cupo, di morte ne 
aveva portata tanta nel mondo, senza di lui non ce ne sarebbe mai stata 
tanta. E forse era giusto che colpisse i suoi figli. Dio sa se ne aveva 
di figli, contando anche quelli delle sue amanti; talvolta pensava di 
essere stato costretto a conquistare il trono solo per poter mantenere 
tutto il parentado.
La giovane Elizabeth avrebbe dovuto essere gi sposata, naturalmente, ma 
il re francese aveva trovato la scusa della malattia del figlio. Il capo 
di Edward si abbass ancora di pi al ricordo della sua unica campagna in 
Francia. Si era mosso da Calais e, perdio, se la Borgogna lo avesse 
sostenuto come avrebbe dovuto fin dallinizio, ora starebbero regnando 
sulla Francia insieme. Richard lo aveva definito bene: non certo un 
fottuto Tmraire, non quando avrebbe dovuto esserlo. Povero bastardo. 
Luigi di Francia era soprannominato il Ragno, o qualcosa di simile, e una 
dozzina di anni dopo quelluomo aveva unificato la Francia e si era 
ripreso tutte le terre appartenute alla Borgogna.
Ripensandoci Edward si arrabbi, una rabbia cupa aggravata dalla vista di 
tanti giovani, uomini e donne, che ridevano, cantavano e ballavano senza 
nessun pensiero al mondo. In certi momenti Edward doveva lottare contro 
il desiderio di balzare in piedi e cacciarli via, per ricordare a tutti a 
chi dovevano la vita e i mezzi per vivere. Ma nessuno ricordava, anzi, 
cera disprezzo o risentimento nei loro occhi quando lo guardavano.
Not la scintilla di un amore appena sbocciato o di qualcosa di meno 
castigato tra qualche giovane dama della corte e gli ammiratori che si 
inchinavano e le prendevano la mano nella danza, corteggiando e 
civettando, e mentre li guardava Edward alz la coppa di un azzurro 
pallido, soffiato in modo da far pensare alloceano. Casse su casse di 
quelle coppe preziose erano state scaricate dalle navi, commissionate 
appositamente per quel banchetto e ogni ospite avrebbe potuto portarne 
via una per ricordo, il genere di eccentricit che Edward chiedeva al 
suo siniscalco, aiutato dal denaro che scorreva come un fiume: ma al 
momento di tornare a casa quella gente avrebbe saputo che cosa voleva 
dire un banchetto reale! Le tavole cigolavano sotto il peso dei 
prosciutti e del pollame, nonch di ogni specie di creatura che volasse, 
nuotasse o brucasse. Eppure non gliene erano grati, si inchinavano, gli 
baciavano la mano, ma non appena distoglievano lo sguardo da lui, Edward 
sapeva che lo avevano gi dimenticato.
Vuot la coppa in un sorso e la pos, ruttando e facendo una smorfia per 
limprovvisa sensazione di acidit nello stomaco. Si vantava di non bere 
mai acqua, la considerava un veleno capace di costringerlo nella latrina 
reale a gemere per un giorno intero, una cosa accaduta troppe volte per 
non dover dare la colpa a quellelemento. Il vino e la birra leggera non 
avevano quelleffetto, anche se non lo facevano pi ubriacare come una 
volta; ora, per ubriacarsi davvero, doveva bere whisky scozzese o, come 
quella sera, acquavite francese di Armagnac.
I figli passarono unaltra volta davanti a lui volteggiando, Elizabeth 
con i capelli rossi raccolti in una treccia sulle spalle: Dio, come le 
voleva bene, pi di quanto avrebbe mai pensato e forse ancora di pi da 
quando Mary era scesa nella fossa, i capelli doro spazzolati a lungo, 
lucidi e brillanti nella morte come lo erano stati in vita. Edward si 
sentbruciare gli occhi mentre fulminava la folla con lo sguardo e i 
ballerini, avvertendo il suo cambiamento di umore, arretrarono, 
allontanandosi da lui come oche che si scostassero al passaggio del 
contadino.
I figli maschi di Edward si aspettavano di essere trattati da lui con una 
specie di rude umorismo, se capitava che venissero in contatto, cosa non 
facile. Edward non si sentiva a suo agio con loro, si comportava ogni 
volta in modo rozzo oppure goffo. A dodici anni il principe Edward era 
ancora troppo magro, pens suo padre, s, era alto pi degli altri, ma 
pelle e ossa. Cera da domandarsi che cosa gli desse da mangiare lord 
Rivers lass alla frontiera, ma era certo che il principe non ingrassava 
con quella dieta.
Il principe Edward era certamente ubbidiente, sia che si trattasse di 
imparare le declinazioni o di usare la spada o cavalcare un destriero. 
Per non sembrava che avesse dentro di s quel desiderio prepotente di 
riuscire che suo padre sarebbe stato in grado di capire, una smania 
interiore che Edward non trovava nei suoi figli, troppo miti di 
carattere. Non voleva annientare la loro volont con un trattamento 
eccessivamente duro, ma al re a dodici anni sembrava di essere stato 
grande e grosso e sempre pronto ad attaccare briga con qualcuno. 
Ricordava di aver scommesso su se stesso negli incontri di lotta con gli 
uomini della guarnigione di Calais, lotte brutali, con poche regole. 
Sebbene perdesse regolarmente contro i soldati regolari, questi gli 
organizzavano degli incontri contro i portuali francesi e i mercanti, 
incontri che qualche volta aveva vinto, guadagnandosi abbastanza da 
potersi ubriacare. Edward scosse la testa al ricordo di quei tempi, tra i 
fumi dellalcol e della memoria. La gente che affollava la sala non 
sapeva niente di quelle cose, mangiava il suo cibo, beveva la sua birra e 
viveva negli agi e nel benessere.
Allimprovviso Edward alz le mani per guardarsi le dita grassocce, due 
delle quali erano storte, a causa di vecchie fratture, il palmo indurito 
e calloso, una delle nocche rientrata per un colpo ricevuto non ricordava 
quando, cosche il dito appariva liscio. Erano le mani di un guerriero e 
gli facevano male quasi sempre, tanto da fargli pensare che quel dolore 
non avrebbe mai avuto fine. Strinse il pugno destro e nel farlo 
udtintinnare la coppa di vetro azzurro che veniva riempita di nuovo. Con 
un sospiro, allungandosi sulla poltrona, Edward la sollev, guardandovi 
attraverso cosche i ballerini furono bagnati dal colore del mare.
A un tratto avvertuna pressione sul petto, cosforte e improvvisa che 
ebbe paura, anche se pass rapidamente come era venuta. Si sentin preda 
a un malessere acuto e chiuse un occhio, colpito da un mal di testa 
strano che era pi una sensazione di cadere, il tutto cosrepentino e 
veloce da fargli pensare che non fosse mai successo. Tuttavia lo aveva 
turbato profondamente. Pos la coppa sul tavolino accanto a lui, 
aggrottando la fronte nel vedere che gli tremavano le mani.
Non era certo di essere stato un buon sovrano. Era stato un bravo figlio, 
questo s, aveva vendicato il padre, un fatto che forse non contava 
niente, ma, se contava, allora contava moltissimo. Sorrise di quel 
vecchio modo di dire che aveva imparato ad apprezzare. O non valeva 
niente o valeva tutto.
Era stato un buon fratello, anche se per Richard, forse, pi che per 
George. Il povero George aveva sempre covato un risentimento contro di 
lui, si era sempre sentito offeso per qualcosa, come se il regno fosse in 
debito con lui, come se avesse non si sa quale diritto speciale su re 
Edoardo. George aveva perfino mandato in parlamento degli idioti a 
sostenere di essere stato trattato ingiustamente e contro la legge, ma 
Edward allora lo aveva avvertito per lultima volta: non avrebbe permesso 
a suo fratello di umiliarlo pubblicamente.
Stai attento gli aveva detto; ma George non aveva voluto capire. Era 
il campo di battaglia la fonte della legge, la sua radice era l. Il 
resto erano solo bei sogni tra una battaglia e laltra, forse troppo 
belli per unepoca di lotte feudali e di vendette.
Edward aveva dato a George la possibilit di lasciare la corte, di 
andarsene da Londra e di vivere tranquillamente con la consorte e i figli 
nei suoi possedimenti. Forse era stata la morte della moglie a farlo 
impazzire. George aveva accusato tutti di quella morte, perfino le 
cameriere e alla fine era stato come abbattere un cane rabbioso, un gesto 
pietoso pi che crudele. Cosaveva detto Richard.
Perlomeno avevano lasciato George intatto, degno di una sepoltura 
cristiana: gli uomini di Richard lo avevano affogato in un tino di 
malvasia, una fine abbastanza rapida. In fin dei conti era stato lo 
stesso George di Clarence a giustiziarsi, non contava chi lo avesse fatto 
cadere in quel tino, il povero stolto non aveva saputo trovare pace.
Edward sentdi nuovo una strana pressione che lo costrinse ad aggrapparsi 
ai braccioli, anche se questa volta sembrava che la mano destra non 
riuscisse a farlo: scivolava, le dita piegate. Ma che cosa gli stava 
succedendo? Non aveva bevuto tanto, non certo come la sera prima, perci 
avrebbe dovuto stare dritto senza farfugliare cos, con la nausea che 
gli stringeva la gola. Dio, doveva rimettersi in piedi prima di vomitare. 
Era passato parecchio tempo da quando aveva bevuto al punto da perdere i 
sensi. Gli facevano male i muscoli mentre si lasciava andare contro lo 
schienale. Prima di chiudere gli occhi guard il soffitto.
Alexander di Albany si era rivoltato contro il fratello, sovrano di 
Scozia, come Caino contro Abele. Quel fratello pi giovane aveva portato 
a Londra una dozzina di bottiglie di non si sa quale liquore pregiato e, 
dopo essersi accertati che non era avvelenato, Edward e Richard lo 
avevano sfidato a bere una coppa dopo laltra finch non si erano scolati 
tutte le bottiglie. Mai erano stati cosmale, n prima, n dopo e nei 
fumi dellalcol gli avevano promesso di aiutarlo. Edward era orgoglioso 
di Richard, ricordando quei giorni. Alexander, duca di Albany, fratello 
del re di Scozia: a Edward era piaciuto mentre era ubriaco, anche se 
aveva quasi cambiato idea una volta sobrio, ma lo scozzese aveva promesso 
di essere un fedele vassallo dellInghilterra se Edward gli avesse fatto 
conquistare il trono e lui gli aveva dato solennemente la sua parola, 
suggellata da una stretta di mano.
Richard aveva espugnato Edimburgo, ricord Edward, unimpresa impossibile 
a detta di tutti, ma, perdio, lui ci era riuscito, aveva preso 
prigioniero il re scozzese e aveva aspettato Albany.
Edward mosse le dita della mano come se volesse scacciare un brutto 
ricordo che pure credeva di aver gi scacciato. Quel tipo non aveva 
mantenuto il suo impegno, naturalmente, troppo pusillanime per fare quel 
che andava fatto, e Richard aveva liberato il re e si era diretto a sud 
con le sue armate per esigere vendetta, lasciando una guarnigione a 
Berwick. E Berwick, perlomeno, era rimasta inglese, il che era 
semplicemente giusto, considerando quanto era costata. A Edward 
dispiaceva che George fosse gi morto a quel tempo, perch avrebbe 
voluto mostrargli Berwick-upon-Twee, una citt che era stata inglese, 
poi scozzese e infine di nuovo inglese: e da dove proveniva la 
legalit in quel caso, se non dalla forza che permetteva di tenerla dopo 
che la si era conquistata? Suo fratello dove avrebbe potuto cercare i 
suoi bei sentimenti, il torto e la ragione, se non nelle spade di uomini 
duri e crudeli, pronti a combattere?
Il re era seduto storto e il suo servitore guardava in preda 
allagitazione due gambe di quercia della poltrona sollevate di un 
pollice dal pavimento della piattaforma; la sedia era pesante, ma lo era 
anche luomo che vi sedeva sopra, pur senza armatura. Edward indossava un 
farsetto di velluto dorato e seta bianca sopra le calzabrache, una 
creazione costata una somma che la maggior parte dei suoi cavalieri non 
vedeva in un anno. Quasi certamente il re Edoardo non lavrebbe pi 
indossata dopo quellunica volta, ma lindomani mattina al suo risveglio 
si sarebbe arrabbiato nel vederla macchiata.
Senza farsi vedere il ragazzo cerc di appoggiarsi con tutto il suo peso 
sul bracciolo per impedire che il suo padrone facesse un capitombolo di 
fronte a centinaia di persone; il re non avrebbe ricordato quel gesto 
gentile, ma il giovane servitore lo fece ugualmente.
In quella posizione, pi vicino al sovrano, vide che la coppa del liquore 
era ancora piena, una cosa insolita e il ragazzo rimase l, incerto, non 
sapendo che cosa fare.
Se lacquavite francese non  buona, vostra maest desidera forse del 
vino o della birra? domand aspettandosi un rabbuffo; ma il re non 
disse niente e il servitore si decise a girare intorno alla poltrona per 
vederlo meglio.
Maest? Il ragazzo si immobilizz nel vedere la faccia del 
sovrano paonazza come in un colpo apoplettico, la bocca storta da un 
lato, mentre suoni strani, strozzati, uscivano dalla sua gola. La musica 
continuava, a quanto pareva nessuno si era accorto di niente. Un occhio 
era chiuso, laltro roteava in unespressione di panico, come se il re 
non capisse che cosa gli stava accadendo o perch il suo servitore lo 
scrutasse cose le sue labbra formavano chiss quali parole. Poi Edward 
fece un colossale balzo in avanti, mandando il servitore a gambe 
allaria, la sedia cadde e il re finsul pavimento di legno della 
piattaforma emettendo un grande lamento, che sembrava non dover finire 
mai.
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Edward era seduto sul letto, le gambe invisibili sotto la magnifica 
sovraccoperta porpora e oro. Il volto era tornato quello di sempre, ma il 
braccio destro, ancora debole come quello di un bambino, era fonte di 
grande inquietudine per lui. Se avesse perso luso del sinistro gli 
sarebbe stato pi facile sopportarlo, ma il destro gli aveva fatto 
superare tutte le grandi prove della vita e detestava vederlo cos, 
ripiegato e molle. I medici di corte avevano detto che esisteva una 
speranza che riprendesse qualche movimento, ma uno di loro non era stato 
daccordo e aveva proposto di amputarlo. Questultimo era stato 
licenziato seduta stante.
Negli appartamenti reali di Westminster, il sovrano, nel letto dove un 
tempo aveva visto giacere Enrico di Lancaster, ogni mattina passava del 
tempo a stringere e allargare il pugno destro e gli sembrava di aver 
notato un miglioramento, gli sembrava di riuscire a tenerlo chiuso sempre 
pi a lungo. Non lo aveva detto ai medici, non ancora, voleva che quei 
bastardi pieni di dubbi lo vedessero impugnare di nuovo la spada.
Bene, sono pronto! chiam. Il maestro di camera si inchin 
profondamente e scomparve per parlare con i visitatori in attesa; Edward 
brontolava per la presenza di Alfred Noyes, che a suo dire lo assillava 
con le sue premure, ma dentro di s era contento di avere intorno 
quelluomo per tenere a bada quanti venivano a vedere il re. Dal giorno 
del collasso, Edward si stancava facilmente e non gli piaceva ammetterlo.
Si rallegr nel vedere il fratello.
Richard! Come mai Alfred ti ha lasciato fuori con gli altri? Tu sei 
sempre il benvenuto, naturalmente.
Richard sorrise mentre Edward scuoteva la testa come se volesse 
rimproverare il suo servitore: niente cambiava mai.
Mi fa piacere vederti cosin forze, Edward. Le tue cameriere mi hanno 
detto che stanotte sei caduto unaltra volta.
Una contrazione rabbiosa attravers il volto di Edward.
Farebbero meglio a tenere il becco chiuso! Quale gallina ha 
starnazzato?
Da me non lo saprai, fratello disse Richard, lespressione ancora 
guardinga. Si preoccupano per te, ecco tutto.
In quel momento Richard improvvisamente si rese conto che suo fratello 
non poteva pi costringerlo a parlare. Il loro rapporto era cambiato e si 
stava definendo in modo nuovo. Credette di aver visto la stessa 
consapevolezza balenare negli occhi di Edward, ma fu solo un lampo che si 
dilegu immediatamente.
Sono caduto perch non ho molto equilibrio, tutto qui. E non posso fare 
niente per migliorarlo.
Non puoi attaccarti a qualcosa?
No. Edward era cupo in volto. Cado senza accorgermene o quasi. 
Ormai sono coperto di lividi. Se potessi allungare una mano per 
sostenermi, lo farei, credimi.
E hai smesso di bere? I dottori dicono che il tuo smisurato appetito 
non ti ha aiutato, perch ha fatto peggiorare la gotta e infiammato il 
fegato.
Oh, mi sono comportato bene, non temere rispose Edward irritato. Ma 
si pentdella sua irritazione, pensando che Richard era venuto a trovarlo 
quasi ogni giorno da tre mesi a quella parte, pi spesso perfino di sua 
moglie e dei suoi figli, anche se era vero che i bambini lo esasperavano 
al punto che finiva per cacciarli con qualche urlaccio, cosa che forse 
non li incoraggiava a fargli visita.
Lui e Richard erano stati vicini fin da prima della corona, prima della 
moglie, prima della nidiata di figli, tanto che qualche volta Edward 
pensava che soltanto Richard riuscisse a capirlo veramente. E non era un 
pensiero molto piacevole.
Richard, ho messo il mio sigillo su alcuni documenti e li ho mandati al 
parlamento. L , in quella borsa, c una copia per te nel caso che io 
muoia.
Il fratello sbuff.
Davvero? A quarantanni? Uomini pi vecchi di te si sono ripresi dai 
colpi apoplettici, fratello. Tu sei un po ingrassato intorno ai lombi,  
vero.
Poco.
E non facevi che tracannare quel micidiale Armagnac come se fosse 
acqua. Una bottiglia al giorno? Due?
Per me  come latte materno, si giustific Edward non potrei farne 
a meno.
Richard ridacchi al tono risentito del fratello.
Edward, io avevo otto anni quando tu gi riconquistavi il regno. Sono 
andato in esilio con te, ho combattuto al tuo fianco e ti ho visto 
trionfare su tutti i tuoi nemici. Ho sempre avuto fiducia in te e ce lho 
ancora. Vide che Edward stava per interromperlo e alz la mano, 
sedendosi sul bordo del letto. Per me sei stato un secondo padre oltre 
che un fratello maggiore, lo sai. Io sono sempre dalla tua parte. Perdio, 
ormai dovresti saperlo! Non sono forse partito per quella folle avventura 
in Scozia? Vai a nord, Richard! Metti sul trono il mio Albany e avremo 
conquistato la Scozia!? E io sono andato, anche se sapevo che era una 
pazzia.. Richard rise, gli occhi pieni di luce: Perdio, io far 
qualsiasi cosa tu voglia, Edward, perch sei tu a chiedermelo. Hai 
capito? Non intendo parlare della tua morte, ecco tutto.
Edward allung la mano sinistra e strinse goffamente le dita del 
fratello, un memento per entrambi di come fosse menomato il re, tanto che 
Edward evit di guardarlo in faccia mentre parlava: Certe cose te le 
devo dire lo stesso. No, ascoltami. Con questi documenti ti nomino lord 
protettore. Nostro padre aveva preso quel titolo la prima volta che re 
Enrico si era ammalato, molti anni fa. Ti conferisce lautorit di cui 
avrai bisogno per importi su tutti gli altri. Sarai re in tutto tranne 
che nel nome, ma ne avrai bisogno per proteggere mio figlio Edward. 
Alz la mano per impedirgli di protestare. Se dovessi morire, ti 
autonominerai reggente fino a quando Edward non avr raggiunto 
let per regnare. Vorrei. spero che riuscirai a essere buono con lui, 
non ha sofferto come noi, fratello, e forse per questo ha un carattere 
cosmite. Lo avevo mandato da lord Rivers perch diventasse un uomo, ma 
non  servito.
E' tutta una follia ma va bene, daccordo. Sar una guida per tuo 
figlio se le cose dovessero mettersi al peggio. Hai la mia parola, sei 
contento? Ti trema la mano, forse dovresti dormire? Devo andare? Tua 
moglie  qui fuori che aspetta di entrare. Edward gir la testa 
dallaltra parte sul cuscino, agitando la mano in aria.
Viene solo quando ha qualcosa da chiedermi, qualche fronzolo o un posto 
o un titolo, un pezzo di terra per mettere fine a una disputa e far 
felice uno dei suoi cugini. Qualche volta credo. non importa, sono 
stanco, Richard. E ti ringrazio, perch vieni tutti i giorni. Se non 
fosse per te, parlerei soltanto con delle donne. Mi stufano con le loro 
chiacchiere. Tu sai quando stare zitto.
E quando andare via mormor Richard. Vide che suo fratello stava 
chiudendo gli occhi e si alz lentamente. Forse avrebbe detto alla moglie 
di Edward di aspettare fino al mattino, anche se era una donna che 
accettava difficilmente un no come risposta, era sempre stata cos.
Richard si ritir di buon umore nei suoi appartamenti al castello di 
Baynard, sulle rive del Tamigi. Fu svegliato allalba dalla moglie, Anne 
Neville. La guard confuso e assonnato quando lei si chin su di lui e 
gli prese una mano.
Mi dispiace, Richard. Tuo fratello  morto.
...
.
...
25.
.
Il vento gelido portava con s particelle di ghiaccio che tintinnavano 
contro le armature. Gli uomini a cavallo non portavano stendardi come 
avrebbero fatto su un campo di battaglia; della dozzina che 
accompagnavano il conte di Rivers e il ragazzo a lui affidato tre 
indossavano la livrea del conte e i restanti nove erano venuti da Londra. 
Il dodicenne principe, alto e sottile, era un giunco in mezzo a querce su 
quella strada. La notizia della morte di suo padre li aveva raggiunti 
soltanto il giorno precedente e lo si capiva dallespressione dei loro 
volti: nessuno si era aspettato che quellalbero potesse cadere. In 
quanto figlio maggiore ed erede, Edward era diventato re in quello stesso 
momento e se col tempo sarebbe stato circondato da tutto ci che 
contornava sempre un sovrano, per ora era come se niente fosse successo 
mentre si affrettavano a tornare a Londra. Non sarebbe stato incoronato 
prima di comparire davanti allarcivescovo di Canterbury e a tutti i suoi 
lord.
La sera prima Edward aveva pianto fino a quando il conte di Rivers non lo 
aveva preso da parte per rivolgergli qualche parola severa. Suo padre non 
era ancora sotto terra e se la sua ombra ancora indugiava fra loro 
certamente non avrebbe voluto vederlo piagnucolare. Rivers non era adatto 
a consolare un bambino, per aveva avuto effetto. Edward si era asciugato 
gli occhi e da quel momento aveva assunto unespressione rigida, cercando 
di non disonorare la memoria del padre.
Il principe si trovava al castello di Ludlow da poco pi di un anno, 
senza contare il Natale precedente, quando aveva visto le sorelle e 
assistito allattacco apoplettico del padre. Naturalmente gli era 
capitato di vedere il re ubriaco piangere o cantare per poi addormentarsi 
di colpo e russare sdraiato dove capitava, come un grosso orso, ma il 
giovane Edward non aveva pensato che quello fosse linizio della fine, 
che quel gigante di suo padre non si sarebbe pi alzato di scatto ridendo 
di tutte le loro paure; era impossibile che un uomo cosnon ci fosse pi, 
nemmeno per dirgli che aveva pochi muscoli e che doveva esercitarsi pi 
spesso con la spada.
Edward scosse la testa come se una mosca gli desse fastidio. Non poteva 
permettersi di piangere, lo zio Rivers era stato chiaro in proposito. Da 
quel momento in poi nessuno lo avrebbe pi guardato per vedere se stesse 
diventando un uomo ma solo per verificare se avesse la forza di 
volont necessaria a un re. Era un criterio di giudizio totalmente 
diverso e Edward non poteva che sostenere quello sguardo cercando di 
nascondere la paura.
Cavalieri davanti a noi disse allimprovviso uno degli uomini di suo 
zio.
Lavvertimento ebbe leffetto di cambiare la formazione del drappello: 
due cavalieri si lanciarono in avanti sguainando le spade, mentre il 
resto si dispose a punta di diamante intorno a Edward, cosvicini che 
nemmeno una freccia sarebbe passata fra loro. Edward sentiva lodore del 
loro sudore e dellolio delle armature e aveva paura, una paura che 
crebbe quando i cavalieri tirarono le redini, passando dal trotto al 
passo e poi fermandosi al centro della strada. Scrutando tra le schiene 
dei cavalieri Edward vide che lord Rivers aveva fatto avanzare di qualche 
passo il suo grande cavallo da guerra nero.
Al di l del loro piccolo gruppo una linea di cavalieri bloccava la 
strada, anchessi con le armature verde scuro o nero ma era difficile 
distinguere il colore nella luce fioca. Soltanto uno di loro teneva alta 
una torcia mentre il resto svaniva nelloscurit . Allungando il collo, 
Edward vide il conte di Rivers avvicinarsi ai due uomini che venivano 
verso di lui.
Fatevi da parte ordin con fermezza il conte. Edward vide che lo zio 
aveva impugnato una mazza dal manico lungo che teneva fissata alla sella. 
Rivers la fece roteare in aria con un suono sibilante. Non stava 
minacciando a vuoto ma i due cavalieri di fronte a lui rimasero del tutto 
indifferenti e, anzi, uno di loro fece un gesto come se volesse afferrare 
la mazza, senza tuttavia riuscirci. Laltro indic il giovane Edward e 
Rivers si chin in avanti sbraitando infuriato. Cominci una discussione 
furibonda e a Edward sfuggun grido quando uno dei cavalieri spinse il 
cavallo contro la gamba dello zio, intrappolandola. La mazza si usava 
meglio a distanza e Rivers inoltre era diventato vecchio e lento senza 
rendersene conto. La testa di ferro dellarma si abbatt su uno 
spallaccio con un terribile schianto. Ma il giovane cavaliere se ne 
liber con facilit . Il conte di Rivers fu stordito da un pugno, poi da 
un altro, il sangue sprizz e gli occhi si rovesciarono fino a mostrare 
il bianco. Mentre Rivers cadeva, i due cavalieri sguainarono le spade, 
imitati da tutti gli altri, e il sordo raschiare metallico la disse lunga 
sul numero degli uomini in attesa fuori dal cerchio di luce della torcia.
Il capitano delle guardie di Edward si gir sulla sella, sporgendosi pi 
che pot verso il principe.
Smontate, figliolo. Presto! Nascondetevi fra gli alberi e i cespugli a 
lato della strada, c una possibilit che non se ne accorgano nemmeno. 
Andate! Noi ci batteremo per trattenerli.
Edward lo fiss sgranando gli occhi, incapace di muoversi mentre le fila 
dei cavalieri avanzavano, riempiendo la strada: se mai cera stata una 
possibilit di fuga, ora non cera pi.
Non combattete, sir Derby, per favore. Non voglio che siate ucciso!
Il cavaliere fece una smorfia, ma era gi circondato e con riluttanza 
chin il capo e porse la spada con lelsa in avanti in segno di resa. A 
un suo cenno, tutti gli altri smontarono, sul volto varie espressioni di 
frustrazione e di sgomento, e consegnarono le armi, spostandosi poi sul 
ciglio della strada.
A quel punto Richard di Gloucester venne avanti uscendo dalla seconda 
fila di cavalieri. Diversamente dagli altri indossava unarmatura che 
brillava come la luce argentea della luna e gli dava un aspetto 
magnifico; non portava lelmo e abbassando lo sguardo sulla figura 
sottile del nipote, si lasci sfuggire un gran respiro di sollievo.
Maest , sono coscontento di essere arrivato in tempo. Oh, Dio, ti 
ringrazio!
Non capisco, zio replic Edward. Richard indic con un gesto i 
cavalieri che erano venuti da Ludlow con il principe e il suo sguardo si 
pos sul conte di Rivers che veniva trasportato a lato della strada, 
ancora privo di sensi ma in vita.
Alcuni di questi uomini avevano ricevuto lordine di non lasciarti 
arrivare a Londra vivo, Edward. Ringrazio i santi di non essere arrivato 
troppo tardi per salvarti.
Aveva alzato la voce parlando e i cavalieri in questione reagirono 
immediatamente con rabbia e incredulit , gesticolando e gridando finch 
non furono circondati da un numero molto maggiore di cavalieri armati di 
spade e di asce. Quella minaccia fu sufficiente a calmarli; uno o due non 
si erano mossi affatto, comprendendo di aver appena udito pronunciare la 
loro sentenza di morte.
In quel clamore generale, il conte di Rivers si era ridestato e si stava 
rialzando, prima in ginocchio poi in piedi, ancora non del tutto saldo 
sulle gambe; ma da uomo che aveva combattuto nei tornei per tutta la 
vita, era abituato a riaversi presto.
Ma che cosa succede? grid. Gloucester? Siete voi, Richard? 
Lasciatemi passare, milord. Sto accompagnando il principe a Londra per 
essere incoronato. No, per linferno, che cosa sto dicendo? Sto 
accompagnando il re! Re Edoardo. Allontanatevi e non dir pi niente di 
questa follia. Il conte aveva laria sospettosa mentre parlava e 
Richard lo fiss ironico: Milord, cosnon va disse Richard in tono di 
rimprovero. Il vostro piano  stato scoperto. I vostri complici vi 
hanno tradito, hanno rivelato lorrendo assassinio di mio nipote che 
avevate ideato.
Bastardo mentitore! esclam Rivers. Richard scosse il capo con aria 
mesta.
Io devo proteggere il figlio di mio fratello, milord. Sarete condotto 
da qui al luogo dellesecuzione quale monito per tutti coloro che 
potrebbero cospirare contro la stirpe reale.
Come osate, Gloucester? Senza processo? Negandomi il mio diritto di 
difendermi davanti ai miei pari? Senza nemmeno conoscere le accuse che 
portate contro di me? Perch qualcuno dovrebbe credere alla vostra 
parola, Richard Plantagenet?
Questi sono tempi bui, lord Rivers! Tempi bui. Ho scoperto questa 
terribile cospirazione prima che fosse troppo tardi o lo spero, 
perlomeno. Devo muovermi pi in fretta che posso per proteggere il 
legittimo re dInghilterra, il figlio di mio fratello, cosche possa 
essere incoronato. Allung la mano verso il dodicenne che assisteva a 
quella scena spaventato e confuso.
Vieni qui ragazzo mio disse con dolcezza Richard. Con me sarai al 
sicuro.
Quando era molto giovane, Elizabeth Woodville sapeva di un luogo segreto 
sulle terre di suo padre, una pozza profonda circondata da pareti di 
roccia ricoperta di muschio. Era un divertimento estivo per lei e i suoi 
fratelli e sorelle correre per miglia nelle brughiere del 
Northamptonshire, una banda allegra e rumorosa. Correvano fino a ridursi 
accaldati e grondanti di sudore e poi, senza fermarsi, si gettavano nella 
pozza, un tuffo altissimo nellacqua verde e limpida gi in basso. Il 
resto del pomeriggio lo passavano a far asciugare i vestiti sulle pietre 
lisce e a prendersela con il pi piccolo che si era tuffato con il cesto 
della merenda rovinando tutte le vivande. Tutto si confondeva in un unico 
ricordo nella memoria di Elizabeth, ma ci che ricordava perfettamente 
era la corsa, il salto nel vuoto, la sensazione di precipitare e la 
paura.
Quella stessa paura le contrasse lo stomaco nellapprendere ci che aveva 
fatto Richard di Gloucester. Il messaggero, un giovane che aveva appreso 
una notizia che giudicava importante per lei, era venuto di sua 
iniziativa, correndo a perdifiato sulla strada per Londra. Lei gli aveva 
dato due monete doro con il volto del marito inciso nel metallo e il 
ragazzo, felice, era inciampato cercando di inchinarsi e indietreggiare 
allo stesso tempo.
Elizabeth rimase seduta, contemplando il panorama di Londra dalle grandi 
finestre degli appartamenti reali del palazzo di Westminster. A Windsor 
il cadavere di suo marito indossava una veste bianca e la sua armatura 
per lultima volta. Si era recata l per pregare e baciargli la guancia 
fredda tenendogli le mani tra le sue, anche se sembravano di cera senza 
il sangue caldo nelle loro vene. Edward le era parso meno gigantesco 
nella morte, privo della scintilla della vita. Ma era stato una parte 
cosgrande della sua giovinezza e delle sue speranze che le si spezzava 
il cuore vederlo cos. Non sarebbe mai invecchiato.
Si tocc il ciondolo che portava al collo, un medaglione doro con una 
ciocca dei suoi capelli che era riuscita a tagliare di nascosto con le 
sue forbicine dargento. Laveva legata con un nastrino e la confortava 
sapere che era l.
Si alz, battendo le mani con forza, e due delle sue cameriere, in gonna 
e bluse linde e ben stirate, comparvero immediatamente e le fecero 
linchino.
Mi raccomando, non fate confusione, disse Elizabeth dovete soltanto 
radunare le ragazze e il piccolo Richard, che deve essere in giardino da 
qualche parte. Portatemeli qui e riferite a Jenny che avr bisogno di 
preparare il bagaglio per tutti. Dovrete fare molto in fretta, veloci e 
silenziosi, come se stessimo scappando di casa. Mi avete capito? Posso 
fidarmi della vostra discrezione? Non voglio mettere in agitazione tutto 
il palazzo e mezza Londra.
Certamente, signora assicurarono entrambe, facendo di nuovo la 
riverenza. Elizabeth annuper congedarle e le ragazze si affrettarono a 
uscire.
Elizabeth aveva dodici anni di pi rispetto allultima volta in cui aveva 
chiesto asilo nellabbazia, anche se ricordava perfettamente quei cinque 
mesi trascorsi con i monaci, ai quali, per altro, non aveva mai pensato 
fino a quel momento, una cosa che non le faceva onore. Frate Paul era 
forse ancora il frate di guardia? Quel grosso toro infuriato che era 
stato suo marito lo aveva scaraventato a terra per liberarsi di lui 
quando era venuto a prenderla, ricord Elizabeth, richiamando alla 
memoria un po della gioia di un tempo ora unita sempre al dolore. Come 
era possibile che Edward non esistesse pi? Come era possibile non udire 
pi la sua voce roboante, non sentirlo pi discutere o guardarlo stupita 
mentre prendeva a calci gli oggetti che gli intralciavano il passo? 
Nonostante quella sua presenza rumorosa e prepotente, nonostante la sua 
riluttanza a lavarsi, lo aveva amato; anche se forse non quanto avrebbe 
dovuto, chiss . Ma era un fatto privato tra loro e lei gli aveva dato 
dieci figli, il che per la maggior parte della gente voleva dire averlo 
amato a sufficienza. Aveva visto quanto la morte della figlia Mary lo 
avesse addolorato lanno prima, sebbene avesse cercato di mostrarsi 
freddo e insensibile, dicendo a tutti che la morte faceva solo parte 
della vita.
Allimprovviso si accorse che stava piangendo, cosallimprovviso che i 
figli, entrando, la trovarono che si premeva un fazzoletto sugli occhi. 
La giovane Elizabeth le venne vicino immediatamente, abbracciandola e 
facendola sorridere tra le lacrime e gli altri le si strinsero intorno 
cercando di abbracciarla a loro volta, cosche tutti insieme formarono un 
intrico di braccia. Cinque figlie sopravvissute e il piccolo Richard. Dio 
laveva benedetta senza misura, si rese conto: se solo fosse riuscita a 
farli restare vivi!
La pi piccola, Bridget, aveva solo tre anni ed era entrata 
trotterellando per mano alla balia. Elizabeth sorrise alla ragazza dalle 
guance rosee, che si scostava una ciocca di capelli dalla fronte con una 
mano mentre con laltra allontanava abilmente la bambina dal caminetto.
Lucy e Margaret ti hanno informato, cara? le domand Elizabeth. Ho 
bisogno di far preparare delle borse con vestiti e giocattoli per tutti 
senza perder un istante. Tra unora deve essere tutto pronto.
Devo far venire le carrozze, mia signora?
No, cara. Porter i ragazzi a piedi allasilo dellabbazia. 
Sfortunatamente conosco la strada.
Elizabeth consol le figlie Cecily e Catherine mandandole a prendere le 
loro bambole e i balocchi pi importanti, quelli da cui non potevano 
assolutamente separarsi; le bambine tornarono di corsa cariche di giochi 
da mettere nelle borse che venivano preparate dai servitori accorsi a 
dozzine dalle cucine e dalle botteghe per trasportare il bagaglio.
Elizabeth ebbe modo di starsene da parte, guardando unaltra volta il 
panorama dalla finestra. Richard di Gloucester aveva salvato suo figlio 
Edward da un complotto contro la sua vita. Questo le aveva detto il 
messaggero. Il giovane corriere era stato felice di essere il primo a 
darle la notizia, che per aveva stretto il cuore di Elizabeth in una 
morsa, la stessa sensazione di quei momenti lontani in aria sopra la 
pozza dacqua mentre cadeva, cadeva.
Conosceva cosbene suo fratello Anthony Woodville, conte di Rivers, che 
la sola idea di un suo complotto contro i figli della sorella laveva 
fatta quasi sorridere. Anthony adorava tutti loro ed era stato 
assolutamente fedele e devoto a Edward anche quando i Neville di Warwick 
si erano abbarbicati al re come piante rampicanti pallide e pungenti. A 
dispetto di quanto le era stato riferito, Elizabeth non dubitava 
minimamente della lealt del fratello. Ci significava che era in 
pericolo e che suo figlio e suo fratello forse erano gi perduti.
Si morse il labbro tanto che le si gonfi come se avesse ricevuto un 
colpo.
Richard Plantagenet, duca di Gloucester, si era rivelato un pericolo. 
Peggio ancora, lei non se ne era accorta. Ladorazione di Richard per il 
fratello era sembrata cossincera e senza malizie che lei non aveva 
avvertito nessuna minaccia da parte sua. Il pensiero del giovane Edward 
in mano a Gloucester, in sua bala, le mozzava il respiro mentre lottava 
per non farsi prendere dal panico.
Il suo sguardo cadde sul suo secondo figlio, il piccolo Richard, che 
stava sorridendo di qualcosa che aveva detto o fatto la sorella Cecily. 
Mentre sua madre lo osservava, Richard dette una spinta a Cecily, 
facendola cadere su una pila di borse. Strillando, la bambina gli corse 
dietro per raggiungerlo, mentre il ragazzo, ridendo, urtava tutti i 
servitori che entravano e uscivano. Elizabeth temeva per tutti loro.
Pi in fretta, per favore ordin ai servitori. Credo che andr 
avanti con i miei figli. Seguiteci con il resto dei bagagli.
Elizabeth prese per mano Richard che gli correva accanto, strattonandolo. 
Il bambino, che a nove anni sapeva essere sguaiato come un mozzo di 
stalla perfino con sua madre, questa volta aveva avvertito che cera 
qualcosa di grave in aria e rimase fermo in attesa di chiss quale 
terribile punizione. Ma sua madre aveva capito che era inutile punirlo, 
perch il bambino assorbiva tutto come una spugna e riusciva benissimo a 
dare limpressione che non gliene importasse nulla. Ogni volta che gli 
dava uno scappellotto si faceva pi male alla mano di quanto non ne 
facesse a lui e il risultato era che non lo batteva pi. Minacciava di 
suonargliele. Naturalmente, a sua volta il ragazzino faceva finta di 
prenderla sul serio.
Sentla mano di Richard muoversi nella sua e la strinse con pi forza. Il 
giovane Edward era stato tanto pi facile da tirar su di questo 
diavoletto, pens. Dio, fa che viva, ti prego, fa che sopravviva a suo 
zio.
Andiamo, bambini, tutti quanti disse Elizabeth in tono fermo. 
Prendi tu in braccio la piccola Bridget, vuoi, cara? E' troppo lontano 
per lei e non possiamo aspettare.
Con tutti i suoi piccoli Plantageneti che la seguivano come anatroccoli, 
a testa alta, Elizabeth uscdal palazzo, diretta per la seconda volta 
allabbazia al di l della strada e alla piccola fortezza che era un 
rifugio e una prigione insieme. Camminando pregava e per tutto il tempo 
cercava di trattenere il pianto.
Richard di Gloucester ritorn a Londra alla testa di duecento cavalieri, 
uomini in grado di allontanare con la forza ogni minaccia sulla loro 
strada. Lord Buckingham li aspettava con altri quaranta uomini a Moorgate 
per tenere aperta la porta e il risultato fu che Gloucester entr in 
citt senza rallentare, al piccolo trotto, anche se i londinesi furono 
costretti a scappare di qua e di l per non essere travolti. Richard 
aveva imparato dallesperienza, sapeva che gli errori del passato 
potevano essere evitati e ricavava una cupa soddisfazione dal programmare 
le sue mosse contro gli ostacoli ancor prima che questi si presentassero. 
Si era reso conto che la vita scorreva molto meno faticosamente cos. 
Ebbe un attimo di tempo per fare un cenno a Buckingham prima di 
sfrecciargli accanto.
Niente liberava una strada tanto facilmente quanto il frastuono 
rimbombante di duecento cavalli che avanzavano veloci, condotti da 
possenti cavalieri. Il re non ancora incoronato procedeva al centro della 
colonna in sella alla sua cavalcatura, a testa bassa e guardando fisso 
davanti a s mentre il drappello attraversava la citt diretto alla 
Torre.
Gloucester era il lord protettore e in un momento di crisi la sua parola 
era quanto di pi simile alla legge esistesse in Inghilterra. Aveva 
mandato avanti tre uomini al galoppo sfrenato nelle vie sempre pi 
strette di Londra per urlare ai venditori e ai passanti di togliersi di 
mezzo se non volevano essere calpestati. Grida di dolore si levavano al 
passaggio della colonna, il rimbombo degli zoccoli pi cupo quando i 
primi cavalieri ebbero raggiunto il selciato, uno strepito che cresceva 
sempre di pi man mano che i cavalli lasciavano il fango e incontravano i 
ciottoli.
Le guardie alla porta della Torre li avevano visti arrivare; i messaggeri 
inviati da Richard avevano eseguito il loro compito e anche llaccesso 
era libero. Era quasi un piacere vedere che tutto andava al suo posto 
come ogni pezzo di un mosaico.
Il lord protettore e il giovane re a lui affidato attraversarono il ponte 
levatoio e la porta ed entrarono rumorosamente nel cortile, addentrandosi 
in direzione della Torre bianca per dare a tutti la possibilit di 
smontare dalla sella e fermarsi ansanti.
Richard scese a sua volta da cavallo e si avvicin al nipote seduto sulla 
sua cavalcatura, che sembrava ancora vogliosa di saltare dopo la corsa 
terrorizzante nel labirinto di strade. Il lord protettore accarezz il 
muso dellanimale, calmandolo, e forse rassicurando anche il suo 
spaventato cavaliere.
Ecco qua, sei al sicuro adesso. C un appartamento reale che non  
stato usato da anni. Tuo padre preferiva abitare nel palazzo di 
Westminster, anche se io ho sempre preferito la Torre.
Dov mia madre? Dove sono i miei fratelli? la voce di Edward si 
spezz, sebbene il ragazzo cercasse con tutte le sue forze di essere 
coraggioso. Richard gli tese le mani e lo aiut a smontare di sella 
togliendogli qualche traccia di fango dalle guance e dalle spalle.
Non posso dirti che sono salvi, Edward, non ancora. Quando ho saputo 
del complotto contro di te sono partito a cavallo per il Nord pi in 
fretta che ho potuto, volevo salvarti per primo. Tu sei lerede, il re.
Ma troverai anche loro, vero? Li porterai da me?
Far del mio meglio, Edward, s assicur lo zio. Questo te lo 
prometto. Ora vai con questi cavalieri e fa perquisire le stanze prima di 
entrare. Non avere paura figliolo! Mi preoccupo per nulla, lo so, ma sar 
tranquillo quando sarai incoronato, non prima.
Batt la mano sulla spalla del nipote e gli depose un bacio sulla testa. 
Mentre veniva condotto via da quegli sconosciuti, Edward si gir a 
guardarlo, cercando di apparire coraggioso tra quelle mura di pietra che 
incombevano tutto intorno a lui.
...
.
...
26.
.
Richard di Gloucester passeggiava su e gi, cosche i sei uomini seduti 
al lungo tavolo erano costretti a girare la testa di qua e di l per 
guardarlo. Erano convenuti nella Camera Dipinta al palazzo di Westminster 
su sua richiesta: nonostante il loro importante ruolo erano stati 
costretti a ubbidire al lord protettore, che ora stava andando avanti e 
indietro con le mani allacciate dietro la schiena come un maestro di 
scuola. Richard indossava un bel farsetto nero e oro sopra le 
calzebrache, al fianco la spada dallelsa dargento. A trentanni era 
ancora uno spadaccino temibile che irradiava intorno a s un senso di 
pericolo imminente. Allarcivescovo di Canterbury ricord il suo gatto, 
al punto che quasi cerc una coda che si agitasse mentre Richard gli 
passava davanti. Ma pens bene di restare immobile.
Come lord protettore a Richard di Gloucester era stato dato un potere 
senza limiti chiari, o meglio, con i limiti che poteva darsi egli stesso 
nei casi di emergenza, il che poi era la stessa cosa. I documenti che 
recavano il gran sigillo di suo fratello erano stati depositati in 
parlamento e negli archivi della Torre giorni prima della morte del re. 
Lautorit di Richard non poteva essere messa in dubbio. La causa della 
sua irritazione era dunque che quellautorit non gli era stata ancora 
riconosciuta, tre membri del Consiglio seduti ora a quel tavolo 
rispondevano a unautorit pi alta perfino del gran sigillo 
dInghilterra e del lord protettore.
Richard si ferm allimprovviso, fulminandoli con uno sguardo che era di 
per s unaccusa. A ottantanni suonati larcivescovo Bourchier di 
Canterbury, un vecchio dalle enormi sopracciglia bianche che aveva 
conservato tutte le sue facolt mentali, comunicava perfettamente con 
larcivescovo Rotheram di York con una sola occhiata. Era una cosa rara 
che i due ecclesiastici pi anziani della Chiesa dInghilterra fossero 
convocati insieme, a meno che non si trattasse di incoronare un re, e 
pareva che entrambi sapessero perfettamente quale fosse la posta in 
gioco.
Lord Buckingham si trovava lper appoggiare Richard contro gli altri, per 
dare il suo voto o semplicemente per unire la sua voce ad altre per avere 
la meglio in una discussione. A ventinove anni il giovane Buckingham 
aveva fatto la sua comparsa sulla scena del nuovo potere a Londra e 
sembrava disposto a farsi menare per il naso da Richard, che aveva pi o 
meno la sua et , decise larcivescovo; forse quei due condividevano una 
sensibilit , unaffinit o una consapevolezza che alcune barbe bianche 
in quella sala avevano dimenticato. Oppure Buckingham aveva semplicemente 
visto unopportunit di migliorare il suo stato, come uno scommettitore 
che avesse puntato tutto su un particolare cane in un combattimento.
N a Richard di Gloucester, n allarcivescovo Bourchier piaceva il 
vescovo di Ely, John Morton, troppo mondano per essere gradito 
allarcivescovo e troppo religioso per piacere ai lord. In ogni caso 
Morton era intelligente, tanto da mettere in pericolo se stesso.
Allo stesso modo Richard non aveva eccessivo sostegno dal barone 
Hastings, ancora lord ciambellano fino a quando il nuovo sovrano non ne 
avesse scelto un altro. Hastings era stato al loro fianco nelle battaglie 
di Barnet e di Tewkesbury e il vecchio somaro avrebbe dovuto schierarsi 
con Richard, argomentare a suo favore, non starsene la braccia conserte 
scrutando tutti quanti come una vecchia lavandaia. Era una cosa che 
faceva infuriare Richard.
Lultimo degli uomini seduti a quel tavolo era Thomas, lord Stanley, 
dalla barba ancora scura, lunga tanto da arrivare alla superficie del 
tavolo, quasi quanto quelle degli arcivescovi. Richard sorrise a 
quelluomo ricchissimo che era stato un sostenitore di suo fratello negli 
ultimi anni del suo regno. Stanley aveva ottenuto che la Francia pagasse 
settantamila sterline allanno per non essere invasa di nuovo. Al barone 
niente piaceva tanto quanto parlare del suo esercito privato che 
manteneva durante tutto lanno come aveva fatto Warwick molti anni prima. 
Costava una fortuna a Stanley, che tuttavia era stato particolarmente 
abile nel raccogliere oro nei suoi forzieri, tanto da meritare rispetto 
anche solo per questa sua capacit ; Richard infatti intendeva blandire 
Stanley, cosda attirarlo dalla sua parte e beneficiare delle sue doti 
come aveva fatto suo fratello.
La Camera Dipinta era lunga unottantina di piedi e larga trenta, con 
spazio sufficiente da terra al soffitto a volte per rimandare leco delle 
conversazioni e faceva quindi uno strano effetto vedere tanti uomini di 
potere guardarsi lun laltro a disagio in silenzio anzich rispondere 
alle domande. Hastings e Stanley, in particolare, sembravano propensi ad 
affidarsi agli ecclesiastici, sebbene i tre si fossero dimostrati 
incapaci di rispondere.
In questa stanza, stava dicendo Richard io vedo riuniti davanti a 
me alcuni tra i pi importanti uomini di Chiesa di tutta lInghilterra. 
Gli arcivescovi di York e di Canterbury e un vescovo famoso per la sua 
finezza intellettuale. Mi sarei immaginato di essere sommerso da 
argomentazioni dotte e da sentenze, non costretto a sorbirmi questo 
silenzio imbarazzante. Forse avrei dovuto chiedervi quanti angeli possono 
danzare sulla punta di uno spillo o quale sia lesatta natura della 
Trinit . Forse allora non sareste stati zitti. Richard si sporse sul 
tavolo. Non a caso proprio di fronte al vescovo di Ely. Di tutti i 
presenti Morton era certamente il pi intelligente. Richard aveva saputo 
che era il favorito per il posto di arcivescovo di Canterbury, quando 
fosse stato vacante, e perfino per diventare cardinale a Roma.
Il vescovo si schiarla voce sotto lo sguardo scrutatore degli occhi 
troppo chiari del lord protettore. Morton non aveva alcun desiderio di 
formulare regole che un domani avrebbero potuto essere dichiarate errate 
o illegali, ma era chiaro che nessun altro si sarebbe fatto avanti per 
dire qualcosa in proposito.
Milord, per quanto mi  dato di sapere non esistono eccezioni alla 
protezione offerta ai richiedenti asilo. Voi dite di essere stato 
informato di una minaccia contro il giovane principe di York nellabbazia 
di Westminster, dove si trova con sua madre e le sue sorelle.
Lo dico perch  vero, vostra grazia ribatt Richard seccamente. 
Previde lobiezione ancor prima che fosse formulata: S, cosavete 
detto. La difficolt non sta nellaccertamento da parte mia di questa 
minaccia, come sto cercando di spiegare. Nella legge canonica non 
esistono eccezioni nel diritto di asilo una volta concesso o accettato. 
Anche se il principe fosse realmente in pericolo e quel pericolo potesse 
essere scongiurato conducendo il principe fuori dal luogo dove ha trovato 
asilo. mi dispiace, milord. Non esiste la possibilit di farlo. Io 
sarei felice di scrivere a Roma, naturalmente, per chiedere consiglio e 
guida in materia.
Io dico che al momento di ricevere una risposta la questione sarebbe 
gi stata risolta in un modo o nellaltro afferm brusco Richard. 
Sentche la rabbia gli faceva accelerare il respiro mentre osservava il 
vescovo protendere le mani come se volesse scusarsi.
Il ragazzo ha nove anni disse Richard allimprovviso. Sua madre ha 
chiesto asilo allabbazia di Westminster per s e per i figli senza 
rendersi conto dei pericoli che forse avrebbero dovuto affrontare. Nella 
Torre ho centinaia di guardie e le mura sono alte, mentre nellabbazia 
basterebbe una mezza dozzina di uomini per scalare quelle poche pietre. 
Perci ora dovete dirmi perch non posso portare via da lil mio proprio 
nipote per la sua sicurezza. Se vi serve una decisione da parte della 
Corona, allora io decreto che sua madre ha protetto se stessa quando si  
recata l . I suoi figli non sono coperti dallombra dellasilo, come 
potrebbero?
Si trovano allinterno di quelle mura disse a un tratto larcivescovo 
di Canterbury, raddrizzandosi sulla sedia. Hanno attraversato il 
confine. Non importa se la loro madre intendesse solo portarli con s o 
cercasse di proteggere anche loro. Ledificio dellasilo  terreno 
consacrato, destinato alla protezione di chi  oppresso dai nemici. E' 
una tradizione antica e preziosa, una tradizione che certamente non pu 
essere messa da parte quando non fa comodo. Molto agitato, 
larcivescovo muoveva la bocca come se avesse qualcosa fra i molari. Se 
il principe  minacciato da qualcosa di costerribile, potete cercare di 
persuadere sua madre ad affidarlo a voi. Ma non potete entrare 
nellasilo, n voi, n nessun altro uomo armato. Certamente non potete 
prelevare il ragazzo con la forza.
Richard scosse la testa, esasperato e divertito al tempo stesso, pensando 
alla persona che lo stava sfidando, un vecchio che non avrebbe dovuto 
avere nemmeno la forza di aprire bocca per protestare.
Vostra grazia, anchio ho un figlio pi o meno della stessa et . Se 
fosse circondato da uomini decisi ad assassinarlo e se avessi 
lopportunit di salvarlo, io oserei fare di tutto, lo strapperei 
perfino dalle braccia di sua madre.
E sareste dannato per leternit .
S, vostra grazia, sarei dannato ma avrei salvato mio figlio. Capite, 
ora? Questo Richard  figlio di mio fratello. Ogni giorno che passa si 
sentono voci di nuovi complotti, ma io non posso tenerlo al sicuro in un 
luogo dove soltanto gli uomini perbene non osano entrare! S, il giovane 
Edward  allinterno della Torre con cento uomini a difendere quelle mura 
e a sorvegliarsi a vicenda. Lassassino pi abile non potrebbe 
raggiungere Edward dove stanotte poser il capo, ma suo fratello? Pochi 
monaci non fermeranno gli uomini malvagi, vostra grazia!
Credo di comprendere disse il vecchio, tirandosi la barba in un gesto 
abitudinario. Voi volete proteggere il ragazzo; e forse dare ai due 
fratelli il conforto della presenza reciproca.
Nella fortezza pi sicura dInghilterra, s, vostra grazia. Mio 
fratello mi ha fatto lord protettore e ha lasciato alla mia protezione 
tutto ci che aveva: i suoi beni, i suoi eredi e il suo regno. Io vi 
chiedo soltanto di recuperare la parte mancante di queste tre cose prima 
che sia versato altro sangue.
Il vecchio sussult alle ultime parole di Richard, non del tutto pronto a 
chiedere se si trattasse di una minaccia o di unallusione ai complotti 
menzionati da Richard. Larcivescovo non riusciva nemmeno a immaginare 
lorrore e la condanna che avrebbe dovuto affrontare se il bambino fosse 
stato massacrato con sua madre e le sue sorelle. Ci nonostante, anche 
solo ammettere che lasilo non garantiva una protezione contro un assalto 
di uomini armati, avrebbe significato indebolire lautorit della 
Chiesa.
Rimase a lungo in silenzio mentre il disagio aumentava nella sala, poi 
finalmente larcivescovo Bourchier annue smise di tormentarsi la barba.
Entrer nellasilo, milord. Entrer e parler con la regina Elisabetta 
di suo figlio. Se rifiuter , non potr fare altro.
Vi ringrazio, vostra grazia, sono certo che sar sufficiente afferm 
Richard.
Nel buio larcivescovo di Canterbury trov la strada alla luce delle 
torce. Non portava la mitria, n il pastorale, non riuscendo pi a 
sostenerne il peso ormai da un anno. Si appoggiava invece a un bastone di 
legno di quercia con il pomo di cuoio mentre avanzava sul selciato 
bagnato e luccicante, fissando davanti a s ledificio dellasilo con 
labbazia alle spalle.
Larcivescovo Bourchier aveva trovato poco che gli piacesse in Richard di 
Gloucester, anche se probabilmente era da ammirare per la cura che si 
prendeva dei nipoti; non aveva per quasi nominato Elizabeth Woodville e 
le figlie. Ovviamente queste non potevano ereditare il trono, la stirpe 
femminile era la pi debole delle due e lo era sempre stata fin dai tempi 
del paradiso terrestre. Larcivescovo Bourchier annu, pensando a tutto 
il male che le donne avevano causato da allora. Povere creature 
ottenebrate, disse a se stesso; tranne sua madre, naturalmente, una donna 
severa e ammirevole, piuttosto manesca ma cosorgogliosa quando suo 
figlio aveva preso gli ordini da non riuscire quasi a vedere tanto era 
accecata dalle lacrime.
Pi avanti, lungo la strada, larcivescovo intravide uno scintillio di 
armature, figure simili a scarafaggi che si allontanavano brulicanti 
dalla luce delle torce. Esit, non volendo avvicinarsi e contento di 
avere un momento per riprendere fiato davanti a tutti quei giovani che 
non conoscevano le debolezze della tarda et .
Chi  l ? domand puntando il bastone. Vicino allasilo 
dellabbazia? Chi sono quegli individui violenti?
Gli uomini di lord Gloucester, vostra grazia gli rispose qualcuno del 
suo seguito. Si parla di un assassino proveniente dalla terra dei 
turchi o dei tartari.
Larcivescovo Bourchier si tocc la croce pettorale, traendo conforto dal 
minuscolo frammento della vera croce che conteneva. In vita sua aveva 
letto molto e sapeva dellesistenza di quegli uomini e della loro 
crudelt . Con aria decisa strinse con pi forza il pomo del bastone. 
Riusciva ancora a fare la sua parte.
Andiamo, signori disse.
Raggiunse lasilo camminando con lostinazione di un mastino, curvo sul 
bastone ma senza mai rallentare finch non fu davanti alla porta e non 
ebbe visto il giovane monaco che lo scrutava dallo spioncino. Due uomini 
in cotta di maglia si fecero da parte per lasciarlo passare, restando in 
attesa. Larcivescovo Bourchier vide che i soldati del lord protettore 
erano disposti in fitti ranghi in ogni direzione, probabilmente intorno 
alledificio vi erano duecento armati e presumibilmente altri nelle 
vicinanze pronti a dar loro il cambio. Il vecchio pot rendersi conto 
cosdi quanto costasse al lord protettore dover difendere due luoghi di 
Londra distanti un miglio luno dallaltro.
Non appena entrato, guard con una certa preoccupazione le scale, ma si 
sentsollevato quando un monaco lo guid lungo un corridoio dalle pareti 
rivestite di legno lucido al pianterreno. Non aveva mai messo piede in 
quel luogo e ne era affascinato. La maggior parte delle piccole chiese o 
cappelle metteva un limite alla permanenza dei criminali che chiedevano 
asilo, in genere un mese o quaranta giorni al massimo, dopodich questi 
potevano scegliere lesilio. Un limite necessario, larcivescovo lo 
comprendeva bene, altrimenti ogni inverno sarebbero stati sommersi da 
poveracci che avevano contravvenuto a qualche legge; la protezione 
offerta dallabbazia di Westminster, per, una volta concessa, non aveva 
restrizioni. Un luogo simile era un faro di civilt , pens 
larcivescovo, una luce splendente.
Il vecchio aggrott la fronte ricordando labbazia di Tewkesbury, che 
Edoardo aveva invaso per uccidere quanti vi si erano rifugiati, 
infrangendo un impegno sacro e una delle tradizioni pi antiche della 
Chiesa. Dopo quel delitto lintero edificio e i suoi terreni avevano 
dovuto essere riconsacrati: non sarebbe bastato lavare il sangue dalle 
pietre, ma anche i peccati mortali commessi entro quelle mura. Negli anni 
successivi il re aveva speso una fortuna per riparare al mal fatto. 
Larcivescovo Bourchier era rimasto piuttosto male quando la Chiesa aveva 
accettato quelle enormi somme, parendogli cosa alquanto ignobile, data la 
gravit dellatto compiuto.
Questi erano i pensieri dellarcivescovo quando entr nella stanza dove 
lo attendevano la regina Elizabeth e i suoi figli. Lo sguardo del vecchio 
pass dalluno allaltro finch non si ferm su Richard di York, il 
titolo che gli era stato conferito dal padre alla nascita insieme a 
quello di conte di Norfolk e di Nottingham.
Richard, di nove anni, era ben fatto, not larcivescovo, senza le 
cicatrici del vaiolo o altri segni di malattie, anche se forse avrebbe 
potuto ancora ammalarsi. Era quella la grande contraddizione della vita: 
essere segnati dalle malattie voleva dire sopravvivere, mentre la morte 
poteva portarsi via gli altri per quelle stesse malattie. S, nel riso 
dei bambini si nascondeva la morte, come ogni genitore sapeva molto bene.
Questi particolari bambini formavano un gruppo molto attraente, osserv 
larcivescovo mentre gli veniva sistemata una sedia con i braccioli 
accanto al fuoco scoppiettante, sedia dove si lasci cadere con sollievo. 
Accett, sorridendo, una ciotola di noci e dellacquavite contro il 
freddo della notte e, appoggiandosi allo schienale, ricord i tempi nei 
quali nelle sue vene circolava tanto sangue da farlo sudare, quando non 
era ancora un vecchio rinsecchito.
Vostra grazia, siete davvero il benvenuto gli disse Elizabeth. 
Sapete qualcosa dei soldati che circondano questo edificio? Non 
vogliono parlare con me e ormai da giorni non lasciano entrare o uscire 
nessuno. Non so pi niente di quel che succede l fuori.
Forse dovreste mandare via questi cari, bellissimi bambini, mia 
signora, non pensate? Credo che sarebbe meglio.
Elizabeth si fece scura in volto a quelle parole ma fece come le era 
stato chiesto, mandando tutti nelle altre stanze, cosda restare sola con 
il vecchio arcivescovo. Schiacci per lui unaltra noce e mise i pezzetti 
a portata della sua mano.
Richard di Gloucester  un giovanotto molto deciso cominci 
larcivescovo Bourchier nel silenzio interrotto soltanto dal crepitio 
della legna sul fuoco. Non  facile indovinare che cosa pensi 
veramente. Gli ho offerto di ascoltarlo in confessione per ha detto che 
per questo ha gi qualche prete di campagna. E' un peccato, mi avrebbe 
aiutato a decidere che cosa io debba dirvi.
Vuole mio figlio disse Elizabeth sul punto di mettersi a piangere. 
Questo ho saputo prima che arrivassero i soldati.
Vuole tenerlo al sicuro, mia signora conferm larcivescovo, 
masticando lentamente un pezzo di noce.
Da chi? Dai suoi uomini? Chi altri potrebbe assalirmi qui, con tutti 
questi armigeri che fanno baccano e borbottano tutta la notte? Vi 
assicuro che non ho mai chiuso un occhio da quando hanno circondato 
ledificio dellasilo. Ammesso che questo posto meriti un tale nome, 
attorniato com da soldati in armi!
Calmatevi, mia cara. Non c scopo nello. strillare, non bisogna 
farsi prendere dal panico o lasciare che i nostri pensieri diventino 
follia. No. Decidiamo invece che cosa  meglio per il vostro ragazzo. 
Rimanere qui a un costo che non riesco a immaginare, distogliendo forze 
vitali alla difesa della citt e dellInghilterra, o trasferirsi nella 
Torre per stare con suo fratello Edward.
Lo avete visto? lo interruppe Elizabeth. Il vecchio fece segno di 
s.
Ho insistito per vederlo, s. Vostro figlio  in buona salute e il 
morale  buono, anche se si sente solo. Non vede nessuno e, anche se pu 
leggere, l c solo qualche libro appartenuto a suo padre. Lo stanno 
appassionando le storie dei Cesari, credo. Quali vite terribili di 
violenze e di tradimenti! Ma ai ragazzi piacciono queste cose, si sa. Non 
c niente di male.
Quelle parole rasserenarono un po Elizabeth.
Vostra grazia, voi vi fidate di Gloucester? Credete veramente che 
voglia mettere mio figlio sul trono e tenere al sicuro laltro? Perch  
questo il nocciolo della questione, non  vero?
Il vecchio fiss le fiamme a lungo, continuando a masticare, e alla fine 
sput un pezzetto di guscio sul palmo della mano.
Purtroppo non vedo una scelta per voi, mia signora. Il lord protettore 
ha molto insistito e voi ricorderete come suo fratello non abbia esitato 
a violare il terreno consacrato gi una volta. Mi addolora pronunciare 
queste parole, mia signora, ma temo per la vita di vostro figlio se 
rimarr qui. Per Gloucester  diventata unossessione farlo uscire da 
questo luogo. Dovete fidarvi di qualcuno. Io non mancher di assicurarmi 
che tutto vada bene, non temete.
Elizabeth diede unocchiata al vecchio dalla barba bianca, domandandosi 
quale ostacolo potesse mai essere larcivescovo Bourchier contro uomini 
violenti. Non gli aveva detto quanto si avvicinassero i soldati la notte 
quando i monaci dormivano. Quegli esseri realmente nutriti di sangue, di 
sporcizia e di violenza si aggiravano sotto le sue finestre bisbigliando 
minacce e convincendola che sarebbero davvero entrati. Elizabeth sapeva 
bene che certe cose accadevano e venivano tenute nascoste; e, se temeva 
per se stessa, temeva anche per le sue figlie, perch le minacce 
pronunciate dagli uomini sotto le sue finestre diventavano sempre pi 
terribili. Non ne aveva mai parlato con nessuno, ma non riusciva a 
sopportarlo, non ricordava quando avesse dormito per pi di qualche 
minuto di seguito, destata di colpo dalle voci e dalle risatacce di quei 
soldati.
Guard di nuovo larcivescovo Bourchier che allungava le mani rinsecchite 
verso lo schiaccianoci: spettava a lei decidere, anche se aveva 
limpressione di essere schiacciata proprio come una noce, stretta fino a 
essere stritolata. Lasilo era circondato da uomini in armi e le era 
anche troppo facile immaginare che vi fosse un assassino tra loro o un 
uomo che potesse perdere il lume della ragione per qualche antica offesa 
immaginaria. Certo, se lei fosse stata assassinata e le sue figlie 
stuprate e uccise come agnelli innocenti, la notizia avrebbe suscitato 
indignazione in tutto il regno e ogni dito si sarebbe puntato contro il 
lord protettore. ma questo non avrebbe ridato la vita a nessuno.
Da un lato quelle terribili paure si insinuavano nei suoi pensieri ogni 
volta che posava la testa stanca sul guanciale, dallaltro si ripeteva 
che niente di tutto questo era dimostrato. Suo figlio Edward era ancora 
vivo e sarebbe stato incoronato. E se avesse mal giudicato Richard di 
Gloucester? Aveva tacciato suo fratello Anthony di tradimento e da allora 
non si erano pi avute notizie di lui. Si sentmancare il respiro al 
pensiero che Rivers forse era gi morto in quel momento, senza che lei 
lo sapesse.
Gli uomini che mi assediano qui, se ne andrebbero con mio figlio? 
disse con un filo di voce.
Sono qui solo per proteggerlo, mia signora. Insister su questo, se lo 
desiderate.
A Elizabeth vennero le lacrime agli occhi davanti a quella sua fiducia 
ingenua, come se al vecchio ecclesiastico bastasse fare un gesto perch 
quei malvagi se ne andassero e non la tormentassero pi. Tuttavia era una 
possibilit . E scelse: tutte le sue figlie contro un altro figlio. 
Sperando, pur disperata e in preda allincertezza, scelse.
Daccordo, vostra grazia, affider Richard a voi. Voglio credere che 
voi e il lord protettore siate sinceri e che farete il vostro dovere 
verso questo bambino di nove anni. Le lacrime scorrevano bagnandole le 
guance nonostante lei continuasse ad asciugarle. Chiam il figlio e il 
principe Richard entr di corsa, fermandosi nel vedere langoscia della 
madre e guardando corrucciato il vecchio che sembrava averla causata; poi 
si rannicchi in grembo a Elizabeth abbracciandola stretta mentre lei lo 
baciava fra le lacrime.
Che cosa succede, madre? Perch state piangendo? il bambino sembrava 
anche lui sul punto di scoppiare in lacrime.
Ti mando a trovare tuo fratello Edward, ecco tutto. Ora non devi 
piangere, Richard! Io mi aspetto che tu sia un forte guerriero e un 
soldato. Tu sei il duca di York, come tuo padre prima di te. Tuo padre 
voleva che tu avessi cura di me e di tuo fratello.
Elizabeth lo strinse a s per il tempo necessario allarcivescovo per 
alzarsi e prendere il bastone. Il vecchio sorrise al ragazzo: Andiamo, 
figliolo, devi venire con me, a quanto pare. Forse dovrai aiutarmi, sai. 
Io sono molto vecchio. Su, vieni, senza frignare. Devi essere coraggioso 
per tua madre. Ha una giubba o un mantello?.
Sono appesi accanto alla porta. Elizabeth non staccava gli occhi dal 
figlio, che metteva la piccola mano perfetta in quella del vecchio, 
stropicciandosi gli occhi con laltra. Non riusciva a sopportare lidea 
di lasciarlo andare via, ma sperava che fosse giusto cos, che fosse la 
decisione migliore. Ci nonostante le parve di essere spezzata in due 
mentre guardava il suo bambino voltarsi per salutarla con la mano e 
sorriderle per darle coraggio. A un tratto Richard si liber dalla 
stretta dellarcivescovo e torn di corsa da lei, facendola quasi cadere 
tanto la strinse forte.
Riporter Edward da te, se me lo permetteranno le bisbigli. Non 
essere triste. Elizabeth si chin e lo abbracci con tale forza da 
soffocarlo, poi lo lasci andare.
...
.
...
27.
.
Il vescovo di Bath e Wells sembrava a disagio in quel contesto o forse 
era la presenza di uomini di Chiesa pi importanti di lui. Sembrava una 
creatura timorosa e Richard non aveva spiegato la sua presenza, anche se 
avvertiva la curiosit intorno a lui, in particolare negli arcivescovi 
di York e di Canterbury. Ma entrambi avrebbero dovuto aspettare i suoi 
comodi.
Ancora una volta li aveva convocati come Consiglio, era suo diritto in 
quanto lord protettore. In questa occasione, era il mese di giugno, aveva 
voluto che attraversassero Londra fino alla Torre, dove fervevano lavori 
di restauro delledificio nonch per la costruzione di nove caserme nello 
spazio verde al centro. Tutta Londra, daltronde, era piena di movimento 
e di vita nel tepore della stagione, che annunciava una bella estate.
Richard osserv i convenuti man mano che arrivavano: Hastings, Stanley e 
Buckingham, il vescovo Morton di Ely, il vescovo di Bath e di Wells e i 
due arcivescovi. Nessuno avrebbe potuto dire che non aveva convocato i 
personaggi pi eminenti della Chiesa per quelloccasione cosseria; per 
gli ecclesiastici pi anziani era stata una dura prova anche solo 
arrivare alla sala del consiglio nella Torre bianca. Larcivescovo 
Bourchier si asciug la fronte ripetutamente, quasi volesse far vedere a 
tutti quali fatiche doveva affrontare per il dovere. Comunque fosse, la 
tensione era comune a tutti i presenti. I Consigli privati venivano 
convocati piuttosto raramente, per affiancare il sovrano in tempo di 
guerra o durante qualche disastro. Il parlamento si sarebbe invece 
riunito tra qualche settimana; ma fino a quel momento gli uomini 
l radunati rappresentavano lunico potere nel regno. E' vero che ognuno 
di loro era conscio della presenza dei due principi nella Torre, non 
lontano da quella stanza. Da giorni non si avevano loro notizie, anche se 
erano stati intravisti dietro le grandi vetrate dei saloni.
Signori, eminenze, esordRichard ho richiesto la vostra presenza 
qui a causa delle notizie che ho avuto e che devono essere discusse da 
uomini saggi prima che vengano diffuse fra la gente. Potrebbero generare 
reazioni violente. Stanotte forse sar costretto a usare un ferro rovente 
e devo stare attento su chi imprimere il marchio a fuoco. Il suo 
sguardo pass dalluno allaltro dei convenuti.
Larcivescovo Bourchier ha la mia gratitudine per il suo aiuto. Vi 
ringrazio, eminenza. Grazie al vostro intervento e dopo che ogni altro 
tentativo era fallito, sono riuscito a portare mio nipote in un posto 
sicuro. Nello stesso tempo non ho pi considerato necessario mantenere 
una presenza cosnumerosa di armigeri sul terreno dellabbazia. Non ho 
avuto nessuna notizia di una minaccia alla moglie di mio fratello o alle 
sue figlie, certamente nessuna che mi costringesse a interferire unaltra 
volta con il diritto di asilo. Ho gi intaccato a sufficienza le antiche 
libert . Attese che la barba dellarcivescovo Bourchier si muovesse in 
un cenno di assenso.
Ho ritirato tutti i miei soldati, signori, ma ho lasciato di guardia un 
uomo che mi riferisce se qualcuno entra o esce dalledificio dellasilo 
pensando di non essere visto. E' questa decisione che vi porta qui oggi. 
Mi dispiace dover dire che sono stati osservati individui recare notizie 
e bisbigli a Elizabeth Woodville, uomini che ancora non sanno che io 
conosco il loro nome. Anche se a tempo debito lo sapranno, vostra 
grazia.
Non capisco, replic larcivescovo inarcando le sopracciglia con aria 
confusa non vorrete accusare me? Richard sospir.
No, vostra grazia, certamente no. Non avevo pensato di darvi oggi 
questa notizia. ma forse  tempo di farlo. Sono costretto a farlo, 
anche se vorrei che non fosse cos.
Con un gesto Richard indic il tremante vescovo di Bath e Wells, Robert 
Stillington. In tempi normali il vescovo aveva un aspetto da saggio 
cherubino, viso rotondo, riccioli bianchi e gote rosa, ma in quella 
camera di consiglio, sotto lo sguardo di un altro vescovo e dei due 
arcivescovi dInghilterra, era pallido, le labbra smorte, laria 
completamente sperduta.
Robert, queste persone sono convenute qui, su mia richiesta, per 
ascoltare la verit  disse Richard indicando gli altri. Dovete dire a 
loro ci che avete detto a me. E' il momento di farlo, la verit deve 
essere rivelata, anche se mi si spezza il cuore. Ma insisto perch venga 
fatta luce, voglio che la luce penetri in ogni angolo buio, cosche 
niente rimanga nascosto. Niente!
Ma di cosa si sta parlando? esclam il vescovo Morton sporgendosi in 
avanti. Sembrava pi irritato che interessato e Richard non pot che 
fulminare con lo sguardo il vescovo di Bath e Wells per incitarlo in 
silenzio; se il vecchio sciocco si fosse rifiutato di parlare, Richard 
avrebbe potuto perdere tutto.
S-signori, arcivescovi Bourchier e Rotheram, vescovo M-Morton. 
Sembr che lelenco dei titoli avesse seccato la lingua in bocca 
allecclesiastico. Stillington alz la mano e si infil due dita nel 
colletto, come se facesse fatica a deglutire. Signori,  toccato a me 
darvi una cattiva notizia. la notizia di un precedente matrimonio 
contratto dal re Edoardo Quarto, o meglio dal conte di March quale era 
allora, con una certa Eleanor Butler.
Oh, fratello, no! mormor immediatamente il vescovo Morton. Sarete 
dannato per questa menzogna, per questa calunnia! Luomo al quale erano 
dirette quelle parole si fece pallido come un morto, con gli occhi che 
saettavano a destra e a sinistra.
Andate avanti, vostra grazia lo sollecit Richard irritato, fissando 
inviperito Morton. Avete detto di essere stato testimone, non  cos? 
Di una promessa di matrimonio, di un fidanzamento. Eravate voi il 
celebrante?
Il vescovo annua occhi chiusi.
Erano innamorati, molto giovani, si erano presentati davanti a me 
ridendo per chiedermi di benedire il matrimonio prima di andare a letto 
insieme. Io ero solo un giovane prete e avevo creduto di impedire un 
peccato pi grande. Ricordo ancora i loro nomi anche se non ho pi visto 
n luno n laltro. Eravamo nel Northamptonshire.
Molto bene sibil il vescovo Morton. Allora che Eleanor Butler si 
presenti davanti a noi in modo che possa essere interrogata o messa in 
prigione. Per unaccusa di tale peso vorrei che si avesse una conferma 
pi valida dei vaghi ricordi di un vecchio.
Un vecchio della vostra stessa et , io credo, vescovo Morton gli 
fece notare Richard mellifluo. E' proprio ci che ho chiesto anchio. 
Non ci volevo credere. Portatela davanti a me, ho detto. Purtroppo, 
vostra grazia, Eleanor Butler  morta circa cinque anni fa. Se lo 
avessimo saputo, se solo lo avessimo saputo, mio fratello, re Edoardo, 
avrebbe potuto risposare Elizabeth Woodville e dichiarare tutti i suoi 
figli legittimi scosse la testa tristemente. Ma non lha fatto. Non 
so dirvi il dolore che provo ma non permetter che qualcosa rimanga 
nascosto, signori! Dobbiamo sapere la verit e tutta la verit su 
questa follia giovanile di mio fratello. Amanti ne aveva, Dio lo sa e lo 
sapete anche voi. Non rispettava le mogli o le figlie di altri uomini e 
quando beveva non so se sarebbe stato in grado di dire dove aveva 
dormito.
E voi avete la parola di un solo uomo a suffragare questa storia? 
domand il vescovo Morton senza alzare la voce. Nessun testimone, 
nessuna moglie? Tuttavia, se fosse vero, significherebbe non solo che il 
matrimonio del re dovrebbe essere dichiarato nullo, ma che i suoi figli, 
tutti i suoi figli diventerebbero illegittimi.
Lord Hastings si alz lentamente in piedi mentre si rendeva conto di 
tutto limpatto di quelle dichiarazioni. Di intelligenza meno vivace del 
vescovo Morton, non era saltato subito alle conclusioni ma era rimasto 
seduto arrabbiandosi sempre di pi, guardando ora luno ora laltro degli 
ecclesiastici che dibattevano la questione come se si trattasse di 
argomenti di fede o di morale. Hastings non riusciva quasi a credere alle 
sue orecchie.
Li diseredereste tutti! esclam, puntando un dito fremente contro 
Richard di Gloucester, il lord protettore. Sua moglie, il suo erede, 
tutti. Ma che follia  questa? Che menzogne sono queste?
Dareste del mentitore a un vescovo della Chiesa? replic Richard con 
uguale passione. Lord Hastings, voi conoscevate bene mio fratello, 
quasi quanto me. Affermereste che un simile modo di persuadere una 
fanciulla sarebbe stato un comportamento impossibile per lui? Che non 
avrebbe mai convinto una ragazza ad andare a letto con lui con una 
semplice promessa, con un trucco del genere? Potreste giurarlo?
Hastings non disse nulla, anche se si faceva sempre pi rosso in faccia 
sotto gli sguardi dei convenuti. Sapeva bene quanto gli altri che una 
cosa del genere era possibile. Era esattamente il genere di errore che un 
giovane come Edward avrebbe potuto commettere. Ma non credeva lo stesso a 
quella storia, semplicemente perch era troppo conveniente per Richard di 
Gloucester, troppo perfetta.
Nondimeno voi vi aspettate che io creda che questo vecchio sciocco 
tremolante sia venuto da voi quando ha saputo che re Edoardo era morto e 
non prima? Che si sia tenuto dentro questo miserabile segreto per 
ventanni? Hastings si gir verso il vescovo di Bath e Wells, che se ne 
stava rannicchiato dalla paura. Stillington, la vostra coscienza si  
finalmente risvegliata al punto da non poter pi metterla a tacere? A voi 
non sembra che tutto questo abbia il sapore disgustoso della menzogna?
Non potete intimidire un uomo di Chiesa, milord! protest Richard con 
decisione. Non dovreste nemmeno provarci. Ora ascoltatemi tutti. Forse 
nella sua collera Hastings ci ha mostrato una via da percorrere. Non ci 
sono servitori presenti, nessuno tranne noi in questa stanza  al 
corrente del fatto che il matrimonio di mio fratello era falso, che i 
suoi figli sono illegittimi. Lord Stanley si agit sulla sedia e 
Richard si gir verso di lui: Oh, anchio detesto dire queste parole, 
come tutti voi! Per potremmo fare un giuramento, un patto, solenne come 
si usa in un ordine cavalleresco o tra sovrani o davanti a Dio. Potremmo 
giurare con il sangue di non rivelare ci che sappiamo della successione, 
di non far uscire una parola sulla questione da questa stanza. Mai. 
Fece una pausa, trasse un lungo respiro e riprese abbassando la voce: 
Westminster ha gi conosciuto dei segreti e lo far ancora. Giurate 
con me di non rivelare ci che avete udito e io da qui mi recher nella 
fortezza e far uscire di li miei nipoti. Porter il maggiore 
direttamente a Westminster per essere incoronato re Edoardo Quinto. Lo sapremo 
soltanto noi. Ma se qualcuno dei presenti non  daccordo, allora dovr 
rivelare la verit anche se mi si spezza il cuore al solo pensiero.
Gli uomini seduti intorno al tavolo si guardarono lun laltro, ma i due 
arcivescovi stavano gi scuotendo la testa quando Richard parlava 
ancora.
Non posso impegnare la mia parola per questa menzogna afferm 
larcivescovo Bourchier. Il mio ufficio me lo impedirebbe, anche se 
volessi accettarlo come uomo.
Nemmeno io disse a sua volta larcivescovo Rotheram di York. Ci 
che chiedete.  impossibile.
Il vescovo Morton non disse nulla ma era in una tale tensione che 
sembrava voler balzare in piedi da un istante allaltro. Richard chiuse 
gli occhi e si accasci disperato.
Allora non c niente che io passa fare. Avevo sperato. ma, no. La 
notizia  trapelata.
Come voi intendevate! esclam Hastings allimprovviso. Perch avete 
voluto che questo omiciattolo parlasse davanti a noi, se speravate di 
tenere nascosto quanto aveva da dire? Perch non mantenere voi stesso il 
segreto?
Milord, pare che voi vediate una colpa in tutto ci che faccio 
ribatt Richard arrabbiandosi di nuovo. Eppure tutto ci che ho fatto, 
tutto ci che ho cercato di fare  stato onorare la memoria di mio 
fratello e difendere la vita di suo figlio nella sua ascesa al trono. Con 
animo aperto ho letto tutti i documenti negli archivi e ho parlato con 
centinaia di persone che conoscevano mio fratello e ci che lui avrebbe 
potuto volere. Questo  stato il risultato e io non lho desiderato. I 
vostri perfidi sospetti. be, forse credo di comprenderli abbastanza 
bene.
Hastings pos la mano sullelsa della spada.
Ah, s? Voi mi comprendete? Be, andate al diavolo!
Lord Stanley e il vescovo Morton si alzarono nello stesso istante in cui 
Hastings si mosse. I tre uomini misero mano alle armi, anche se Stanley 
grid a tutti di fermarsi. Il vescovo Morton era arretrato di un passo e 
aveva in mano uno stiletto, che teneva davanti a s per difendersi.
Hastings ignor il grido. La spada in pugno, la punt contro il petto di 
Richard al di sopra del tavolo.
La punta della spada raggiunse il lord protettore, che si gett di lato, 
tanto che il ferro finnel bordo dorato della tunica. La rapidit e la 
relativa giovinezza di Richard lo avevano salvato, anche se Hastings non 
era rimasto fermo dopo quel primo colpo fallito. Senza esitazione gir 
intorno al tavolo per finire lopera.
Guardie! Tradimento! ruggBuckingham, che si era finalmente alzato, 
aveva tratto la spada e laveva puntata contro Hastings per bloccargli il 
passo, pur sembrando un coniglio davanti a una volpe.
Tradimento! grid a sua volta Richard di Gloucester, gli occhi 
scintillanti. Mentre la porta si spalancava e gli armigeri si 
precipitavano nella stanza, Hastings, furibondo, spinse via con forza 
Buckingham, ma fu afferrato alle spalle prima che potesse fare un altro 
passo e la spada gli cadde rumorosamente sul tavolo. Il vescovo di Bath e 
Wells grid di paura nel vedersi circondato da tanti uomini in armi. Lord 
Stanley quasi gli and a finire addosso mentre veniva afferrato a sua 
volta, disarmato e gettato a terra. Una spada puntata alla gola, il 
vescovo Morton, immobile, consegn lo stiletto nelle mani dei soldati. Il 
fracasso e le grida cessarono di colpo e nella sala si udsoltanto il 
respiro rumoroso e i gemiti degli uomini sotto il peso di cinque o sei 
guardie che li immobilizzavano.
Io sono il lord protettore dInghilterra, disse Richard con voce 
chiara nominato da mio fratello, re Edoardo. Vi ordino di arrestare 
William, lord Hastings, per tradimento e cospirazione contro la persona 
del re.
Siete cosbravo a mentire che mi domando se vostro fratello vi abbia 
mai conosciuto davvero.
Richard arrossviolentemente. Si accost ad Hastings che si dibatteva 
senza per riuscire a muoversi, tenuto saldamente dai soldati.
Quante volte siete stato nellasilo dellabbazia di Westminster, 
William? Da quando mio fratello  morto, a Pasqua? Quando i miei uomini 
non avevano ancora circondato ledificio? E dopo? Diciamo in queste sei 
settimane, quante volte?
Hastings sogghign.
E cosavete messo delle spie a sorvegliare quel posto. A me che 
importa? Io sono un uomo libero e non certo un cospiratore. Non  affar 
vostro quante volte sono stato l .
E la vostra amante? Jane Shore? Quante volte direste che sia 
sgattaiolata dentro lasilo a tutte le ore, perfino con le stelle sopra 
la testa? Mi chiedo quali messaggi portasse con s che non potevano 
sopportare la luce del sole, proprio come in qualsiasi cospirazione. Che 
mi dite di lei, milord?
Sembrava che Hastings si fosse gonfiato tra le mani dei soldati che lo 
trattenevano, tanto le emozioni lo stavano travolgendo. Sempre pi acceso 
in volto, gli si vedevano le vene sulle guance e sul naso.
Io dico che non sono affari vostri, Gloucester, no, nemmeno se 
riusciste a farla sembrare unaccusa! La mia amante, mia sorella, io 
stesso, nessuno che mi conosca pu affermare che io sia sleale. Vostro 
fratello si fidava di me. Come potete accusarmi? Che vantaggio ne 
avreste? Per amor di Dio, Richard, per favore! Dimentichiamo questo 
giorno e tutto quanto  stato detto qui.
Vorrei poterlo fare, milord. Ma, vedete, voi non siete ancora arrivato 
alla fine della vostra strada. Lo capite? Lord Hastings appariva 
disperatamente confuso e Richard scosse la testa con aria afflitta.
Voi mettereste il figlio di mio fratello sul trono.
Lo farei, s, lo giuro!
Ah, ma il figlio di mio fratello non  lerede al trono. Non lo sono n 
Edward, n Richard. Ormai sappiamo che il matrimonio del loro padre era 
nullo, perci i miei nipoti non possono ereditare. Senza di loro chi  
lerede al trono dInghilterra, William? Chi  colui che sta davanti a te 
e ti chiama traditore? Ancora non capisci?
Tu disse Hastings. Sembr afflosciarsi mentre parlava, come se quella 
parola avesse spento in lui ogni slancio.
Io conferm il lord protettore. Anche se avrei preferito qualsiasi 
altra via tranne questa. Ma non posso cancellare gli errori di mio 
fratello, posso soltanto accettare la sua corona e che Dio abbia 
piet della mia anima. Vorrei che questo calice si allontanasse da me ma 
se questo non  possibile. allora lo vuoter.
Nella sala tutti gli sguardi erano su di lui e Richard chin il capo, 
visibilmente esausto e rattristato.
Portate via lord Hastings, che ha ammesso egli stesso di aver cospirato 
contro di me. Non so ancora quanti lo abbiano seguito o quanto potere 
abbiano conquistato. Aspettatemi al piano di sotto, signori. Voglio 
parlare di nuovo con lui prima di lasciare questo luogo. Hastings 
lasci la sala tra le guardie, stordito e incredulo, senza voltarsi 
indietro.
Richard si rivolse allora a Lord Stanley e fece cenno agli armigeri di 
farlo rialzare. Non appena fu in piedi, Stanley si affrett a dire: 
Milord, io non ho avuto nessuna parte in nessuna cospirazione. Sono 
sempre stato leale e vostro fratello si fidava di me completamente.
Mio fratello si fidava anche di lord Hastings obiett Richard.
Comunque sia, non sono mai stato nemmeno nelle vicinanze dellasilo di 
Westminster dopo la morte del re, non ho partecipato a niente. Se avete 
delle spie l , allora sapete che dico la verit . Lord Stanley 
aspett, sudando di paura perch sapeva che la sua vita dipendeva dalla 
risposta che avrebbe ricevuto. Dopo un po Richard annu: Non avevo 
nessuna intenzione di arrestarvi, Thomas, per voi avete sguainato la 
spada e anche Morton agitava il suo coltello da tavola. Che cosa avrei 
dovuto pensare?.
Il vescovo di Ely, che aveva osservato la scena con assoluta 
concentrazione, intravide la sua occasione e si fece avanti.
Devo farvi le mie scuse, altezza. Non avevo capito che cosa stesse 
succedendo intorno a me e, come lord Stanley, ho preso il coltello e sono 
arretrato con lunico pensiero di salvarmi la pelle.
Richard sorrise al vescovo mentre Stanley riprendeva a parlare 
rapidamente. Il vescovo ha proprio ragione. Mi sono mosso solo per 
reazione al comportamento di Hastings, non mi ero nemmeno accorto di 
avere la spada in pugno.
Richard osserv i due uomini dalla fronte imperlata di sudore, 
consapevoli entrambi che sarebbe bastato un suo cenno per farli morire. 
Morton, per, lo aveva chiamato altezza? e in quanto a Stanley suo 
fratello gli aveva detto che ci si poteva fidare di lui. Richard prese 
una rapida decisione: Siete tutti e due uomini di azione, dunque. 
Meglio cos. Morton, ogni offesa  dimenticata. Stanley, ho bisogno di 
un nuovo tesoriere dInghilterra. Accettate?.
Stanley sgran gli occhi e pieg un ginocchio a terra: Certamente, 
milord. Sar onorato.
Gli uomini intorno a lui si scostarono di qualche passo, consapevoli di 
aver messo le mani addosso a un personaggio di notevole potere che 
sarebbe uscito da quella stanza pi potente di prima. Allimprovviso 
nessuno di loro os incontrare lo sguardo di lord Stanley e Richard 
sorrise divertito prima di rivolgersi a Buckingham, che aveva assistito a 
tutta la scena.
Milord Buckingham, ci sono cospirazioni ancora da scoprire. Ho bisogno 
anche di un gran connestabile dInghilterra, oltre che di un tesoriere. 
Senza oro, non pu esservi la legge, senza la legge non pu esservi 
sicurezza. E' tutto collegato.
Prima che Buckingham riuscisse a farfugliare qualche parola per esprimere 
la sua contentezza e la sua riconoscenza, Richard si diresse verso gli 
arcivescovi di York e di Canterbury ancora seduti ai loro posti, nessuno 
dei due in grado di alzarsi agevolmente o di camminare senza laiuto di 
un bastone. Richard, i pugni appoggiati sul tavolo, si sporse verso di 
loro, cosda sembrare un falco o un lupo in procinto di piombare sulla 
preda.
Eminenze, arcivescovi Bourchier e Rotheram, oggi voi avete dimostrato 
qui la vostra integrit . Quando io ho pensato di giurare il falso, ho 
commesso peccato e lo confesso. E' stato un momento di debolezza che mi 
disonora. Ma voi siete rimasti saldi e mi avete dimostrato tutti e due la 
forza morale per la quale siete famosi. Ora non esistono pi ombre fra 
noi, nessuna trama, nessun segreto. Richard si accorse che i vecchi 
ecclesiastici lo stavano osservando attentamente e li ricambi 
guardandoli con occhi grandi e innocenti.
I figli di mio fratello non possono portare la corona, non dopo quanto 
abbiamo saputo. Se c stato un momento per gettare su tutto questo un 
velo, quel momento  passato e i presenti ne sono testimoni. Per, se 
toccher a me essere incoronato, oggi sono ancora lord protettore. 
Esistono dei complotti di gente che si dice al servizio dei Lancaster, 
anche se qualcuno pensa che siano solo poveri straccioni. I miei nipoti 
sono al sicuro nella Torre e io sono al sicuro con i miei uomini che mi 
guardano le spalle. Arcivescovo Bourchier, vostra grazia, volete 
incoronare un figlio di York? Se ve lo chieder, vorrete incoronarmi come 
re Riccardo Terzo?
Larcivescovo aveva assistito a un turbine di eventi che si erano 
succeduti con stupefacente rapidit , ma si rendeva conto perfettamente 
che a un unico uomo in quella stanza non si poteva dire di no; la sorte 
di Hastings era stata una lezione chiarissima per chi aveva occhi per 
vedere.
Naturalmente, altezza disse con voce morbida.
Il pi anziano degli uomini che erano stati convocati nella Torre bianca 
discese con cautela la scala fino al pianterreno. Richard aveva aspettato 
di rimanere solo con Robert Stillington. Il vescovo di Bath e Wells era 
stato preso da grandissima paura quando Richard gli aveva messo un 
braccio intorno alle spalle e aveva fatto venire uno scrittoio e un 
boccale di buona birra per rinvigorirlo; poi il lord protettore lo aveva 
lasciato al suo scritto e aveva disceso agilmente i gradini fino al 
grande cortile della Torre, fermandosi sullultimo per respirare laria 
tiepida, il viso rivolto al sole. Accadeva spesso che i vecchi morissero 
e a lui serviva che Stillington testimoniasse in parlamento, perch 
Richard sapeva che avrebbe dovuto affrontare discussioni e dissensi, 
aveva ben pochi dubbi in proposito, ma proprio come nel caso della porta 
di Londra, che aveva tenuto aperta, certe cose potevano essere previste. 
Avrebbe messo Stillington sotto stretta custodia fino a quando a 
Westminster non si fosse riunito il parlamento. Se il fato o qualche 
assassino intraprendente avesse trovato il modo di raggiungere il vecchio 
vescovo, il lord protettore avrebbe avuto comunque la sua testimonianza 
giurata, con il suo sigillo e la sua firma. Non cera ostacolo che non 
potesse essere evitato, pens.
Un po discosti dalla Torre bianca, Richard vide un gruppo di soldati che 
avevano aspettato i suoi ordini, come lui aveva chiesto. In mezzo a loro 
stava lord Hastings, disarmato ma non legato in alcun modo. Richard 
espresse il suo disappunto. Era straordinario quale timore reverenziale 
avessero i soldati per i suoi lord. o forse quegli uomini avevano 
conosciuto personalmente Hastings. Il barone aveva una grande 
autorevolezza, cossi diceva.
Richard si avvicin al gruppo con passo sicuro; Hastings sollev il capo, 
pronto a qualche nuova accusa o forse a un patto da stipulare fra loro. 
Richard sorrise, godendosi il sole.
Mi dispiace, Hastings, scusate se vi ho fatto aspettare e scusate per 
quello che dovrete affrontare ora. Richard fece un cenno ai soldati 
alle spalle di Hastings e questi gli afferrarono le braccia e, nonostante 
le sue grida di sorpresa e di rabbia, lo fecero camminare per un breve 
tratto, poi gli sferrarono un calcio alle gambe. Hastimgs cadde in avanti 
trattenuto per le braccia, fissando stupefatto la trave lasciata dai 
muratori sullerba davanti a lui.
Che significa tutto questo? Gloucester! Dov il mio processo, gran 
figlio di una baldracca? E' questa la giustizia?
E' questa la giustizia per un traditore, milord. Come dicevo, sono 
spiacente, ma devo mandare un messaggio a tutti coloro che mi giudicano 
troppo debole. Questo servir .
Hastings cerc di dire ancora qualcosa, ma gli uomini che lo 
immobilizzavano gli premevano la gola sulla trave.
Aspettate! ordin Richard. Milord, volete confessarvi? Posso far 
venire un prete.
Ad Hastings fu permesso di stare in ginocchio e quando vide che negli 
occhi di Richard non vi era alcuna piet , si rassegn e annubrevemente, 
voltando anche lui il viso verso il sole per lultima volta. Il lord 
protettore si allontan di qualche passo mentre il prete che era stato 
chiamato si inginocchiava accanto a William, lord Hastings, per ascoltare 
la confessione dei suoi peccati e dargli lassoluzione. Pass unora 
prima che il prete si rialzasse a fatica sulle gambe irrigidite e si 
inchinasse ad Hastings e al lord protettore. Non gli piacque ci che vide 
sui volti degli armigeri e si affrett ad allontanarsi.
Voltandosi, Richard scorse una certa pace sul volto di Hastings, il 
quale, avendo capito che era giunto il momento, mise spontaneamente il 
collo sulla trave e rimase immobile quando lascia si abbatt su di lui.
Dio ti accompagni disse Richard facendosi il segno della croce.
...
.
...
28.
.
Quel mese di giugno pareva trascorrere tranquillo a Londra, anche se il 
sole scottava e il traffico sul fiume era intenso. Fra la gente comune 
non erano molti a essere al corrente delle discussioni che avevano luogo 
nelle grandi dimore della capitale. Come era avvenuto molto spesso in 
passato, i membri del parlamento erano stati convocati e arrivavano alla 
spicciolata da tutte le contee, le citt , i borghi dove si tenevano i 
mercati. Ma le discussioni si svolgevano in privato, allinterno delle 
case. Si poteva dire che il dibattito sarebbe gi terminato al momento 
di aprire la seduta a Westminster.
La domenica precedente il lord protettore usca cavallo con il suo amico 
Buckingham e un gran seguito di nobili e di dignitari. Per prima cosa si 
fermarono alla Torre, dove fu possibile a tutti vedere i due principi nel 
cortile centrale che tiravano con larco e salutavano scappellandosi i 
lord che li osservavano.
A mezzogiorno la cavalcata si mosse, il lord protettore e la sua guardia 
personale in testa, gli stendardi di Richard tenuti alti come sul campo 
di battaglia anche se la meta era soltanto la parte occidentale della 
citt , su per Aldgate Street fino a Cornhill, Poultry e oltre, arrivando 
allampia strada di Cheapside e a Ludgate Hill, dove gli orafi avevano 
messo su cinquantadue botteghe. Giunti alla cattedrale di St Paul, si 
fermarono e smontarono, un magnifico gruppo vivace di nobili e di 
capitani, mescolati a ecclesiastici e notabili.
Le risa cessarono quando tutti presero posto per ascoltare un frate, 
fratello del sindaco e noto come bravo predicatore. Il frate era nel 
mezzo di unesortazione sulla natura del perdono quando vide chi era 
entrato in quel momento. Frate Shaw abbass per un istante la testa 
imponente per raccogliere i pensieri e quando riprese a parlare, prima in 
latino e poi in inglese, le sue parole erano ispirate al Libro della 
Sapienza: E glorioso  il frutto delle giuste fatiche e la radice 
della saggezza che non fallisce!? No, fratelli, il seme del letto 
illegittimo sar sradicato?. Frate Shaw aveva gi radunato 
centinaia di fedeli per la sua predica domenicale e tutti annuirono alle 
sue parole, anche se qualcuno si gir a guardare il lord protettore e il 
suo seguito, in piedi e attenti.
Cossar deciso il destino di York, ne sono certo continu il frate. 
Vi fu un improvviso silenzio, unimmobilit assoluta, poich i presenti 
erano ben consapevoli di chi ci fosse alle loro spalle, accompagnato da 
uomini in armi. I fedeli osservarono attentamente il predicatore, il 
quale stava sorridendo: se era impazzito al punto da sfidare il lord 
protettore, nessuno voleva averci parte.
Dei figli di York, soltanto uno  nato in Inghilterra e quindi inglese 
purosangue. Il lord protettore che vedo qui davanti a me, Richard di 
Gloucester, nato a Fotheringhay Castle, nel Northamptonshire, una terra 
impervia e verdeggiante. Il re suo fratello era nato in Francia, credo. A 
Rouen. E Clarence? Quella povera anima ottenebrata?
In Irlanda, padre rispose con voce chiara Richard dal fondo della 
chiesa. A Dublino. Ci che dite  vero.
E questo unico inglese tra gli York  forse venuto per conoscere il mio 
giudizio su di lui? domand frate Shaw con voce tuonante al di sopra 
delle teste dei fedeli. Sul matrimonio di suo fratello?
Se vi aggrada, padre, io non ho niente da temere dalla verit .
E io non arretrer davanti alla verit , lord protettore! Nemmeno con 
voi qui davanti a me. Avete sentito le parole del re Salomone. Il 
matrimonio di vostro fratello era fondato sulla menzogna, voluta da lui 
stesso e dai suoi desideri disonesti. E' vero che si era impegnato con 
una promessa davanti a Dio a unaltra donna? Per il consueto motivo che 
esalta i menestrelli di corte? Molto prima delle sue nozze con Elizabeth 
Woodville?
Nella chiesa si diffuse un brusio inquieto e Richard alz la voce per 
farsi sentire: Sono costernato, ma, s, padre,  la verit .
Allora tutti i suoi figli sono germogli bastardi. Nati bastardi. Per 
il povero Clarence ha un figlio maschio, non  cos?
Richard sentlirritazione asciugargli la gola: non aveva previsto questa 
obiezione.
Suo padre era stato spogliato dei suoi titoli, la sua discendenza non 
ha diritti sulla corona. Un altro brusio si lev dalla folla dei fedeli 
mentre Richard fissava i colli bianchi e quelli scuri dei rudi 
lavoratori.
Allora chi  il primo nella linea di successione, lord protettore? Se i 
germogli bastardi non possono mettere radici e quelli spogliati dei loro 
titoli nemmeno, chi resta per succedere al trono? Chi si far avanti?
Io, padre. Resto io. Per amore di mio fratello e per onorarne la 
memoria mi far avanti io. Io sar re.
I fedeli cominciarono ad applaudire, dapprima quelli che erano stati 
pagati, forse, ma ben presto anche tutti gli altri. Richard gongolava, 
domandandosi se quel clamore giungesse fino allaula del parlamento. 
Probabilmente no, ma leco si sarebbe diffusa ugualmente dappertutto, in 
bisbigli sommessi al riparo della mano, ma con la forza inestinguibile 
delle erbacce che si insinuavano fra le pietre. Avrebbero accettato ci 
che non potevano impedire, se non altro perch lInghilterra aveva visto 
troppe guerre.
Buckingham si era espresso giustamente in proposito quando aveva detto 
che lInghilterra si era divisa alla morte prematura di Enrico Quinto, il 
quale aveva lasciato a regnare un bambino. Ora cittadini e nobili non 
avrebbero tollerato un altro bambino sul trono, non quando esisteva un 
uomo capace di di governare. Richard di Gloucester apparteneva alla casa 
di York ed era un nome conosciuto e un uomo che aveva dimostrato di 
essere capace di prendersi la corona dalle mani insanguinate di chi si 
fosse messo contro di lui. In quel momento non esisteva altra 
possibilit . Lintera Inghilterra avrebbe scelto di incoronare il lord 
protettore piuttosto che un ragazzetto imberbe.
Mia madre dice che sono molto retrocesso annunci Henry Tudor a suo 
zio. Jasper grugnin risposta, allungandosi sul sedile e accavallando le 
gambe per godersi il sole di Parigi. Quellanno i colori nei giardini del 
Louvre erano particolarmente vivaci, con le grandi aiuole di iris viola e 
giallo che riempivano laria di una fragranza tale da dare alla testa.
Jasper non ascoltava mai con grande attenzione la lettura delle missive 
che suo nipote riceveva; a quanto pareva quel breve incontro con Margaret 
Beaufort di tanti anni prima a Londra aveva scatenato un diluvio di 
parole. Da quel momento in poi la brava donnina aveva continuato a 
scrivere, raccontando tutto ci che accadeva in patria e a corte. Era 
vero che si trovava in una posizione buona per farlo, ammise Jasper; a 
quanto pareva il suo nuovo marito godeva della fiducia di Richard di 
Gloucester e forse quel cambiamento nello stato sociale di Margaret 
Beaufort spiegava in parte limprovviso interesse di re Luigi nei loro 
confronti: dopotutto non erano mai stati invitati a corte per essere 
festeggiati e rivestiti di tutto punto. Jasper si gratt, sperando che la 
stoffa smettesse presto di pizzicargli la pelle. Il sussidio di re Luigi 
era bastato per una dozzina danni a mantenerli ma non certo nel lusso.
Era vero che il re francese non versava pi settantamila sterline doro 
allInghilterra, non pi da quando era arrivata la notizia della morte 
improvvisa di re Edoardo. Luigi aveva dato un grande banchetto per 
festeggiare la sua vittoria sullantico nemico, spendendo una vasta parte 
di quella somma in vini e portate, al punto che per tre giorni non aveva 
fatto che vomitare. A sessantanni re Luigi aveva laspetto di un ragno 
invecchiato, dalle zampe pi grigie che nere, e tuttavia la sua 
contentezza era contagiosa. Un vero peccato che Margherita dAngi fosse 
morta nel sonno pochi mesi prima nei suoi possedimenti di famiglia; le 
era stata negata anche la soddisfazione di vivere pi a lungo del re 
Edoardo.
Henry Tudor non era pi il ragazzo chiuso in se stesso che Jasper aveva 
liberato dalla sua quasi prigionia nel castello di Pembroke, ma un 
giovane alto e dallaria vagamente malinconica. Quasi tutte le sere 
cenavano insieme e si esercitavano nella corte della casetta di campagna 
dove abitavano vicino a Rennes, a occidente di Parigi, lontano dal 
traffico e dallenergia della capitale. Quegli anni vissuti insieme li 
avevano avvicinati, erano quasi come padre e figlio nella loro vita 
tranquilla e nessuno dei due aveva cercato di farsi una famiglia o si era 
cercato degli amici al di fuori di loro due. Nelle sue scorribande 
private Jasper passava da una fantesca a una cameriera personale di 
qualche dama, quando le trovava attraenti e ben disposte; in quanto a suo 
nipote non aveva idea se facesse lo stesso oppure no.
Nelle sere destate Henry se ne stava seduto sotto la quercia spoglia sul 
colle e guardava nel vuoto verso nord-est, unico segno questo della sua 
irrequietezza, tanto da far pensare a Jasper che ormai si fosse 
rassegnato a quella vita semplice. S, Henry leggeva voracemente in 
latino e in inglese, studiava diritto e si scambiava libri con il priore 
dellabbazia locale, che li faceva venire da Parigi. Non sembrava invece 
che il giovane scialacquasse il suo sussidio e spesso aveva prestato dei 
soldi allo zio apparentemente senza notare che i prestiti non venivano 
restituiti.
Anche se Jasper avvertiva il gelo dellet , per la maggior parte del 
tempo era ancora energico e asciutto, o cosdiceva a se stesso, ma la 
possibilit di tornare a Parigi e sonnecchiare al sole era stata una 
tentazione troppo forte, nonostante tutte le scomodit e le fatiche del 
viaggio.
Qualche volta dinverno Jasper sognava ancora Pembroke, si aggirava con 
la fantasia nelle sue sale e sulle mura come un fantasma; lestate invece 
era una stagione pi lieta e quando faceva caldo Jasper dormiva meglio.
Socchiudendo un occhio, vide il nipote passeggiare avanti e indietro nel 
lungo salone con i finestroni aperti sui magnifici giardini sottostanti 
dai quali entrava una brezza profumata di fiori; se in quel momento gli 
avessero chiesto di descrivere il paradiso, Jasper avrebbe descritto quel 
luogo, con un bel boccale di birra inglese a portata di mano. Si diceva 
che quel salone fosse stato costruito proprio per passeggiare, perch un 
sovrano del passato aveva scoperto che il movimento lo aiutava a pensare 
e a quanto pareva quellesercizio piaceva anche a Henry.
Mia madre dice. Henry si interruppe di botto, scorrendo velocemente 
i fogli scritti fittamente. Incuriosito, lo zio si raddrizz sulla sedia, 
reprimendo uno sbadiglio.
Tua madre era una cara ragazza quando lho conosciuta, pi intelligente 
di quanto potesse sembrare a prima vista. Certo sono sorpreso di quanti 
mariti sia riuscita a trovare.
Aspettate, zio. dice che il figlio di re Edoardo non pu ereditare il 
trono!
Jasper si raddrizz ancora di pi.
Perch no? Il ragazzo  forse morto? Su, Harry, mi hai davvero 
incuriosito ora. Spiegami o leggimi ad alta voce oppure allungami la 
lettera e me la legger da solo. Non stare cosa bocca aperta senza dire 
niente!
Con sua sorpresa il nipote fece proprio cos, gli lasci cadere la 
lettera in grembo mentre gli passava accanto a passo pi spedito. Henry 
aveva gi ventisei anni e per met della sua vita era vissuto lontano 
dalla patria. Alzando gli occhi dalla lettera Jasper lo vide legarsi con 
un laccio di cuoio la folta massa di capelli scuri e in quel momento, nel 
modo in cui lo guardava, gli ricord il fratello in un modo quasi 
doloroso. Alz un dito in risposta, finendo di leggere tutta la lettera 
con grande attenzione. Quando rialz lo sguardo, il respiro gli si era 
fatto pi corto.
E' una possibilit ? domand Henry. La casa di York si  molto 
ridotta questanno?. che cosa ne dite, zio? Non cera nessuna 
speranza con re Edoardo sul trono, un uomo di quarantanni con tutti quei 
figli, maschi e femmine che potevano fare dei grandi matrimoni. Ma anche 
cos, anche ora che  morto, ha pur sempre due figli maschi sani e 
robusti. Eppure. eppure! Avete letto fino alla fine?
Jasper si gratt il mento: era da un po che non andava dal barbiere e 
sapeva che quella barba ispida e bianca lo invecchiava. Forse era 
arrivato il momento di avere il mento ben rasato.
S. E' una possibilit . se tua madre ha ragione e se non ha capito 
male.
Zio, frequenta la corte, suo marito  il tesoriere della corona, lo sa 
quanto sia importante per me. Ditemi! Gli York si sono indeboliti? Invece 
di una stirpe vigorosa hanno solo questo Richard di Gloucester da mettere 
sul trono. Se potessimo colpirli prima che si insedi una lunga 
discendenza di traditori e di usurpatori, forse possiamo riprenderci 
tutto. E' una follia, zio? Ho rimuginato tanto su questo che non so pi 
che cosa  reale e che cosa non lo . Datemi il vostro parere!
Ce n abbastanza per parlarne con re Luigi, questo  certo. Senza 
mancare di rispetto a tua madre, il francese avr certamente una dozzina 
di orecchie a corte e potr confermare ci che dice lei. Immagino sia 
per questo che siamo stati convocati a Parigi. Re Luigi ti rivolger le 
stesse domande. C una possibilit ? In quanto a me non mi far trovare 
impreparato se le cose stanno veramente cos, Harry! Questo te lo 
giuro.
Varrebbe la pena perdere tutto questo, non  vero, zio? osserv Henry 
indicando con un gesto la magnificenza che li circondava. Il Louvre era 
un palazzo di grande bellezza, ma non una tegola, non un vetro delle 
finestre apparteneva a loro: ci di cui Henry parlava era la sicurezza e 
la pace, poich entrambi stavano considerando di gettare allo sbaraglio 
tutta la loro vita tranquilla.
S, vale la pena di rischiare tutto. Su, vediamo che cosa dir re 
Luigi quando avr letto la lettera di tua madre. Forse le risponderemo 
per darle buone notizie.
Richard si sporse dalla balconata del castello di Baynard per guardare 
gi in basso la folla di nobili e ricchi mercanti, membri del parlamento, 
cavalieri, capitani e uomini di Chiesa. Indossava farsetto e lunghe 
calzebrache aderenti oro e azzurro, con ricami a motivi floreali. Sopra 
quei colori sontuosi portava una tunica di velluto viola bordato di 
ermellino. Leffetto gli dava un grande piacere.
Sorrise a tutti quanti: i grandi e i giusti erano convenuti nella sua 
dimora di famiglia sulle rive del Tamigi per acclamarlo re dInghilterra. 
Il giorno precedente il parlamento aveva dibattuto senza di lui sul suo 
diritto al trono, la sua presenza nellaula assolutamente vietata; ma 
tutti sapevano di essere sotto la sorveglianza di Richard di Gloucester.
Incroci lo sguardo di Buckingham, che aveva parlato cosbene in suo 
favore quella stessa mattina e a Westminster il giorno precedente. Il 
giovane duca si era spinto un po troppo in l quando aveva cominciato a 
spiegare alle folle di Londra che lo stesso re Edoardo avrebbe potuto 
essere illegittimo, senza rendersi conto di quale insulto fosse per 
Cecily, la madre di Richard: lui aveva cercato di chiudere la bocca di 
Buckingham ma senza successo. Il duca era tutto preso dalla sua 
importanza e aveva insistito per parlare a favore di Richard in grandi 
raduni di popolo.
Ma ci che contava era che i membri del parlamento avessero annuito con 
le loro vecchie teste sagge: dignitari delle contee, ufficiali preposti a 
mantenere lordine nelle assemblee, giudici di pace, rappresentanti di 
ogni citt del regno, baroni, conti e duchi, tutti riuniti in una 
grandiosa assemblea a Westminster Hall, tutti presenti per votare sul suo 
diritto di salire al trono.
E tutti avevano accettato il lord protettore come sovrano dInghilterra. 
Richard si sentiva ancora stordito da quel successo; non erano ancora 
trascorsi tre mesi dalla morte del fratello e di quei tre mesi non aveva 
sprecato un solo giorno, nemmeno uno.
La folla gi in basso lo stava acclamando nel vasto salone di Baynard, 
gremito fino allinverosimile, con uomini e donne che allungavano il 
collo per vederlo da ogni porta e finestra aperte.
Mi hanno annunciato una buona novella! dichiar Richard, suscitando 
qualche risata. Mi hanno comunicato che dovrei incamminarmi verso 
Westminster e l sedere su una sedia per farmi incoronare!
A queste parole fece seguito un ruggito e Richard agit le braccia in 
aria, euforico. Vide sua moglie avvicinarsi timidamente alla balconata. 
Anne Neville, seconda figlia di Warwick. Richard avrebbe tanto voluto che 
Warwick potesse vederlo sul trono. Si domand di sfuggita se sarebbe 
stato felice o costernato.
Vieni, Anne! Lascia che ti vedano! Sua moglie era pi giovane di lui 
di parecchi anni, pallida sotto il suo copricapo a punta, quasi eterea, 
tanto da farlo preoccupare per la sua salute. Guardando la rude 
abbronzatura del marito e le sue mani abituate a maneggiare la spada, non 
era difficile immaginare che potesse spezzarla in due; le porse la mano, 
invece, e lattir accanto a s, cosa che provoc unaltra acclamazione 
grandiosa.
La mia regina, Anne, sar incoronata al mio fianco disse alla folla. 
Mio figlio sar principe di Galles. Si chin verso la moglie per 
sussurrarle: Dov il ragazzo, Anne? Non puoi fare almeno questo per 
me?.
Ned  corso via gli rispose asciutta la moglie. Non so dove sia. Lo 
tenevo per mano e si  liberato. Tutte queste urla e queste acclamazioni 
lo hanno spaventato.
Richard si volt, preferendo non cominciare una discussione con lei 
davanti a tutti, anche se era una fonte di irritazione costante il fatto 
che a nove anni suo figlio ancora piagnucolasse e cercasse la mamma; e 
non aveva preso nulla da re Edoardo in quanto ad altezza, una cosa che 
faceva pensare a Richard che Buckingham avesse ragione e che Edward non 
fosse affatto della famiglia.
Mentre sua moglie lo fulminava con gli occhi, Richard sorrideva radioso 
alla folla.
Io vi dico che diamo inizio qui, se Dio vorr , a un nuovo regno, a una 
stirpe reale che durer centanni. Che ci sia pace ora sotto la rosa 
bianca di York, sotto i leoni reali. Stamani mi sono svegliato lord 
protettore, questa sera mi addormenter re dInghilterra.
Tra gli applausi generali prese per mano Anne e la guid gi dai gradini 
fino a una lettiga tirata da cavalli che laspettava, mentre un destriero 
era pronto per lui. Buckingham aveva predisposto una scorta di otto 
paggi, giovani uomini tutti esattamente della stessa altezza che 
indossavano abiti di raso rosso e bianco, mentre i paggi di Anne, vestiti 
dello stesso rosso, ma con una tunica blu in onore della madre di Cristo, 
riempivano di colore il grigiore delle vie dove la gente si affollava per 
veder partire il corteo.
I nobili e gli ospiti di Richard stavano gi sciamando in direzione di 
Westminster, dove molti avevano lasciato i servitori a tenere un buon 
posto per loro. Richard si accorse che sua moglie era nervosa e in ansia 
e si pieg verso di lei per baciarla, ma con sua irritazione Anne si 
gir, cosche le labbra del marito le sfiorarono solo la guancia. Con 
tanta gente intorno ad applaudirli non poteva darle una lezione come 
avrebbe voluto, ma di sicuro Anne aveva il dono di sciupare i suoi 
momenti di trionfo con qualche atto meschino.
Anne salsulla pedana e si accomod nella lettiga, aspettando a capo 
chino che le sue cameriere personali le sistemassero il vestito, in modo 
che le pieghe fossero perfette e non mettessero in evidenza le gambe o le 
cosce.
Grazie, lady Beaufort disse alla dama di corte che dirigeva 
loperazione. Richard lanci unocchiata alla vecchia gallina deprimente 
che accudiva sua moglie.
Abbiate cura di lei, mia signora. E' il mio pi grande tesoro.
Margaret Beaufort accenn una riverenza, senza tuttavia perdere la sua 
aria imbronciata. Richard rinunci, anche se non gli pareva che fosse 
troppo chiedere che sua moglie partecipasse almeno un po alla sua 
contentezza e alla sua soddisfazione. Aveva faticato duramente per 
arrivare a quel punto, Dio lo sapeva. La schiena maledetta gli doleva 
terribilmente e sentiva che la scapola gli si spostava sotto la tunica 
come un battente che si apre, trasmettendogli la sensazione che qualcosa 
fosse sbagliato in lui oltre che accrescere il dolore. Gli sarebbe stato 
impossibile restare del tutto immobile mentre larcivescovo pregava sopra 
il suo capo e i monaci cantavano il Te Deum, ne era certo, ma perlomeno 
sarebbe riuscito a sorridere alla folla; sarebbe stato bello se sua 
moglie avesse fatto lo stesso, pens.
A quanto pareva suo figlio non sarebbe stato presente allincoronazione 
del padre: Edward  che i genitori chiamavano Ned per distinguerlo 
dalla pletora di ragazzi che portavano il nome del re  lunico figlio 
di Richard, che sarebbe stato principe di Galles e che un giorno sarebbe 
stato incoronato a sua volta. Lo faceva infuriare il pensiero che stesse 
giocando chiss dove in un momento come quello della vita di suo padre.
Lady Beaufort! chiam. Volete mandare qualcuno a cercare mio 
figlio? Il piccolo. ometto  scappato via da qualche parte, mi  stato 
detto. Mi piacerebbe che vedesse suo padre ricevere la corona 
dInghilterra, una cosa da niente, certo. Dar istruzioni alle guardie di 
Westminster di tenere un posto per lui. Con sua irritazione la dama di 
compagnia guard prima Anne e fece la riverenza solo dopo aver ricevuto 
da lei un piccolo cenno di assenso. Richard alz gli occhi al cielo: un 
uomo poteva essere re, eppure venire disprezzato in casa sua. Si augur 
che Anne non gli negasse il letto coniugale quella notte; ma avrebbe 
insistito, non avrebbe accettato un rifiuto. Dopotutto suo figlio aveva 
bisogno di fratelli e sorelle. Niente scuse di mal di testa o di tosse 
quella sera.
In sella al suo giovane castrone, Richard si lasci prendere da 
fantasticherie, domandandosi se il figlio sarebbe diventato Edoardo Quinto o 
VI quando fosse arrivato il suo turno per essere incoronato re. Pens ai 
nipoti rinchiusi nella Torre e si gir verso la Torre bianca in 
lontananza, alta sopra la citt . Chiss se da lsi potevano sentire le 
acclamazioni? Probabilmente s.
Una volta incoronato avrebbe dovuto decidere qualcosa riguardo ai nipoti. 
Ne avrebbe discusso con Buckingham, forse. Nel corso dei mesi precedenti 
il giovane duca gli si era attaccato molto, mostrando un entusiasmo quasi 
imbarazzante per la sua causa. Difficile credere che il nonno di 
quelluomo avesse combattuto per i Lancaster e fosse stato ucciso a 
Northampton. O forse era proprio per questo che aveva un conto aperto con 
re Edoardo, chiss . Era stato Buckingham a voler aggiungere nella 
petizione al parlamento i particolari su Elizabeth Woodville, che sarebbe 
stata una strega e avrebbe ammaliato re Edoardo con le sue magie e i suoi 
raggiri; aveva parlato con tale passione al riguardo da mettere quasi in 
sordina le grandi imprese del re, come se il poveretto fosse stato solo 
un burattino nelle mani della moglie.
Richard aggrott la fronte. Per quanto volesse incoraggiare Buckingham al 
riguardo, sarebbe stato necessario frenarlo. Richard si era comportato 
con assoluta lealt nei confronti del fratello maggiore quando era vivo, 
di questo avrebbe potuto vantarsi se mai avesse espresso ad alta voce i 
suoi sentimenti. Aveva adorato Edward, lo aveva riverito considerandolo 
molto pi grande della corona che portava. Ne sentiva acutamente la 
mancanza nel profondo di s. Non avrebbe mai pi avuto altrettanta 
fiducia in nessuno.
Finalmente parve che sua moglie fosse pronta e Richard, ridestandosi 
dalle sue deprimenti fantasticherie, fece segno alle guardie e ai paggi, 
che si avviarono in testa al corteo. Con la gioia che gli rimaneva, 
Richard avanz con Anne tra la folla plaudente, con le trombe e i tamburi 
che gli facevano accelerare il battito del polso, cavalieri nelle loro 
armature argentee e scintillanti davanti e dietro di loro.
Richard si sentrisollevare lo spirito e alz la mano per salutare il 
popolo, pur con un dolore crescente alla schiena. Ogni anno quel dolore 
aumentava, pens, un dolore che aveva creduto di poter sopportare tutta 
la vita ma che si faceva sempre meno sopportabile con il passare degli 
anni. Era frustrante ammetterlo, ma la potenza fisica e la sicurezza di 
un giovane di ventanni che pensava di poter sopportare tutto, non 
potevano durare. Un fratello e re amato poteva morire, una promessa 
essere dimenticata, una schiena incurvarsi e un dolore non cessare mai.
...
.
...
29.
.
Seduto a tavola, Richard sospir, abbandonandosi contro lo schienale. 
Quellestate era durata uneternit , lestate pi lunga di cui avesse 
ricordo. Pur essendo novembre, le giornate ormai brevi erano ancora 
meravigliosamente tiepide. Le foglie avevano assunto tutte le sfumature 
del rosso e delloro, ma brillava il sole e, perdio, sembrava che 
piovesse solo di notte. Anne, sua moglie, lo aveva accompagnato nel Gran 
Viaggio reale di Giustizia itinerante con i magistrati e i nobili in un 
grandioso corteo addirittura fino a York; era stato un po diverso 
dallingresso che vi aveva fatto anni prima con una dozzina di altri. 
Quasi a compensare la fredda accoglienza di allora, gli era stato offerto 
un calice pieno di monete doro, mentre Anne aveva ricevuto un vassoio 
doro scintillante di monete dargento. Erano stati accolti e festeggiati 
dappertutto. Richard si era sentito coscontento della generosit di 
quella seconda citt inglese che aveva voluto che suo figlio fosse 
incoronato principe di Galles proprio nellantica e grandiosa cattedrale 
di York.
Aveva anche goduto della simpatica compagnia dellambasciatore spagnolo e 
durante quei mesi di tepore sonnolento si era occupato degli affari di 
stato, passando da una citt allaltra. Aveva confermato i trattati di 
pace con la Francia e la Spagna e amministrato la giustizia per poco meno 
di mille criminali, alcuni dei quali avevano aspettato il processo per 
anni. Ci che contava veramente, per, pensava Richard, era il fatto di 
essere stato visto in tutta lInghilterra non come pretendente al trono, 
nemmeno come nobile, ma come sovrano che giudicava e premiava, che faceva 
giustiziare i criminali o li graziava se lo riteneva giusto. Sua moglie e 
suo figlio lo avevano lasciato al momento di tornare a Londra per 
ritirarsi insieme nel castello di Middleham: i medici di corte avevano 
decretato che erano entrambi esauriti e sofferenti di congestione 
polmonare. La tosse di sua moglie era certamente peggiorata, perci non 
la sospettava di cattiva volont ; anzi, gli era parso che Anne avesse 
goduto di quei mesi di regno del marito. Quando lei e suo figlio fossero 
tornati in perfetta salute, lo avrebbero raggiunto a Londra.
Richard vuot la coppa di vino e sentil calore diffondersi nei muscoli. 
Riponeva grandi speranze in un nuovo unguento per la sua schiena e aveva 
trovato una donnetta del Dorset che glielo applicava con pollici di 
ferro, tanto che aspettava la sera al tempo stesso spaventato e ansioso.
Sentuna fitta nella scapola nel momento in cui il suo paggio entr e si 
inchin; quelle fitte dolorose stavano diventando come quelle vecchie 
ferite che predicevano la pioggia o qualche brutta notizia, unidea che 
lo fece sorridere.
Che c? domand al paggio.
Maest ,  giunto un messaggero. Porta gravi notizie di lord 
Buckingham.
Richard guard lord Stanley, seduto allaltra estremit del tavolo. 
Stanley scost il piatto e si strinse nelle spalle, pur consapevole che 
in quanto tesoriere delle Corona forse avrebbe dovuto prestare maggiore 
attenzione.
Fatelo entrare, allora disse Richard, che non riusciva a liberarsi da 
un fastidioso senso di disagio, non sapeva se causato dal mal di schiena 
o dal suo intuito.
Il messaggero parl per mezzora o anche pi per rispondere alle domande 
di Richard.
Le notizie erano brutte davvero, anche se il re non parve avere fretta 
mentre si puliva la bocca e le mani con un panno. Gli ospiti si alzarono 
con lui scambiandosi delle occhiate.
Ebbene signori, sembra che Henry Stafford, duca di Buckingham, non sia 
luomo che credevo fosse. Perdio, io gli ho dato tutto! E ora si rivolta 
contro di me. E' la creatura pi falsa che esista. Dunque, voi avete 
udito ogni parola. Qualcuno vuole rivolgere qualche domanda a questo 
giovane gentiluomo? No? Allora raduner un esercito per difendermi contro 
questa ribellione, queste minacce, queste insurrezioni. Forse Buckingham 
ha perduto il ben dellintelletto oppure gli  stata fatta una mala, 
chiss . No, dir di pi: offro una ricompensa per la sua cattura. Se 
Buckingham ha deciso di comportarsi come un criminale comune lo tratter 
come tale. Per la sua cattura, vivo perch riceva la giusta punizione, 
offro, diciamo. mille sterline o terreni che rendono cento sterline 
lanno. Questo per Buckingham. Per il vescovo Morton, un uomo di cui 
pensavo di potermi fidare, offro cinquecento sterline o terre che rendono 
cinquanta sterline lanno. Per quei cavalieri tanto sciocchi da credere 
alle loro promesse. quaranta sterline a cavaliere. Si guard intorno 
e vide che molti di quegli uomini che si erano aspettati un piacevole 
banchetto a Lincoln nel lento viaggio di ritorno a Londra stavano 
sorridendo, a imitazione del fare sicuro di Richard.
Signori, io ero presente sul campo di battaglia di Barnet e Tewkesbury. 
Ho gi visto ribellioni e non intendo sopportarne unaltra, perci 
radunate gli inglesi perch combattano al mio fianco. Io sapr dare una 
risposta.
Vi fu unacclamazione generale, poi tutti si precipitarono fuori dalla 
stanza rapidamente quanto lo consentiva la loro dignit e Richard si 
rimise a sedere, guardando lord Stanley, il suo tesoriere, con aria 
interrogativa.
Con questo svuoteremo i forzieri, osserv con aria cupa anche se 
forse lInghilterra si risaner eliminando sangue cattivo. E' meglio 
aver saputo ora che Buckingham  un traditore piuttosto che dover temere 
il suo pugnale la notte. Perlomeno  sceso in campo e non ha cercato di 
avvelenarmi. Oh, maledizione a questi nobili incostanti! Vi dico che dopo 
mio fratello Edward non c stato nessuno degno di lui, no, nemmeno io. 
Troppe guerre abbiamo visto, il costo  stato troppo elevato.
Proprio cos, maest  replic lord Stanley con enfasi. Richard alz 
lo sguardo.
Gi , certo. Be, prendete in prestito a mio nome quanto serve. Per 
un attimo Richard riflett, la faccia sempre pi scura.
Mi domando se Buckingham sia un burattino in mano al vescovo Morton. Si 
sono forse accordati per mettere sul trono i miei nipoti? Non pu essere 
che siano per i Lancaster? Ma che cosa rimane di quel casato? Dopo 
Tewkesbury? Qualche servo? Qualche cane affezionato?
Lord Stanley sorrise doverosamente al suo protettore, cercando di 
compiacere Richard, il quale continu: Non credevo che Buckingham fosse 
tanto sciocco. E' un bravo oratore ma non un grande condottiero, secondo 
me. Anche se forse, in fin dei conti, sono la stessa cosa. Capche 
Stanley desiderava essere congedato e lo fece con un gesto: Andate, 
milord, accertatevi che i reclutatori facciano il loro lavoro. Fra dieci 
giorni il mio esercito deve essere radunato a. a Leicester. S, a 
Leicester. Da lpotr sferrare il colpo ovunque si siano radunati contro 
di me.
Mentre Stanley si inchinava e usciva, Richard guard la pioggia battere 
contro le vetrate del salone di Lincoln. Proprio mentre si trovava in 
quella contea era stato cacciato dallInghilterra con suo fratello 
Edward, tutti e due senza un soldo. Edward aveva dato la sua giubba a un 
capitano fiammingo per pagare la traversata! Forse che uomini come 
Buckingham pensavano che lui fosse un sempliciotto, un povero idiota che 
si lasciasse sorprendere dalle loro insurrezioni?
Nonostante il tono leggero che aveva usato a tavola parlando di 
Buckingham, Richard era furioso con lui per il suo tradimento. Nessuno lo 
avrebbe costretto ad agire contro la sua volont , non ora che sedeva sul 
trono. Aveva goduto ununica meravigliosa estate. e non era abbastanza. 
La pioggia scrosci con pi forza contro i vetri e Richard sorrise. 
Lestate era finita. Che Buckingham temesse pure i venti autunnali e il 
gelo invernale, che il vescovo Morton temesse la pioggia che rendeva le 
strade un pantano per i soldati in marcia, Richard avrebbe risposto. a 
loro e a chiunque altro gli si mettesse contro. Pens di nuovo ai nipoti. 
Finch erano in vita, sarebbero stati sempre un grido di battaglia, una 
vecchia ferita non rimarginata. Contrasse i muscoli della mascella. 
Esisteva una risposta anche a quello.
Buckingham aveva esagerato. Lo capnon appena ebbe mandato a chiedere un 
consiglio al vescovo Morton per vedere i suoi emissari tornare confusi e 
a mani vuote, dicendo che non erano riusciti a trovarlo. Al tramonto il 
duca si sentmale nel veder comparire lesercito reale, una marea di 
armature nere che marciavano contro di lui, inviate dal re.
Gli uomini radunati sotto i vessilli di Buckingham erano abbattuti e 
tremanti sotto la pioggia battente; da giorni mangiavano male e 
soffrivano per lumidit e il freddo.
Al sorgere del sole il numero di quegli uomini era diminuito, a migliaia 
erano scomparsi durante la notte, nobili e truppe sgattaiolati via col 
favore delle tenebre dopo aver osservato i quadrati formarsi nello 
schieramento dellesercito reale e prepararsi per la mattina successiva. 
I loro nervi avevano ceduto.
Non li aveva aiutati il fatto che la pioggia avesse continuato a cadere 
senza interruzione dal momento in cui Buckingham era sceso in campo due 
settimane prima. Era come se quella lunga estate avesse messo da parte 
ogni goccia dacqua solo per rovesciarla a torrenti tutta insieme, come 
nel diluvio universale. Le strade e i sentieri non erano semplicemente 
fangosi ma corsi dacqua che non sarebbero mai stati riassorbiti dal 
terreno. I suoi uomini dormivano nel bagnato e si svegliavano tremando; e 
perfino le loro razioni di cibo erano sempre fredde e inzuppate.
Buckingham sentiva gli occhi di tutti su di s mentre cavalcava sul 
sentiero fra le siepi, cercando un terreno pianeggiante. Era certo di 
aver scorto la cupidigia negli occhi dei suoi capitani e dei pochi nobili 
che erano rimasti con lui quella mattina. Lidea che re Riccardo avesse 
messo una taglia sulla sua cattura era un tale insulto che Buckingham 
ardeva ancora di sdegno, ma un effetto lo aveva avuto: Morton era svanito 
nel nulla. Buckingham ormai non poteva pi cavalcare o camminare senza 
essere tenuto docchio, come se fosse un tesoro da guardare a vista per 
paura che scomparisse. Il duca era furibondo. Eppure continuava a pensare 
che i suoi piani non sarebbero andati in fumo cospresto, se non ci 
fossero state le voci giunte da Londra.
Fra tutte le notizie una lo aveva rovinato, pi di quella della 
ricompensa offerta per la sua testa o del freddo o della pioggia o della 
paura. A Buckingham importava ben poco dei due figli di re Edoardo, ma a 
una buona met dei lord che erano insorti contro Richard certamente s. 
Alcuni avevano partecipato alla ribellione per ristabilire la giusta 
successione al trono e detronizzare lusurpatore che aveva agito contro 
la vedova del re Edoardo e contro i suoi figli con una fretta indecente, 
quando il corpo del fratello era ancora caldo.
Buckingham non si era interessato troppo alle loro motivazioni, gli era 
bastato che si unissero a lui sul campo di battaglia; in fin dei conti 
non avrebbe avuto alcuna importanza sapere perch lo avevano fatto. Una 
ribellione si autopotenziava con lambizione e, morto Richard, anche 
questi nobili si sarebbero trovati coinvolti fino in fondo e avrebbero 
visto le cose come le vedeva lui. A quel punto le forze dei Lancaster 
sarebbero gi sbarcate per partecipare al trionfo della rivolta. Tutto 
sarebbe stato sistemato sul cadavere di Richard e i morti di Buckingham 
avrebbero potuto riposare in pace.
La notizia che i principi erano stati uccisi nella Torre, nessuno sapeva 
come, era stata un colpo mortale per la sua campagna. Senza di loro non 
esisteva una causa York, nessun punto dincontro. Presi dalla 
disperazione, Buckingham e il vescovo Morton avevano cercato di 
convincere i loro nobili che ormai avrebbero dovuto battersi per i 
Lancaster. Se vi fosse stato qualche segno dei maledetti Tudor, forse 
questo avrebbe dato la spinta decisiva ai lord, ma non cera nessuna 
traccia di loro e daltronde molti nobili presenti su quel campo di 
battaglia non avrebbero conservato i loro titoli se fossero ritornati i 
Lancaster. Nella riunione della sera non avevano aperto bocca, ma la 
mattina dopo erano scomparsi portandosi dietro migliaia di soldati.
Era forse la ribellione pi disastrosa e di durata pi breve di tutta la 
sua vita, pens Buckingham mestamente: ormai non aveva con s pi di 
ottocento uomini, un migliaio al massimo, e Dio solo sapeva quanti ne 
avrebbe dovuti affrontare. Era stato battuto in astuzia fin dallinizio e 
per questa ragione provava suo malgrado un certo rispetto per re 
Riccardo, un rispetto che non aveva mai avuto prima. La corrente di marea 
che era parsa trascinare Buckingham in un entusiasmo durato qualche 
settimana si era trasformata in uno stagno immobile. Questa similitudine 
gli piacque, in parte perch la pioggia aveva ripreso a scrosciare sonora 
in modo sgradevole sulla sua armatura. Le piastre di ferro erano 
gi scure per la ruggine, nonostante scudieri e servitori le lucidassero 
tutte le sere.
Vide una fattoria non troppo lontana davanti a s e la indic col dito, 
preferendo non voltarsi e gridare per farsi sentire con quella pioggia 
torrenziale. A un miglio o due di distanza lesercito del re si muoveva 
su un terreno accidentato di campi e fossati attraversato da un fiume e 
con quel tempaccio, che trasformava tutto in una palude, Buckingham non 
pensava che potesse avanzare molto quella mattina, chiunque fosse a 
comandarlo, a meno che non avessero mandato avanti un drappello per 
intimargli la resa. In ogni caso gli restava un po di tempo e il solo 
pensiero di una scodella di latte caldo lo faceva gemere di desiderio.
Giunto nella corte della fattoria, smont da cavallo e si diresse alla 
porta. Chinandosi per entrare, non vide uno dei suoi uomini alzare la 
mazza e quando il colpo lo raggiunse alla nuca il duca di Buckingham 
cadde sulla soglia privo di sensi davanti alla famiglia terrorizzata dal 
fracasso dellarmatura che portava la pioggia e il vento nella casa.
Senza parlare, gli uomini di Buckingham lo trascinarono fino alla sua 
cavalcatura e lo assicurarono alla sella, dove rimase a sobbalzare, le 
braccia legate solidamente dietro la schiena; poi si guardarono lun 
laltro facendo mentalmente qualche calcolo: anche divise fra loro sei, 
mille sterline erano una fortuna per dei poveri cavalieri.
La nave non si alzava e non si abbassava pi sulle onde, ma si agitava 
come un cinghiale ferito, investita da creste bianche e sibilanti, pi 
alte dellimpavesata, che si abbattevano contro le murate e inondavano il 
ponte, strappando gemiti profondi a tutto lo scafo. I marinai scalzi 
correvano sui passavanti afferrandosi alle cime o ai legni ogni volta che 
vedevano arrivare londa, chiamandosi e facendo cenni per avvertirsi a 
vicenda. Pi e pi volte uno di loro, accorgendosi troppo tardi del 
pericolo, cadeva, trascinato attraverso il ponte da unonda bianca che lo 
mandava a sbattere contro qualche ostacolo. Altri cercavano di restare in 
piedi, faticando a respirare, bagnati dalla testa ai piedi, con lacqua 
salata che colava dai capelli, mentre qualche loro compagno finiva in 
mare, portandosene dietro un altro per sparire nellabisso schiumante.
Un altro pericolo, peggiore dei marosi che minacciavano di capovolgere la 
nave, era quello delle altre imbarcazioni che navigavano ai due lati, 
invisibili nelle tenebre innaturali della tempesta. Il vento sarebbe 
cessato senza preavviso, lasciando il mare ancora sconvolto e i marinai a 
scrutare nella vastit grigia alla ricerca di una terra o della flotta 
stessa. Nellaria resa spessa dagli spruzzi, allimprovviso uno scafo ne 
investiva un altro tra le urla degli uomini travolti e lo schianto degli 
alberi spezzati, poi altrettanto rapidamente la nave investita affondava 
e laltra si scuoteva come un cane bagnato, proseguendo la sua corsa.
Jasper Tudor era inorridito. Si considerava un buon marinaio, ma il mare 
aperto tra la Francia e lInghilterra era uno dei tratti pi pericolosi 
che avesse mai attraversato. In quelle acque le tempeste erano improvvise 
e le coste solo rocce nere o scogliere di gesso bianco, senza nessuna 
rada accogliente visibile dal largo. Preg mentre assisteva alla 
distruzione di un legno da parte di un altro e udiva le grida esultanti 
dei sopravvissuti sulla nave apparentemente indenne, che per poco dopo 
cominci a sbandare. Le grida di giubilo si trasformarono in urla di 
terrore assoluto, senza che nessuno potesse fare niente per gli uomini 
che cadevano in mare come pietre mentre la nave affondava. I marosi non 
davano tregua e il vento ululava aumentando di forza, congelando chi 
guardava e chi annegava.
Jasper si volt e nel farlo vide il nipote che osservava la scena del 
disastro senza nessuna traccia di emozione. Harry Tudor non aveva perso 
quel particolare distacco che aveva sbigottito lo zio fin dal loro primo 
incontro. Non era che non provasse niente, anche se era capace di essere 
freddissimo, ma, a parere di Jasper, il giovane era incapace di un reale 
rapporto con il prossimo, era impalpabilmente diverso dagli altri e aveva 
imparato a nascondere benissimo quella diversit . In tutte le normali 
attivit della vita un estraneo non avrebbe visto alcuna differenza fra 
Henry e gli altri giovani cavalieri o lord, ma in certi momenti sembrava 
che non fosse sicuro di come si sarebbe comportato al suo posto un uomo 
normale, sembrava assolutamente sperso.
Adesso sembrava cos, mentre fissava impassibile una nave scaraventata 
su unaltra in un accoppiamento terrificante. Le teste sobbalzavano 
sullacqua e alcuni marinai agitavano le braccia, anche se per loro non 
cera speranza. Dio solo sapeva dove fosse la costa, impossibile da 
raggiungere anche per quei pochi che sapevano nuotare e che avrebbero 
anche potuto dirigersi verso il Mare del Nord come verso una qualsiasi 
speranza di salvezza. Non esisteva alcuna possibilit per loro. Il resto 
della flotta era troppo impegnato a pensare alla propria sopravvivenza 
per occuparsi di qualcun altro. Ogni nave aveva inchiodato delle assi sui 
boccaporti per impedire che lacqua riempisse la stiva e trascinasse 
tutti quanti a fondo.
Il freddo avrebbe ucciso molto presto quanti erano tra i flutti oppure 
sarebbero state le onde mostruose che sinnalzavano e si abbassavano, 
simili a leviatani che rendevano gli uomini uguali ad alghe e a rottami.
Jasper sentil capitano abbaiare nuovi comandi e vide i due al timone 
fare forza sulla barra e chiamare altri per aiutarli a combattere contro 
i marosi, mentre su un lato della nave si stava alzando una cima per far 
ruotare un pennone sul quale dei marinai erano in attesa, aggrappati con 
tutte le loro forze per resistere al vento che cercava di strapparli via 
o di congelarli.
Stiamo tornando indietro! grid Jasper al nipote. In realt era 
sorpreso che non lo avessero fatto prima, ma la tempesta era stata 
cosimprovvisa che aveva sparpagliato la flotta in ogni direzione con una 
furia crescente lungo tutte le coste della Manica. Jasper sper soltanto 
che riuscissero a raggiungere sia pure zoppicando qualche porto francese, 
anche se temeva grandemente ci che vi avrebbe trovato. Re Luigi aveva 
dato loro diciotto navi e milleduecento uomini per sbarcare nel Galles e 
unirsi alla ribellione di Buckingham. Jasper non pot che scuotere la 
testa, frustrato. Sembrava perfino che la tempesta si stesse 
affievolendo, tanto che riusciva a udire i marinai in alto che gridavano 
tra loro al di sopra dellurlo del vento e delle cime che sbattevano 
contro il legno. Era come se fossero stati trascinati via e la tempesta 
si smorzasse man mano che si allontanavano dalla costa del Galles.
Torniamo in Francia ripet Jasper. La burrasca era. be, non 
potevamo ancorarci o trovare un porto sicuro, non con questo tempo. Sta 
migliorando, non credi? Chiuse gli occhi, toccandosi la croce che gli 
pendeva sul petto, pregando per tutti gli uomini e le navi che avevano 
osato sfidare il mare aperto nella stagione delle tempeste. Per chi era a 
terra probabilmente quello era solo un acquazzone, forse con qualche 
tegola strappata dai tetti, ma l , in quelle profondit di grigio, era 
stata una delle esperienze pi spaventose della sua vita.
Quando possiamo riprovare? gli grid allorecchio Henry. Jasper Tudor 
guard il giovane. Lo considerava intelligente eppure qualche volta era 
cosfreddo da sembrare crudele in modo insopportabile. Jasper era esausto 
e quasi congelato, aveva visto affogare centinaia di uomini e per quanto 
ne sapeva la loro era lultima barchetta a galla su quel mare perfido e 
sibilante. Non riusciva nemmeno a pensare di tentare di nuovo la 
traversata o che re Luigi sostenesse i costi per sostituire tutte le navi 
e gli uomini che essi avevano perduto. Ma suo nipote lo fissava 
aspettando una risposta.
Presto, Harry gli disse scoraggiato. Prima torniamo a terra, poi 
vedremo. Oggi no.
State allegro, zio lo incoraggi Harry sorridendogli. Siamo vivi e 
siamo gli ultimi Lancaster in vita. Dovremmo saper affrontare una 
tempesta, credo.
Jasper sgran gli occhi bagnati dacqua di mare come i capelli ancora 
gocciolanti.
S disse. Be, far del mio meglio.
.
Nella piazza del mercato di Salisbury, Richard guard con aria disgustata 
il giovane idiota che si era cercato la sua fine. Il ceppo era pronto, 
coscome il boia in attesa con la grande mannaia. Sebbene il sole fosse 
appena spuntato dalle alture a oriente, la citt era tutta l , 
desiderosa di assistere alla morte di un duca, affascinata e attenta a 
ogni particolare della scena.
Henry Stafford, duca di Buckingham, era ancora il connestabile 
dInghilterra di Richard, uomo che aveva goduto della sua fiducia e di 
grande autorit , che aveva il potere di reclutare gli uomini per 
inviarli sul campo di battaglia. Molti tra la folla dei presenti 
avrebbero goduto nel vedere un uomo di tale importanza finire cosmale. 
Significava che la legge si applicava a tutti, agli sceriffi, ai sindaci, 
ai consiglieri come alla povera gente trascinata davanti ai giudici.
Re Riccardo Terzo, seduto a un lato della piazza, osservava lo svolgersi 
degli eventi. Il giovane Buckingham si era approfittato della sua 
fiducia, ma cera qualcosa di insopportabilmente stupido in quella misera 
ribellione. Richard sospir, stropicciandosi il mento ispido. La schiena 
gli faceva male di nuovo. Non cera niente da fare, Buckingham non 
sarebbe mai diventato vecchio e saggio per rimpiangere le sciocchezze 
fatte in giovent, per lui non ci sarebbe stata una seconda possibilit .
Richard parl con una voce squillante, che risuon in tutta la piazza: 
E' mio convincimento, milord Buckingham, che voi siate solo un 
burattino in mano al vescovo Morton, pi che lautore della vostra 
distruzione. Ho avuto sue notizie e di navi avvistate dalla costa e 
costrette a invertire la rotta. I vostri sostenitori non sfuggiranno ai 
miei cacciatori, questo  certo, ma io devo punire voi per il vostro 
tradimento. Mi siete costato pi di.. Si interruppe, non volendo 
cominciare a lamentarsi. Il duca lo fissava con unespressione intensa, 
non ancora privo di speranza pur legato comera.
Se davvero ne siete convinto, maest , allora vi prego, perdonatemi! La 
misericordia  un vostro dono. Dite una sola parola e questuomo 
taglier le corde e mi ridar la libert . Io vivrei per servirvi 
ancora.
Lo so, milord. Ci che dite  vero. Ho deciso per di non lasciar 
libero un traditore. Avete scelto voi il vostro destino quando avete 
preso le armi contro il vostro sovrano. Signori, continuate.
Buckingham si dibatt, ma due uomini robusti lo immobilizzarono sul 
ceppo, poi si scostarono per lasciare posto al boia. Era un uomo di l, 
che sudava per il timore di non saper eseguire un colpo perfetto davanti 
a tutti quelli che lo conoscevano. Descrisse un enorme arco in aria e 
Buckingham gemette di paura, un gemito che cess in un istante, lasciando 
il silenzio dietro di s.
...
.
...
30.
.
Il castello di Middleham era stato la casa del conte di Warwick e la casa 
di suo padre prima di lui, il vero focolare del clan dei Neville. In 
parte era per questa ragione che Richard ne aveva fatto la sua dimora 
quando il fratello George non aveva pi potuto pretendere niente. Aveva 
trascorso la prima giovinezza a Middleham e per lui era piena di bei 
ricordi. Suo figlio era nato l ai tempi in cui il suo era un matrimonio 
felice e non mancava lallegria. Era vero che dinverno Middleham, pi a 
nord di York, era un luogo ben poco accogliente, ma al ritorno della 
primavera quella propriet trasandata si trasformava in un paradiso 
terrestre di valli verdeggianti, di campi, di frutteti e di ruscelli.
Era re da quasi un anno, pens Richard, rivestendosi. Col passare dei 
mesi il rituale del bagno caldo accanto al fuoco nella tarda mattinata 
era diventato unabitudine quotidiana che doveva svolgersi sempre 
nellidentico modo, cosda sapere in ogni istante se qualcosa non andava. 
La schiena e le spalle erano ormai ingobbite e nelle giornate pi umide 
poteva sentire le ossa torcersi. Qualche volta si svegliava di notte a 
causa di dolori coslancinanti da fargli credere che qualche osso si 
fosse rotto; poi il dolore passava permettendogli di riappisolarsi, ma 
gli ritornava sempre pi spesso.
Emise un sibilo quando a un movimento sbagliato un dolore fortissimo 
saett in tutta la parte superiore del corpo. Come sempre la rabbia lo 
aiut, anche se preferiva tenere in privato i suoi ruggiti e le sue 
bestemmie, costretto comera a mostrare al mondo unaltra faccia; ma 
essendo solo ora si sfog prendendo a calci un guanto di ferro. Lasci 
slacciata la tunica e uscallaperto nel sole.
Unarmatura completa lo aspettava, fissata con lacci di cuoio a un palo 
alto quasi due metri. Richard la guard storto. Si esercitava con 
quellarmatura addosso appena poteva, ma ogni colpo che sferrava gli 
scatenava un dolore bruciante nella spina dorsale e nelle spalle; eppure 
aveva bisogno della forza muscolare che gli davano quegli esercizi. 
Quando il sudore si era asciugato, i servi gli massaggiavano con lolio i 
muscoli come a un vecchio senatore romano, lavorando su e gi con 
striglia di avorio o di rame. Richard poteva stritolare una mano con la 
sua stretta, se voleva. Non poteva permettersi di essere debole, lui pi 
di tutti.
Rimase fermo in piedi davanti allarmatura, studiandone i punti forti e 
dove assestare un colpo, ma il campo di battaglia era lunica vera prova, 
con il nemico che si muoveva e contrattaccava. Era utile per sapere dove 
le piastre erano meno resistenti, come si poteva far penetrare una lama 
sotto un braccio alzato, per esempio.
Il siniscalco di Middleham non aprbocca mentre porgeva a Richard la 
spada, afferrando il fodero mentre il re sguainava la lama. Il vecchio si 
fece da parte rispettosamente, anche se Richard sapeva che avrebbe 
osservato ogni suo colpo.
Rientrate, desidero restare solo, oggi disse improvvisamente e il 
siniscalco si inchin e si allontan rapidamente, lasciando Richard solo 
a girare su se stesso lentamente, guardandosi intorno fino al balcone 
sopra di lui e allo spiazzo deserto in basso. Nessuno era affacciato, 
nessuno sembrava nascosto per guardarlo. Era solo e a un tratto si 
accorse che non riusciva a respirare.
Si strapp di dosso la tunica, lasciandola cadere a terra quasi divisa 
perfettamente in due, e lallontan da s con un calcio. In genere stare 
a torso nudo lo faceva sentire debole come se gli mancasse un sostegno, 
una sensazione che non gli piaceva, ma quel giorno si sentoppresso, 
ristretto. Guard il muro del piano superiore, dove suo figlio giaceva 
immobile. Il principe di Galles aveva tossito fino a riempirsi i polmoni 
di sangue e di muco scuro.
Richard si gir verso larmatura, un cavaliere di ferro che stava in 
piedi davanti a lui e che sembrava schernirlo. Attacc, assestando un 
colpo dopo laltro, tre a sinistra, poi tre a destra. Ogni colpo gli 
mozzava il fiato dal dolore, ma continu lo stesso. Aveva la sensazione 
che qualcuno gli premesse una torcia accesa sulle ossa, ma ne fu 
contento, dicendo a se stesso, sudato e dolorante, che se soltanto fosse 
riuscito a sopportarlo forse rientrando avrebbe trovato suo figlio vivo, 
forse non avrebbe pi avuto la febbre e nel vaso da notte lurina rossa 
come sangue avrebbe avuto il colore giallo e sano di un tempo.
Colpe colp, anche se larmatura continuava a resistere. Un colpo, due, 
tre, poi un fendente e un altro di sinistra contro la gola protetta dal 
metallo. Imprec sottovoce quando qualcosa si spost nella sua spalla e 
gli fece mancare il bersaglio di un pollice. A volte succedeva e non 
poteva mai prevedere lo schianto stridente che gli pareva di sentire 
nelle ossa. Invece di tagliare la gola dellarmatura, la spada aveva 
colpito la visiera dellelmo, staccandola da un lato. Anche cosil sangue 
sarebbe scorso abbondante sul volto delluomo, se vi fosse stato, pens 
Richard. S, era ancora forte, ancora veloce.
Aveva trovato la madre di suo figlio seduta accanto a Ned nella stanza al 
piano superiore, intenta a lavargli il petto e le braccia. Era diventato 
cosmagro in quegli ultimi mesi! Anne aveva posato una bacinella piena 
dacqua sul letto e vi immergeva un panno. Richard era rimasto in piedi, 
angosciato, mentre sua moglie muoveva il panno in grandi cerchi sulla 
carne del figlio, che gi si stava raffreddando sotto la sua mano.
Nel cortile Richard scoppi a piangere e continu a farlo mentre 
continuava nella sua fatica, girando su se stesso e colpendo con la spada 
laltra cerniera della visiera fino a farla cadere nella polvere, 
lasciando al suo posto un vuoto nero. Immediatamente vi infil la punta 
della lama, squarci il metallo, smanioso di uccidere, di far cessare il 
dolore che gli faceva bruciare gli occhi mentre la schiena era ununica 
agonia che gli mozzava il fiato. Sembrava che una costola rotta gli 
avesse perforato un polmone, cosche ogni respiro era un coltello che 
penetrava sempre pi in profondit . Si ferm, ansante, in lacrime, 
guardando le gocce di sudore che cadevano a terra.
Non gli era sembrato che Anne lavesse sentito quando aveva cercato di 
portarla via dalla camera, ma era rimasta seduta simile a un cadavere lei 
stessa, pallida quasi come il figlio, lunico figlio di Richard, lunico 
essere vivente che Richard avesse mai amato. Il bambino che aveva 
osservato mentre si arrampicava su un salice e si dondolava da un ramo a 
poca distanza da lui. Non sembrava giusto che un fanciullo cossorridente 
e chiassoso stesse diventando freddo nel silenzio di quella stanza, 
interrotto soltanto da qualche lieve colpo di tosse di Anne china su di 
lui.
Non era giusto morire a dieci anni, era meglio quando un bambino era 
molto piccolo, cosdiceva sempre la madre di Richard, prima che 
diventasse molto pi di un nome e di una faccina strillante, non quando 
si era gi pieni di ricordi. Ora nellanimo di Richard era pieno 
inverno, un inverno gelido, anche se la primavera era esplosa intorno a 
lui.
Avrebbe rivisto suo figlio, disse a se stesso. Per Anne lo avrebbe 
rivisto prima, ne era certo. Laveva osservata a lungo, incerto su come 
affrontare il suo dolore; non piangeva e non si muoveva da l. Richard 
aveva visto il panno stretto nella sua mano e la grande macchia rossa.
La seconda volta colpla piastra che copriva la gola dellarmatura con 
maggiore precisione, tranciando le cerniere e facendo volare lelmo 
intero in fondo al cortile, dove rimbalz e rotol fino a quando non 
rimase immobile. Alz lo sguardo sul palo e sul metallo contorto che vi 
era appeso, ma non cera pi nessun nemico l , nessuna minaccia. Era 
solo una vecchia armatura e ormai lui era stanco e cosdolorante che 
avrebbe voluto piangere fino a restare senza respiro. Gett via la spada 
e si lasci cadere in ginocchio, fissando la polvere.
Aveva pensato di chiedere a sua moglie un altro figlio, ma ora sapeva che 
non sarebbe vissuta abbastanza da portare a termine la gravidanza. 
Sarebbe rimasto solo. I suoi fratelli non cerano pi e lui sarebbe 
rimasto senza moglie, senza figli o figlie. Non avrebbe avuto pi 
nessuno, assolutamente nessuno, davanti a s anni di regno vuoti.
Dopo un po, quando la servit cominci a uscire sulle balconate e a 
scrutare il re inginocchiato nella polvere, immobile, Richard si 
riscosse. Senti loro occhi sulla schiena ingobbita e fu questo a 
riportarlo alla realt . Si alz, raccolse la spada, vide che la lama era 
irrimediabilmente rovinata, nessuno avrebbe pi potuto affilarla. Aveva i 
muscoli irrigiditi dopo essere stato cosa lungo in ginocchio e gli 
sfuggun gemito mentre si rimetteva la tunica; ma si trattava di un 
dolore normale.
Fermo in piedi alz gli occhi verso le finestre aperte che davano 
nellappartamento dove suo figlio aveva esalato lultimo respiro e dove 
ora giaceva immobile. Non aveva bisogno di rivederlo, non credeva che 
avrebbe potuto sopportare quel dolore. Si riempinvece i polmoni di aria 
primaverile e concentr il pensiero su Londra e sulle leggi che avrebbe 
promulgato quellanno. Pens a Elizabeth Woodville sempre rintanata 
nellasilo, quasi unoffesa per lui. Come se la stesse ancora 
minacciando! Che cosa avrebbe potuto offrirle per attirarla fuori da quel 
luogo ristretto e umido?
Lo aiut un po concentrare le sue energie sugli statuti e sulle leggi. 
Non esisteva la possibilit per gli uomini di essere liberi, lo sapeva 
bene, dovevano essere tenuti avvolti in reti fittissime. Ma niente di 
tutto ci aveva importanza a paragone di quanto lui aveva perso. Avrebbe 
soltanto voluto che suo fratello Edward fosse l. Lui avrebbe capito.
Prima di quel momento Richard non era mai entrato nelledificio 
dellasilo di Westminster. Larcivescovo Bour-chier lo aveva educato per 
ore sulle regole da rispettare in quel luogo e gli aveva concesso la 
benedizione della Chiesa soltanto quando Richard aveva accettato di farsi 
perquisire da una guardia per accertarsi che non avesse armi con s; per 
Richard era una danza, un gioco, e vi si sottopose a cuor leggero, pi 
leggero di quanto fosse stato di recente.
Richard fece un cenno al monaco che aspettava sulla soglia, il quale 
tuttavia non si present e si limit a un breve inchino, senza dire una 
sola parola. Richard credette di vedere una sorta di disprezzo nella sua 
espressione, tanto che desider prenderlo a calci lungo tutto il 
corridoio. Si ricord che suo fratello Edward aveva scaraventato a terra 
un giovane monaco quando era venuto la prendere sua moglie e sper che 
si trattasse dello stesso uomo.
Lo segu, ma con un passo rapido, tanto che il monaco dovette trottare 
per precederlo e annunciare la sua presenza; una meschinit , ma Richard 
godeva nellirritare chiunque credesse di potersi erigere a giudice su di 
lui.
Entr nella stanza quando fu chiamato e si trov in un bel locale dalle 
pareti rivestite di legno, arredata molto meglio di quanto aveva 
immaginato; si era aspettato unaustera cella dalle pareti di pietra e 
non certo uno studio caldo con lumi, tappeti e cuscini imbottiti sulle 
sedie.
Elizabeth Woodville si alz nel vederlo entrare e gli fece una profonda 
riverenza. Richard si inchin a sua volta e le prese la mano. Aveva fatto 
giustiziare il fratello di Elizabeth, lord Rivers, e lei lo sapeva bene, 
glielo leggeva negli occhi, ma Richard era venuto per seppellire il 
passato, portava unofferta di pace; e dopotutto Elizabeth lo aveva 
ricevuto.
Mia signora, sono qui perch le vostre figlie devono sentirsi soffocare 
in questo posto minuscolo.
Godono di comodit sufficienti disse Elizabeth guardinga. Anche se 
non hanno fatto del male a nessuno e meritano la libert che si conviene 
al loro stato. Il loro padre era re, dopotutto.
Certamente. Infatti  mia intenzione farle uscire di qui, se voi lo 
permetterete. Vi ho fatto assegnare una bella propriet dove potrete 
ritirarvi, con una pensione di settecento sterline lanno. Ho portato con 
me un documento da far copiare e rendere pubblico. affisso a ogni 
angolo di strada, se volete. Nel documento mi impegno a trovare buoni 
partiti per le vostre figlie, per il loro bene e per quello 
dellInghilterra. Vorrei mettere fine allinimicizia fra noi, mia 
signora. Far vivere voi e le vostre figlie in questo luogo freddo mi 
disonora.
Elizabeth guard negli occhi quelluomo pi giovane di lei, che regnava 
al posto di suo marito. Quello stesso uomo aveva fatto approvare in 
parlamento un documento dove si dichiarava che il suo matrimonio era 
nullo e invalido e che i suoi figli erano bastardi; non era del tutto 
sicura che fosse una menzogna, forse suo marito aveva davvero commesso 
quellidiozia in giovent. Erano verosimili entrambe le cose. Era anche 
vero, per, che un giorno nellasilo era come un mese nel mondo esterno; 
quellimmobilit penetrava nellanima col tempo, perfino la sensazione 
di aria fresca che Richard aveva portato con s sugli abiti le procurava 
una nostalgia dolorosa. Forse era il diavolo in persona, ma non poteva 
esserne sicura. e non poteva sbattergli in faccia la sua offerta, 
doveva cercare la pace con lui per le sue figlie. Richard avrebbe trovato 
per loro qualche tranquillo barone o conte che voleva lusingare o 
compiacere e le ragazze avrebbero avuto la possibilit di veder 
trascorrere estati e inverni, di avere una famiglia e di trovare la loro 
strada.
Non era una prospettiva poi costerribile, pens Elizabeth. N lo era 
quella di una bella propriet in campagna e di una somma molto generosa 
ogni anno. Paragonata ai passi strascicati e ai bisbigli dei monaci era 
quasi una visione paradisiaca. Nondimeno le era rimasto un peso sullo 
stomaco di cui non riusciva a liberarsi. Sul viso delluomo che le stava 
davanti non riusciva a scorgere n colpa n vergogna, ma la domanda le 
stava in gola e minacciava di soffocarla a ogni respiro. Non poteva 
lasciarlo andare via senza rivolgergliela.
E i miei figli? Si schiarla voce e riprov con pi fermezza: Che 
ne  di loro?.
Sono desolato, mia signora. Richard scosse il capo. Non lo so per 
certo, ma credo che sia stato Buckingham. Era gran connestabile 
dInghilterra, entrava e usciva continuamente dalla Torre, nessuna porta 
era chiusa per lui. Forse ha creduto di servire me oppure Lancaster, non 
lo so. Ma so che non sono riuscito a proteggerli e ora anche il mio unico 
figlio  sottoterra. La voce gli si spezz e tacque un istante. Non 
dubito che siano in pace, tutti e tre. La vita  molto crudele, molto pi 
di quanto immaginassi quando ero giovane.
Elizabeth si premette il pugno sulla bocca, impedendo alle labbra e al 
mento di tremare come la sua mano, senza emettere un suono, le palpebre 
abbassate sulle lacrime, senza capire se fosse meglio aver saputo oppure 
no. Non riusca parlare per molto tempo e Richard non la disturb nella 
sua immobilit senza singhiozzi o pianti. Aveva davanti a s anni per 
piangere. Alla fine, quando fu quasi certa di riuscire a parlare, gli 
fece cenno di scol capo, la decisione presa. Non sarebbe tornata 
indietro.
Uscir da questo luogo, Richard, se voi farete leggere nelle strade di 
Londra le promesse che mi avete fatto. Vorrei rivedere le messi dorate, 
le mele mature sugli alberi. Vorrei avere pace per le mie figlie e per 
me.
La meritate e lavrete afferm Richard, lo sguardo cupo. E mi 
dispiace per tutto quanto avete sofferto. Voi sapete che dico la 
verit quando affermo che volevo bene a vostro marito. Edward vedeva il 
meglio in me e io sono sempre stato sincero con lui. Sempre.
Il nuovo re francese aveva abbandonato i Tudor, Jasper ne era certo. Se 
Luigi fosse vissuto un altro anno, il piccolo uomo avrebbe dimenticato le 
perdite subite e tentato un nuovo sbarco, pensava Jasper. Il figlio di re 
Luigi, Carlo VIII, aveva soltanto tredici anni quando il padre aveva 
avuto un collasso mentre rivolgeva un importante discorso ai suoi nobili 
ed evidentemente i consiglieri del nuovo sovrano agivano con molta 
cautela; non avrebbero mai approvato le spese enormi in uomini, navi e 
oro che sarebbero state necessarie.
Era vero che i Tudor avevano perso met di una flotta nella tempesta, 
con pi di seicento francesi finiti in mare in una sola notte. Da quel 
momento, mentre la salute di re Luigi aveva cominciato a declinare, Henry 
e suo zio erano stati abbandonati in Bretagna, le loro lettere lasciate 
senza risposta. DallInghilterra una novantina di inglesi erano arrivati 
a Rennes per unirsi a loro, per la maggior parte uomini che avevano 
partecipato alla fallita ribellione di Buckingham ed erano fuggiti, o 
uomini e donne che ancora speravano in una restaurazione delle loro 
famiglie, impossibile sotto gli York. Arrivavano cercando antiche glorie 
e prendevano alloggio vicino alla modesta casetta di Jasper e di Henry 
senza trovare ci che si erano aspettati, qualunque cosa fosse. Avevano 
trovato invece povert e creditori che agitavano le loro carte davanti 
alla porta dei Tudor, pretendendo gli interessi dovuti.
Sulla costa le navi prive di vele, di legni e di chiodi aspettavano 
ancora di essere riparate, con i marinai che si mettevano in cattiva luce 
presso i magistrati locali, alcuni finendo addirittura per penzolare 
dalla forca per reati minori. Il torrente dargento e di oro da Parigi si 
era prosciugato completamente e perfino il sussidio regolare che Jasper e 
Henry avevano ricevuto per anni aveva smesso di arrivare; e non cera 
niente che potessero fare.
Secondo Jasper il nuovo re non conosceva nemmeno i loro nomi. 
Personalmente aveva sempre trovato Luigi una compagnia molto piacevole, 
ma ora, per la prima volta, sia lui sia Henry si rendevano conto 
veramente di quanto fosse difficile ottenere udienza da un re se questi o 
i suoi cortigiani non erano disposti ad accordarla. Con il passare dei 
mesi i Tudor furono costretti a vendere tutti gli oggetti di valore per 
procurarsi il cibo. Altre lettere di Jasper partivano per Calais e da 
lproseguivano per il Galles e Londra, perch, anche se Jasper odiava 
dover mendicare, lalternativa era morire di fame. Nel Galles Jasper 
aveva ancora uno o due amici, ma in un periodo come quello lunica 
speranza erano gli Stanley. In ricompensa dei servizi resi, Sir William 
Stanley era stato fatto primo magistrato del Galles e ogni tanto mandava 
notizie e un sacchetto di monete dargento su richiesta del fratello 
maggiore, lord Thomas Stanley, il quale, a quanto pareva, voleva far 
piacere alla moglie, Margaret, e al figlio di lei in esilio. Anche la 
madre di Henry mandava un po di denaro quando osava farlo, perch 
pensava di essere sorvegliata. Aveva mantenuto il suo posto a corte, ma 
re Riccardo aveva spie dappertutto che scrivevano rapporti e note, 
raccolti nella Torre.
Jasper e Henry sopravvivevano, dunque e, se la loro dieta era spartana e 
gli abiti assolutamente fuori moda, entrambi avevano conosciuto e 
sopportato giorni peggiori. Perlomeno parlare non costava niente e la 
loro piccola comunit di inglesi e di gallesi contava adesso un 
centinaio di persone che aiutavano a trascorrere le serate fra 
chiacchiere e risate. Qualcuno di loro aveva trovato lavoro a Rennes e 
aveva iniziato una nuova vita.
Lungo la costa si vedevano ancora i relitti delle navi da guerra 
trasportati dal mare sulle spiagge. Delle diciotto che erano state, nove 
erano riuscite a raggiungere un porto sicuro e Jasper e Henry 
accompagnavano i loro ospiti a vederle, passeggiando spesso lungo le 
scogliere per guardare gli uomini al lavoro con i loro arnesi intorno 
agli scafi. Una alla volta le grandi navi erano sparite, appena erano in 
condizioni di navigare alla belle meglio.
Un intero anno trascorse senza una parola da parte del re francese finch 
un giorno un giovane araldo elegantissimo si present alla porta dei 
Tudor. Jasper ebbe un gran tuffo al cuore nel vedere la livrea, perfetta 
e ricamata doro, che recava lo stemma con i gigli. Jasper lo fece 
entrare e prese il rotolo che laraldo gli porgeva. Lo srotol e scrut i 
caratteri neri e fitti che riempivano il foglio. Jasper udse stesso 
respirare rumorosamente mentre seguiva col dito le parole per non perdere 
il filo.
S. oh, che bravo ragazzo. disse. Per la prima volta lesse la 
notizia della morte dellerede di Richard, seguita da quella della moglie 
pochi mesi dopo. Il trono dInghilterra era vulnerabile e pareva che alla 
corte francese qualcuno si fosse ricordato dei due Tudor che aspettavano 
proprio quelloccasione. Con crescente giubilo Jasper lesse, tenendo la 
pergamena con la mano che gli tremava, e seppe che avevano di nuovo il 
permesso di attingere ai fondi reali: Jasper avrebbe potuto far vedere la 
lettera a qualsiasi banchiere e svuotargli i forzieri. A un tratto udun 
rumore di ruote sui ciottoli. Alz lo sguardo, poi si precipit alla 
porta della casetta e guard in fondo alla discesa.
La strada a oriente era piena di carri e di soldati in marcia. Il 
quattordicenne re di Francia aveva deciso di agire. Stupefatto, Jasper si 
gir verso il nipote: Qui c scritto duemila uomini ben addestrati e 
armati! Questi sono soltanto i primi.
Avremo bisogno di un esercito molto pi grande disse il nipote. Mi 
muover dal Galles, allora.
Da dove? Jasper trovava strano vedere il nipote in quella nuova luce: 
la sua pretesa al trono era cosesile che Henry non avrebbe avuto alcuna 
possibilit in un anno buono. Ma dopo Tewkesbury non cerano pi stati 
anni buoni. La madre di Henry era Margaret Beaufort e, quattro 
generazioni prima, John di Gaunt della casa di Lancaster era comparso 
nellalbero genealogico della famiglia. Sarebbe stato sufficiente.
Jasper alz lo sguardo, pensando alla donnina che aveva portato via da 
Pembroke tanti anni prima. Dopo i dispiaceri e le sofferenze che aveva 
dovuto sopportare, ora Margaret era felicemente sposata con lord Stanley 
e per tutta la sua vita aveva pensato al figlio, sperando e aspettando il 
momento perfetto. Erano stati dozzine i casati con pretese pi fondate di 
quelle dei Tudor, ma i Tudor erano gli unici sopravvissuti ai massacri di 
una guerra durata trentanni. Henry Tudor era lultimo della casa dei 
Lancaster che poteva ancora pretendere al trono dInghilterra. Unidea 
intrigante, un pensiero che suscitava timore reverenziale.
Certamente i consiglieri del re francese ritenevano che i Tudor fossero 
una possibilit ; in Inghilterra Richard Plantageneto era debole come non 
mai, privo comera di una discendenza, e se fosse stato costretto a 
combattere prima di aver generato un altro erede, la corona gli sarebbe 
stata tolta dalle mani o, meglio, dalla testa. Era unoccasione, una 
scommessa folle e disperata che quasi certamente sarebbe costata la vita 
a tutti e due. Ci nonostante lavrebbero colta, avrebbero rischiato il 
tutto per tutto. Jasper rivolse al nipote un largo sorriso, ben sapendo 
che cosa avrebbe detto.
Da Pembroke, zio gli disse Henry Tudor. Vorrei tornare a casa.
...
.
...
31.
.
Le navi presero il largo dalla costa bretone in una sera dagosto calda e 
afosa, in piena estate. I Tudor avevano stabilito la data daccordo con 
gli inviati del re e con il duca di Bretagna. Non ci sarebbe stata una 
ripetizione del disastro precedente, non avrebbero pi rischiato di 
trovarsi nel mezzo di una tempesta autunnale. Avendo tempo a disposizione 
avevano aspettato di avere mare calmo, cieli limpidi e una luna che 
potesse illuminare la rotta, dato che esisteva sempre la possibilit di 
imbattersi in una nave da guerra inglese se non in qualche imbarcazione 
dei doganieri a caccia di contrabbandieri. Quelli erano i rischi, anche 
se navi e imbarcazioni certamente si sarebbero date alla fuga vedendo 
avanzare una flotta.
Con il mare tranquillo la traversata avvenne senza incidenti. Le navi 
misero le vele a collo anche se il vento era cosdebole da essere quasi 
bonaccia e le ancore furono calate nellacqua scintillante, dopodich una 
alla volta, in perfetto ordine, si ormeggiarono in porto per scaricare 
uomini, cannoni e cavalli e allontanarsi poi subito verso il mare aperto.
Era la prima volta che soldati francesi mettevano piede sul suolo del 
Galles, a Milford Haven, riunendosi in gruppi circospetti mentre le loro 
forze andavano aumentando sulla terraferma. In un primo momento cera 
stato uno scontro con uomini del posto, uno o due cadaveri erano rimasti 
sui ciottoli della strada e un ragazzo era corso verso linterno a 
chiedere aiuto; e prima che lultima nave avesse scaricato sul molo i 
suoi soldati, su uno sperone di roccia brillava un fal mentre un altro 
si accendeva a un miglio di distanza.
Fin dal tempo dei Romani i villaggi di quella costa avevano conosciuto 
razziatori e predoni e quando il sole ebbe fatto la sua comparsa gli 
abitanti erano scomparsi come fantasmi nelle fitte foreste con archi e 
frecce per proteggere donne e bambini. Sapevano anche troppo bene che i 
razziatori prendevano tutto ci che poteva essere portato via e 
incendiavano il resto.
Ma non era coscon i soldati dei Tudor, che come prima cosa attrezzarono 
uno spazio fortificato e lo pattugliarono, poi, in piena vista dei moli 
rimontarono i carri e vi calarono i cannoni, operazione che cost qualche 
dito sfracellato e un bel po di imprecazioni, e infine mandarono uomini 
a cavallo in tutte le direzioni per chiamare a raccolta quanti non 
avevano dimenticato i Tudor.
Il castello di Pembroke si trovava a poche miglia di distanza, pi vicino 
di quanto non fosse mai stato nei dodici anni precedenti e Jasper ne 
sentiva la presenza mentre alzava la testa per guardare lalba; i boschi 
e la vegetazione ai bordi delle strade in Bretagna e nei dintorni di 
Parigi non avevano la stessa fragranza e solo stare l fermo in quel 
punto gli riportava alla memoria migliaia di ricordi, dal sorriso di suo 
padre alle nuotate nelle acque freddissime di un lago sui monti 
Brecknock. O Break Neck, Rompicollo, come li chiamava Owen, suo padre.
Gli antichi luoghi lo chiamavano, cercavano di portarlo via dal mare. 
Perch Jasper, pur avendo trascorso in Francia un numero di anni pari a 
quelli vissuti nel Galles, non aveva mai dimenticato quale fosse la sua 
casa. Casa era la maestosa fortezza di pietra grigia che non era mai 
stata violata e dove un tempo lui era stato conte. Preg affinch un 
giorno potesse rientrare a Pembroke come suo signore: dopotutto nella 
storia erano accadute cose anche pi strane, una di queste proprio quella 
notte, con lo sbarco di un esercito pronto a marciare nel Galles in 
appoggio a suo nipote per sfidare lultimo dei Plantageneti.
Intorno a Jasper fra le voci francesi si udiva parlare inglese e anche 
gallese, perch quanti erano venuti in Bretagna per unirsi a loro non 
erano rimasti in Francia e sotto gli occhi di Jasper qualcuno di loro si 
chin a raccogliere una zolla erbosa o qualche sasso solo per tenerli in 
mano. Si indovinava un amore per quella terra difficile da descrivere a 
chi non lo provava. Jasper sorrise tra s toccando una pietruzza liscia 
che aveva in tasca e che un tempo aveva fatto parte delle mura di 
Pembroke: lui lo capiva perfettamente.
La cosa pi strana era vedere il nipote camminare fra loro. Henry Tudor 
indossava una bella armatura, dono personale del nuovo re di Francia, 
unarmatura che, pur coprendo ogni pollice del suo corpo, gli permetteva 
di muoversi perfettamente. La indossava da quando erano arrivati da 
Parigi, avendo compreso che doveva abituarsi a portarla senza alcuna 
difficolt di movimento, rafforzando i muscoli per poter correre e 
combattere. Per queste cose Henry seguiva i consigli dello zio senza 
discutere, accettandone lesperienza, ma per il resto era difficile 
fargli accettare suggerimenti. Se Jasper si spingeva troppo in l , suo 
nipote piegava la testa sulla spalla riflettendo e poi rifiutava il suo 
parere. Quella fredda testardaggine irritava enormemente Jasper, ma era 
pur vero che allet di Henry lui era gi un conte con esperienza sul 
campo di battaglia; lo preoccupava che il giovane non avesse mai visto 
volare le frecce nemiche nemmeno una volta.
Jasper scosse la testa, confuso nel constatare quanta autorevolezza 
avesse acquistato Henry. Fin da quando si erano ritirati in Bretagna i 
reduci della ribellione di Buckingham avevano formato una specie di rozza 
corte intorno a lui, affidando tutte le loro speranze allultimo dei 
Tudor, come se fosse nato per comandare. Consideravano Henry un giovane 
re Art e qualche gallese aveva perfino cominciato a chiamarlo il Mab 
Darogan, lUomo del Destino delle antiche saghe, colui che avrebbe 
abbattuto il dragone bianco e innalzato il rosso. Non poteva essere una 
coincidenza che la casa di York avesse come emblema una rosa bianca. La 
casa di Lancaster aveva numerosi stemmi e simboli dove il cigno era la 
figura predominante; ma aveva anche la rosa rossa e, cosa pi importante, 
gli antenati di Henry avevano avuto in battaglia il drago rosso sui loro 
vessilli. Jasper non poteva che essere stupito e ammirato di una simile 
perfetta concatenazione di elementi. Uno zio poteva forse capire se un 
nipote era il Mab Darogan? Aveva visto come gli uomini guardavano Henry 
e, naturalmente, il giovane non sbagliava mai, non diceva sciocchezze n 
parlava troppo forte o in preda allubriachezza. La sua curiosa 
insensibilit gli era utile, lo faceva sembrare un uomo superiore 
anzich inferiore, perlomeno a quanti erano alla ricerca di un capo.
Lo zio lo guardava con orgoglio e pena insieme, immaginando ci che 
avrebbe detto Owen Tudor, ormai defunto da anni: il vecchio sarebbe stato 
felicissimo di vederli tornare, avrebbe detto di aver sempre saputo che 
la sua discendenza avrebbe salvato il Galles.
Era stato un rischio davvero grande diffondere la notizia del suo arrivo 
o cosaveva detto Henry; avrebbe significato giorni perduti mentre la 
notizia veniva comunicata agli amici e ai sostenitori, un ritardo 
difficile da sopportare dopo aver aspettato tanto tempo, ma era sempre 
meglio che trovare un grande esercito inglese ad aspettarli al loro 
sbarco.
Jasper cerc di non guardare fisso il nipote che stava rivolgendo qualche 
parola agli uomini riuniti in piccoli gruppi sulla banchina, ma vedeva 
che ogni volta che si allontanava da un gruppo per passare a un altro, 
tutti lo seguivano con lo sguardo nella pallida luce del mattino. Forse 
era soltanto perch rappresentava lultima speranza per quelle famiglie.
Non lo avrebbe mai ammesso, ma Jasper sospettava che al nipote mancasse 
quella finezza di comprensione e di sensibilit che avrebbe potuto farlo 
sentire meno sicuro di s. In un certo modo era straordinariamente 
sveglio, eppure una parte di lui era rimasta quasi infantile e rifiutava 
cocciutamente di vedere la realt quale era.
Henry Tudor aveva trovato naturale che gli altri lo seguissero, anche se 
capiva che le sue pretese al trono erano fragili e che forse gli 
sarebbero servite solo a portarlo su un campo di battaglia, con il trono 
in palio. A parte questo, non dedicava nessun pensiero allargomento o 
cospareva. Per quanto era dato a Jasper di capire, il nipote aveva 
autorit perch non pensava che qualcuno potesse rifiutare un suo ordine 
o non credere nella sua causa. Gli altri non avvertivano dubbi o 
indecisioni in lui, perch in effetti non ne aveva e Jasper non era 
sicuro se dovesse ammirare quella particolarit o trovare terrificante 
la sicurezza del nipote.
Dovevano affrontare un sovrano che aveva vinto a Barnet e a Tewkesbury e 
aveva schiacciato la ribellione di Buckingham. Nessuno fra quanti erano 
sbarcati a Milford Haven pensava che sarebbe stato facile. Le giornate 
erano lunghe e calde, con lodore del polline nellaria, ma avrebbero 
dovuto affrontare un nemico freddo e implacabile che non aveva pi niente 
da perdere.
Mentre il sole saliva nel cielo lultima nave riprese il mare lasciando 
duemila uomini e una dozzina di cannoni da trasportare lungo le strade. 
Gli uomini ansimavano leggermente, trafficando per raccogliere tutto ci 
che avevano posato a terra mentre aspettavano. Jasper vide il nipote 
parlare con un araldo, dopodich luomo port il corno alle labbra e 
suon ununica nota che riecheggi alta. Gli armigeri alzarono i vessilli 
che erano stati ricamati durante i mesi trascorsi in Bretagna, 
srotolandoli e muovendoli avanti e indietro fino ad aprirli 
completamente. Il Ddraig Goch, o Drago rosso, sventol su tutti gli 
altri; insieme a questo si spieg anche la rosa rossa dei Lancaster e la 
saracinesca e le catene dei Beaufort, ma fu davanti al drago che i 
soldati si fecero il segno della croce e chinarono il capo in preghiera. 
Erano pochi, ma avrebbero tenuto duro.
Nel primo pomeriggio gli uomini inviati in avanscoperta riferirono di 
aver visto soldati e arcieri sbarrare la strada a una certa distanza da 
l. Henry e Jasper si portarono avanti, cavalcando affiancati per poter 
parlare a bassa voce. Era stata segnalata la presenza dei colori di Rhys 
ap Thomas, un cavaliere bellicoso che si era schierato con la casa di 
York, cossi diceva. Era vero che lanno precedente cera stato uno 
scambio di lettere con i Tudor ma la prova effettiva si sarebbe avuta 
soltanto vedendo quel soldato inginocchiarsi o prendere le armi contro di 
loro. Jasper aveva la sgradevole sensazione che un guerriero cosferoce 
nel pieno delle forze avrebbe preso la sua decisione distinto, non 
importava ci che era stato detto prima o quali promesse erano state 
fatte; Rhys ap Thomas avrebbe deciso solo dopo aver visto con i suoi 
occhi Henry Tudor, solo allora avrebbero saputo. Jasper strinse lelsa 
della spada, domandandosi se quel giorno avrebbe visto scorrere il 
sangue.
Non potevano apparire deboli, questo era evidente. Quando furono 
informati che dovevano prepararsi a un attacco o a unimboscata, 
avanzarono in buon ordine lungo due strade strette che secondo gli 
esploratori li avrebbero portati dritti contro le forze di Thomas.
Per Jasper quel miglio fu durissimo. Seduto in sella al suo cavallo aveva 
la possibilit di vedere lontano, e davanti ai soldati in marcia 
scorgeva una grande armata che attraversava la strada e si spargeva nei 
campi, certamente centinaia di uomini in cotta di maglia armati di asce, 
di mazze e di una distesa impressionante di picche. E nei campi e nelle 
siepi potevano nascondersi altre migliaia di soldati. Alla testa delle 
truppe stava una figura a cavallo corpulenta e dalle braccia nude, con 
una gran massa di capelli rossi legati in una treccia. Luomo indossava 
una tunica e una cotta di maglia al posto di unarmatura completa, ma 
dallaria minacciosa con cui guardava davanti a s si capiva senza ombra 
di dubbio che era lui al comando. Rhys ap Thomas aveva lincarico di 
difendere quella costa da uneventuale invasione e gli York contavano 
sulla sua selvaggia violenza per sconfiggere linvasore. I fal erano 
stati accesi per chiamare lui e nessun altro. E lui era venuto.
Non farti vedere impaurito da questuomo mormor Jasper al nipote. 
Henry lo guard incuriosito: Perch dovrei mostrarmi impaurito?. Lo 
zio strinse i denti, incapace di fargli capire il pericolo ormai 
cosvicino. Si era infilato sotto la camicia una reliquia presa in 
Bretagna, una minuscola fiala contenente il sangue di un santo, e 
desider poterla toccare in quel momento, per pregare affinch Henry non 
dicesse qualcosa di sbagliato a un uomo come il capitano Rhys ap Thomas.
Mentre tiravano le redini Jasper vide che il capitano gallese era pi 
grosso e dalle spalle pi ampie di quanto gli fosse sembrato da lontano, 
una specie di barriera umana che in quel momento aveva lo sguardo fisso 
sul drago rosso sventolante alle loro spalle.
E' una gran pretesa la vostra, my lords! grid Rhys, indicando il 
vessillo. Era un buon inizio il fatto che li avesse chiamati cos; negli 
anni precedenti erano stati spogliati di tutti i loro titoli e delle 
contee di Pembroke e di Richmond, ma quellapproccio era parso spontaneo 
e naturale.
Jasper si schiarla voce per rispondere ma Henry si volt verso di lui 
senza parlare: voleva ricordargli che si erano messi daccordo di non 
aprire bocca a meno che non fosse per evitare un disastro. Non potevano 
esserci due draghi rossi, due uomini del destino. Jasper lo sapeva e lo 
aveva accettato. Ma era difficile.
Quando Henry fu certo che lo zio non avrebbe parlato, si gir verso 
luomo che lo stava osservando cosattentamente.
Chi siete per bloccarmi la strada? domand con voce chiara.
Sono Rhys ap Thomas, figlio di Thomas ap Gruffyd ap Nicolas. Luomo 
aveva risposto alla maniera dei gallesi, nominando i suoi ascendenti. 
Questa costa  sotto la mia giurisdizione. Se sbarcate qui dovete 
rispondere a me.
Io sono Henry Tudor, figlio di Edmund Tudor, figlio di Owen.
E sventolate il vessillo del drago rosso.
Sono un discendente di Cadwallader,  mio diritto.
I due uomini si fronteggiarono con lo stesso cipiglio, nessuno dei due 
con laria di essersi aspettato che lincontro si svolgesse in quel modo. 
Jasper stava sulle spine ma aveva promesso di non intervenire e mantenne 
la parola.
Rhys ap Thomas scosse la testa.
Non credo che siate il Figlio della profezia. Mi dispiace, forse siete 
davvero di quel lignaggio, ma non vedo nessuna grandezza in voi.
Henry Tudor spron il cavallo e si avvicin di qualche passo mentre fra i 
suoi uomini si propagava la tensione. Rhys ap Thomas fingeva di essere 
assolutamente tranquillo, le mani lente sulle redini, ma dagli occhi si 
capiva che era teso.
Io non dipendo da ci che voi vedete in me afferm Henry. Non aveva 
alzato la voce, ma lo zio, nella morsa di una paura gelida, non udniente 
altro intorno a loro se non le parole del nipote: il canto degli uccelli, 
il rumore degli uomini in armi svaniti del tutto.
Forse avete pensato di mettermi alla prova, Rhys ap Thomas. Non 
minteressa. Voi mi sbarrate la strada e io ho qualcosa da fare pi in 
l , con il re Riccardo di York. Credo che voi vi siate impegnato con lui 
in un giuramento solenne, quindi ascoltate ci che vi dico: se pensavate 
di unirvi a me, la mia risposta  no. Non voglio al mio fianco chi viene 
meno a un giuramento. Se invece pensavate di mantenerlo, il giuramento, 
allora sguainate la spada e io vi lascer nella polvere. Nellun caso e 
nellaltro non dipendo da ci che voi vedete in me.
Io. non. fece per rispondere il capitano, ma Henry continu a 
voce sempre pi sonora: E io sventolo il Ddraig Goch perch sono 
lultimo dei Lancaster, della rosa rossa. Sono io il drago rosso e vado a 
combattere contro la rosa bianca di York, contro il drago bianco, 
capitano Thomas! Dunque, che cosa decidete? Romperete il giuramento o 
rinuncerete alla vita?.
Non posso rompere il giuramento rispose Rhys ap Thomas, pallido, 
Jasper non capiva se per la collera o per la paura. Alcuni degli uomini 
migliori che aveva conosciuto erano quelli che raramente davano la loro 
parola, ma quando la davano era fino alla morte, non potevano ritirarla, 
ne andava della salvezza della loro anima. Vedendo che Rhys ap Thomas 
apparteneva a quella categoria di uomini, Jasper perse le speranze. Le 
truppe del capitano avrebbero fatto molto comodo.
Ho giurato di non permettere a un nemico di entrare nel Galles se non 
passando sopra di me disse Rhys ap Thomas, terreo in viso. 
Sceglierete un campione, milord? Oppure mi affronterete voi stesso?
Sopra di voi? Non posso allora scavalcarvi? Permettendovi di rispettare 
il giuramento?
Il capitano Rhys ap Thomas lo fiss interdetto: Scavalcarmi?.
Se  questo il giuramento che avete fatto. Se avete giurato di 
lasciarmi entrare solo passando su di voi, allora dovreste sdraiarvi su 
questa strada, il mio esercito vi scavalcherebbe e voi avreste tenuto 
fede alla parola data.
No, non mi stender per terra. Sarebbe troppo duro vedere i vostri 
uomini che mi scavalcano. Non credo che lo far.
Qualche passo pi indietro, il sorriso di felicit incredula di Jasper 
svan. Per un momento aveva pensato che il modo bizzarro di vedere le 
cose che aveva Henry potesse compiere limpossibile e vedersi portare via 
quella speranza fu un brutto colpo per lui. Mentre Jasper osservava la 
scena, uno degli uomini del capitano gallese port il cavallo accanto a 
quello del suo comandante e si pieg per parlargli allorecchio. Rhys ap 
Thomas aggrott la fronte con aria pensierosa: Qui vicino c un ponte, 
cosmi dice questo ragazzo, e in estate il fiume l quasi asciutto. Dice 
che, se io stessi in piedi nel fiume sotto il ponte, le vostre truppe mi 
passerebbero sopra attraversandolo. In questo modo io manterrei il 
giuramento. e vi farei entrare.
Accetto disse Henry come se il capitano gli avesse fatto una proposta 
precisa e in quel preciso momento Rhys ap Thomas fu indotto a 
considerarla tale. Dopo un po il capitano annu.
Daccordo, milord. Potrete dire che siete entrato in Galles passando 
sopra di me.
Non lo dir, capitano Thomas. Dir che mi avete fatto perdere mezza 
giornata per delle sciocchezze.
Luomo era visibilmente avvilito per il rimprovero e Jasper prov un moto 
di compassione per Rhys ap Thomas: quelluomo gli era diventato 
simpatico.
Quanti armati avete, capitano Thomas? gli grid, in parte per 
distrarlo. Voltandosi, Rhys ap Thomas parve sollevato di non dover subire 
pi lo sguardo freddo di Henry Tudor.
Milleduecento in tutto, milord, anche se qui con me ne ho solo 
ottocento. Porter il resto stasera e altri verranno. Il Galles 
affider i suoi figli alle vostre cure per seguire il drago rosso.
Richard sedeva solo nella sala delle udienze del palazzo di Westminster, 
guardando il Tamigi snodarsi scintillando tra gli edifici e i magazzini 
che spuntavano lungo le sue rive, ogni anno pi numerosi. Da quel luogo 
elevato poteva vedere i segni delluomo spargersi nei prati intatti, 
domando le brughiere incolte con le strade, abbattendo alberi per farne 
carbone e per costruire case, dissodare terreni che non avevano prodotto 
altro che ortiche e mendicanti. Il fumo si levava da un centinaio di fal 
e dai camini dei birrifici o dalle forge, dove si fondeva il ferro in un 
calore ancora pi grande, o dalle case di citt che si ergevano 
orgogliose sulle strade lastricate e pulite. Un bello spettacolo, pens.
La sala era silenziosa, anche i servitori che in genere aspettavano i 
suoi ordini erano stati allontanati. Richard non era mai stato amante 
della solitudine, ma lo era diventato senza che se ne accorgesse. Suo 
padre era sottoterra ormai da ventanni, ucciso nella guerra contro i 
Lancaster, i suoi tre fratelli erano morti, assassinati o giustiziati per 
tradimento, lultimo fulminato da un colpo apoplettico. Lunico altro 
uomo che Richard aveva ammirato era stato il conte di Warwick, caduto in 
battaglia combattendo contro di lui, deciso a distruggerlo. Una cosa 
crudele anche quella, come tutto il resto.
La perdita pi dolorosa di tutte era stata quella del figlio, pens 
Richard. Aveva adorato suo figlio, anche se non lo aveva dato molto a 
vedere. Era stato strano, stranissimo trarre tanta felicit dalla 
semplice esistenza di quel bambino, di Ned, eppure non dimostrarlo per 
paura di fare il suo male. La gentilezza e laffetto non rendevano forte 
un uomo, certo non rendevano forte un re, Richard lo sapeva anche troppo 
bene. Era diventato luomo che era grazie alle sofferenze e ai lutti, 
cosche quando era morta sua moglie il dolore che aveva provato era stato 
lieve come una puntura a paragone di tutto il resto. E naturalmente Anne 
era scivolata via silenziosamente. Come poteva un uomo come lui essere 
lasciato con qualcuno da amare? Sembrava ovvio che in qualche luogo fosse 
stato deciso che re Riccardo Terzo dovesse rimanere assolutamente solo.
Sentiva la mancanza di tutti loro, era lultimo della sua stirpe, pens, 
assaporando fino in fondo la tristezza del suo stato. Era lultimo dei 
Plantageneti.
Maest , un araldo chiede di essere ammesso alla vostra presenza.
E' stato perquisito?
Il suo paggio parve offeso.
S, maest .
Che entri, allora. Richard si volt, il mento appoggiato sul palmo 
della mano, il gomito sul ginocchio. Contempl il tramonto del sole su 
Londra, il tepore ancora nellaria mentre gli uccelli si appollaiavano 
sugli alberi.
Non si gir quando laraldo entr portando con s nella sala chiusa la 
fragranza della terra bagnata e dellaria fresca. Richard udche si 
inginocchiava e gli fece cenno di parlare.
Maest , vengo da Ludlow. Un messaggero  arrivato l dalla costa 
occidentale, quasi morto di sfinimento.
Richard sentiva dentro di s il peso vischioso dei suoi pensieri che lo 
schiacciava, immobilizzandolo e rendendolo incapace di fare altro se non 
fissare la luce dorata del tramonto sulla capitale.
Avanti mormor.
Ha riferito che un grande esercito  sbarcato sulla costa, non era 
sicuro se di francesi o scozzesi. Ha detto che erano i Tudor, maest , 
venuti sotto i vessilli del drago rosso.
Richard rialz la testa, respirando lentamente.
Ci sono notizie del mio capitano laggi? Come si chiama? Evans? 
Thomas? Laraldo si scus, mormorando che non lo sapeva.
In ogni caso non aveva importanza, Richard non aveva dubbi. Avrebbe 
chiamato a raccolta i suoi nobili pi fedeli come aveva fatto durante la 
ribellione di Buckingham e avrebbe messo insieme lesercito pi grande 
che si potesse schierare in battaglia e avrebbe. Interruppe il corso 
precipitoso dei pensieri, riflettendo.
I Tudor? Per Lancaster, dite? Ma non hanno nessun diritto al trono. 
Perch qualcuno vorrebbe seguire quel casato?
Non lo so, maest  balbett laraldo.
Vi siete comportato bene portandomi queste notizie. Da quanto tempo 
sarebbero sbarcati, lo avete scoperto?
Ho cavalcato per sei giorni, maest e credo che luomo che mi ha 
raggiunto a Ludlow abbia impiegato quattro o cinque giorni per 
raggiungermi.
Undici giorni, allora, pi o meno disse Richard. Andate ora, con i 
miei ringraziamenti. Mi preparer a riceverli.
Laraldo uscdalla sala e Richard rimase seduto a riflettere per un certo 
tempo, lasciando che il silenzio penetrasse di nuovo dentro di lui. Non 
aveva pi nessuno, n moglie, n erede, n fratelli. Era assolutamente 
solo. Se fosse caduto in battaglia sarebbe stata la fine del suo casato, 
della sua famiglia, della sua stirpe. In quellistante si sentpronto per 
qualsiasi cosa. Chiam di nuovo il paggio che era rimasto in attesa 
dietro la porta.
La mia armatura disse. Sono stato sfidato.
...
.
...
32.
.
Il sole sorse in una leggera foschia. Lesercito di soldati francesi e 
gallesi era triplicato dal giorno dello sbarco, quasi un mese prima. Man 
mano che si spostavano verso oriente, Rhys ap Thomas si era dimostrato il 
sostenitore di Henry Tudor pi entusiasta, chiamando a raccolta i gallesi 
sotto i vessilli del drago rosso, o Mab Darogan, in ogni villaggio che 
attraversavano.
Alla fine di agosto erano in seimila a marciare, unimpressionante 
triplice colonna attraverso il paese. Il conte di Oxford li aveva 
raggiunti, portando con s cavalieri e arcieri, oltre alla sua preziosa 
esperienza. Dei grandi nomi era semplicemente lunico, cosa che faceva 
infuriare segretamente Jasper Tudor. Aveva inviato missive a ogni nobile 
che in passato si era battuto per i Lancaster, ma le risposte erano state 
poche. Forse avevano paura di re Riccardo, che aveva trionfato a Barnet e 
a Tewkesbury e aveva trattato la ribellione di Buckingham come una cosa 
da bambini. O forse troppi di quei nobili dovevano i possedimenti e i 
titoli alla casa di York e non volevano rischiare di perdere tutto 
unaltra volta.
Qualsiasi fossero i loro motivi, pubblici e privati, per, lesercito dei 
Lancaster era pi debole di quanto avrebbe dovuto essere. Gli esploratori 
riferivano che il re Riccardo aveva radunato diecimila uomini o forse di 
pi e, se Jasper sperava ancora che le cifre fossero esagerate, sembrava 
che lui e il nipote fossero davvero in condizioni di inferiorit . Il 
risultato era che Jasper Tudor non riusciva a liberarsi dalla sensazione 
che stessero andando incontro alla rovina.
A parte gli uomini di Rhys ap Thomas, il resto dei giovani che si erano 
uniti a loro erano ragazzi gallesi privi di qualsiasi addestramento 
militare; erano vigorosi e robusti, naturalmente, qualsiasi uomo che 
avesse macellato un cinghiale o abbattuto un albero era in grado di usare 
una falce o una roncola con una certa abilit . I migliori fra loro 
avevano archi lunghi e frecce che si erano fabbricati personalmente, ma 
nemmeno luso di queste armi era una preparazione sufficiente alla 
guerra.
I veri soldati sapevano quando cercare un riparo, dove colpire un uomo 
coperto dallarmatura per ucciderlo o renderlo innocuo, come comportarsi 
davanti allassalto di un cavaliere per avere qualche probabilit di 
sopravvivere. Conoscevano la disciplina sul campo di battaglia e sapevano 
essere leali verso i loro comandanti. Un esercito non era una folla, 
unorda: un esercito era in grado di massacrare unorda disordinata.
Esisteva anche unaltra ragione per cui il soldato si addestrava 
strenuamente, fino ad avere molto pi fiato e resistenza di un contadino: 
la capacit di restare in piedi quando altri cadevano a terra esausti 
gli poteva salvare la vita, semplicemente; non bastava saper maneggiare 
unarma con forza e coraggio, quello della guerra era un mestiere duro, 
brutale. Jasper ne era stato testimone una volta, quando il suo nemico 
aveva avuto tutti i vantaggi. Ricordava perfettamente Edward, conte di 
March, percorrere il campo di battaglia di Mortimers Cross nella sua 
scintillante armatura rossa, un gigante che si era nutrito di carne e di 
pesce e che si era allenato continuamente nella sua giovane vita, con 
armi, armature e cavalli. Jasper non parlava volentieri di quel giorno, 
ma lo rammentava anche troppo bene.
Accanto allo zio, Henry Tudor, nella sua armatura, era in sella alla sua 
cavalcatura al centro dello schieramento. Il capitano Thomas era al 
comando dellala sinistra e de Vere, il conte di Oxford, aveva quello 
dellala destra. Tra i ranghi era sceso il silenzio mentre avanzavano sul 
terreno scoperto, gi in grado di vedere le forze di re Riccardo sulle 
alture davanti a loro. Lavvicinamento era stato difficile, ma lesercito 
reale di re Riccardo Terzo si era trovato un bel rilievo del terreno con 
una piana in basso.
Dopotutto era Henry Tudor che veniva a portargli via la corona; il re 
dInghilterra poteva scegliere per s il campo di battaglia che voleva. 
Richard lo aveva capito fin troppo bene e aveva perlustrato la zona in un 
raggio di quaranta miglia finch non aveva trovato il luogo perfetto per 
dare battaglia, con il frumento che stava diventando dorato nei campi.
Jasper guard a destra e a sinistra aguzzando la vista, ma non riusca 
distinguere gli stendardi, distanti pi di un miglio. Vide la cavalleria 
di Richard sullaltura come una macchia confusa e rimase male al pensiero 
di dover chiedere al nipote particolari che un tempo avrebbe distinto 
perfettamente, come un falco che roteasse in alto su un campo di stoppie.
Re Riccardo aveva radunato la sua armata su una specie di cresta, 
unelevazione naturale del terreno doverano schierati diecimila fanti, 
cavalieri e arcieri. Jasper deglutcon sforzo pensando a come sarebbero 
piovute le frecce scagliate da quellaltezza. Ne conosceva il sibilo 
meglio della maggior parte degli altri avendone gi subito lassalto. 
Non pot fare a meno di domandarsi se i soldati francesi avessero sentito 
parlare di Agincourt marciando a fianco dei gallesi e degli inglesi: a 
quel tempo i francesi non si erano trovati troppo bene contro archi alti 
come un uomo.
Mi sembra di vedere il blasone dei Percy sulla destra. Northumberland 
disse Henry aguzzando lo sguardo. L vedo un leone azzurro sugli 
scudi. Credevo che potessero schierarsi con i Lancaster.
Avrebbero dovuto farlo disse cupo lo zio. Lo avevano fatto 
allinizio e credevo che avrebbero continuato anche ora. Non ho dubbi, 
Richard tiene i loro figli in ostaggio a Londra come pegno di lealt . Lo 
farei anchio.
Re Riccardo tiene il centro allora, con Northumberland alla sua destra 
e. Norfolk alla sua sinistra.
Jasper fece spallucce: E' una stirpe che un tempo era grande, ma che 
ora  decaduta. I Norfolk non mi fanno paura, nemmeno un po. Lo disse 
per rincuorare il nipote, nel caso Henry si sentisse sgomento al pensiero 
di affrontare un esercito che combatteva sotto i vessilli reali su un 
terreno migliore e che aveva quasi il doppio delle forze.
Henry appariva calmissimo. Una volta di pi lo zio non seppe decidere se 
il giovane fosse un povero stolto o un maestro nel farsi credere sicuro 
di s davanti agli uomini; o forse esisteva una terza, strana 
possibilit : suo nipote credeva veramente di essere lUomo del destino, 
il Drago rosso venuto dal Galles per conquistare il trono. E mentre lo 
guardava fissare limpressionante altura e lesercito che vi era 
schierato, Jasper scorse negli occhi di Henry un lampo selvaggio che non 
si sarebbe mai aspettato di vedere.
La sera prima gli uomini avevano mangiato e si erano vuotati la vescica e 
le viscere prima di muoversi dallaccampamento, marciando per qualche 
miglio. Era una bella giornata e il cielo era rimasto limpido. Non si 
erano fermati avvicinandosi allesercito sullaltura. Mentre Jasper 
guardava, alcuni soldati cominciarono a scendere, smaniosi di combattere, 
e si udivano le voci sottili dei capitani e sergenti che li richiamavano 
indietro, gridando loro di aspettare. Sapevano di avere il vantaggio 
della posizione e Jasper li immaginava intenti a controllare le spade e 
le asce, protesi in avanti come cani legati al guinzaglio, vogliosi di 
lanciarsi in avanti. Per qualcuno di quei giovani sarebbe stata la 
mattina pi eccitante della loro vita, non temevano la morte, la morte 
non li riguardava, avevano fiducia nel loro vigore e nella loro forza mai 
messa alla prova prima di quel giorno.
Il suono dei corni ferm le colonne dei Tudor dopo mezzo miglio e gli 
uomini si disposero ordinatamente in quadrati, pronti a spingersi su per 
la salita. Jasper sentun brivido lungo la schiena e si fece il segno 
della croce in una preghiera silenziosa, chiedendo perdono per i suoi 
peccati. Era passato del tempo dalla sua ultima confessione e non poteva 
che chiedere misericordia. Aveva gi visto la guerra e non era pi 
giovane.
Alla destra di Henry Tudor il conte di Oxford cavalcava lungo la prima 
linea del quadrato al suo comando, duemila uomini in tutto, una 
met francesi e met gallesi. Perlomeno i francesi erano esperti, ben 
armati e con buone armature. Ai gallesi erano state date lunghe lance e 
pesanti mannaie che qualsiasi macellaio avrebbe riconosciuto.
Ottocento arcieri erano riuniti allesterno dello schieramento dellala e 
gi cercavano di individuare i bersagli e li indicavano ai compagni. 
Soffiava una leggera brezza e gli arcieri non erano affatto contenti di 
vedere gli armati sullaltura; non sarebbe stato un compito facile il 
loro e non avevano nemmeno lo schermo protettivo che li riparasse. Si 
sarebbero trovati in un vasto tratto scoperto a tiro dei nemici senza 
poter rispondere.
Oxford si era reso conto del pericolo e stava considerando quale fosse il 
modo migliore di farsi avanti. A Barnet aveva conosciuto la confusione di 
un combattimento nella nebbia e voleva assolutamente prendere le 
decisioni giuste, anche troppo consapevole che i migliori comandanti non 
erano quelli che avevano un piano dattacco ma quelli che sapevano fare 
le scelte giuste quando se ne presentava loccasione. Cavalcando nella 
seconda fila tra cavalieri e corpulenti soldati improvvisati, vide 
davanti a s le forze di Norfolk cominciare a scendere dal colle. Si 
guard a destra e a sinistra lungo le linee. I suoi uomini avanzavano in 
buon ordine, le lance puntate come spine aguzze. Aveva sopravanzato i 
Tudor al centro, ma solo di poco, e sapeva che pi in l la parte 
rimanente del loro esercito stava marciando al comando di Rhys ap Thomas, 
il gallese desideroso di battersi.
Oxford fu contento di constatare che lavanguardia nemica stava 
rinunciando al vantaggio del terreno, anche se questo rivelava quanto 
fossero sicuri di s. Sembrava che le truppe di Norfolk fossero sul punto 
di lanciarsi in avanti: il loro movimento lento e misurato divenne una 
corsa gi per la discesa quando gli uomini alle loro spalle si spinsero 
in avanti, costringendo gli altri ad accelerare il passo per paura di 
essere travolti e calpestati. Erano a trecento iarde di distanza quando 
Oxford ruggil comando agli arcieri, gi pronti del resto, gli occhi 
fissi su di lui in attesa che uscisse dalla sua meditazione. Gli arcieri 
di re Riccardo, qualunque fosse il loro numero, erano sullaltura e 
troppo distanti per tirare. Era il sogno di ogni arciere trovarsi davanti 
il nemico e scaricare le frecce sulle sue linee, sapendo di avere un 
esercito alle spalle a coprirlo una volta vuota la faretra.
Le frecce furono scoccate in un grandioso fragore con la massima 
rapidit possibile e, se non era necessaria una grande abilit nel 
colpire il bersaglio a distanza cosravvicinata, gli arcieri dimostrarono 
il loro addestramento mantenendo una grande potenza per tutti i tiri.
Gli uomini di Norfolk stavano correndo verso una grandine mortale e, a 
peggiorare le cose, mentre cercavano di superare lo sbarramento, coloro 
che cadevano trafitti facevano cadere quelli che li seguivano. Per 
qualche momento cruciale ricord il massacro di Agincourt, con mucchi di 
uomini agonizzanti e urlanti schiacciati dal peso dei compagni che 
cercavano di scavalcarli nella foga di salvarsi al di l delle linee 
degli arcieri.
Le frecce continuarono a sibilare, ormai senza un facile bersaglio da 
colpire, finch non rimase che una dozzina di arcieri pi lenti, uomini 
di una certa et che si bagnavano il pollice con la saliva e incoccavano 
le frecce con lentezza precisa, temibili nella loro accuratezza, tanto 
che molti continuavano a morire mentre si avvicinavano, colmando il 
varco; ma limpressionante massacro era giunto alla fine. Gli ultimi 
arcieri si ritirarono di corsa, ridendo e incitando i soldati a superare 
il loro risultato. Quei soldati li guardavano, invidiosi del particolare 
stato di quegli uomini, senza armature e senza vergogna nel correre via e 
lasciare gli altri a finire il lavoro.
I ranghi di Oxford erano irti di lance. Molti di coloro che ancora 
scendevano dallaltura erano stati feriti dalle frecce e camminavano con 
le aste conficcate nelle membra. Anche quella parte dellassalto nemico 
fu fermata, i suoi uomini usarono le lance finch non si ruppero, poi fu 
il turno dei lunghi coltelli e delle mannaie.
Oxford non aveva idea di quante centinaia di uomini i suoi arcieri 
avessero strappato ai ranghi reali e sapeva che, se avessero cercato di 
salire sul colle, ne avrebbe persi perlomeno altrettanti anche lui. Per 
i suoi uomini avevano cominciato bene. Alcuni di quelli che erano scesi 
correndo baldanzosi avevano cospoco gradito il benvenuto che si erano 
ritirati girando intorno al colle a testa bassa per la vergogna. Oxford, 
al contrario, aveva il morale alle stelle mentre guardava lungo le linee, 
sperando che i Tudor avessero visto.
Il duca di Norfolk era andato allattacco con i suoi uomini scendendo dal 
colle. Larmatura lo aveva protetto dallo sbarramento di frecce, ma lo 
stemma era stato strappato e sulla coscia si vedeva sangue, anche se non 
sapeva se fosse suo o di altri. Era ancora a cavallo quando Oxford lo 
vide menare fendenti ai soldati a piedi, che non potevano fare molto 
contro unarmatura di tale qualit . Norfolk si era gi aperto un varco 
intorno a s mentre i suoi uomini, che avevano visto il suo stemma, 
cercavano di raggiungerlo, chiamandosi a vicenda per accorrere in aiuto 
del loro feudatario.
Oxford decise. Gli si presentava loccasione di strappare il cuore 
dallintera ala di Norfolk, che in quel momento era a meno di venti iarde 
dalla sua posizione. Invi un messaggero ai Tudor al centro e si abbass 
di scatto la visiera, sguain la spada e spron il cavallo. Il destriero 
scalci con le zampe posteriori e gli uomini di Oxford si gettarono da 
parte per non essere colpiti dagli zoccoli.
Alzando lo sguardo Norfolk vide il conte di Oxford venire verso di lui, 
travolgendo e abbattendo i soldati sulla sua strada, colpiti dalle 
piastre di ferro che rivestivano la gualdrappa del cavallo da guerra. 
Norfolk, pur indossando larmatura completa, fu disarcionato al primo 
colpo, che lo strapp dalla sella con grande fragore di metallo. Il 
cavallo dette un balzo e per un secondo mozzafiato la cinghia resistette, 
poi si spezz e Norfolk cadde a terra malamente, rompendo lelmo. Una 
cerniera staccata spost la visiera, impedendo a Norfolk di vedere Oxford 
smontare da cavallo per colpirlo furiosamente.
Aspettate! grid furibondo. Arretr e tir la visiera fino a 
staccarla completamente. La gett lontano da s e, fermo in piedi, alto, 
ansimante, vide Oxford che lo stava aspettando. Norfolk sentiva il sangue 
colargli da una dozzina di ferite portandogli via le forze. 
Deglutfaticosamente.
Uno degli ultimi arcieri rimasti sul campo di battaglia, a non pi di una 
dozzina di passi da loro, stava ancora passando il pollice sullasta 
delle due ultime frecce. Vecchio Bill si era trattenuto per veder 
combattere i nobili, con lidea che non gli sarebbe dispiaciuto abbattere 
un magnifico cavaliere con il suo vecchio arco. Non capiva perch il 
conte di Oxford avesse smesso di attaccare e se ne stesse lad aspettare 
che il suo nemico riprendesse fiato per continuare a combattere. Vecchio 
Bill chiuse un occhio e scocc la sua penultima freccia contro il duca di 
Norfolk. Larciere rise di contentezza vedendola volare come un uccello 
dentro la fessura della visiera.
Per un momento il duca rimase immobile e Vecchio Bill ebbe il buon senso 
di voltarsi e abbassare le braccia, sentendo lo sguardo di Oxford cercare 
lautore di quel colpo, poi piant la sua ultima freccia nel terreno come 
unofferta di ringraziamento. Meglio di cosnon si poteva fare e se i 
suoi compagni non gli credevano peggio per loro.
Sullaltura re Riccardo osserv con unespressione rassegnata il duca di 
Norfolk cadere e il resto della sua avanguardia allontanarsi dal luogo 
del massacro. Norfolk aveva perso la posizione, gli uomini e infine la 
vita. Lunica cosa buona era che aveva risparmiato a Richard la seccatura 
di doverlo giustiziare in seguito.
Stropicciandosi meditabondo un angolo della bocca, il re si stir i 
muscoli della schiena che gli doleva terribilmente quella mattina. Anche 
senza lala al comando di Norfolk, sapeva di avere la 
superiorit numerica sui ribelli. Intorno a lui, su Ambion Hill, aveva 
una guardia personale di millecinquecento cavalieri e soldati in armatura 
completa, una massa solida di metallo argenteo sui cavalli pi possenti 
che fossero mai stati allevati dalluomo. Voleva lanciarsi alla carica 
con loro, non fosse che per udire quel rombo di tuono. Il solo pensiero 
lo faceva sorridere di gioia.
Aveva per ancora lord Percy, conte di Northumberland, fermo alla sua 
destra al comando di tremila uomini in attesa silenziosa, con i vessilli 
sventolanti sopra le loro teste. Non erano rimasti sgomenti dal 
fallimento di Norfolk: le battaglie potevano essere vinte al primo 
assalto oppure lentamente e a caro prezzo. Lala sinistra poteva anche 
essere stata respinta, ma la destra era pronta a muoversi. Richard si 
spost sulla sella aguzzando la vista.
Eccoti qua bisbigli fra s. Suo fratello Edward gli aveva insegnato 
limportanza di avere una riserva, usata a proposito. Le forze dei Tudor 
erano state cosconcentrate sullesercito schierato sulla cresta 
dellaltura che la loro marcia li aveva portati dritti contro la sua 
posizione. Ma le sue truppe non erano tutte lsullaltura. Richard 
sorrise al brillio dei ranghi in marcia: lord Stanley era a circa due 
miglia di distanza e molto probabilmente i Tudor non lo sapevano nemmeno. 
Richard teneva il figlio di Stanley al sicuro a Londra. Lord Stanley non 
lo avrebbe tradito. Molto bene. Era giunto il momento di far svanire nel 
nulla il sogno dei Tudor.
Richard fece un cenno a un araldo, che si avvicin velocemente in sella a 
un castrone.
Lord Percy deve attaccare immediatamente. I miei comandi sono di 
spazzare via dal campo di battaglia Rhys ap Thomas e poi rivolgersi verso 
il centro dei Tudor. Io lo incontrer l .
Il giovane corse via e Richard non pot che invidiare il suo entusiasmo 
giovanile. Il vento freddo gli faceva dolere la schiena ancora di pi. 
Quella sera avrebbe avuto bisogno di un bel bagno caldo e di olio e vino 
per dormire. Ammesso che riuscisse a dormire, naturalmente.
Aspett guardando la piana in basso. Lesercito dei Tudor sembrava 
davvero troppo misero per costituire una minaccia, non potevano essere 
pi di seimila uomini e altrettanti stavano marciando contro di loro per 
assalirli al fianco. Lunica cosa che gli dispiaceva era che suo fratello 
non fosse lper vedere; o forse il loro padre.
Gi nella piana un piccolo gruppo, non pi di cinquanta uomini, si stacc 
dal centro attirando immediatamente la sua attenzione. Recava i vessilli 
dei Tudor e Richard avvertun senso di gelo nelle viscere vedendo che si 
dirigeva dritto verso le forze di lord Stanley. Qualcosa gli era sfuggito 
o forse si trattava di tradimento.
Preso improvvisamente dal panico, Richard alz lo sguardo. Le forze di 
Northumberland non si erano mosse di un pollice, anche se certamente il 
conte Percy aveva ricevuto i suoi ordini. E tuttavia le truppe rimanevano 
ferme, cavalieri e soldati, con il vento che soffiava su di loro e non 
una faccia rivolta verso di lui, ma tutti intenti a osservare ci che 
avveniva gi in basso.
Richard imprec tra s. Era in sella al suo destriero e comandava 
millecinquecento cavalieri, un maglio di ferro pi potente di qualsiasi 
altra forza in campo. Chiam a gran voce i suoi capitani a destra e a 
sinistra perch trasmettessero i comandi.
Formazione stretta sul re! Impegnare il centro dei Tudor. Pronti!
Attese a occhi chiusi mentre i capitani ripetevano gli ordini e i 
messaggeri raccoglievano le redini e le lance. I cavalli nitrivano e 
scalpitavano e lala destra di lord Percy non si muoveva ancora, i ranghi 
silenziosi. Richard imprec di nuovo, dando di sprone e sguainando la 
spada per puntarla contro il piccolo gruppo che cavalcava lungo lo 
schieramento dei Tudor. Sarebbe piombato su quegli uomini prima che 
raggiungessero lord Stanley. Cerc di allentare la tensione nelle spalle 
mentre si piegava sulla sella, lasciando che il cavallo si mettesse al 
trotto gi per la discesa, passando rapidamente al galoppo; per questo 
aveva scelto quel terreno e ora godeva di quella velocit .
Millecinquecento cavalieri vennero gi dal colle in un unico blocco, come 
la punta di una lancia diretta verso il centro dei Tudor, di colpo 
terrorizzato: nessuno fra quegli uomini aveva mai visto una carica come 
quella e il tuono assordante li stord. I soldati francesi e gallesi 
cominciarono ad arretrare dalla massa di cavalli e di ferro che si stava 
precipitando verso di loro. Puntarono le lance e piantarono in terra gli 
scudi per rannicchiarvisi dietro, ma avevano paura.
Staccati dal centro del loro schieramento, Henry e lo zio si voltarono 
per affrontare lorda argentea che si riversava gi dallaltura, non 
essendovi dubbi su dove fosse diretta. Si vedeva il re Riccardo stesso 
galoppare in testa, il surcotto diviso in riquadri rosso, oro e blu. 
Jasper si sentseccare il palato dalla paura e fu Henry a fermarsi e a 
chiamare intorno a s gli uomini pi robusti per ricevere con i loro 
scudi il primo urto. Non potevano raggiungere lord Stanley, non in quel 
momento.
Attesero e mentre attendevano allimprovviso vi fu un movimento in avanti 
nellesercito alle loro spalle. Henry e Jasper sopravanzavano di un 
tratto la prima linea, ma in un solo rapido movimento, capitani e 
sergenti vennero avanti e lo schieramento avvolse il nipote e lo zio, gli 
scudi si levarono e gli uomini chiusero gli occhi in attesa dellimpatto, 
al quale sapevano di non poter resistere. Le lunghe lance avrebbero 
sfondato la linea e i cavalli, pesanti mezza tonnellata, sfracellato gli 
uomini piombando su di loro a tutta velocit .
Trattenendo il fiato, Henry sguain la spada e luomo che gli stava 
davanti tenne alto il vessillo anche se ci comportava non poter usare 
unarma. Un gesto folle e coraggioso. Alla destra di Henry comparve un 
colossale guerriero, Sir John Cheyney, che gli fece un cenno e gli 
strizz locchio prima di abbassare la visiera e voltarsi verso il muro 
galoppante di cavalieri e di cavalli che sollevavano in aria zolle di 
terra, facendola ricadere come pioggia. Re Riccardo era in mezzo a loro, 
dietro la prima linea, contornato da cavalieri che si erano sfiancati per 
non farsi sopravanzare da lui.
Tutto parve muoversi pi velocemente per un po, anche se Henry 
continuava a vedere chiaramente intorno a s. Non sussult n distolse lo 
sguardo quando gli uomini rimasero appiattiti a terra, travolti 
cosduramente che sembr fossero svaniti del tutto. I cavalli, pur 
protetti dalle piastre di ferro, superarono le lance solo per crollare e 
scivolare, gli arti anteriori fratturati, abbattendosi sugli uomini 
rannicchiati sotto gli scudi. La velocit e la potenza della carica 
furono assorbite dalla morte e dalla distruzione in un fragore che 
riemptutta la piana di Bosworth.
...
.
...
33.
.
Richard vide lo stendardo dei Tudor abbassarsi, non pi alto e 
sventolante. Con i suoi cavalieri aveva sfondato le prime linee, colpendo 
a destra e a manca. Alcuni cavalli erano stati abbattuti, alcuni 
cavalieri erano stati impalati o gettati a terra, ma il resto era 
penetrato in profondit nel quadrato centrale dei Tudor e aveva di 
fronte i suoi cavalieri pi forti.
Richard vedeva luomo per cui essi combattevano immobile come una statua 
mentre i suoi cercavano di salvargli la vita. Uomini morivano a portata 
del suo braccio e Henry Tudor stava tranquillamente seduto in sella con 
unespressione di calma imperturbabile che fece infuriare Richard. Henry 
Tudor, lultimissimo della sua stirpe.
Spronando il destriero, che tuttavia era bloccato dalla calca, Richard 
men fendenti per aprirsi un varco, un uomo cadde sotto gli zoccoli e 
quando Richard alz lo sguardo si accorse che la vista di Henry Tudor gli 
era bloccata da un cavaliere gigantesco, grande come un portone e in 
sella a un destriero di proporzioni stupefacenti.
La visiera del gigante era alzata e Richard capche il cavaliere si 
aspettava che il suo avversario cercasse di colpirlo proprio in quel 
punto debole; era preparato a questo e gli occhi gli brillavano di 
contentezza scoprendo di avere davanti a s il re in persona. Sir John 
Cheyney aveva il vantaggio che quasi tutti i suoi avversari erano pi 
bassi di lui, ma Richard si era esercitato a duellare contro il fratello 
Edward e aveva una grande pratica, pi di qualsiasi altro, nel resistere 
alla potenza di un grosso bue vestito di ferro.
Intorno a loro si continuava a combattere e tutti e due dovevano 
riservare un po di attenzione al colpo occasionale di una lancia o di 
una mazza. La fortuna aveva una parte importante in una battaglia quanto 
la lealt e la forza.
Levatevi di torno abbai Richard a sir John Cheyney e quando il 
colosso si apprest a rispondere, gli colpil braccio che brandiva la 
spada cercando la mano o il polso per spezzargli qualche osso e forse 
disarmarlo. Il fendente and a segno, tanto da far imprecare e ringhiare 
il gigante che per mantenne la presa sullelsa e restituil colpo, 
mirando a sfondare le piastre di metallo sul fianco e sullinguine di 
Richard. I cavalli erano affiancati e, sebbene il suo campo visivo fosse 
riempito dalla corazza del suo avversario, Richard allontan il braccio 
del cavaliere e allung la mano verso lapertura della visiera, 
infilandovi tre dita chiuse nel guanto di ferro. Un ruggito di dolore 
sfugga sir John Cheyney. Quando Richard ritir la mano la faccia 
delluomo era rossa di sangue. Il gigante agit le braccia in preda al 
panico, cercando freneticamente di ritrovare la vista, e la sua spada 
colpla testa del destriero di Richard, lasciandovi unorrenda ferita e 
facendo vacillare il cavallo, stordito.
Richard evit la lama e colpcon la sua lelmo dellavversario, con tutta 
la forza che aveva, facendo perdere i sensi a Cheyney, che cadde dalla 
sella e rotol a terra.
Mentre la battaglia infuriava intorno a loro, Richard sentil cavallo 
cedere sotto di lui e smont in fretta, le ginocchia del destriero ormai 
piegate, sbuffi insanguinati dalle narici. Appiedato, Richard chiam con 
un ruggito i suoi cavalieri, sperando che lo vedessero prima dei soldati 
di Henry Tudor, perdendo il senso di come stesse andando la battaglia gi 
in basso nel caos del combattimento. Era solo fra uomini che lottavano, 
urlavano e ringhiavano tutto intorno a lui. In lontananza scorse i 
vessilli di lord Stanley che sventolavano al di sopra delle teste dei 
soldati e dei cavalieri ancora in sella e ne trasse motivo di speranza. I 
ranghi di lord Percy, tuttavia, erano ancora fermi sulla cresta 
dellaltura e Richard preg di poter sopravvivere per prendersi una 
vendetta raffinata contro di loro.
Al re! uda un tratto. L ! Eccolo l ! Richard si volt e fu 
assalito da due cavalieri nella cotta dei Lancaster. Infuriato, allontan 
con pochi colpi le loro spade. Aveva bisogno di un cavallo, qualunque 
cosa pur di liberarsi di quel fango che gli risucchiava i piedi e di 
quella gragnuola di colpi. Gir su se stesso usando la sua armatura come 
unarma, sfondando e schiacciando ogni nemico che incontrava, nessuno di 
loro colossale come il cavaliere gigantesco ma in gran numero e protetti 
dalle armature. Non sentiva pi il dolore alla spalla e questo era un 
sollievo, ma cominciava a sentirsi stanco. Uno dei cavalieri che lo 
stavano attaccando scivol e cadde, urlando per il dolore alla gamba 
fratturata. Richard gli prese a calci lelmo fino a staccarlo, colpendo 
luomo alla testa.
Respirava cosrumorosamente che non riusciva a udire i passi degli uomini 
che lo circondavano. Con la visione limitata dallelmo, gir su se 
stesso, continuando a menare fendenti in aria in mezzo ai nemici. Non 
riusciva pi a vedere i Tudor e sembrava che i suoi cavalieri si fossero 
spostati, lasciandolo solo in quel caos. La sua speranza, la sua unica 
speranza, era che lord Stanley piombasse sul fianco del nemico e lo 
salvasse. Non udil movimento delluomo che stava brandendo unalabarda 
per colpirlo con forza spaventosa alla base del cranio, frantumandogli 
losso. Richard alz gli occhi, ma erano senza vita quando cadde. Allora 
una dozzina di soldati si lanci sul re morto, colpendolo con le spade e 
con i pugnali.
Henry Tudor era ansante, sporco di fango e malconcio mentre percorreva a 
cavallo le ultime cento iarde verso le forze di lord Stanley, contento di 
essere fuori dalla scena di morte e di sangue di cui era stato testimone. 
Affascinati e sgomenti allo stesso tempo, seimila uomini freschi e 
riposati osservavano la mischia furibonda dalla quale Henry si era 
allontanato, sapendo che da un momento allaltro avrebbero potuto 
ricevere lordine di marciare dritto sul campo di battaglia.
Lord Stanley uscdai ranghi sulla sua cavalla baia dal mantello lustro. 
Indossava larmatura ma non aveva lelmo, preferendo respirare 
liberamente finch non era in combattimento. La barba gli scendeva sulla 
tunica, lunga quasi fino allombelico. Al suo fianco un cavaliere portava 
il suo stendardo e altri due tenevano dei destrieri per le briglie e le 
armi pronte nel caso di un tradimento. Jasper e Henry si scambiarono 
unocchiata.
Bentornato a casa gli disse lord Stanley. Vostra madre vi manda il 
suo affetto, Henry.
Grazie, milord. Accetterete il mio comando?
Lord Stanley chin il capo.
Lho giurato, s, Henry. Voi sapete che mio figlio  nelle mani di re 
Riccardo a Londra?
Jasper vide il nipote restare immobile ed ebbe un tuffo al cuore. Per un 
attimo Henry rest in silenzio, riflettendo.
La vostra lealt  condizionata allora, lord Stanley? domand Henry 
al patrigno. Siete con me a condizione che salvi vostro figlio? Lord 
Stanley lo fiss per un momento, poi scosse il capo.
No. Ho giurato di esservi fedele, qualsiasi cosa succeda. Ho altri 
figli.
Henry gli sorrise a labbra strette.
Avete risposto bene, lord Stanley. Tuttavia, se  in mio potere, far 
in modo che vostro figlio torni da voi sano e salvo.
Grazie, milord disse lord Stanley, battendo le palpebre.
Su, guidateci in battaglia lo esort Henry.
Jasper e Henry fecero voltare i loro destrieri e cavalcarono fra gli 
uomini in marcia che approntavano le asce e le spade camminando. Si lev 
un grande ruggito di sfida e i cavalieri di re Riccardo che stavano 
combattendo alzarono lo sguardo sgomenti.
Senza il sostegno dellala destra di lord Percy, i cavalieri discesi 
dallaltura protetti dalle loro armature erano stati assaliti e 
sopraffatti fin dallinizio in quellultimo tentativo disperato di re 
Riccardo di arrivare al cuore dello schieramento dei Tudor. Alla vista 
della grande armata di Stanley, seimila uomini che marciavano contro di 
loro, molti di quei cavalieri si voltarono e fuggirono o gettarono le 
armi. Ad alcuni fu concesso di arrendersi.
Il corpo di Richard, che mostrava una dozzina di ferite, fu trovato 
rivestito della sua armatura. Un cerchio doro che era stato fissato 
allelmo si era in parte staccato e un cavaliere lo stacc del tutto, 
facendolo cadere e rotolare sotto un cespuglio ingiallito. Sir William 
Stanley vi infil la lancia e lo sollev da terra, cosche il cerchio 
rote lungo lasta finendo nella mano del cavaliere.
Il cerchio doro fu portato a Henry Tudor e a lord Stanley. Il minore 
degli Stanley lo porse al fratello che premette quella semplice corona 
sulla lunga capigliatura di Henry. Suo zio Jasper, con le lacrime agli 
occhi, fu il primo a piegare il ginocchio a terra davanti a lui. Poi 
soldati e cavalieri cominciarono ad acclamare il nome di Tudor e di 
Lancaster insieme, in un grido sonoro e impressionante.
...
.
...
EPILOGO.
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Jasper Tudor si sentiva la gola asciutta guardando la navata dellabbazia 
di Westminster illuminata da un numero enorme di candele e cosaffollata 
che faceva caldo perfino in quellimmenso spazio dal soffitto a volte. 
Sentle gocce di sudore colargli sul collo e si domand se potesse 
affidare la corona a un servitore per asciugarsi la fronte.
Un profumo di viole lo fece voltare e nello stesso momento sentuna mano 
fresca sulla gola. Aveva un colletto cosalto e stretto che quasi non 
riusciva ad abbassare la testa, ma sorrise ugualmente a Margaret Beaufort 
che si alzava in punta di piedi per asciugargli la fronte lucida.
Grazie bisbigli. Ricordava ancora la ragazzina di un tempo, tanti 
anni prima, senza un amico e con il mondo in fiamme. Allora aveva pensato 
di aver salvato quella cosina acerba trovandole un marito e una casa; 
Margaret era sopravvissuta al fratello di lui, Edmund, al suo secondo 
marito, e se ne era trovata un altro. Quelluomo, Thomas Stanley, era 
stato fatto conte e in quello stesso momento portava fieramente la spada 
di stato. Jasper non pot non meravigliarsi dellabilit di Margaret.
Grazie per aver avuto cura di mio figlio, vostra grazia gli disse 
Margaret a bassa voce. Jasper sorrise, ancora felice del suo nuovo 
titolo. A quanto pareva lo zio di un re poteva essere duca, duca di 
Bedford. Non avrebbe pi sofferto la fame. Era stato al castello di 
Pembroke e laveva trovato abbandonato, tutti i begli arazzi portati via. 
Non aveva ancora deciso se restaurarlo o no.
Voi gli avete dato speranza per tanti anni le disse Jasper voltandosi 
verso di lei. Con le vostre lettere. Nel punto che era il cuore della 
cattedrale i vescovi stavano posando le mani sulla testa di Henry Tudor, 
benedicendolo. Era presente il vescovo di Bath e Wells con Morton, 
vescovo di Ely, non pi in disgrazia e chiamato in aiuto del vecchio 
arcivescovo Bourchier.
E ora spero di poterlo conoscere, Jasper, ora che ho il tempo per 
farlo. LInghilterra  in pace, dopotutto: possa esserlo a lungo!
Jasper guard in fondo alla navata, aspettando il momento di essere 
chiamato. La corona era molto diversa dal semplicissimo cerchio che era 
stato messo sul capo del nipote a Bosworth, non adatto a 
unincoronazione, anche se gli uomini sul campo di battaglia lo avevano 
acclamato. La corona che Jasper teneva in mano era adorna di perle e di 
rubini incastonati su croci doro, un capolavoro in oro e smalti che in 
quel momento era posata sopra un cuscino di velluto.
Era molto pesante, sembrava pesasse pi del semplice metallo. Jasper 
guard la lunga corsia libera fra le fila di nobili e dame seduti, 
sapendo che se fosse inciampato e caduto quella sarebbe stata lunica 
cosa che tutti avrebbero ricordato.
In un certo senso la pace pu anche essere frutto di sfinimento, mia 
signora, e io penso proprio che la gente non ne potesse pi dopo 
trentanni di guerra.
E dovrebbe non poterne pi di guerre, Jasper. In ogni caso le daremo un 
bel matrimonio reale che unir mio figlio a Elizabeth di York. Sua madre 
. una donna pratica, mi pare. E ha perso pi di chiunque altro. Io 
spero che vedere la figlia sistemata con Henry porter la pace anche a 
lei. Dopotutto non  rimasto pi nessuno delle due famiglie. Mio figlio  
lultimo dei Lancaster ed Elizabeth  lerede degli York.
Ah, vostro figlio  molte cose esclam Jasper. E' un condottiero, 
con mia sorpresa. E' un gentiluomo e uno studioso. Ma soprattutto  un 
Tudor, mia signora, e ora si far il suo proprio casato. E' giusto che 
sia cos. Dopotutto  il Ddraig Goch, il Drago rosso e forse, soltanto 
forse, anche il Mab Darogan.
LUomo del destino? tradusse Margaret, rammentandogli che aveva 
trascorso anni fra i gallesi. Ma certo che lo , Jasper! Ha vinto. E in 
fin dei conti solo questo importa.
Jasper stava per bisbigliarle una risposta, ma lei lo urt col gomito e 
Jasper si accorse che centinaia di facce erano rivolte verso di lui. Con 
la gola asciutta, si avvi lungo la navata portando la corona per il 
giovane re.
...
FINE.
...
.
...
NOTE STORICHE.
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Henry Tudor era nato nel castello di Pembroke nel 1457 dalla sua 
tredicenne madre, Margaret Beaufort. Suo padre, Edmund Tudor, conte di 
Richmond, era morto di peste dopo essere stato catturato in battaglia 
combattendo contro gli York. Suo zio, Jasper Tudor, aiut Margaret a 
trovare un altro marito in sir Henry Stafford, al quale Margaret 
sopravvisse per sposare lord Thomas Stanley, in seguito conte di Derby. 
E' interessante notare che la madre di Henry non avrebbe potuto essere 
pi inglese di cos, mentre il padre era per met gallese, per 
met francese e nato nellHertfordshire. Henry, tuttavia, aveva buone 
ragioni per impersonare il Mab Darogan, lUomo del destino da lungo tempo 
predetto, che sarebbe venuto dal Galles e avrebbe regnato in Inghilterra.
E' un fatto storico che Jasper Tudor sia venuto a prendere il nipote 
quattordicenne per portarlo con s in Francia. Non si sa se abbia usato 
lenorme caverna sotto Pembroke Castle, ma sarebbe stata perfetta. Sotto 
la citt di Tenby, a una dozzina di miglia a est di Pembroke, esistono 
veramente delle gallerie e secondo una leggenda locale quei tunnel 
avrebbero dato asilo a Henry e a suo zio inseguiti dai soldati prima 
della fuga in Francia dei due Tudor.
Warwick e George, duca di Clarence, sbarcarono in forze dalla Francia nel 
settembre del 1470 per portarsi subito a Londra a liberare Enrico Sesto, 
Lancaster, dalla Torre e rimetterlo sul trono. Anche per questo atto 
Warwick venne chiamato Creatore di re.
Edward di York, per loro grande fortuna, facilit le cose. E' un fatto 
storico che fosse nel Nord con la moglie, Elizabeth, che stava per avere 
un figlio. Si sa da numerose fonti che Edward era un uomo di enormi 
appetiti, che amava mangiare, bere e andare a caccia. Per non tutto  
chiaro in ci che riguarda quel periodo: il re che aveva agito con tanta 
decisione prima e durante Towton si fece sorprendere nel Nord 
impreparato, con pochi uomini, e con Warwick che stava arrivando 
rapidamente dal Sud.
Warwick aveva radunato da venti a trentamila uomini in armi per la sua 
campagna a favore della casa di Lancaster, mentre Edward, che si era 
stabilito nei dintorni di Nottingham, non ne aveva radunati che tremila. 
Il capo carismatico di Towton era ormai fuori dalla storia. In unepoca 
in cui non esistevano i mezzi di comunicazione di massa, una simile 
operazione richiedeva centinaia di volontari che consumassero le suole 
delle scarpe sulle strade per chiamare a raccolta gli uomini e diffondere 
la notizia: Lancaster stava tornando. La vecchia corona sarebbe stata 
restaurata. La casa di York sarebbe caduta.
In una tale inferiorit di forze a Edward non rest che fuggire verso la 
costa con qualche seguace, compreso suo fratello Richard. La sua mossa 
nondimeno era stata prevista e la sua imbarcazione rischi di essere 
catturata in mare. Edward non aveva denaro con s ed  un fatto storico 
che il re dInghilterra dovette pagarsi il passaggio dando al capitano 
della nave il suo farsetto. Lo fece sorridendo, ma deve essere stato un 
momento di straordinaria amarezza. Come Warwick prima di lui, stava 
andando in esilio, verso un avvenire incerto.
Ma re Edoardo Quarto era un uomo di una tenacia insolita. Ritorn pi in 
forma di prima. Aveva gi affrontato sfide impossibili, come a Towton, e 
aveva vinto. E' stato semplicemente il pi grande re guerriero della 
storia inglese.
Coloro che si sono imbevuti di romanticismo nei riguardi di Riccardo Terzo, 
credo abbiano un debito di gratitudine con Shakespeare, nonostante 
levidente piacere del bardo nel fare di lui un gobbo perfido. Senza 
Shakespeare Riccardo Plantangeneto, un sovrano che aveva regnato soltanto 
due anni, sarebbe stato una semplice nota a pi di pagina nel regno del 
fratello. In nessuna fonte contemporanea si fa menzione di una sua 
deformit fisica, anche se ora sappiamo che aveva la colonna vertebrale 
storta, molto probabilmente causa di dolori continui; ma era cosper 
molti combattenti. Certamente non c traccia di una sua necessit di 
farsi fabbricare unarmatura speciale per una deformazione della spalla. 
Come i soldati romani prima di loro, i guerrieri medievali dovevano avere 
la parte destra molto pi sviluppata. Un mio compagno di scuola ha dovuto 
interrompere una promettente carriera di schermidore professionista 
perch gli si stava deformando la spalla. Provate a fare il paragone con 
un cavaliere medievale che usava una spada pi larga e molto pi lunga in 
combattimenti dove la forza fisica e la resistenza potevano fare la 
differenza tra la vita e una morte umiliante. Riccardo Terzo combatt nel 
1485, accett la sfida pur sapendo che la moglie e il figlio erano morti 
e che non aveva eredi. Non ho resistito a uneco del Macbeth, atto V, 
scena terza, quando il re chiede la sua armatura. Riccardo Terzo sapeva che, 
se fosse stato sconfitto, la discendenza maschile del suo casato sarebbe 
finita: eppure combatt ugualmente. Alla fine si comport con coraggio. 
Speriamo di farlo tutti.
Il duca di Borgogna, Charles le Tmraire nel bel suono francese, 
allinizio era riluttante a far sua la causa dei fratelli York in esilio. 
Carlo il Temerario era anche troppo consapevole del potere del re di 
Francia, ma Luigi 11esimo e il conte di Warwick nei primi mesi del 1471 
stavano preparando apertamente un attacco in forze alla Borgogna, 
muovendo da Calais, costringendo cosCarlo il Temerario a sostenere il 
loro nemico numero uno, concedendogli trentasei navi e circa 
milleduecento uomini, fra i quali anche degli inglesi. Lammiraglia della 
flotta sulla quale viaggiavano Edward e suo fratello Richard era 
semplicemente la Antony. Lho ribattezzata Mark Antony dal nobile romano 
che pronunci lorazione funebre per Giulio Cesare. Fu una scommessa 
folle quella di Carlo il Temerario, che rinunci a una flotta di vitale 
importanza per lui proprio quando ne aveva pi bisogno, ma una scommessa 
vinta.
Nota: Placebo Domino in regione vivorum?  Camminer alla 
presenza del Signore nella terra dei viventi?  era il primo versetto 
del salmo che veniva recitato nei funerali nel Quindicesimo secolo. 
Alcuni partecipavano soltanto per il cibo che veniva servito e 
Cantaplacebo? era gi un insulto nel 1470. Una generazione prima 
Chaucer lo aveva usato nei Racconti di Canterbury per descrivere i 
piagnoni? che fingevano dolore per interesse. Lorigine della parola 
 affascinante e perci la includo qui.
Edward tent lo sbarco a Cromer, nel Norfolk, solo per apprendere che il 
duca di Norfolk era prigioniero e che il conte di Oxford era invece, 
nemico degli York. Era impossibile sbarcare a Cromer e perci, con il 
fratello Richard, scelse Ravenspur alla foce del fiume Humber, vicino a 
Hull e non lontano dalla citt di York, esattamente il luogo dove 
settantadue anni prima Henry di Bolingbroke era sbarcato per usurpare il 
trono di Riccardo II.
Quella particolare campagna cominci male, con la citt di Hull che 
rifiut di aprire le porte agli York. Nella stessa York Edward pot 
entrare soltanto con pochi uomini e lavanzata fu lenta e contrastata nel 
passare davanti al castello di Sandal. Oggi nessuno sa con certezza 
perch John Neville, lord Montagu, avesse deciso di non fare una sortita 
contro Edward dal castello di Pontefract: si perse cosloccasione di 
stroncare sul nascere la ribellione degli York.
Al contrario, Edward e Richard continuarono a radunare uomini intorno a 
loro fino ad averne da sei a ottomila, un numero per ancora molto 
inferiore a quello delle forze di Warwick. Lord Hastings fu 
effettivamente tra coloro che accompagnarono Edward nelle Fiandre. Gli ho 
fatto raggiungere Edward a Leicester perch volevo mostrare i nomi 
importanti che si unirono a lui, uno alla volta, una valanga che cominci 
lentamente ma che non si riusca fermare una volta cominciata.
A cinquecento anni di distanza Warwick rimane una figura affascinante. 
Dubito di avergli reso giustizia, perch era un individuo realmente 
complesso. Le sue capacit diplomatiche sono innegabili. Per 
sopravvivere e prosperare in prima linea durante la Guerra delle Due Rose 
doveva essere effettivamente un uomo di grande capacit di discernimento 
nelle questioni personali. Si fidava della famiglia e si aspettava 
lealt dagli altri. Si rivolt soltanto quando il pi giovane Edward gli 
rese impossibile stare dalla sua parte, a causa degli attacchi continui 
contro il clan dei Neville. Warwick fu essenzialmente fedele a due 
generazioni di York. Fu costretto ad abbandonarli e le conseguenze furono 
tragiche. Gran parte della colpa  da attribuire a Elizabeth Woodville, 
ma Edoardo Quarto non  del tutto innocente.
In battaglia Warwick non possedeva nemmeno in minima parte il talento che 
gli sarebbe stato necessario. Perse la seconda battaglia di St Albans 
quando le forze d Margherita dAngi aggirarono la sua posizione protetta 
da trincee e lo attaccarono da dietro. Warwick commise poi lerrore 
madornale di catturare Edward e di tenerlo prigioniero senza un vero 
piano, costretto alla fine a lasciar andare un re avvelenato contro di 
lui e vendicativo che fuggcon Richard di Gloucester.
E' un fatto storico che Warwick si rifiut di impegnare in combattimento 
lesercito degli York a Coventry, pur avendo una grande 
superiorit numerica e di posizione. Il senno di poi  una gran bella 
cosa, naturalmente, ma qualcosa di strano deve essere accaduto a 
Coventry. Ho il sospetto che Warwick avesse visto Edoardo Quarto e Richard di 
Gloucester sul campo e che si fosse pentito delle scelte fatte, perlomeno 
il tempo necessario a frenare la sua mano. Li aveva messi allangolo: 
Montagu alle loro spalle, il conte di Oxford a oriente, almeno ventimila 
uomini intorno a Coventry. Se Warwick avesse attaccato, avrebbe potuto 
scrivere il proprio finale.
Ma Richard di Goucester era stato il suo pupillo, conosceva Edward fin 
dalladolescenza e aveva combattuto al suo fianco a Towton, un evento di 
tale violenza selvaggia che sono certo abbia segnato tutti i 
sopravvissuti. E forse  solo una coincidenza che Warwick, Edoardo Quarto, 
Gloucester, Clarence e Montagu appartenessero tutti allOrdine della 
Giarrettiera. Per.
Non sapremo mai con certezza che cosa sia passato nella mente di Warwick 
allinizio di aprile del 1471. Mornella battaglia di Barnet solo pochi 
giorni dopo. Forse Warwick non era un grande tattico, ma a Coventry non 
avrebbe avuto bisogno di esserlo. Li aveva nelle sue mani. e li lasci 
andare. Luomo che aveva combattuto a fianco di Edward a Towton non era 
un codardo e quella che ho dato qui  la sola altra spiegazione che si 
adatta ai fatti.
Nota: George di Clarence cambi effettivamente sponda di nuovo, tradendo 
il suocero. Edward, Richard e George si incontrarono sulla strada per 
Banbury e vi furono parole giuste e gentili di affetto fra loro. 
almeno per un po.
Per molto tempo nelle scuole inglesi la morte di Clarence annegato in 
una botte di Malvasia fu una delle morti famose che tutti conoscevano 
insieme a quella di Enrico I, deceduto per aver fatto indigestione di 
anguille o quella di Nelson a Trafalgar. Non sono certo che corrisponda 
a verit storica, anche se spero di s. Le storie che si tramandano 
fanno la cultura e possono essere pi importanti di quanto crediamo.
Nota sulla battaglia di Barnet: nella Pasqua del 1471 a Londra erano 
convenuti i sostenitori della casa di York. Calcolare con precisione le 
forze in campo  sempre rischioso, ma le fonti concordano sul fatto che 
lesercito di Edward fosse piuttosto piccolo, tra i sette e i dodicimila 
uomini, mentre quello di Warwick lo superava in una proporzione di tre a 
uno, perlomeno. Edward non poteva prevedere il colpo di fortuna che 
avrebbe avuto a Barnet, perci fu davvero una follia uscire da una 
citt difendibile e attaccare? Bisogna dire che era con i suoi fratelli, 
tutti e tre uomini giovani. E' possibile che si siano incitati a vicenda 
in unimpresa che avrebbe potuto concludersi in un disastro. Edward per 
era il vincitore di Towton e una figura quasi mitica in battaglia. A 
ventotto anni e in perfetta forma fisica doveva essere terribile da 
affrontare, la sua sola presenza pari a quella di migliaia di uomini, in 
termini di morale delle truppe. Come Enrico Quinto aveva combattuto ad 
Agincourt, cosEdward continuava una tradizione di re guerrieri, correndo 
rischi altissimi.
Oggi Barnet  una parte di Londra. Ma nel 1471 era una localit sulla 
strada per Londra a circa otto miglia dalla Torre, un grosso paese 
circondato dallaperta campagna. N Warwick, n Edward lo avrebbero 
scelto come campo di battaglia, vi si imbatterono e vi si scontrarono e 
alla fine Warwick vi trov la morte, una grande e turbolenta carriera 
interrotta violentemente. Aveva scelto tra sovrani pi di una volta e in 
unoccasione aveva avuto sotto la sua custodia personale sia Edward sia 
Enrico Sesto. Warwick aveva preso decisioni disastrose ma anche grandi; 
perdon davvero Margherita dAngi e si adoper per rimettere Lancaster 
sul trono e disfare tutto ci che aveva costruito. Ho il sospetto che 
nonostante tutte le sue colpe fosse realmente un granduomo.
Spero di aver descritto Barnet con una certa precisione, fondata sulle 
cronache degli eventi. E' realt storica che Edward si sia avvicinato 
col favore della notte e che il suo esercito si sia trovato cosvicino a 
quello di Warwick da non essere colpito dai suoi cannoni, che fecero 
fuoco tutta la notte. E' anche vero che a Edward, quando attacc fra le 
quattro e le cinque della mattina di Pasqua, la nebbia fitta impeddi 
vedere che i due eserciti si erano sovrapposti. La sua ala destra avanz 
rapidamente mentre la sua sinistra arretrava e diecimila uomini in armi 
ruotarono con Edward come intorno a un perno. Nello schieramento di 
Warwick, Oxford mise in rotta lala sinistra di York e la ricacci fin 
dentro Barnet. Il suo ritorno sul campo di battaglia fu realmente caotico 
anche per il fatto che il suo stemma poteva confondersi con il sole 
fiammeggiante di Edward. Grida di tradimento si levarono dalle schiere di 
Lancaster e vi fu il panico. Edward ne approfitt e Montagu, il fratello 
di Warwick, venne ucciso, causando un collasso al centro che coinvolse 
anche Warwick. Una fine ingloriosa per la vita straordinaria di Warwick. 
I cadaveri furono realmente esposti a Londra e Edward non volle che 
fossero fatti a pezzi come era duso ma li mand alle famiglie perch 
fossero sepolti a Bisham Abbey.
Margherita dAngi e suo figlio Edward di Lancaster, principe di Galles, 
effettivamente rimisero piede in Inghilterra dopo dieci anni nello stesso 
giorno in cui Warwick veniva ucciso in battaglia. Le navi erano salpate 
una settimana prima, o quasi, ma erano state trattenute dal maltempo.
Non  difficile immaginare la disperazione di Margherita nellapprendere 
che Warwick era morto, ma si lasci rassicurare da Edmund Beaufort, lord 
Somerset, che conosceva bene il Sud dellInghilterra ed era in grado di 
radunare l un grande esercito per lultima occasione che Margherita 
avrebbe avuto.
A sua volta re Edoardo, che aveva perso una notevole parte delle sue 
truppe a Barnet, dovette radunarne di nuove. Lunica difficolt era 
sapere dove avrebbe colpito Margherita. La insegua lungo, sapendo che 
gi una volta era andata in Galles e sospettando che potesse dirigersi a 
nord verso il fiume Severn per attraversarlo ed entrare in Galles dalle 
parti di Gloucester o di Tewkesbury.
Margherita raggiunse Bristol, dove trov una grande accoglienza da parte 
della popolazione, uomini, fondi ed equipaggiamenti, cannoni compresi. 
Edward scelse un campo di battaglia a lui favorevole, ma venne informato 
che Margherita non si era fermata per affrontarlo ma aveva proseguito la 
marcia. Dovette quindi inseguirla di nuovo. Nella corsa per raggiungere 
il Galles Edward mand avanti i suoi messaggeri e Gloucester con il suo 
ponte sul Severn rimase chiusa per Margherita proprio come Hull lo era 
stata per lui qualche settimana prima. I nobili e lesercito di Lancaster 
dovettero spingersi fino a Tewkesbury, dove era possibile attraversare il 
fiume e dove arrivarono dopo una marcia di ventisei miglia. Le forze di 
Edward marciarono per trentasei miglia e riuscirono a intercettarli prima 
che lo attraversassero. Gli uomini dei due eserciti erano esausti ma 
Edward voleva assolutamente vendicarsi delle umiliazioni subite.
Il fiume non poteva essere attraversato di notte o con un esercito ostile 
pronto ad attaccare, perci le forze di Lancaster furono costrette a 
combattere.
A Tewkesbury Edward non avrebbe potuto vantarsi di grandi 
abilit tattiche. Aveva una riserva di duecento uomini armati di lancia 
che si dimostr utile, ma ci che decise la battaglia fu lattacco 
fulmineo di Gloucester contro la persona del duca di Somerset, che aveva 
perso il fratello maggiore e il padre nella Guerra delle Due Rose. 
Infuriato, Somerset reagcon una carica gi dallaltura rinunciando 
cosal vantaggio del terreno. Il centro di Edward fu perci libero di 
attaccare le forze di Lancaster distruggendole un pezzo alla volta. La 
tradizione vuole che Somerset fosse tornato sullaltura e avesse ucciso 
il suo alleato, il barone Wenlock, per non essere intervenuto in suo 
aiuto.
Il principe Edward fu ucciso quando il centro di York sfond il suo 
schieramento, portando via con s le ultime speranze dei Lancaster e 
ponendo termine alle guerre in un solo colpo.
Nella Parte II sono passato dal 1471 al 1482 e non perch in quel periodo 
non fosse accaduto niente di nuovo. In particolare le invasioni della 
Francia e della Scozia presentano lati affascinanti; ma il soggetto del 
mio racconto era la Guerra delle Due Rose nel suo insieme. E' vero che in 
un certo senso  la storia di Edoardo Quarto, ma  anche quella di Margherita 
dAngi. E degli York e dei Lancaster. Per quanti fossero interessati a 
una bella biografia di questo re semidimenticato, raccomando Edward IV, 
di Charles Ross, dove troveranno molti particolari che qui sarebbero 
stati fuori posto. Consiglio anche Richard the Third, di Paul Murray 
Kendall. Entrambi sono di piacevolissima lettura, pieni di dettagli che 
non ho potuto includere per mancanza di spazio. Per esempio, Kendall fa 
menzione del fatto che Richard e sua moglie Anne dovevano essere nudi 
fino alla cintola durante una parte della cerimonia dellincoronazione. 
Non soltanto questo particolare solleva la questione di come fosse 
considerata allora la nudit femminile, ma  anche interessante perch 
segnala come in nessuna fonte contemporanea si accenni al fatto che 
Richard era gobbo. Come ho gi detto, era abilissimo nel maneggiare la 
spada e anche nudo fino alla vita non suscitava particolare interesse. La 
mia sensazione  che avesse effettivamente un problema alla schiena, con 
una spalla pi alta dellaltra, come  dimostrato dalla scoliosi visibile 
nel suo scheletro, ma una massa esagerata di muscoli sarebbe stata comune 
in un guerriero medievale che maneggiava una lunga spada pesante, come lo 
erano le cicatrici di ogni genere.
A distanza di cinque secoli  impossibile appurare quale sia stata la 
causa della morte di Edoardo Quarto. Sappiamo che era un grande bevitore, 
capace di stupire i visitatori alla sua corte, e sappiamo che era stato 
colpito numerose volte alla testa. Sembra probabile quindi unemorragia 
cerebrale o una trombosi. Una fonte contemporanea accenna al veleno, ma 
una trombosi  pi verosimile.
Quando moraveva quarantanni. Sembra una tragica perdita perfino oggi. 
Se Edoardo Quarto avesse regnato per cinquantanni come Edoardo III, non ci 
sarebbero stati n Riccardo Terzo, n Bosworth Field. ma nemmeno i Tudor 
e lera elisabettiana.
Una nota sui nomi: re Enrico Quinto aveva un figlio di nome Edward, che fu per 
poco tempo principe di Galles, coscome re Edoardo Quarto e re Riccardo Terzo. 
Il loro fratello George, duca di Clarence, aveva anche lui un figlio di 
nome Edward che divenne conte di Warwick e che fu affidato per un certo 
tempo allo zio, in quanto aveva motivi pi fondati dello stesso Richard 
per aspirare al trono. Come per un po ci furono troppi Richard, cosci 
furono troppi Edward. Nessun autore di gialli o di romanzi ha mai avuto 
un simile problema. Non so se il figlio di Riccardo Terzo fosse chiamato 
con il diminutivo di Ned.
E' un fatto storico che il duca Richard di Gloucester intercett il 
principe Edward che veniva accompagnato a Londra per essere incoronato. 
In quelloccasione Gloucester si mosse con una tale rapidit e senza 
alcuna traccia di panico da far pensare che veramente suo fratello avesse 
avuto un ictus ripetuto, cosa che avrebbe dato a Richard il tempo di 
prepararsi.
Pochi personaggi della storia hanno avuto tanti ammiratori, alcuni dei 
quali non vogliono ammettere che Riccardo Terzo abbia avuto qualche colpa. 
Tuttavia fece dichiarare illegittimi i figli di Edoardo Quarto pochi giorni 
dopo che il loro padre esal lultimo respiro. Perch allora farli 
uccidere, si domanda qualcuno, se non rappresentavano pi una minaccia 
per lui? Perch Richard di Gloucester aveva vissuto i trionfi e i 
disastri della Guerra delle Due Rose. Suo padre era stato spogliato del 
titolo, lo stesso Richard lo era stato insieme al fratello, con il quale 
si era mosso per riconquistare titoli e beni. Nessuno come Richard 
conosceva il pericolo potenziale di un nemico lasciato in vita. A re 
Enrico Sesto era stato permesso di vivere e il risultato era sotto gli occhi 
di tutti.
Richard aveva imprigionato nella Torre un figlio del fratello e si era 
fatto consegnare laltro prelevandolo dallabbazia di Westminster, dove 
sua madre aveva chiesto diritto dasilo per s e per i figli. Fu 
veramente larcivescovo di Canterbury a farsi consegnare il bambino dalla 
madre dopo una lunga discussione per decidere se portarlo via fosse una 
violazione dellasilo o no. Sembra che la madre fosse consenziente ma che 
cosa avrebbe potuto dire o fare con gli uomini del lord protettore che 
circondavano ledificio sui terreni dellabbazia di Westminster?
Richard aveva linventiva e il fegato per liberarsi dei suoi nemici 
accusandoli di tramare contro i nipoti, mentre con ogni probabilit i 
complotti erano contro di lui. Fece giustiziare lord Hastings coscome 
lord Rivers, Grey e Vaughn. Anche lord Stanley fu arrestato per qualche 
giorno ma rilasciato subito. Richard riponeva eccessiva fiducia in un 
uomo sposato con Margaret Beaufort, come i fatti dimostrarono.
Giulio Cesare aveva avuto un figlio da Cleopatra, Tolomeo Cesarione, che 
avrebbe ereditato due imperi. E li avrebbe ereditati, in effetti, se 
Ottaviano Augusto non lo avesse fatto giustiziare quando aveva 
diciassette anni. Il benigno Augusto fece uccidere anche il proprio 
nipote perch il giovane non potesse creare problemi con il passaggio dei 
poteri a Tiberio. Eventi simili, vere tragedie in realt , non sono per 
una sorpresa.
Per quanto riguarda i nipoti, Riccardo Terzo si liber probabilmente della 
minaccia che rappresentavano durante lestate del 1483. A quel tempo 
Richard aveva una moglie e un figlio, che per morirono poco dopo, come 
accadeva cosfacilmente a quei tempi. In quei primi caldi mesi del suo 
regno Richard avrebbe dovuto semplicemente impegnarsi ad assicurarsi una 
discendenza. Non era un indeciso Amleto, era un uomo di azione che aveva 
agito con decisione per non farsi sfuggire unoccasione che pochi 
avrebbero saputo vedere.
Lassassinio dei due ragazzi deve essere avvenuto senza chiasso e senza 
testimoni. Sarebbe stato giudicato un atto vergognoso, certamente un 
peccato grave e tuttavia necessario. Perlomeno una potenziale ribellione 
era stata impedita, quando si era sparsa la voce che i due ragazzi non 
potevano pi essere liberati perch non erano pi in vita.
Qualcuno sostiene che fosse opera di lord Buckingham, forse in risposta a 
una richiesta di Richard, non diversa da quella di Enrico II in un secolo 
precedente quando aveva detto: Chi mi liberer da questo prete 
sobillatore? dopodich quattro cavalieri erano andati a Canterbury per 
assassinare larcivescovo. La storia pu essere oscura e cruenta. In 
conclusione tre sono i possibili mandatari o direttamente assassini dei 
principi: Riccardo Terzo, Buckingham, o Enrico SestoI, che liberava il terreno 
per la casa di Tudor.
Io credo fermamente che sia stato Riccardo Terzo a dare quellordine. La 
ribellione di Buckingham del 1483 allinizio ebbe lo scopo di restaurare 
la casa di York tramite i principi chiusi nella Torre e la notizia della 
loro morte sconvolse completamente la coalizione. Buckingham tent di 
cambiare i cavalli trasformandola in una ribellione a favore dei 
Lancaster, ma fallcompletamente. Forse aveva avuto lintenzione di 
sostenere fin dallinizio Henry Tudor, ma la questione fondamentale  che 
Richard aveva un movente per far morire i due principi.
Riccardo Terzo non  mai stato il gobbo assassino del teatro 
shakespeariano, che godeva nel fare il male, ma sarei sorpreso se non 
fosse stato lui a uccidere Enrico Sesto nella sua cella, anche se non  
possibile averne la certezza. Richard non era un santo, non pi di quanto 
lo fosse suo fratello Edward. Enrico Sesto avrebbe potuto esserlo, ma la 
storia non  gentile con i santi.
Quale pensiero finale su Richard, possiamo dire che dopo la ribellione 
del 1483 seppe dimostrare il suo potere ma anche una certa generosit , 
facendo giustiziare soltanto dieci uomini e spogliare dei titoli e dei 
beni novantasei avversari concedendo poi il perdono reale a trenta di 
loro. Fu di ritorno a Londra soltanto quattro mesi dopo il suo primo 
Grande viaggio di Giustizia itinerante nelle regioni dellInghilterra. La 
sua capacit di governare fu compromessa dalla morte del figlio e 
qualche mese dopo da quella della moglie. In entrambi i casi fu la 
tubercolosi la causa pi probabile della morte, un vero flagello. Se 
Richard avesse vinto a Bosworth non c ragione di credere che non 
sarebbe riuscito a riprendersi tutto, una nuova moglie, dei figli, un 
lungo regno. In un combattimento corpo a corpo, pur con una lancia 
spezzata, disarcion la gigantesca guardia personale di Henry, sir John 
Cheyney. Cheyney sopravvisse alla battaglia e fu presente 
allincoronazione di Henry.
Riccardo Plantageneto aveva trentadue anni quando fu ucciso. Chi pu dire 
che cosa avrebbe potuto fare se fosse vissuto? Io raccomando 
laffascinante libro Bosworth: The Birth of the Tudors, di Chris 
Skidmore.
.
Una nota sulle date: la battaglia di Bosworth  nota per essere stata 
combattuta il 22 agosto 1485, ma si trattava del calendario giuliano, 
voluto da Giulio Cesare ed elaborato da un astrologo greco, Sosigene. Per 
il 46 a.C. era straordinariamente accurato e stabiliva la lunghezza di un 
anno in 365 giorni, con un giorno aggiunto ogni quattro anni a febbraio, 
allora la fine dellanno per i Romani (da qui il nome dei mesi di 
settembre, ottobre, novembre e dicembre: erano il settimo, lottavo, il 
nono e il decimo mese di un calendario che cominciava a marzo.) In quasi 
duemila anni si erano accumulate ore in pi nel corso dellanno e a 
questo venne posto rimedio con ladozione del calendario gregoriano che 
in Gran Bretagna avvenne nel 1752, quando al calendario dovettero essere 
aggiunti undici giorni. Tuttavia nel quindicesimo secolo lerrore era di 
soli nove giorni, perci la battaglia di Bosworth fu combattuta 
effettivamente il 31 agosto 1485 secondo il calendario che noi usiamo 
ancora oggi.
Indipendentemente dalla debolezza o malattia di cui soffriva, Enrico Sesto 
era un uomo buono che certamente non meritava di essere assassinato nei 
suoi appartamenti della Torre. Sono stato nel luogo dove fu ucciso. Mi 
dispiace che non gli sia stato risparmiato il dolore per la morte del 
figlio prima che raggiungesse la maturit e le sofferenze e umiliazioni 
della moglie nei suoi tentativi di salvare il marito. In certo modo 
rientra nel quadro della sua storia dolorosa che Margherita dAngi 
morisse nel 1482, in Francia, quando re Edoardo aveva davanti a s la 
prospettiva di regnare per decenni. Se fosse vissuta solo qualche anno in 
pi, avrebbe visto tutti i suoi nemici distrutti e perlomeno un esponente 
della casa di Lancaster di nuovo sul trono. Ma non fu cos. Per molti 
aspetti questo racconto riguarda solo lei. E la sua tragedia.
Conn Iggulden
Londra, 2015
...
.
...
RINGRAZIAMENTI.
.
Dopo la morte di mio padre avevo sperato che mia madre si riprendesse e 
tornasse in buona salute, ma prima della fine dellanno se ne era andata. 
Vorrei ricordarla qui, nel primo dei miei libri che non legger.
Il suo amore per le parole, e in particolare per la poesia, ha avuto su 
di me una grandissima influenza. Mi diceva che la storia era un insieme 
di storie di persone vere con laggiunta di date. Sento la sua mancanza 
ogni giorno, perch ogni giorno sapeva consigliarmi.
Una nave alza le vele nel vento del mattino. Io mi fermo a guardarla 
finch non  che un puntolino tra mare e cielo. e qualcuno dice: 
Ecco, non c pi.
.
E in quello stesso momento, mentre qualcuno accanto a me dice: Non c 
pi altri occhi stanno guardando per vederla arrivare. Voci festanti 
si levano e gridano: Eccola! E' qui!.
HENRY VAN DYKE.
...
FINE.